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SANITÀ/OSPEDALE DOLO . BALDIN (M5S): SCHEDE SANITARIE NON ATTUATE, DEMOLIZIONE MONOBLOCCO SUD E SOPRAELEVAZIONE PRONTO SOCCORSO PER OLTRE 42 MILIONI DI EURO. LE NOSTRE DOMANDE ALL’ULSS3: COME STANNO LE COSE?

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«Sull’ospedale di Dolo la realtà è diversa dalla narrazione che viene fatta da più parti. I cittadini dei comuni della Riviera, evidentemente senza rappresentanti adeguati in Consiglio regionale, hanno diritto di sapere come stanno le cose e quel che li attende. Due grandi questioni sono sul tavolo, e meritano informazioni chiare ed esaustive dalla Regione: le schede sanitarie non ancora attuate (ci sono in ballo 72 posti letto, non sono pochi) e il grande rebus edilizio del nosocomio, con l’abbattimento previsto del monoblocco Sud e la sopraelevazione del Pronto Soccorso. Una bazzecola da oltre 42 milioni di euro. Con che tempi e con che modi per il mantenimento dei servizi sanitari per il territorio? O vogliamo spostare tutto a Mirano?». Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia.

«In questi giorni di fine campagna elettorale – prosegue Baldin – sento molte rassicurazioni e auspici sull’ospedale di Dolo, indirizzate ai cittadini della Riviera del Brenta per blandirli. Nella realtà, carte alla mano, le certezze non sono così solide. Parecchie domande importanti vanno poste alla Regione e quindi, per competenza diretta, ai vertici dell’Ulss 3».

«La prima – spiega la consigliera, candidata nella lista M5S – riguarda la mancata attuazione delle schede sanitarie del 2019 previste per Dolo. Nello specifico, chiediamo conto al direttore generale dell’Ulss 3 della situazione riguardo 45 posti letto di terapia e riabilitazione funzionale, 24 posti di ospedale di comunità e 3 di cardiologia. Avrebbero dovuto essere resi operativi entro il 30 giugno (Dgr n. 555 del 5 maggio) ma, a quel che ci risulta, siamo ancora in alto mare. Nel silenzio generale, chiediamo dove andrebbero messi tutti quei posti letto, dove trovare gli spazi necessari e, soprattutto, le risorse economiche per attuarli. È inoltre vero che, nella programmazione regionale degli investimenti sanitari per gli anni 2020 e 2021, non c’è un euro per Dolo? Non sappiamo se, e come, la gestione del Covid abbia influito sullo stato attuale delle cose, ma ci aspettiamo che vengano date le risposte necessarie alla cittadinanza».

«La seconda, enorme questione che merita chiarimenti – aggiunge Baldin – è quella legata all’edilizia sanitaria. Che, per importanza delle cifre e difficoltà attuativa, ci preoccupa non poco. Nella delibera regionale n. 86 del 27 gennaio 2020, per consentire alle Aziende ULSS di avviare la progettazione di interventi di ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario (grazie ai fondi dello Stato, che arrivano con l’art. 20 della L. n. 67/88) la Regione ha messo nero su bianco una serie di operazioni per il quinquennio 2020-2024. Per l’ospedale di Dolo è previsto uno stanziamento di 42.650.000 (quasi tutti, oltre 40 milioni, da finanziamenti statali) per due interventi pesantissimi, che sconvolgeranno la struttura del nosocomio della Riviera».

«Infatti, a causa di un necessario adeguamento sismico, è prevista prima la sopraelevazione del Pronto Soccorso (costo di circa 7 milioni di euro) e poi la demolizione dell’intero monoblocco Sud, con la realizzazione di un nuovo volume adeguato a contenere i reparti esistenti (costo di 35milioni600mila euro). A tutt’oggi – conclude Baldin – non abbiamo notizie su quando verranno trovate le risorse, a che punto siano i progetti, indispensabili per gli Accordi di Programma con il Ministero della Salute e quello dell’Economia, e dove verranno individuati gli spazi per questo imponente cantiere. Ci sono 3 piani da abbattere e un nuovo volume da costruire: nel frattempo dove verranno sistemati i reparti ora ospitati nel monoblocco? In soluzioni logistiche temporanee oppure verranno trasferiti altrove, magari a Mirano? Una serie di domande che giriamo all’Ulss 3, perché chiarisca ai cittadini di Dolo e della Riviera del Brenta il futuro del loro ospedale».

giovedì 17 settembre 2020

#BaldinM5s

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SANITÀ/AMBIENTE. BALDIN (M5S): INSERIRE MARGHERA E LA LAGUNA NEL PROGRAMMA DI SANITÀ PUBBLICA ECOLOGICA

ministro sergio costa

«Domani chiederò al ministro dell’Ambiente Costa di introdurre anche Marghera e la laguna di Venezia nei luoghi ad alto inquinamento, che saranno inseriti dal ministero della Salute nel Programma di sanità pubblica ecologica, annunciato in questi giorni». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, in occasione della visita in laguna del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa che, accompagnato dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà e dalla candidata sindaca M5S a Venezia, Sara Visman, farà un sopralluogo di porto Marghera via acqua, in una barca a propulsione elettrica.

