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TRENI. BALDIN (M5S) REPLICA A DE BERTI: PROBLEMA TPL NON SI RISOLVE CON COLPO DI SPUGNA SUL DROPLET, E CHI CONTROLLA SE TUTTI AVRANNO LE MASCHERINE?

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“La ripicca scomposta dell’assessore al mio comunicato di ieri, a parte il limitarsi a una frettolosa lettura del titolo o poco più, non colpisce me, ma la lingua italiana. L’invito a gestire il caos del trasporto pubblico con lo stesso piglio e intraprendenza con cui si è affrontato il fronte delle terapie intensive era un’ovvia similitudine. Ma comprendo il nervosismo della Giunta .” In una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, ritorna sui disservizi dei treni, replicando all’assessore ai Trasporti De Berti sull’organizzazione futura di un Tpl che dovrà convivere con il Covid.

“La questione – dice Baldin – è che in questa partita il Veneto è in ritardo. Il fatto di essere in buona compagnia (di altre regioni) non consola. Con la nostra fame di turismo, non possiamo permetteci di far arrivare gli utenti in stazione e poi lasciarli a terra perché scoprono che il convoglio ha esaurito i posti.
Ho esortato, ieri, a rinnovare profondamente l’intero ecosistema del trasporto pubblico locale con l’organizzazione integrata di orari e flussi, una comunicazione capillare, digitale e in tempo reale, unita con un meccanismo efficiente di prenotazione e di informazione sulla capienza dei mezzi a livello regionale, non diviso per ogni azienda. Altrimenti a settembre, con la ripresa delle scuole, il problema ci scoppierà in mano.
A giudicare dalle sue dichiarazioni più recenti, l’assessore De Berti è del mio stesso avviso su entrambi questi concetti. Ne prendo atto, sperando lei faccia altrettanto.”

“Se la soluzione al problema del Tpl che convive con il Covid è quella di buttare alle ortiche il distanziamento di un metro, mi permetto qualche osservazione. E mi scusino Zaia&De Berti se non batto in ritirata dopo i loro rimbrotti. Il pensiero unico ancora non mi appartiene.
Ammainare la bandiera del droplet, dopo che è stata la guida per tutta la fase di uscita dalla quarantena – chiosa Baldin- deve essere un provvedimento validato e giustificato dagli scienziati. Altrimenti diventa la frettolosa e rischiosa via di scampo al problema dell’affollamento sui mezzi pubblici, che somiglia molto a quando vengono alzati per legge i limiti di sostanze nocive tollerate nell’aria e nell’acqua, solo perché non si riesce a ridurre l’inquinamento. Se un metro di distanza tra gli utenti era indispensabile e salva-vita fino a ieri, non può diventare superfluo domani solo perché siamo senza treni.”

“E poi chiedo – conclude Baldin – chi controllerà se i viaggiatori avranno tutti le mascherine quando salgono sui convogli? Il personale viaggiante di Trenitalia, come e quando? Chiediamo una mano ai carabinieri in pensione oppure riesumiamo i volontari civici? E che si fa se qualcuno non le ha? Lo facciamo scendere alla prima fermata?
Il problema del Tpl è e sarà enorme, richiedendo l’aiuto di tutti (anche delle opposizioni) e con tempistiche non brevi. Annunciare di risolverlo con un colpo di spugna è come mettere la testa sotto la sabbia e sperare che la tempesta passi innocua.” (Avviso bonario per l’assessore ai trasporti: anche questa è una similitudine).

Martedì 2 giugno 2020

(L’immagine, che mostra la ressa alla stazione di Venezia Santa Lucia, è tratta da La Nuova Venezia, che ringraziamo)


AGGIORNAMENTO. Ecco qui sotto il rilievo delle mie dichiarazioni sui mass media, come puoi vedere anche nella pagina della rassegna stampa.

