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SCUOLA. BALDIN (M5S): TEST RAPIDI, SERVE AGGIORNAMENTO COSTANTE. INTERROGAZIONE PER CONOSCERE NUMERI E PREVISIONI DELLA CAMPAGNA

erika baldin lux telefono

«Il fronte della scuola, insieme con il tema dei trasporti (ad esso collegato) è quello che preoccupa di più in vista della riapertura. In Veneto a che punto siamo con i test sierologici rapidi per il personale scolastico? Dopo i distinguo dei giorni scorsi da parte delle associazioni di categoria dei medici, come ci si è organizzati nelle varie province e, soprattutto, quali sono i numeri e le previsioni della campagna di test in vista del 14 settembre? I cittadini veneti hanno diritto ad avere un aggiornamento costante del suo iter». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia che, sul tema dei controlli per docenti e personale Ata, prosegue: «Ho preparato un’interrogazione a risposta immediata rivolta all’assessore alla Sanità, perché relazioni immediatamente sullo stato dei test rapidi per il personale della scuola: quanti ne sono stati fatti a livello aggregato, per province e per tipologia di istituti scolastici, quanti sono ancora da fare, che tempistiche ci sono per chiudere la campagna, quali sono gli esiti e quanti saranno gli eventuali tamponi susseguenti».

«Auspicherei – suggerisce la candidata M5S – almeno con un briefing settimanale in conferenza stampa, per fare il punto e quindi rassicurare gli operatori stessi e soprattutto i genitori, in vista della ripresa delle lezioni. Si sarebbe dovuto partire prima con questa procedura, ma confidiamo nell’organizzazione della nostra struttura sanitaria del territorio, tra medici di base e ambulatori delle Ulss, per arrivare ad una copertura rassicurante».

martedì 25 agosto 2020


#BaldinM5s


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SANITÀ/ULSS 4. BALDIN (M5S): BONUS COVID, ANCHE PER LA GESTIONE OTTIMALE DEI PROSSIMI MESI, DICIAMO NO A “FIGLI E FIGLIASTRI IN BUSTA PAGA”.

Jesolo_ospedale_covid

«La sanità veneziana non lascia, ma raddoppia. Dopo l’Ulss 3 (con addetti alle portinerie, tecnici e amministrativi), adesso è la volta dell’Ulss 4 a non pagare il premio per il Covid-19 al proprio personale? Che tutto questo accada anche agli addetti dell’ospedale di Jesolo, cioè proprio dove l’altro giorno è stato dedicato il lungomare ai sanitari “eroi del Coronavirus”, acuisce la sensazione della beffa».

Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «Ma come? Il centinaio di addetti al pre-triage nelle tende esterne agli ospedali di Portogruaro, San Donà e Jesolo la lotta al Covid non l’hanno fatta? Perché avere “figli e figliastri in busta paga” quando sono stati oggettivamente una parte attiva e indispensabile nella gestione dell’emergenza?».


«Domande provocatorie a parte – ribadisce Baldin – che numerosi lavoratori della sanità veneziana non riscuotano quando promesso ai colleghi appare inaccettabile e per nulla rispettoso nei loro confronti. A riguardo, confido nell’atteggiamento collaborativo dei vertici dell’azienda sanitaria e al dovere morale che hanno, nei confronti di chi ha fatto il proprio lavoro con coscienza, anche in periodi difficili».

«Auspico che la vicenda si risolva in tempi brevi – conclude Baldin – innanzitutto per un senso di giustizia, ma anche per non lasciare strascichi negativi se, e quando, la sanità del Veneto orientale si dovesse trovare di nuovo a gestire situazioni di forte impatto numerico nei propri Covid hospital. ».

domenica 23 agosto 2020

Nella foto, all’ospedale di Jesolo il personale impegnato contro il Covid-19 festeggia la fine dell’emergenza

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Sanità/ULSS 4. Baldin (M5S): bonus Covid, replica al comunicato stampa dell’Ulss 4

Circa la questione, preso atto del comunicato stampa dell’Ulss 4, puntualizziamo quanto segue.