Baldin prosegue: «Il viceministro della Salute Sileri sta lanciando questo progetto, per condurre un censimento delle malattie ricorrenti nelle zone d’Italia fortemente inquinate, per poterle correlare con le sostanze più pericolose. I siti finora individuati sono sei, legati a siti petrolchimici o storicamente contaminati, come Trieste, Piombino o Priolo (Siracusa). Ritengo che l’altissimo numero di malattie legate ai decenni di attività inquinanti di Porto Marghera, dalle conseguenze dell’amianto al rilevante numero di tumori nell’area veneziana, facciano del nostro territorio un candidato obbligato per entrare nel programma ministeriale».

«A riguardo – conclude Baldin – impossibile nascondere la preoccupazione nostra e dei comitati di cittadini per il progetto di ampliamento dell’inceneritore di Fusina e per lo stato delle bonifiche di Marghera. Due pericolose spade di Damocle sanitarie sulla nostra popolazione, che renderono ancora più interessanti il biomonitoraggio e la valutazione dei nessi di causalità tra ambiente e salute, previsti dal progetto ministeriale di sanità ecologica».

lunedì 14 settembre 2020

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VENEZIA/RSA. BALDIN (M5S): CASE DI RIPOSO, SUBITO UN PIANO REGIONALE PER ALZARE STIPENDI ED EVITARE FUGA PERSONALE

erika mascherina vestito rosa

«In questa estate di Covid-19 e di incertezze siamo intervenuti più volte sul problema della carenza di personale nelle nostre Case di Riposo. Ora, dopo l’ennesimo allarme lanciato da sindacati e aziende, ci ritorniamo con forza. In una società che sta invecchiando sempre di più (nella provincia di Venezia gli over 65 sono il 24% della popolazione, con un indice statistico di vecchiaia di 189,6 che è ben più alto della media regionale del 163,6) rischiamo davvero che le Rsa siano la nostra trincea più debole, se il rebus dell’organico non viene risolto al più presto». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «L’emorragia di infermieri e Oss, che lasciano le Rsa veneziane per andare a firmare contratti economicamente più vantaggiosi nel settore sanitario pubblico, è arrivata al livello di guardia. Serve da subito, in previsione dell’autunno convissuto con il Coronavirus, un piano regionale organico, con sgravi alle aziende e contribuzioni ad hoc, per alzare i salari del personale. O rischiamo di veder abbassare il livello e la sicurezza delle prestazioni».

«Come componente della (troppo breve) commissione regionale speciale di inchiesta sul Covid nelle case di riposo – ribadisce ancora una volta Baldin – ho toccato con mano le grandi difficoltà delle Rsa. Quello del personale (carenza ed eccessivo turnover) è uno dei problemi principali: che la Regione non abbia responsabilità diretta nelle gestioni non è un argomento valido per lasciare le cose come stanno».

«Questa – conclude Baldin – rischia di diventare l’ennesima emergenza di un comparto già delicato. Un invito a tutti: ragioniamo sulla questione come se ognuno di noi, adesso, avesse lì dentro un parente assistito. Forse qualche ostacolo verrebbe superato prima».

sabato 5 settembre 2020

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AUTISMO. BALDIN (M5S): APPOGGIO RICHIESTE ASSOCIAZIONI, SERVE UN IMPEGNO MAGGIORE PER DARE SOSTEGNO AI 40MILA AUTISTICI VENETI (VIDEO)

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«Sottoscrivo e appoggio in pieno il documento del Coordinamento Autismo Veneto, che ho già incontrato e con cui sono in costante contatto. È un impegno di civiltà, che mi ha già vista al loro fianco in questi cinque anni di Consiglio regionale, ma che non possiamo ritenere concluso. La Regione deve dare seguito a quanto è previsto nel Piano Sanitario, nelle leggi e nelle delibere già approvate, e rendere operative le strutture di assistenza e sostegno ai nostri concittadini affetti da autismo. Che non sia ancora stato fatto è inaccettabile: poniamo rimedio nei primi mesi della nuova legislatura. Sarà un vincolo etico cui nessuno dovrà sottrarsi». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, sui punti elaborati dalle associazioni riunite nel CAV: “Autismo veneto 2020-2025: proposte per la prossima amministrazione regionale”.

«L’autismo è la prima causa di disabilità in Italia – ricorda Baldin – circa 1 persona su 100 è autistica, e a livello nazionale sono circa 500mila le famiglie coinvolte. In Veneto il problema investe 40mila persone con autismo, tra minori e adulti (e le loro famiglie) rappresentati dal Coordinamento, che riunisce venti associazioni distribuite in tutte le province».