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TRENI. BALDIN (M5S): REGIONE AFFRONTI TPL COME HA FATTO CON LE TERAPIE INTENSIVE

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“Il Veneto affronti la battaglia del Trasporto pubblico locale come ha affrontato quella delle terapie intensive. Allora non ci siamo rassegnati al fatto che non c’erano ventilatori, adesso non bisogna limitarsi a dire che non ci sono treni e aspettare che Roma salvi capra e cavoli .” In una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, ritorna sui disservizi dei treni, e sull’organizzazione futura di un Tpl che dovrà convivere con il Covid.

“Per treni e bus sarebbe illogico trascurare l’importanza determinante dello stanziamento di fondi – osserva la pentastellata veneziana- ma non può essere a senso unico, cioè arrivare solo dal Governo, e non è l’unico nodo da risolvere. La Regione deve impegnare ogni euro disponibile da sanità ed economia su questo fronte, ma soprattutto affrontare in modo diverso e innovativo l’organizzazione del servizio e la gestione della domanda. Dopo aver invocato per mesi il ritorno dei turisti nelle città d’arte, adesso non possiamo farli arrivare in stazione e poi lasciarli a terra perché scoprono che il convoglio ha esaurito i posti. Il futuro passa per l’organizzazione integrata di orari e flussi, e per una comunicazione capillare, digitale e in tempo reale, unita con un meccanismo efficiente di prenotazione e di informazione sulla capienza dei mezzi a livello regionale, non diviso per ogni azienda”.

“Se abbiamo puntato sui medici e sui ricercatori, ora non dobbiamo essere da meno con i Mobility manager di comuni, enti, realtà culturali e turistiche – dice Baldin – in questa partita il Veneto è in ritardo, perché finora ha solo atteso gli eventi e, con la nostra fame di turismo, non ce lo possiamo permettere. Bisogna innovare profondamente l’intero ecosistema del trasporto pubblico locale nella nostra regione. Altrimenti a settembre, con la ripresa delle scuole, il problema ci scoppierà in mano.”

Lunedì 1 giugno 2020

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MOSE. BALDIN (M5S): OGGI CONFORTANTE PASSERELLA, ORA ASPETTIAMO UNA VERA PROVA CON METEO AVVERSO

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“Tutto bello, tutto a posto, tempo da cartolina e mare piatto. Per una prova-vernissage il Mose non poteva avere cornice migliore. Ora dobbiamo riempirla con un meccanismo che funzioni davvero, in condizioni ben diverse.” Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, che oggi ha presenziato alla prova di sollevamento delle paratoie del Mose alla bocca di porto di Chioggia.

Prosegue la politica veneziana: “Auspichiamo che l’opera, che rimarrà comunque come una cicatrice nella storia del Veneto e del suo ecosistema, possa funzionare al meglio e nel più breve tempo possibile, per salvaguardare Venezia, il litorale e Chioggia.”

“Ma il tempo buttato e i soldi sperperati ci impongono di esse pragmatici. Per il Mose – invita Baldin – basta discorsi e selfie. Dopo questa confortante passerella, lo attendiamo al vero banco di prova: un’esercitazione in reali condizioni operative, con il mare grosso e il tempo avverso, senza preavvisi di settimane per le navi e la struttura organizzativa. Il disastro dell’acqua granda di novembre sta lì a ricordarcelo.”

Domenica 31 maggio 2020


Immagine scattata da Erika Baldin al termine dalla prova di sollevamento delle paratoie

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TRENI. BALDIN (M5S): PARTITA DEL TPL DA GIOCARE CON REGOLE NUOVE. SE VOGLIAMO DARE OSSIGENO AL TURISMO, NON POSSIAMO LASCIARE LE PERSONE A TERRA

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“Prendiamo atto che oggi sui binari veneti correva l’offerta pre Covid di treni regionali, con l’aggiunta di alcuni convogli straordinari. Ma, come tutti gli utenti hanno potuto vedere, non è bastata. È evidente che la situazione si sta ingarbugliando in un circolo vizioso che, con le nuove regole di distanziamento, porta troppo velocemente al “tutto esaurito” sulle principali linee, mettendo a terra centinaia di persone.” Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, sui disservizi dei treni di questi giorni, soprattutto dei convogli diretti a Venezia.

