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Infrastrutture e trasporti

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MOSE. BALDIN (M5S): BENE TEST SOLLEVAMENTO A CHIOGGIA, INDISPENSABILE CHE FUNZIONI AL PIÙ PRESTO

Mose. Baldin (M5S): bene test sollevamento a Chioggia, indispensabile che funzioni al più presto

«A Genova il cantiere del ponte Morandi è rimasto in funzione anche in piena pandemia, perché è un’opera fondamentale per il Paese. Lo è anche il Mose. Quindi ben venga il test di oggi alla bocca di porto di Chioggia». Così Erika Baldin, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, sui test di sollevamento dell’opera idraulica lagunare, che prevedono che le 18 dighe mobili di Chioggia vengano alzate metà per volta, il 31 marzo e il primo aprile.

«Inutile attendere ancora – prosegue Baldin – qua c’è da correre, invece. Le prove sono indispensabili, come lo è il completamento entro la data stabilita del 31 dicembre 2021 del cantiere del Mose, che dovrà finalmente proteggere Venezia e Chioggia dalle maree eccezionali».

«La ferita dell’ultima, terribile “acqua granda” è ancora aperta – dice la consigliera M5S – e senza il sistema in funzione rischiamo che questo inverno si ripeta la stessa catastrofe dello scorso novembre. Quindi le prove servono, seppur in un momento difficile come questo. Poniamo comunque la questione delle dotazioni di sicurezza per gli addetti: auspichiamo ci sia la massima attenzione e tutte le protezioni previste contro il Covid-19».

«I test di oggi e domani – conclude Baldin – sono il primo passo per arrivare alla piena operatività del Mose, un traguardo che la popolazione e il tessuto economico veneziano attendono con impazienza da troppo tempo».

Nb: l’immagine delle paratoie è tratta dal sito web de La Nuova Venezia

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Comunicati stampaInfrastrutture e trasportiLavoro

SOSPENSIONE DEI CANONI PER LE AZIENDE PORTUALI. BALDIN (M5S): “AIUTARE IN TUTTI I MODI CHI LAVORA PER IL SOSTENTAMENTO DELLA COLLETTIVITA’”

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Tra le tante realtà produttive che in questo difficilissimo momento continuano a lavorare a beneficio della collettività anche le aziende concessionarie dei porti di Venezia e di Chioggia stanno dimostrando il loro impegno quotidiano.

L’arrivo e lo smistamento di merci necessarie e l’attività logistica conseguente sono un pilastro di questa “resistenza quotidiana”.
Indispensabile quindi un sostegno mirato: in questo senso è importante la circolare dell’Autorità di sistema portuale che comunica la possibilità di sospendere il pagamento dei canoni demaniali fino al 30 settembre. Si tratta di un provvedimento importante a sostegno delle imprese che in queste settimane hanno a che fare da un lato con la diminuzione dei flussi di lavoro, dall’altro perfino con un aumento dei costi per la messa in sicurezza dei lavoratori.

Si tratta di un segnale forte che parte dal Governo, passa dagli amministratori pubblici e arriva alle oltre 1.200 aziende tra Verona e Chioggia che impiegano 21.000 lavoratori diretti o nella filiera.

Erika Baldin, Consigliera regionale Movimento 5 Stelle Veneto

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Comunicati stampaInfrastrutture e trasportiInterventi e video

Coronavirus. Baldin (M5S): garantire ai pendolari bus e treni in condizioni di sicurezza

Coronavirus. Baldin (M5S): garantire ai pendolari bus e treni in condizioni di sicurezza

«In questo periodo non è ammissibile vedere i mezzi pubblici con gente ammassata». Lo dice Erika Baldin , consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle.

«La Regione Veneto – prosegue Baldin – faccia in modo che, specialmente nelle ore di punta dei pendolari, ci siano un numero sufficiente di bus e treni per permettere alle persone che si devono spostare, per ragioni di lavoro o necessità, di farlo in condizioni di assoluta sicurezza».

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Comunicati stampaInfrastrutture e trasporti

Mobilità accessibile: i mezzi ACTV non sempre sono in regola

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Sono all’ordine del giorno le segnalazioni di disagi gravi da parte di disabili e anziani, utenti dei servizi di trasporto ACTV.

