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COVID/CRISANTI. BALDIN (M5S): URGE CAMPAGNA MEDIATICA PER COMPORTAMENTI SICURI E METTERE DA PARTE INCOMPRENSIONI CON CRISANTI. SAREBBE ASSURDO ARRIVARE ALL’ADDIO, ANCHE SE NON È ALLINEATO AL “PENSIERO UNICO”

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«Non bisogna mettere la testa sotto la sabbia. Sul fronte del Covid ci sono troppi segnali negativi per non prendere provvedimenti da parte della Regione, in primis una nuova campagna mediatica per convincere i veneti a rispettare le regole di sicurezza. Non ci possiamo permettere (pensiamo al lato economico e a quello scolastico) di gettare alle ortiche tutti gli sforzi fatti nei mesi passati».

Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «I numeri sono chiari, in Veneto abbiamo il peggior Rt d’Italia. Siamo a 1,61 contro una media nazionale di 1,01. Quando avevamo i dati migliori si suonava la grancassa, adesso da palazzo Balbi c’è un silenzio che stona. Perché?».

«I prefetti – ribadisce la consigliera M5S – sono in allarme e puntano il dito contro i comportamenti dissennati, soprattutto in spiagge e movida. Si uniscono Dg delle Ulss e medici, mentre le case di riposo tornano di nuovo nell’occhio del ciclone, con alcune recrudescenze nei contagi. Un fronte in cui il Coronavirus ci ha già battuti, ora non deve ritornare pericoloso».

Aggiunge Baldin: «L’Italia è circondata da nazioni dove il Coronavirus galoppa. Una situazione che, insieme con lo scoppio di nuovi focolai, obbliga la Regione a schierarsi con tutta la forza mediatica di cui il super-comunicatore-Zaia è capace. Per convincere la popolazione che la cautela e la prevenzione non sono un optional secondario, ma l’unica strada per contenere la circolazione del virus, anche con qualche multa in più. Oppure Zaia evita di bacchettare i veneti, per paura di perdere un briciolo di consenso?».

«C’è poi, ingombrante e irrisolto, lo scoglio Crisanti. Tra silenzi, querelle sui test super-rapidi, polemiche e ventilati addii al Comitato tecnico scientifico, l’unica verità incontestabile – aggiunge la politica veneziana – è che il Veneto, specialmente ora che la situazione sta tornando preoccupante, non può permettersi di perdere uno dei migliori specialisti al mondo. Non era Zaia che diceva che è meglio avere un team di cavalli di razza, anche se difficili da domare, invece che di ronzini mansueti? Bene, ora il presidente mostri la sua capacità di gestire gli scienziati. Tutte le altre regioni ce lo hanno invidiato e adesso vi rinunciamo, solo perché non è allineato al “pensiero unico” di palazzo Balbi?».

«La salute dei veneti – conclude Baldin – è più importante degli ego personali e delle baruffe interne. Abbiamo bisogno delle dotazioni e delle professionalità migliori per gestire la Fase3 e l’autunno, e il professor Crisanti è indubbiamente una di queste. Arrivare all’addio sarebbe una mossa così miope che nemmeno il fan più sfegatato di Zaia la capirebbe».

lunedì 20 luglio 2020

Tags : CoronavirusCrisantimascherineVenetoZaia
erika baldin

The author erika baldin

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