“Apprezziamo l’impegno dell’assessore ai Trasporti, ma la Regione – afferma Baldin – non si può tirar fuori dalla mischia e chiedere ai gestori, Trenitalia in primis, di contingentare gli accessi. Deve sporcarsi le mani, stanziare fondi in più e ottenerne altri da Roma, ma soprattutto organizzare un meccanismo integrato di comunicazione digitale, orari, offerta, organizzazione regionale. Se la nuova partita del trasporto pubblico è questa, non possiamo giocarla con le regole vecchie. Altrimenti avremo sempre piazzale Roma bloccato dalle code per il parcheggio, perché la gente rinuncerá al treno, visto che teme di essere respinta dal controllore.”

“Se vogliamo che le città d’arte siano di nuovo piene di persone -conclude Baldin -, dobbiamo farle arrivare nelle nostre stazioni. Non possiamo permetterci di lasciarle a terra.”

Domenica 31 maggio 2020


L’immagine è tratta da Rai TgR Veneto, che ringraziamo

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BALDIN (M5S): MANDIAMO IN PENSIONE I TRENI VECCHI E SPORCHI DELLE LINEE SECONDARIE, ANCHE PER GESTIRE MEGLIO LA FASE 3

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«In Lombardia – sono parole di Ilaria Capua – i treni vecchi e sporchi molto probabilmente hanno contribuito a diffondere il contagio. Evitiamo che alla ripresa delle scuole, con un gran numero di studenti che riprenderanno a spostarsi con i mezzi pubblici, anche in Veneto si corra lo stesso rischio». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, commentando le dichiarazioni dell’eminente virologa nel corso di una trasmissione televisiva su La7.

«Penso a certe linee secondarie – osserva Baldin – come la Rovigo-Chioggia, la Mantova-Monselice, la Montebelluna-Camposampiero, la Adria-Mestre o la Padova-Bassano, che sono state considerate dalla Regione e dai gestori come tratte di serie B: poche corse, scarsa considerazione dell’utenza, con i pendolari ignorati nelle loro esigenze e stazioni abbandonate. Su queste linee dimenticate perché portano ai confini dell’impero di Zaia, uno dei problemi maggiori è, in effetti, l’età e la qualità del materiale rotabile. Motrici spompate, carrozze scomode e inadeguate, roventi d’estate e fredde d’inverno, con i sedili lerci e malmessi».

«Visto che la Regione mette molti milioni di euro l’anno nel trasporto pubblico – conclude la politica veneziana – e ha voce in capitolo sulle scelte operative delle ferrovie venete, mi rivolgo all’assessore De Berti. Prenda come spunto le parole di una delle scienziate più capaci al mondo e pretenda dai gestori un impeccabile servizio di sanificazione dei convogli. E, con i denari europei che lo Stato distribuirà anche al Veneto, preveda di sostituirli con modelli nuovi, dove è necessario. Come su parecchie delle nostre tratte secondarie: portiamo la “vaca mora” finalmente nel futuro, dando dignità e sicurezza al viaggio quotidiano di pendolari e studenti».

Venerdì 29 maggio 2020


L’immagine (che mostra una littorina ferma nella stazione di Chioggia) è tratta dal sito web www.storiamestre.it (fonte: Beggio, Sistemi Territoriali S.p.A)


AGGIORNAMENTO. Ecco qui sotto il rilievo delle mie dichiarazioni sui mass media, come puoi vedere anche nella pagina della rassegna stampa.

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TRASPORTO PUBBLICO. BALDIN (M5S): ANCHE LA REGIONE NAVIGA A VISTA, POCHE CIFRE E CHIAREZZA INSUFFICIENTE

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«Abbiamo seguito con molta attenzione la conferenza stampa dell’assessore De Berti, sperando fornisse cifre esaustive e indicazioni chiare su uno dei problemi più pressanti della fase2 in Veneto, il trasporto pubblico locale. Siamo rimasti con troppe incertezze e molti “vedremo”, così non va». Lo dice Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, che prosegue: «Abbiamo avuto la sensazione che la Regione non abbia il pieno controllo di questa partita, e fatichi a coordinare, come la situazione emergenziale richiederebbe, la ventina di aziende del Tpl veneto. Una per tutte, Venezia e i suoi vaporetti».

