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BONUS & CONTRIBUTI COVID-19. BALDIN (M5S) A #TGPLUS

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Ringrazio TG Plus Focus per avermi invitato in trasmissione, dove ho cercato di fare chiarezza tra tutti i provvedimenti varati dal governo nei mesi dell’emergenza sanitaria.

Mi sono focalizzata su un aspetto che ritengo centrale: nessuno può essere lasciato indietro. Il governo ha il dovere di intervenire con tutti i mezzi nei confronti delle persone che in questo momento stanno soffrendo.

Con quali risorse? In questa situazione non ci si può salvare da soli, l’Europa deve aiutarci e lo sta già facendo: siamo uno tra i paesi più colpiti da questo maledetto virus.

La sintesi dei miei interventi nel corso della trasmissione TG Plus Focus
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LAVORO. ANCORA TROPPI INFORTUNI IN VENETO, COSA ASPETTIAMO A INVESTIRE IN SICUREZZA?

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«Nel 2020 si muore ancora come nell’Ottocento, travolti sotto una tonnellata di ferro. Cosa stiamo aspettando a investire in lavoro sicuro e di qualità?». Così la consigliera regionale Erika Baldin (M5S), che all’amministrazione regionale guidata da Luca Zaia chiede: «perché il piano strategico regionale su salute e sicurezza, siglato più di due anni fa, è rimasto in buona sostanza lettera morta? A partire dai servizi di prevenzione delle Ulss, dove le assunzioni di ispettori Spisal coprono a malapena il turnover».

«Voglio esprimere la mia vicinanza ai familiari e ai colleghi di Michele Cacco, operaio della fonderia Flag di Marcon che cinque giorni fa è rimasto travolto sotto 1000 kg di ferro. Una fine atroce, che lascia un vuoto immenso. Ricordo poi che il 5 novembre, a poche ore dalla tragedia, c’è stato lo sciopero unitario di Fiom, Film e Uilm per la sicurezza nelle fabbriche e il rinnovo dei contratti», prosegue Erika Baldin.

«Lo scorso anno in Veneto si sono verificati 77.124 infortuni sul lavoro, pari a 211 infortuni al giorno o 309 se ragioniamo solo in termini di giorni lavorativi. Ogni tre giorni, uno di quegli infortuni è mortale. Non possiamo più accettarlo, serve un intervento reale, a 360 gradi per la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Rispettare appieno il Patto del 2018, irrobustire gli organici Spisal, con un costante confronto con le parti sociali, sono i primi passi. In altre regioni qualcosa è già stato fatto, ad esempio la Toscana pur essendo meno industrializzata ha più del doppio degli ispettori Spisal», conclude la consigliera regionale.

Erika Baldin
Consigliera regionale del Veneto

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UNA MATTINA AL MERCATO CON IL MINISTRO D’INCA’

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Questa mattina ho avuto l’onore e il piacere di ospitare al gazebo della mia campagna elettorale, al mercato di Chioggia, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà

Merita ormai la cittadinanza onoraria, dopo tutto quello che ha fatto per la nostra città, a partire dalla questione delle case di riva Lusenzo restituite ai legittimi proprietari dopo un braccio di ferro con il Demanio durato decenni, per finire con il recente grande successo dello stop al deposito GPL di Val da Rio, la nostra promessa mantenuta.

Una mattina di sole, a camminare tra i banchi e parlare con la gente per informarla sul nostro programma per le elezioni regionali in Veneto, caratterizzata dall’atmosfera cordiale e dalla grande accoglienza per il ministro da parte di esercenti e cittadini.

Abbiamo avuto anche l’opportunità di effettuare un giro in barca nella nostra bellissima laguna, grazie a Marco Tiozzo dei BRAGOZZI ULISSE. Grazie a tutti anche per l’affetto che ci avete mostrato.

Erika Baldin
Consigliera regionale del Veneto


AGGIORNAMENTO. Ecco qui sotto il rilievo delle mie dichiarazioni sui mass media, come puoi vedere anche nella pagina della rassegna stampa.