  • Nella nota di domenica aprivamo non con un’affermazione, ma con una domanda: “adesso è la volta dell’Ulss 4 a non pagare il premio per il Covid-19 al proprio personale?”, colpiti dalla notizia che un centinaio di addetti al pre-triage nelle tende esterne agli ospedali di Portogruaro, San Donà e Jesolo, non avessero avuto il bonus-Covid pattuito. Cerchiamo conferme. E, in caso positivo, pronte spiegazioni da parte dei vertici dell’azienda sanitaria;
  • Che circa 100 operatori della nostra sanità si rivolgano a un legale per ricevere quanto promesso è un fatto che si commenta da solo. Che le professionalità che hanno gestito il pre-triage nella lotta al Covid comunque non meritano.
  • Come consigliera regionale mi impegno per risolvere le istanze e i problemi dei cittadini e dei territori, non per dire sissignore ai vertici di una Ulss, e non mi fermo certo alla prima giustificazione di facciata. In questo caso, ovvio, sono al fianco dei lavoratori e cerco chiarezza da parte di chi è stato nominato dalla Giunta per gestire la sanità pubblica, finanziata con i soldi delle tasse di tutti. Almeno di chi le paga.
  • Siamo stati chiamati a replicare ad un comunicato senza riferimenti puntuali né specifici, ma solo generici. Un comunicato deludente nel suo essere nebuloso, di chi non si abbassa a dialogare con chi chiede lecite spiegazioni. All’Ulss 4 abbiano più a a cuore la trasparenza del loro operato e il rispetto dei loro dipendenti.
  • Ribadiamo la richiesta iniziale. Cerchiamo pronte ed esaurienti spiegazioni da parte dei vertici dell’azienda sanitaria. I lavoratori, e pure tutti gli utenti passati per quei pre-triage, lo meritano.

Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia

martedì 25 agosto 2020


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CORONAVIRUS. BALDIN (M5S): TEST RAPIDI DA ESTENDERE ANCHE AD ALTRE CATEGORIE A CONTATTO COL PUBBLICO: ADDETTI DEI SUPERMERCATI, AUTISTI, CONTROLLORI

covid test

«Stupisce la mancanza di coordinamento e la poca chiarezza sul fronte dei test rapidi per il personale della scuola, soprattutto i litigiosi distinguo tra le associazioni di categoria dei medici su come e dove effettuare la campagna di controllo.».

Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «Vabbè che siamo lontani dalla Toscana, che è già partita a tutto gas, con tanto di app dedicata, ma vedere il motore della macchina sanitaria regionale che batte in testa su un passo necessario per la riapertura dell’anno scolastico lascia intravedere qualche crepa nel sistema che va riparata per la riapertura di settembre».

«Con il test per il personale scolastico che tiene banco – aggiunge la politica veneziana – ci chiediamo perché non sia stato messo in piedi, come era stato ventilato all’inizio della pandemia, un simile screening su altre categorie che sono continuamente a stretto contatto con i cittadini e che, come gli addetti dei supermercati e dei negozi che vendevano generi di prima necessità, hanno vissuto tutto il lockdown in prima linea».

#BaldinM5s

«Effettuare i test sulle cassiere, ma anche sugli autisti di autobus del trasporto pubblico locale e sui controllori, in una fase in cui il contagio sta aumentando e con un maggior numero di persone attive che contraggono il virus – conclude Baldin – potrebbe aiutare il controllo sul territorio, limitando e mappando possibili cluster del Covid-19. Auspichiamo che il settore Prevenzione della Regione voglia “testare” anche queste professionalità che – non dimentichiamolo – nei turni quotidiani lavorano indossando i dispositivi di protezione. Mentre altrove, del rispetto delle regole, sembra importare poco».

sabato 22 agosto 2020


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COVID-19. BALDIN (M5S): SUMMER FESTIVAL MIRANO, TENIAMO ALTA LA GUARDIA. SERVE GRANDE IMPEGNO NELLA PREVENZIONE E NELL’INFORMAZIONE TRA I GIOVANI

mirano summer festival

«Teniamo alta la guardia. Il Summer Festival di Mirano non deve diventare un possibile detonatore di focolai di Covid-19». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, sulla manifestazione di serate musicali che parte stasera nel veneziano.

AGGIORNAMENTO
Il Summer Festival è stato oggi bloccato dalla Commissione comunale di vigilanza sul pubblico spettacolo di Mirano. La manifestazione non ha ottenuto l’autorizzazione per le forti criticità sorte sul fronte sicurezza rispetto al Covid-19.