Spesso i mezzi in circolazione nelle tratte urbane, anche a Chioggia e Sottomarina, sono privi della pedana meccanica per la salita e la discesa delle carrozzine , costringendo quindi persone in necessità (anche anziane) a lunghi percorsi a piedi o all’attesa della corsa successiva.

Peccato, perché un’ispezione di Village for All, marchio di qualità internazionale per la mobilità accessibile, ha validato le strutture di ATVO nel Veneto orientale, a Piazzale Roma e a Mestre in quanto idonee all’accoglienza e al sicuro trasporto di persone con disabilità: sarebbe stato bello poter vantare un’intero sistema di trasporto pubblico efficiente e moderno.

Baldin chiede quindi ad ACTV di intervenire nel parco autobus nei depositi dell’azienda, per dotarli tutti dei dispositivi automatici in questione.

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Comunicati stampaInfrastrutture e trasporti

Mose, dopo anni di pasticci, scandali e soldi buttati, i veneziani sperano finalmente in un risultato

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Il bilancio 2018 del Consorzio Venezia Nuova, alla voce Mose, reca scritte due date inequivocabili. Il 30 giugno 2020 l’impianto dev’essere terminato, ed entro il 31 dicembre 2021 deve entrare in funzione.

Alla buon’ora! Ricordiamo tutti quanti anni ci sono voluti, visto che la posa della prima pietra risale al 2003 e io andavo ancora alle scuole medie. Ricordiamo anche che questi vent’anni sono stati tristemente segnati da tangenti, malversazioni, creste sulla spesa di cui la magistratura si è occupata a fondo e continua a occuparsi.

Non potendo tornare indietro, speriamo solo che la struttura funzioni. Non resta che attendere e vigilare sulle prove sperimentali: le notizie di corrosione delle paratoie in acqua non sono certo state confortanti, ma i soldi sono stati spesi, l’opera c’è, e ora non resta che rimboccarsi le maniche e sperare che -nonostante le speculazioni- Venezia potrà salvarsi almeno dall’acqua alta che imperversa più volte all’anno.

Poi servirà anche una governance e dovrà essere condivisa e trasparente e coinvolgere l’Autorità Portuale di Sistema, le amministrazioni locali, la Capitaneria di Porto, senza dare troppi poteri a un solo soggetto: tanto per capirci non dovrà essere il sindaco di Venezia a decidere su come governare di volta in volta l’acqua alta in laguna e amministrare quest’opera faraonica.

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Comunicati stampaInfrastrutture e trasportiTerritorio

Chioggia come alternativa all’ingresso delle navi a Venezia

nave arrivata – ripresa dal drone

Chioggia deve rappresentare un’alternativa all’ingresso delle navi a Venezia, ma per fare in modo che la città sia pronta a diventare lo scalo per la crocieristica tutti devono iniziare a fare la propria parte. Appoggio e rilancio l’ipotesi di utilizzare le strutture portuali di Chioggia come punto di riferimento per le navi, nell’ottica di un’esclusione dei giganti del mare dal capoluogo veneto.

Si può fare  ne stiamo parlando in questi giorni con le autorità competenti e, anche se ci sono alcune situazioni da risolvere, il progetto è a portata di mano. Bisognerebbe affiancare questo nuovo sistema con una verifica della stazza delle navi e del pescaggio per decidere chi può entrare in laguna e chi invece non può entrarci, e da questo punto di vista la presenza a Chioggia di uno scalo potrebbe rivelarsi determinante.

Il punto a sfavore dello spostamento su Chioggia del traffico marittimo è legato ai fondali troppo bassi, che non permetterebbero ai natanti più grandi l’accesso al porto.

Allora che si inizi a lavorare coinvolgeremo tutti i soggetti perché questo progetto veda la luce. Se ci sono fondali da scavare e banchine da rifare, allora mettiamo mano al portafogli e iniziamo i lavori.

Stato e Regione ci devono ascoltare, questa è un’ottima soluzione e un investimento simile potrebbe ridare impulso all’intero settore adriatico compreso fra Venezia e Chioggia, e non solo, anche al territorio del Delta fino a Ravenna. Noi ci crediamo, siamo certi che anche in Regione e che a Roma ci ascolteranno.

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Interrogazione dopo il crollo del ponte a Genova: Il ponte sul Brenta della Romea è sicuro?