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VENEZIA/LAVORO. BALDIN (M5S): EX ALCOA, FRONTE COMUNE PER CONSERVARE PRODUZIONE E OCCUPAZIONE. LAVORO DEVE DIVENTARE LA PRIORITÀ NUMERO UNO DELLA REGIONE

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«Non lasciamo che il concordato richiesto dalla Slim Fusina, ex Alcoa, sia un altro chiodo sulla bara dell’occupazione nella provincia di Venezia. Un’industria storica, che ha visto passare dai suoi cancelli generazioni di operai, orgogliosi di lasciare la povertà per accedere a un futuro migliore, ora rischia di spegnersi. È un’eventualità che non dobbiamo lasciare che accada, con la collaborazione dei nostri rappresentanti al governo, che ha già riconosciuto l’importanza strategica dell’azienda produttrice di laminati di alluminio». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «Sarà un autunno difficile sul fronte del lavoro. Verranno al pettine tutti i nodi della crisi del Covid, e il nostro tessuto sociale rischia di subire duri colpi, dopo la contrazione del fatturato nel turismo, con i precari e gli stagionali che hanno patito i danni peggiori».

«Per l’ex Alcoa – ribadisce la consigliera M5S – vorremmo vedere una piena, completa collaborazione tra enti locali, Regione e Governo, per mantenere viva la produzione nel nostro territorio e invariati i livelli occupazionali, senza perdere neppure un posto. ».

«L’autunno richiederà infatti – aggiunge la politica veneziana – un’attenzione migliore, da parte di palazzo Balbi, per i problemi dell’occupazione. Il lavoro deve diventare la priorità numero uno della Regione, per quelle che sono le sue competenze, ma soprattutto per la capacità di coordinamento e di proposta che bisogna imporre all’agenda politica veneta. Dovremo vincere, in contemporanea, la lotta al Covid e la battaglia per il lavoro. Dalla pragmaticità e dalla coesione della politica, su questo fronte, si gioca il futuro del benessere del Veneto».

mercoledì 9 settembre 2020

#BaldinM5s

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LAVORO/MESTRE. BALDIN (M5S): ESUBERI AUCHAN-CONAD, SPERARE IN APERTURA NUOVI PUNTI VENDITA NON BASTA. SERVE UN FORTE INTERVENTO POLITICO AL TAVOLO NEGOZIALE

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«Sul problema degli esuberi di personale nel passaggio Auchan-Conad a Mestre avevo già presentato un’interrogazione alla Giunta regionale lo scorso mese di gennaio (Interrogazione a risposta immediata num. 901 del 24/01/2020), quando i numeri parlavano di circa un centinaio di dipendenti a rischio. Mi rispose l’assessore Donazzan nella seduta del Consiglio regionale del 7 aprile scorso. Disse che Margherita Distribuzione auspicava che il forte esubero nell’ipermercato di Mestre venisse in gran parte riassorbito dai nuovi negozi che occuperanno gli spazi lasciati liberi da Auchan o da trasferimenti in altri punti vendita Conad limitrofi. Inoltre – continuava la risposta della Giunta regionale – dato l’impatto nazionale di tale riorganizzazione, la titolarità del tavolo resta in capo al Ministero dello Sviluppo Economico, con cui l’Unità di Crisi regionale è in costante dialogo.». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «Fin qui le carte, che – afferma la consigliera M5S – non raccontano nulla di nuovo. E che non servono, nel concreto, alle famiglie dei lavoratori in bilico (adesso sono una cinquantina, secondo gli organi di stampa), che devono sperare sulle nuove aperture al piano superiore della struttura di vendita. In tempo di crisi post-Covid e per altri beni merceologici rispetto alla loro attività precedente è una speranza che non li lascia tranquilli, anche perché la loro anzianità di servizio e l’esperienza pregressa non si conciliano in modo automatico con l’apertura di nuovi negozi, che di solito puntano su personale giovane, con contratti precari e ridotto all’osso».