Baldin prosegue: «La segnalazione della Direzione Prevenzione della Regione Veneto giunta alle autorità, pur se provvidenziale e assolutamente opportuna, ci sembra comunque un “mettere le mani avanti” sperando che vada tutto bene. Le perplessità dei sanitari di Zaia sono le nostre: mi unisco infatti ai nostri consiglieri comunali del M5S di Mirano, che avevano da tempo lanciato un segnale di allarme sul Festival, raccomandando valutazioni più attente. Nutro, con loro, forte preoccupazione per un’iniziativa che, nell’estate del Covid, con i contagi da “movida” che stanno aumentando soprattutto tra i giovani, presenta un indice di rischio decisamente elevato».

«Il Summer Festival attrae i giovani dal veneziano e dalle province vicine – ribadisce la consigliera M5S – per quel mix tra musica, cibo, bevande e ballo che, al tempo del Covid, si chiama assembramento e va gestito con un’attenzione che temiamo possa non essere messa in campo. Auspichiamo che ci sia un’assunzione di responsabilità diretta da parte degli organizzatori e del Comune, che nessuno si chiami fuori dai controlli rigorosi che vanno effettuati. Il primo passo è di rinforzare i servizi di informazione preventiva per gli utenti, con steward che assicurino il monitoraggio costante delle distanze di sicurezza e dell’uso della mascherina».

«Un grande impegno nella prevenzione e nell’informazione – conclude Baldin – è l’unico mezzo per scongiurare focolai da Covid in simili eventi. Cluster che avrebbero deleterie ripercussioni facilmente immaginabili nella curva veneta del contagio, nella difficoltà del tracciamento dei contatti degli infetti e, vista la giovane età dei frequentatori, nella ripresa delle scuole tra poche settimane. Abbiamo bisogno di sicurezza, non di disattenzioni di massa».

venerdì 21 agosto 2020

#BaldinM5s

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COVID-19. BALDIN (M5S): CON ISOLAMENTI IN AUMENTO, ATTENZIONE AL PROBLEMA-VOTO A DOMICILIO. INDISPENSABILE GARANTIRE DIRITTO DI VOTO A TUTTI I VENETI.

erika baldin telefono ridotta

«Sconcerta l’altalena nelle considerazioni di Zaia, si passa da “è tutto sotto controllo” alla “situazione straordinaria” e al “dato allarmante”. Così l’impatto delle richieste di comportamenti prudenti, del rispetto delle distanze di sicurezza e dell’uso delle mascherine ha meno effetto. Il presidente tenga una linea univoca, e non si preoccupi di non pestare i piedi a qualche categoria, ma spieghi ai veneti quali sono i dati, le previsioni sul contagio e le norme da rispettare».

Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «Poniamo un problema e un auspicio. Il problema è che, se continua a salire il numero degli isolamenti fiduciari (ora sono oltre 6.500 persone) e proseguirà il trend di contagi causato dal combinato disposto “movida+vacanza all’estero”, arriveremo alla soglia delle elezioni con numeri ben più elevati, che potrebbero mettere in difficoltà la macchina elettorale. Questo specialmente nelle città e nei centri più popolosi, visto che il meccanismo per il voto a domicilio è piuttosto complicato (richiesta al comune+certificato medico). Chiediamo che la Regione faccia da coordinamento della partita, visto che ha il polso delle situazione dal punto di vista sanitario, per non lasciare gli uffici elettorali dei comuni alle prese con un prevedibile caos, il sabato delle elezioni, e garantire a tutti i veneti di poter esercitare il loro diritto di voto».

«L’auspicio, vista il progressivo aumento dei contagi e il diversificarsi degli ambiti a rischio, è che la Regione metta da parte il muro contro muro che ha spesso eretto nei confronti del Governo, e passi ad una collaborazione più ampia. Non servono gare di presunta efficienza, ma un lavoro di squadra – conclude Baldin – , altrimenti superare lo scoglio di settembre, con il ritorno al lavoro e soprattutto a scuola, non sarà affatto facile».