«Capiamo che la situazione sia in divenire, ma avremmo preferito – osserva la consigliera M5S – vedere l’assessore arrivare con tabelle di dati in quantità, anche per chiarire le situazioni più spinose, come quella veneziana, dove è incredibile che non ci sia certezza di cifre, e bilanci che si prestano a diverse interpretazioni».

«Se la previsione del buco per il Tpl di tutto il Veneto, acqua più ferro più gomma, è di 150 milioni di euro – conclude Baldin – la Regione ci dia un’interpretazione autentica sulle notizie del baratro di 100 milioni dichiarato da Actv, e chiarisca se sono o meno compresi gli importi della cassa integrazione che rifonderà lo Stato. Ormai urge un programma previsionale per il futuro, anche e sopratutto in vista della riapertura delle scuole che, abbiamo intuito, preoccupa molto l’assessore. E buona parte delle famiglie venete».

Venerdì 22 maggio 2020


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BALDIN (M5S): A VENEZIA TRASPORTO PUBBLICO EMERGENZA IRRISOLTA, SERVONO ORDINANZE SPECIFICHE DELLA REGIONE

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«Dopo la mole di ordinanze che la Regione ha preparato per normare anche le situazioni più di nicchia, riteniamo sia giunto il momento di affrontare, con forza e determinazione, il rebus del trasporto pubblico a Venezia. Sia sulla terraferma che in laguna». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, sugli spostamenti ancora problematici per passeggeri e pendolari in autobus e vaporetto di questi ultimi giorni.

Prosegue Baldin: «Non capisco perché i frequenti disservizi e gli episodi di irritazione da parte degli utenti non debbano avere la stessa attenzione che la Regione ha dedicato, nelle scorse settimane, alle proteste plateali di alcune categorie. È ormai evidente che il Tpl veneziano è una delle grandi emergenze irrisolte della pandemia. Che non può essere gestita con la stessa ordinanza che vale a Vicenza o Rovigo, per ovvie peculiarità morfologiche del territorio. Un pendolare non può arrivare da Burano in bici o in monopattino. La frase fa sorridere, ma chi resta a terra ,e ha un vaporetto all’ora, ha poco da sorridere».

«Data la complessità di Venezia e dei trasporti in laguna – ribadisce la consigliera M5S – niente e nessuno vieta al presidente Zaia di adottare ordinanze ad hoc, con misure operative più stringenti e specifiche. Serve un mix di provvedimenti organizzativi, mirati e puntuali, per sbrogliare questo intrico. Dalle prenotazioni online al controllo scrupoloso degli accessi, dal ferreo obbligo di Dpi allo spaziamento per garantire più persone per viaggio, a tutti gli strumenti che i tecnici troveranno per limitare i disagi».

«Il trasporto pubblico in laguna – conclude Baldin – indispensabile se vogliamo che Venezia non diventi una Disneyland deserta, è un problema straordinario. Che va risolto con impegni specifici e straordinari. A prescindere dal nodo risorse di Actv, per cui facciamo appello all’impegno del Governo, anche per i dipendenti che ora sono a casa: la cassa integrazione non dura in eterno e gli stagionali aspettano risposte».

Mercoledì 20 maggio 2020


La foto è tratta dal sito web del National Geographic, che ringraziamo


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BALDIN (M5S): POTENZIARE LINEA 11 DA CHIOGGIA. TRASPORTO PUBBLICO, MECCANISMO DOPATO DA RIPROGETTARE PER LA VENEZIA FUTURA

Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle

«Ci uniamo all’appello lanciato da sindacati e pendolari: urge potenziare la linea 11 da Chioggia a Venezia. Ci sono tratte da gestire con attenzione “sartoriale”, e la 11 è una di quelle. Soprattutto se pensiamo ai tanti sanitari che, per garantire il funzionamento dell’ospedale, non possono né restare a terra né viaggiare ammassati visto che, con il lavoro che fanno, ci sarebbe un aumentato pericolo in caso di contagio. ». Lo dice in in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, commentando i grandi problemi negli spostamenti in autobus e vaporetto di questi ultimi giorni, con episodi di irritazione, da parte degli utenti, sempre più frequenti.