«Ecco perché – aggiunge Baldin – ribadisco la necessità che sia la politica, non solo quella nazionale (vista l’ampiezza e i numeri dell’operazione Conad, che coinvolgeva 16mila lavoratori in tutta Italia) a sedersi ai tavoli di concertazione e sostenere i lavoratori. La provincia di Venezia è stata tra quelle che ha pagato maggiormente, in Veneto, la crisi provocata dal Coronavirus, soprattutto sul fronte dei contratti precari e stagionali. Il nostro tessuto sociale non può permettersi che il passaggio Auchan-Conad lasci sul terreno numeri simili, confidando soltanto nella buona sorte o nelle dinamiche di mercato. E se il piano superiore della struttura, complice la crisi da Covid-19, rimanesse senza nuovi investitori? I fiduciosi auspici di ricollocazione di Margherita non basteranno, per pagare le bollette alle famiglie di quei cinquanta addetti in bilico.».

martedì 8 settembre 2020

#BaldinM5s


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VENEZIA/RSA. BALDIN (M5S): CASE DI RIPOSO, SUBITO UN PIANO REGIONALE PER ALZARE STIPENDI ED EVITARE FUGA PERSONALE

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«In questa estate di Covid-19 e di incertezze siamo intervenuti più volte sul problema della carenza di personale nelle nostre Case di Riposo. Ora, dopo l’ennesimo allarme lanciato da sindacati e aziende, ci ritorniamo con forza. In una società che sta invecchiando sempre di più (nella provincia di Venezia gli over 65 sono il 24% della popolazione, con un indice statistico di vecchiaia di 189,6 che è ben più alto della media regionale del 163,6) rischiamo davvero che le Rsa siano la nostra trincea più debole, se il rebus dell’organico non viene risolto al più presto». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «L’emorragia di infermieri e Oss, che lasciano le Rsa veneziane per andare a firmare contratti economicamente più vantaggiosi nel settore sanitario pubblico, è arrivata al livello di guardia. Serve da subito, in previsione dell’autunno convissuto con il Coronavirus, un piano regionale organico, con sgravi alle aziende e contribuzioni ad hoc, per alzare i salari del personale. O rischiamo di veder abbassare il livello e la sicurezza delle prestazioni».

«Come componente della (troppo breve) commissione regionale speciale di inchiesta sul Covid nelle case di riposo – ribadisce ancora una volta Baldin – ho toccato con mano le grandi difficoltà delle Rsa. Quello del personale (carenza ed eccessivo turnover) è uno dei problemi principali: che la Regione non abbia responsabilità diretta nelle gestioni non è un argomento valido per lasciare le cose come stanno».

«Questa – conclude Baldin – rischia di diventare l’ennesima emergenza di un comparto già delicato. Un invito a tutti: ragioniamo sulla questione come se ognuno di noi, adesso, avesse lì dentro un parente assistito. Forse qualche ostacolo verrebbe superato prima».

sabato 5 settembre 2020

#BaldinM5s


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VENEZIA/RSA. BALDIN (M5S): CASE DI RIPOSO, ALZARE STIPENDI PER EVITARE LA FUGA DEL PERSONALE

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«Non possiamo permetterci che le Case di Riposo siano la nostra trincea più debole, sia sul fronte del Coronavirus sia su quello, più in generale, dell’assistenza ai nostri anziani. Un piano regionale di sgravi alle aziende o di contribuzioni ad hoc per alzare i salari del personale è una questione ormai spinosa, che non può più essere rimandata». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, dopo l’allarme lanciato dai sindacati sull’emorragia di personale nelle case di riposo veneziane.

«Come abbiamo già sottolineato – ribadisce la consigliera M5S – sono troppi (da stime sindacali qualche centinaio ) solo nella provincia di Venezia, gli infermieri e gli Oss che lascerebbero le Rsa con vuoti in organico, per andare a firmare contratti economicamente più vantaggiosi nel settore sanitario pubblico».

«Come componente della commissione regionale speciale di inchiesta sul Covid nelle case di riposo – conclude Baldin – ho toccato con mano le grandi difficoltà delle Rsa. Quello del personale (carenza ed eccessivo turnover) è uno dei problemi principali: che la Regione non abbia responsabilità diretta nelle gestioni non è un argomento valido per lasciare le cose come stanno. Questo è il momento per trovare, nel bilancio regionale, fondi e meccanismi per aumentare gli stipendi degli addetti alle Rsa, e avvicinarli così al livello di quelli della sanità pubblica. Ricordiamo che questa Giunta, in 10 anni, non ha ancora compiuto la riforma delle Ipab, siamo l’ultima regione a doverla ancora fare. Questo sarà uno dei tasselli da inserire, per non abbassare il livello e la sicurezza delle prestazioni».