Giovedì 20 agosto 2020


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SANITÀ/USL 3. BALDIN (M5S): BONUS COVID, IMPEGNI VANNO RISPETTATI. A DAL BEN DICIAMO “NO A FIGLI E FIGLIASTRI IN BUSTA PAGA”.

mestre 2 ridotta

«Ma come? Nell’Usl 3, una delle migliori macchine sanitarie del Veneto, dove tutto dovrebbe scorrere alla perfezione, visto che il suo direttore generale è in predicato di prendere il posto di Mantoan, qualcosa si inceppa e salta il pagamento dei premi Covid ai dipendenti di “fascia F”?».

Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «Oppure per Dal Ben gli addetti alle portinerie, i tecnici e gli amministrativi (che la lotta al Covid non l’hanno combattuta in prima linea, ma l’hanno di certo supportata) sono l’ultima ruota del carro e possono aspettare ad avere quanto dovuto fin dopo l’estate, magari quando lui avrà già fatto le valigie?».

«Domande provocatorie a parte – ribadisce Baldin – che 800 lavoratori della sanità veneziana non riscuotano quando dovuto – e promesso – appare inaccettabile e per nulla rispettoso nei loro confronti. Tecnici, amministrativi e addetti di portineria sono rimasti gli ultimi (e i soli) a non aver ancora visto il bonus, nonostante gli accordi sindacali siglati. A riguardo, confido nell’atteggiamento collaborativo del dg Dal Ben, che è sempre stato aperto al confronto e disponibile».

«Oltre al dovere morale nei confronti di chi ha fatto il proprio lavoro con coscienza anche in periodi difficili – conclude Baldin – i vertici dell’Usl veneziana sono tenuti, per il loro ruolo di gestori di un ente pubblico, a non lasciare che ci siano, in busta paga, figli e figliastri. Gli impegni presi vengano rispettati, che a godere del bonus promesso sia un primario o un addetto alla portineria».

#BaldinM5s

venerdì 7 agosto 2020


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RSA. BALDIN (M5S): CASE DI RIPOSO NON SIANO LA NOSTRA TRINCEA PIÙ DEBOLE. ALZARE STIPENDI PER EVITARE LA FUGA DEL PERSONALE

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«Non possiamo permetterci che le Case di Riposo siano la nostra trincea più debole, sia sul fronte del Coronavirus sia su quello, più in generale, dell’assistenza ai nostri anziani. Un piano regionale di sgravi alle aziende o di contribuzioni apposite, per poter alzare i salari del personale, è un argomento che non può più essere ignorato». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, sulla mancanza di operatori nelle case di riposo: da una stima sarebbero circa 600 solo nella provincia di Venezia. Infermieri e Oss preferiscono firmare contratti più vantaggiosi economicamente nel settore sanitario pubblico che, dopo l’emergenza Covid-19, ha aumentato gli organici.

«Nel Bilancio regionale, anche nel quadro complessivo della gestione del Covid e comunque per migliorare il livello di assistenza agli anziani ospiti, vanno trovati fondi e meccanismi per aumentare di qualche centinaio di euro gli stipendi degli addetti alle Rsa, e avvicinarli così a quelli della sanità. Questo – ribadisce la consigliera M5S – è il momento per farlo: ricordiamo che questa Giunta, in 10 anni, non ha ancora compiuto la riforma delle Ipab, siamo l’ultima regione a doverla ancora fare».

«Come componente della commissione regionale speciale di inchiesta sul Covid nelle case di riposo – conclude Baldin – sto toccando con mano le difficoltà delle Rsa. Quello della carenza e del turnover di personale è uno dei problemi principali da risolvere: che la Regione non abbia responsabilità diretta nelle gestioni non è un argomento sufficiente per lasciare le cose come stanno. Un invito a tutti: ragioniamo sulla questione come se ognuno di noi, adesso, avesse lì dentro un parente assistito. Forse qualche ostacolo verrebbe superato prima».

