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FERROVIA CHIOGGIA-PIOVE DI SACCO, LA MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA DICE ANCORA NO A UN’ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ

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Venezia, 20 giugno 2023 – Era il 26 gennaio 1887, ovvero oltre centrotrenta anni fa, quando il Comune di Chioggia siglava, assieme alla Provincia di Padova, il contratto per la costruzione della ferrovia tra le due città. Il contributo clodiense, fissato da una delibera del Consiglio comunale l’anno precedente, sarebbe ammontato a duemila lire annue, da accantonare per trentacinque bilanci consecutivi.
Eppure, della tratta Chioggia-Piove di Sacco (prodromica al collegamento con Padova) si parla tuttora, dal momento che nessun fatto concreto si è verificato dopo l’ultimo tentativo all’inizio del Novecento: la seduta odierna del Consiglio regionale del Veneto ha infatti bocciato -con 34 voti contrari dal centrodestra, a fronte di 9 favorevoli nelle opposizioni- la mozione avanzata lo scorso 6 marzo dalla capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Erika Baldin, tesa a finanziare (o almeno a cofinanziare) da parte dell’ente l’ennesimo studio di fattibilità affidato a RFI, la società che gestisce la rete ferroviaria italiana.

«Dopo che il precedente studio, commissionato nel 2010 a Net Engineering, non aveva portato a niente -commenta la consigliera- oggi si è avuta la conferma che la giunta Zaia non ha intenzione di spendere una quota dei propri fondi per contribuire a realizzare tale studio. E soprattutto non è ancora stato firmato il protocollo d’intesa tra la Regione e RFI, votato all’unanimità il 15 dicembre scorso attraverso un ordine del giorno bipartisan alla legge di bilancio. Da allora, lettera morta».

Baldin contesta anche l’assenza dell’assessora regionale ai Trasporti, la vicepresidente Elisa de Berti: «Con tutto il rispetto, a rappresentare la Giunta in aula c’era solo l’assessore al Bilancio, che non si è esposto. Per cui, secondo la maggioranza, dovremmo riporre fede nelle dichiarazioni del consigliere Dolfin, che ha “rassicurato” delle buone intenzioni di arrivare entro l’anno allo studio di fattibilità da parte di RFI, “continuando un percorso” che però è fermo. Non credo che la fiducia possa essere sufficiente senza un impegno concreto e vincolante per la Regione, che oggi è venuto meno per colpa del centrodestra».

Intanto, il traffico turistico dalla città antoniana al mare continua incessante su gomma: «Ho chiesto alla maggioranza -prosegue la coordinatrice metropolitana del M5S- di votare a favore della mozione per essere conseguente a quanto essa stessa aveva votato a dicembre. Era il momento per dimostrare che gli ordini del giorno votati in aula hanno un valore, e vanno sostenuti economicamente al fine di renderli operativi. Ennesima occasione perduta, quindi: delle parole ci fidiamo fino a un certo punto, in assenza di firme sopra i contratti».

Durante la discussione è emerso ancora il tema del “treno del mare” verso Sottomarina, soppresso quasi dieci anni fa e di nuovo pianificato a partire dal 2024: «La sua mancata attivazione già nell’estate di quest’anno -conclude Erika Baldin- non è dovuta alla lungaggine dell’assegnazione delle linee nella parte meridionale del Veneto, in conseguenza del ricorso di Arriva al TAR contro Trenitalia. Bensì alla volontà della Giunta regionale, che lo scorso 21 aprile chiuse le porte all’ipotesi per via dei lavori lungo la tratta Chioggia-Rovigo. Fa specie che proprio gli esponenti della Lega scarichino così Sistemi Territoriali, società della Regione che ha fallito su tutta la linea, e invochino il subentro della “statalista e centralista” Trenitalia».

erika baldin

The author erika baldin

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