«Il caso della linea 11 – ribadisce la consigliera M5S – come pure della gestione dei bus dei pendolari, dei vaporetti nei week end verso il Lido, con il rischio assembramento dietro l’angolo, è lo specchio dello stato di salute del trasporto pubblico lagunare. La pandemia e il distanziamento hanno solo mostrato che il re è nudo. E l’incentivo agli utenti di usare i mezzi propri è sconfortante».

Prosegue Baldin: «Se qualcuno pensa che sia sempre il governo a togliere le castagne dal fuoco, si sbaglia. Ogni minuto speso a lamentarsi che mancano i fondi per raddrizzare la baracca, senza modificare in profondità il trasporto pubblico veneziano, è un minuto perso. Se non si riprogetta il futuro del Tpl con quello dell’intero tessuto socio-economico, in un’ottica digitale, green e sostenibile, qui rischiamo davvero di affondare nella crisi».

«Perché se il Comune ha tollerato un sistema che stava in piedi solo con le milionate di turisti che sganciavano 7,50 euro per ogni giro in vaporetto, è evidente che quel meccanismo era dopato. Adesso, che il doping del turismo è svanito, ecco una situazione senza uscita. Tutti dicono – conclude la politica veneziana – che bisogna ripensare Venezia senza monocultura turistica, che bisogna farla ritornare città viva, con lavoro, servizi, abitanti, studenti. Ma senza bus e vaporetti sarà difficile farlo: il monopattino, in laguna, affonda».

Lunedì 18 maggio 2020


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CAVARZERE. BALDIN (M5S): NIENTE BUS E PENDOLARI A TERRA, SITUAZIONE INACCETTABILE. APPELLO A CITTÀ METROPOLITANA E INTERROGAZIONE IN REGIONE

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«Cavarzere non può essere trattato come un borgo di serie Zeta, né i suoi pendolari venire dimenticati da Actv, che non riattiva le corse di autobus tagliate per lo stop da Coronavirus, senza nemmeno avvisare l’utenza. ». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, sul disservizio per i circa 200 lavoratori di Cavarzere, rimasti orfani del collegamento via gomma con Mestre, Marghera e Venezia.

«Sulla vicenda ho in animo di preparare un’interrogazione – afferma la politica veneziana – sto vagliando se ci siano effettivi margini di manovra, all’interno delle prerogative della Regione sul contratto di servizio che concede ad Actv l’esecuzione del servizio di trasporto pubblico locale. So che il rebus del Tpl non è facile da risolvere per l’assessore De Berti e per le aziende, ma so anche che certe “dimenticanze” non sono ammissibili e non vanno tollerate. Se vogliamo che la ripartenza sia in sicurezza, e che il lavoro riprenda, dobbiamo mettere in condizione i pendolari di potersi muovere. Anche se arrivano dal confine sud della provincia.».

«Quindi – conclude Baldin – appoggio totalmente la levata di scudi del sindaco di Cavarzere Henri Tommasi e faccio appello alla Città Metropolitana di Venezia, di gran lunga la maggior azionista dell’azienda di mobilità, perché si riveda la situazione e, nella riorganizzazione “in itinere” delle corse per la ripartenza dopo il lockdown, si inserisca anche il collegamento con Cavarzere, cancellando finalmente questo disservizio».

Lunedì 11 maggio 2020

Nell’immagine, tratta da Wikipedia (che ringraziamo), si vede Palazzo Barbiani, sede del municipio di Cavarzere (Ve)


Le reazioni sulla stampa veneta, qui sotto e nella nostra rassegna stampa

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