#BaldinM5s

venerdì 31 luglio 2020

SCRIVIMI UNA MAIL: BALDINE@CONSIGLIOVENETO.IT
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SANITÀ. BALDIN (M5S): OSPEDALE DOLO, INCERTEZZA E DISAGI. ASCOLTIAMO I SINDACI E SPOSTIAMO AREA COVID FUORI DAL MONOBLOCCO

ospedale-dolo-pronto-soccorso-progetto gente veneta

«Da quando l’emergenza Covid-19 ha rallentato, il destino dell’ospedale di Dolo, paradossalmente, ha iniziato a complicarsi. A preoccupare i 130mila abitanti del suo bacino d’utenza e i sindaci interessati c’è una costante penombra di incertezza, nella gestione dell’Ulss3, che stenta a chiarirsi». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, sull’interrogazione che ha presentato in Regione (in calce al comunicato).

Prosegue Baldin: «Con nuovi focolai di Coronavirus sempre attivi, e la preoccupazione per l’incognita-autunno, è palese che il nosocomio della Riviera dovrà convivere ancora a lungo con il virus. Chiunque abbia dimestichezza con la struttura, sa che si articola in diversi immobili indipendenti. Uno di questi, con un’azione di recupero mirata, potrebbe essere destinato all’emergenza-contagio, spostando finalmente l’“Area Covid” fuori dal monoblocco dell’ospedale, come richiesto da parte di più comuni della Riviera del Brenta. In questo modo si eviterebbero gli attuali disagi ai pazienti più a rischio, che devono fare percorsi particolari nel monoblocco».

«Questa, unita con altre annose problematiche – ribadisce la consigliera M5S – come gli interventi per il nuovo Pronto Soccorso e la sistemazione antisismica e antincendio del monoblocco, contribuiscono ad aumentare l’incertezza degli amministratori locali e il disagio dei cittadini».

«Per cercare chiarezza e mettere pressione sulla Giunta regionale – conclude Baldin – ho quindi presentato l’interrogazione, chiedendo a Zaia e ai suoi assessori cosa intendano fare per: 1) la gara per la messa a norma e la sistemazione del monoblocco; 2) sistemare il prefabbricato degli ambulatori e l’immobile dell’ ex-geriatria; 3) collocare l’“Area Covid” fuori dal monoblocco dell’ospedale; 4) procedere all’aumento degli addetti per assicurare servizi adeguati, soprattutto di personale pediatrico, per garantire la presenza notturna al settore materno infantile».

Giovedì 23 luglio 2020

L’immagine del rendering del nuovo Pronto Soccorso è tratta dal sito genteveneta.it, che ringraziamo


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TESTO INTERROGAZIONE:

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

DECIMA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N.

OSPEDALE DI DOLO (VE): LA GIUNTA ASCOLTI LE RICHIESTE DEI SINDACI RIVIERASCHI E PROCEDA AGLI INTERVENTI NECESSARI

presentata il 21 luglio 2020 dalla Consigliera Baldin

PREMESSO CHE:

– con Deliberazione della Giunta regionale n. 741 del 27 maggio 2016 “Modifica delle schede di dotazione ospedaliera dell’Azienda Ulss 13 Mirano. DGR n. 2122 del 19 novembre 2013. Deliberazione n. 5/CR del 2 febbraio 2016” si procedeva alla modifica delle schede ospedaliere interessate, accogliendo le sollecitazioni dei sindaci dei territori del bacino dell’allora ULSS 13 (comprensivo del Comune di Dolo);

– con la successiva deliberazione della Giunta regionale n. 614 del 14 maggio 2019 “Approvazione delle schede di dotazione delle strutture ospedaliere e delle strutture sanitarie di cure intermedie delle Aziende Ulss, dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, dell’Azienda Ospedale Universitaria Integrata di Verona, dell’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS, della Società partecipata a capitale interamente pubblico ‘Ospedale Riabilitativo di Alta specializzazione’ e degli erogatori ospedalieri privati accreditati” venivano apportate altre modifiche in attuazione di quanto previsto dal Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023, approvato con Legge regionale 28 dicembre 2018, n. 48;

– da ultimo con Deliberazione della Giunta regionale n. 552 del 5 maggio 2020 “Approvazione ‘Piano emergenziale ospedaliero di preparazione e risposta ad eventi epidemici’ con contestuale potenziamento della disponibilità posti letto e definizione di indirizzi organizzativi” si procedeva nel contesto dell’emergenza Covid-19 all’adozione di un Piano di emergenza con conseguenti indirizzi organizzativi in caso di epidemia per definire una risposta che garantisse la disponibilità di posti letto da dedicare alla patologia in questione e agli altri servizi sanitari essenziali;