Domenica 30 agosto 2020

#BaldinM5s

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SANITÀ/ULSS 4. BALDIN (M5S): BONUS COVID, ANCHE PER LA GESTIONE OTTIMALE DEI PROSSIMI MESI, DICIAMO NO A “FIGLI E FIGLIASTRI IN BUSTA PAGA”.

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«La sanità veneziana non lascia, ma raddoppia. Dopo l’Ulss 3 (con addetti alle portinerie, tecnici e amministrativi), adesso è la volta dell’Ulss 4 a non pagare il premio per il Covid-19 al proprio personale? Che tutto questo accada anche agli addetti dell’ospedale di Jesolo, cioè proprio dove l’altro giorno è stato dedicato il lungomare ai sanitari “eroi del Coronavirus”, acuisce la sensazione della beffa».

Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «Ma come? Il centinaio di addetti al pre-triage nelle tende esterne agli ospedali di Portogruaro, San Donà e Jesolo la lotta al Covid non l’hanno fatta? Perché avere “figli e figliastri in busta paga” quando sono stati oggettivamente una parte attiva e indispensabile nella gestione dell’emergenza?».


«Domande provocatorie a parte – ribadisce Baldin – che numerosi lavoratori della sanità veneziana non riscuotano quando promesso ai colleghi appare inaccettabile e per nulla rispettoso nei loro confronti. A riguardo, confido nell’atteggiamento collaborativo dei vertici dell’azienda sanitaria e al dovere morale che hanno, nei confronti di chi ha fatto il proprio lavoro con coscienza, anche in periodi difficili».

«Auspico che la vicenda si risolva in tempi brevi – conclude Baldin – innanzitutto per un senso di giustizia, ma anche per non lasciare strascichi negativi se, e quando, la sanità del Veneto orientale si dovesse trovare di nuovo a gestire situazioni di forte impatto numerico nei propri Covid hospital. ».

domenica 23 agosto 2020

Nella foto, all’ospedale di Jesolo il personale impegnato contro il Covid-19 festeggia la fine dell’emergenza

#BaldinM5s


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Sanità/ULSS 4. Baldin (M5S): bonus Covid, replica al comunicato stampa dell’Ulss 4

Circa la questione, preso atto del comunicato stampa dell’Ulss 4, puntualizziamo quanto segue.

  • Nella nota di domenica aprivamo non con un’affermazione, ma con una domanda: “adesso è la volta dell’Ulss 4 a non pagare il premio per il Covid-19 al proprio personale?”, colpiti dalla notizia che un centinaio di addetti al pre-triage nelle tende esterne agli ospedali di Portogruaro, San Donà e Jesolo, non avessero avuto il bonus-Covid pattuito. Cerchiamo conferme. E, in caso positivo, pronte spiegazioni da parte dei vertici dell’azienda sanitaria;
  • Che circa 100 operatori della nostra sanità si rivolgano a un legale per ricevere quanto promesso è un fatto che si commenta da solo. Che le professionalità che hanno gestito il pre-triage nella lotta al Covid comunque non meritano.
  • Come consigliera regionale mi impegno per risolvere le istanze e i problemi dei cittadini e dei territori, non per dire sissignore ai vertici di una Ulss, e non mi fermo certo alla prima giustificazione di facciata. In questo caso, ovvio, sono al fianco dei lavoratori e cerco chiarezza da parte di chi è stato nominato dalla Giunta per gestire la sanità pubblica, finanziata con i soldi delle tasse di tutti. Almeno di chi le paga.
  • Siamo stati chiamati a replicare ad un comunicato senza riferimenti puntuali né specifici, ma solo generici. Un comunicato deludente nel suo essere nebuloso, di chi non si abbassa a dialogare con chi chiede lecite spiegazioni. All’Ulss 4 abbiano più a a cuore la trasparenza del loro operato e il rispetto dei loro dipendenti.
  • Ribadiamo la richiesta iniziale. Cerchiamo pronte ed esaurienti spiegazioni da parte dei vertici dell’azienda sanitaria. I lavoratori, e pure tutti gli utenti passati per quei pre-triage, lo meritano.

Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia

martedì 25 agosto 2020


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CORONAVIRUS. BALDIN (M5S): TEST RAPIDI DA ESTENDERE ANCHE AD ALTRE CATEGORIE A CONTATTO COL PUBBLICO: ADDETTI DEI SUPERMERCATI, AUTISTI, CONTROLLORI

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«Stupisce la mancanza di coordinamento e la poca chiarezza sul fronte dei test rapidi per il personale della scuola, soprattutto i litigiosi distinguo tra le associazioni di categoria dei medici su come e dove effettuare la campagna di controllo.».

Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «Vabbè che siamo lontani dalla Toscana, che è già partita a tutto gas, con tanto di app dedicata, ma vedere il motore della macchina sanitaria regionale che batte in testa su un passo necessario per la riapertura dell’anno scolastico lascia intravedere qualche crepa nel sistema che va riparata per la riapertura di settembre».

«Con il test per il personale scolastico che tiene banco – aggiunge la politica veneziana – ci chiediamo perché non sia stato messo in piedi, come era stato ventilato all’inizio della pandemia, un simile screening su altre categorie che sono continuamente a stretto contatto con i cittadini e che, come gli addetti dei supermercati e dei negozi che vendevano generi di prima necessità, hanno vissuto tutto il lockdown in prima linea».

#BaldinM5s

«Effettuare i test sulle cassiere, ma anche sugli autisti di autobus del trasporto pubblico locale e sui controllori, in una fase in cui il contagio sta aumentando e con un maggior numero di persone attive che contraggono il virus – conclude Baldin – potrebbe aiutare il controllo sul territorio, limitando e mappando possibili cluster del Covid-19. Auspichiamo che il settore Prevenzione della Regione voglia “testare” anche queste professionalità che – non dimentichiamolo – nei turni quotidiani lavorano indossando i dispositivi di protezione. Mentre altrove, del rispetto delle regole, sembra importare poco».

sabato 22 agosto 2020


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Comunicati stampaInfrastrutture e trasportiLavoroTerritorio

BALDIN (M5S): BENE BIGLIETTO UNICO TRENO+BUS, MA CON MESI DI RITARDO RISPETTO A CORTINA E JESOLO. ENNESIMO ESEMPIO DI COME CHIOGGIA SIA MESSA IN SECONDA FILA

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«Da tempo ripeto che Chioggia è considerata un territorio di serie B del Veneto, che la questione è grave e va presa di petto, e che ampie responsabilità sono dell’attuale maggioranza leghista in Regione. Piaccia o meno, purtroppo è così. Se è facile puntare il dito quando le cose evidentemente non vanno (come nel caso della gestione ritardata e zoppicante del ripascimento di Isola Verde), si nota che la nostra città e il territorio circostante sono tenuti in secondo piano anche nei frangenti positivi».

Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «Un esempio lampante è l’introduzione (finalmente!) del biglietto unico treno+bus di Trenitalia e Busitalia Veneto, che permette di raggiungere Sottomarina dalla stazione ferroviaria di Padova».

«L’iniziativa è ottima, e l’avevamo sollecitata da mesi – ribadisce la consigliera M5S – ma è sintomatico che sia stata attivata per Chioggia e Sottomarina soltanto dal 14 agosto. Quando la stagione è al clou, ma si avvia anche alla fine, e si sono perduti due mesi di gite di comitive e di pendolari delle spiagge. Mentre era operativa per Cortina fin dal 14 giugno, e per Jesolo dal 11 luglio. Due mesi e un mese di differenza con altre località turistiche venete, quando la stagione languiva ovunque e ogni modo per ravvivarla e facilitare l’afflusso era benvenuto e indispensabile».

«Un ritardo che ha mancato di aiutare gli operatori del nostro territorio – aggiunge la candidata alle regionali – e che non si spiega con altre considerazioni se non quella introdotta all’inizio. Chioggia, dai poteri forti regionali, è messa in seconda fila. Un andazzo da cambiare al più presto».

mercoledì 19 agosto 2020

#BaldinM5s

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