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ENERGIA CIVICA ENTRA NELLA GIUNTA DI CENTRODESTRA A CHIOGGIA: ROSSI E CHIO SOSTERRANNO LA FILIERA CHE HA VOLUTO IL DEPOSITO DI GPL, E CHE ORA NON LO SMANTELLA

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Venezia, 4 aprile 2024 -.«Non sono stupita, anche se dovrei esserlo. Del resto, già tre giorni dopo le elezioni comunali del 2021 Maria Rosa Boscolo dichiarava alle telecamere che nel programma di Armelao c’erano “molti argomenti in comune” con quello di Energia Civica, e che quindi “di sicuro” avrebbero potuto collaborare».
Il disincanto di Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale, non nasconde l’amarezza per l’evolversi della crisi amministrativa a Chioggia: «Le parole del capogruppo civico Roberto Rossi -osserva la consigliera- relative ad una presunta “nuova fase” senza Fratelli d’Italia in Giunta sono inequivocabili. L’offerta di un assessorato da parte della maggioranza di centrodestra c’è stata, e la lista emanazione del comitato No GPL non ha detto di no».

Baldin ricorda che non si tratta del primo abboccamento tra le due parti: «Rossi aveva ottenuto la vicepresidenza della commissione Ambiente, e già lo scorso mese c’era stato un incontro-fiume con il sindaco per accordare il sostegno. Insomma, non si tratta di un fulmine a ciel sereno: la trattativa era in corso, prova ne siano l’atteggiamento di difficoltà della stessa Boscolo nell’ultima seduta del Consiglio comunale, e la sua assenza alla manifestazione delle minoranze il giorno precedente sotto il Municipio».

L’esponente del M5S è ironica: «Chissà cose ne pensano, coloro che nel settembre di oltre due anni fa avevano votato Energia Civica, di questa nuova intesa. Non è noto se siano almeno stati convocati e consultati attraverso una delle assemblee dal basso, tanto care al loro gruppo che non ha mai avuto né programma né obiettivi, ma solo un metodo impolitico che non si può applicare a tutto.

L’unico fronte che teneva unite queste persone era la lotta al deposito di GPL in Val da Rio, voluto dalla filiera di centrodestra: come spiegano, ora, il fatto di sedersi allo stesso tavolo con chi non sta smantellando l’impianto, dopo che fu il governo progressista Conte II a bloccarlo grazie al decreto Agosto?».

I nodi della crisi amministrativa, tuttavia, rimangono tutti irrisolti: «Li ha enumerati efficacemente il capogruppo chioggiotto Daniele Stecco -conclude Erika Baldin- pescando dal programma inapplicato del centrodestra. Dal dimezzamento del trasporto pubblico urbano all’aumento della TARI e della tassa di soggiorno, dalla carenza di parcheggi “rosa” alla mancata preparazione e nomina di un disability manager, l’assenza di colonnine per la ricarica elettrica e nessun aiuto alle giovani coppie in cerca di casa: di quello che avevano messo per iscritto, pochissimo hanno realizzato, se non tagliare nastri delle opere programmate e finanziate dalla precedente giunta Ferro. Solo selfie e blitz a favore di telecamera.

I princìpi dell’ecologia politica vorrebbero che la decisione fosse di nuovo affidata alla cittadinanza e alle urne, invece si assiste a una soluzione pasticciata che ci conferma come allora avevamo fatto bene a non sottostare alla richiesta dei civici di esprimere a tutti i costi la candidatura a sindaco di una possibile coalizione unitaria».

erika baldin

The author erika baldin

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