CONSIDERATO CHE:

– con delibera del Consiglio comunale di Dolo del 22.03.2016, votata all’unanimità, veniva ribadito nelle premesse che “l’ospedale di Dolo rappresenta un bene strategico di primaria importanza per tutto il territorio rivierasco e che ogni ipotesi di ridimensionamento troverà la ferma opposizione di codesta amministrazione”;

– trattasi di un bacino di 130.000 abitanti, che necessita di un ospedale che risponda alle esigenze e alle richieste sollevate dai sindaci unitariamente nel 2015, portando alla modifica delle schede ospedaliere di cui sopra;

ALTRESÌ CONSIDERATO CHE:

– con delibera n. 989 del 21.06.2019 del Direttore generale dell’ULSS 3 si è proceduto all’affidamento dei lavori relativi al completamento degli interventi per la realizzazione del nuovo Pronto Soccorso dell’Ospedale di Dolo, affidati a consorzio MARR S.c.a.r.l., che dovrebbero concludersi salvo proroghe a settembre 2020;

– sarebbero inoltre stati stanziati quaranta milioni di euro ulteriori per la sistemazione sismica e antincendio del monoblocco e per il pronto soccorso (fonte https://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2019/05/11/news/ospedale-40-milioni-per-i-lavori-su-monoblocco-e-pronto-soccorso-1.31673584), sebbene in proposito non risultino attualmente gare in essere né progetti definitivi;

TENUTO CONTO CHE:

– il reparto di ex geriatria dell’ospedale di Dolo andrebbe anch’esso fatto oggetto di lavori viste le condizioni in cui versa, così come il prefabbricato degli ambulatori;

– da parte di più comuni della Riviera del Brenta è pervenuta inoltre la richiesta di una collocazione dell’“Area Covid” fuori dal monoblocco dell’ospedale per evitare disagi ai pazienti più a rischio, che ora devono fare percorsi particolari, segnalando che il nosocomio si articola in diversi immobili che con un’azione di recupero potrebbero prestarsi all’emergenza Covid-19;

– occorrerebbe infine procedere a un aumento del personale, in particolare pediatrico, al fine di garantire la presenza notturna al settore materno infantile.

La Sottoscritta Consigliera regionale
interroga la Giunta regionale

per sapere quali iniziative intenda intraprendere per far sì che:

– si proceda alla gara per la messa a norma e la sistemazione dell’edificio monoblocco dell’ospedale di Dolo;

– si proceda alla sistemazione del prefabbricato degli ambulatori e all’adeguamento e alla sistemazione dell’immobile di ex geriatria;

– si proceda alla collocazione dell’“Area Covid” fuori dal monoblocco dell’ospedale;

– si proceda all’aumento di personale per assicurare i servizi al bacino, segnatamente del personale pediatrico al fine di garantire la presenza notturna al settore materno infantile.

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CORONAVIRUS. BALDIN (M5S): STRUTTURE PER QUARANTENE, LA REGIONE NON SI CHIAMI FUORI, MA COLLABORI CON LO STATO PER EVITARE TENSIONI SOCIALI E BOOMERANG MEDIATICI

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«Un nuovo fronte caldo si prefigura da qui all’autunno. Quello delle strutture per accogliere migranti o comunque stranieri da tenere in quarantena per rischio Covid-19. I prefetti, da più parti, lanciano segnali di allarme: non si trovano case e strutture per ospitarli. Qui deve intervenire la Regione che, come spesso le accade, non può continuare nel suo “cherry picking”: scegliere solo le tematiche che le fanno più comodo e lasciare invece le ciliegie ammaccate nel cestino, che se le curino gli altri».

Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «Come è successo con i contagi nelle case di riposo, con le mani alzate a sottolineare che quel che accadeva nelle strutture per anziani “non è di nostra responsabilità”, adesso è lo stesso con la logistica legata alla gestione dei casi di Covid acclarati o sospettati su cittadini stranieri. Non è che, con la benvenuta scusa della competenza, Zaia e compagni ne approfittano per soffiare sul fuoco della solita polemica contro gli immigrati?».