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Il ponte sul Brenta della Romea è sicuro? L’ho chiesto in un’interrogazione a risposta immediata: il provvedimento si innesta sulle delicata situazione nazionale emersa in seguito al crollo del ponte Morandi di Genova, che nella mattinata del 14 di agosto si è disintegrato causando la morte di decine di persone.

Anche in Veneto la situazione di alcune opere non è delle migliori e speriamo che da questa tragedia immane derivi una occasione di messa in sicurezza di tutto il territorio nazionale di autostrade, ponti, viadotti, acquedotti, ma anche scuole e situazioni di rischio.

Una nuova emergenza riguarda il ponte sul Brenta sul quale passa la strada Romea. Segnalazioni da parte dei pescatori che quotidianamente transitano lungo il fiume hanno evidenziato che in più punti il cemento appare lesionato, scoprendo le armature in ferro anche arrugginito.

L’opera ha più di cinquant’anni e ormai soffre l’usura del tempo, ma soprattutto soffre del passaggio quotidiano di centinaia di mezzi pesanti a velocità e peso sostenuto, che rendono la situazione alquanto preoccupante.

Per questo motivo la consigliera interroga la giunta veneta, per sapere se sul Ponte sul Brenta siano state effettuate verifiche strutturali periodiche e continuative.

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Linea 80, ancora disagi. Nuovo tavolo tecnico a Mestre, servono risposte immediate

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Ogni giorno arrivano lamentele da dipendenti, pendolari e commercianti: la Linea 80 sta facendo arrabbiare un gran numero di persone e chi è nella stanza dei bottoni fa finta di non sentire. Domani si terrà a Mestre, negli uffici della Città Metropolitana, un tavolo tecnico per fare il punto della situazione.

Ho già sollecitato la giunta su questo argomento, che coinvolge un enorme numero di pendolari e cittadini e come sempre nessuno si è degnato di dare una risposta. Ma una risposta serve, e deve essere immediata.

Ogni giorno ricevo continue lamentele dai dipendenti che lavorano sulla linea, dai pendolari e anche dalle attività commerciali del centro di Chioggia, che non hanno più gli introiti di prima a causa delle variazioni nel tragitto delle corriere”.

Questo servizio ha portato all’esasperazione i cittadini e la politica deve agire. Sono settimane che cerchiamo di farlo capire a chi ha il dovere di intervenire, ma non c’è stato verso di ricevere neppure una promessa vaga. Ma i veneti queste cose non le scordano. Ora mi auguro che, almeno stavolta, vi sia la volontà di ascoltare le istanze di pendolari, dipendenti e territorio senza nascondersi dietro la vergognosa scusa secondo la quale sarebbe troppo tardi per sistemare le cose. Non lo accetteremo.

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Linea 80, alla riunione in prefettura c’eravamo solo noi

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La Linea 80 non è un problema di Chioggia, ma di un gran numero di pendolari e lavoratori. Lo ribadisce la consigliera ragionale del Movimento 5 Stelle Erika Baldin, che da giorni sta seguendo la complicata situazione legata al nuovo servizio di trasporto pubblico su gomma che collega Venezia con Chioggia.

Alla riunione che si è tenuta in Prefettura c’eravamo solo noi di Chioggia e questo è inaccettabile. La città metropolitana non può ignorare in questo modo un problema che sta creando troppi disagi e disservizi.

Sul piatto della trattativa ci sono alcune priorità come il collegamento diretto per i lavoratori di Fincantieri e del petrolchimico: è stato fissato un tavolo tecnico per risolvere queste prime situazioni e fra due settimane le parti si incontreranno nuovamente in Prefettura.

Siamo dalla parte dei lavoratori, prima di tutto sia i pendolari che i conducenti delle corse e tutti lamentano gli stessi problemi. Ci sono continui ritardi, tragitti incomprensibili, corse sovraffollate e addirittura bus costretti a fermarsi perché manca il carburante.

Per non parlare dei disagi cui sono sottoposti i pendolari in attesa, sia per gli orari che per la posizione delle fermate, fuori dalle fabbriche. Basta, non possiamo tollerare oltre tutto questo. E anche Brugnaro deve farsi vivo, non è un problema che riguarda solo Chioggia.

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