«Lo ripetiamo ai colonnelli leghisti – ribadisce la consigliera M5S – qui non interessa se da tenere in isolamento ci sono italiani o stranieri. Bisogna trovare, alla svelta, strutture e personale per poterlo fare, in sicurezza e senza pesare solo sui soliti piccoli paesi della provincia dimenticata, come Cona o Cavarzere, e tutte le altre realtà lontane dai riflettori del potere. Che il centrodestra leghista, da decenni, considera di Serie B. In questa partita, per una vasta serie di motivazioni, la Regione può e deve svolgere un ruolo di primo piano, prendendosi tutte le responsabilità che richiede la gestione del Covid nel Veneto».

«Concludo – dice Baldin – con un altro promemoria. La gestione efficace delle quarantene, anche di profughi, anche di irregolari, conviene che sia non sbolognata solo sulle spalle dello Stato. Perché, se attuata con la collaborazione del territorio, aiuterà a tenere bassa la tensione sociale e non farà esplodere casi mediatici che danneggiano il Veneto e il suo turismo. Così bisognoso di sicurezza e calma, non di polemiche strumentali».

Mercoledì 22 luglio 2020


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COVID/CRISANTI. BALDIN (M5S): URGE CAMPAGNA MEDIATICA PER COMPORTAMENTI SICURI E METTERE DA PARTE INCOMPRENSIONI CON CRISANTI. SAREBBE ASSURDO ARRIVARE ALL’ADDIO, ANCHE SE NON È ALLINEATO AL “PENSIERO UNICO”

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«Non bisogna mettere la testa sotto la sabbia. Sul fronte del Covid ci sono troppi segnali negativi per non prendere provvedimenti da parte della Regione, in primis una nuova campagna mediatica per convincere i veneti a rispettare le regole di sicurezza. Non ci possiamo permettere (pensiamo al lato economico e a quello scolastico) di gettare alle ortiche tutti gli sforzi fatti nei mesi passati».

Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «I numeri sono chiari, in Veneto abbiamo il peggior Rt d’Italia. Siamo a 1,61 contro una media nazionale di 1,01. Quando avevamo i dati migliori si suonava la grancassa, adesso da palazzo Balbi c’è un silenzio che stona. Perché?».

«I prefetti – ribadisce la consigliera M5S – sono in allarme e puntano il dito contro i comportamenti dissennati, soprattutto in spiagge e movida. Si uniscono Dg delle Ulss e medici, mentre le case di riposo tornano di nuovo nell’occhio del ciclone, con alcune recrudescenze nei contagi. Un fronte in cui il Coronavirus ci ha già battuti, ora non deve ritornare pericoloso».

Aggiunge Baldin: «L’Italia è circondata da nazioni dove il Coronavirus galoppa. Una situazione che, insieme con lo scoppio di nuovi focolai, obbliga la Regione a schierarsi con tutta la forza mediatica di cui il super-comunicatore-Zaia è capace. Per convincere la popolazione che la cautela e la prevenzione non sono un optional secondario, ma l’unica strada per contenere la circolazione del virus, anche con qualche multa in più. Oppure Zaia evita di bacchettare i veneti, per paura di perdere un briciolo di consenso?».

«C’è poi, ingombrante e irrisolto, lo scoglio Crisanti. Tra silenzi, querelle sui test super-rapidi, polemiche e ventilati addii al Comitato tecnico scientifico, l’unica verità incontestabile – aggiunge la politica veneziana – è che il Veneto, specialmente ora che la situazione sta tornando preoccupante, non può permettersi di perdere uno dei migliori specialisti al mondo. Non era Zaia che diceva che è meglio avere un team di cavalli di razza, anche se difficili da domare, invece che di ronzini mansueti? Bene, ora il presidente mostri la sua capacità di gestire gli scienziati. Tutte le altre regioni ce lo hanno invidiato e adesso vi rinunciamo, solo perché non è allineato al “pensiero unico” di palazzo Balbi?».

«La salute dei veneti – conclude Baldin – è più importante degli ego personali e delle baruffe interne. Abbiamo bisogno delle dotazioni e delle professionalità migliori per gestire la Fase3 e l’autunno, e il professor Crisanti è indubbiamente una di queste. Arrivare all’addio sarebbe una mossa così miope che nemmeno il fan più sfegatato di Zaia la capirebbe».

lunedì 20 luglio 2020

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