«Nelle richieste del CAV – osserva Baldin – ce ne sono molte assolutamente urgenti e basilari, tra cui : 1) l’attivazione del Piano Assistenziale Individuale, che accompagni la persona nell’intero suo percorso di vita; 2) migliorare la qualità e l’efficacia degli interventi, assicurare la continuità di cura e affrontare meglio la fase di transizione dall’età evolutiva all’età adulta; 3) rendere pienamente operativi i due centri di riferimento regionale (Verona e Treviso) assegnando personale e risorse economiche adeguate».

Il Coordinamento chiede a tutti i candidati di sottoscrivere l’impegno ad attivarsi per rendere operativo quello che in questi 5 anni è stato previsto dalle norme in Veneto.

«Io mi impegno solennemente a farlo – conclude Baldin – è una questione che va oltre il ruolo di portavoce dei cittadini. È, lo ripeto convintamente, una questione etica che va messa ai primi posti della prossima agenda al Ferro Fini. Dal grado di considerazione e di assistenza che riserviamo ai nostri concittadini con sensibilità diverse si vede (e si valuta) il livello di una regione. Non solo dalle autostrade, dal Pil o dai capannoni. Ricordiamocelo».

NB: ecco il documento integrale con le proposte del Coordinamento Autismo Veneto.

martedì 1 settembre 2020

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CRISANTI/COVID 19. BALDIN (M5S): BENE COLLABORAZIONE CON GOVERNO, ORA ZAIA CAMBIERÀ ATTEGGIAMENTO?

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“Accogliamo con grande soddisfazione la collaborazione tra il Governo, il Comitato tecnico scientifico e il professor Crisanti, cui è stato chiesto di organizzare e potenziare la campagna dei tamponi a livello nazionale. Dopo la chiamata della procura per la strage Covid nel Bergamasco, un altro sacrosanto riconoscimento per uno scienziato che ha dato un contributo determinante alla gestione della pandemia nella nostra regione e che, proprio della nostra Regione (stavolta con la erre maiuscola, ovvero palazzo Balbi), è stato relegato in un angolo.”

Lo dice, in una nota, Erika Baldin, consigliera regionale e candidata per il MoVimento 5 Stelle alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: “Se il governo accoglierà la linea-Crisanti sarà più difficile per Zaia giocare al ” noi buoni e bravi, loro cattivi e inefficienti”, con cui ha punteggiato mesi di dirette a reti unificate.”

“Vedremo se cambierà atteggiamento o tenterà di mettere il cappello anche sulla nuova strategia di tamponi – chiosa Baldin – sarebbe un salto carpiato, visto che vi è coinvolto il professor Crisanti, passato dall’altare alla polvere per il solo, pesantissimo fatto, di non essere allineato al pensiero unico zaiano.”

“Chiudiamo con un ramoscello d’ulivo fuori stagione. Auspico che il piano Crisanti venga accolto e attuato dal Ministero della Salute, e che sia l’avvio – afferma Baldin – per una stretta collaborazione tra il Governo e la Regione: per battere il Coronavirus e non rischiare di bloccare scuola, lavoro, trasporti e sistema sanitario serve la collaborazione di tutti, senza più muro contro muro. Perché il contagio, del consenso a reti unificate, non sa che farsene.”

Domenica 30 agosto 2020

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VENEZIA/RSA. BALDIN (M5S): CASE DI RIPOSO, ALZARE STIPENDI PER EVITARE LA FUGA DEL PERSONALE

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«Non possiamo permetterci che le Case di Riposo siano la nostra trincea più debole, sia sul fronte del Coronavirus sia su quello, più in generale, dell’assistenza ai nostri anziani. Un piano regionale di sgravi alle aziende o di contribuzioni ad hoc per alzare i salari del personale è una questione ormai spinosa, che non può più essere rimandata». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, dopo l’allarme lanciato dai sindacati sull’emorragia di personale nelle case di riposo veneziane.

«Come abbiamo già sottolineato – ribadisce la consigliera M5S – sono troppi (da stime sindacali qualche centinaio ) solo nella provincia di Venezia, gli infermieri e gli Oss che lascerebbero le Rsa con vuoti in organico, per andare a firmare contratti economicamente più vantaggiosi nel settore sanitario pubblico».

«Come componente della commissione regionale speciale di inchiesta sul Covid nelle case di riposo – conclude Baldin – ho toccato con mano le grandi difficoltà delle Rsa. Quello del personale (carenza ed eccessivo turnover) è uno dei problemi principali: che la Regione non abbia responsabilità diretta nelle gestioni non è un argomento valido per lasciare le cose come stanno. Questo è il momento per trovare, nel bilancio regionale, fondi e meccanismi per aumentare gli stipendi degli addetti alle Rsa, e avvicinarli così al livello di quelli della sanità pubblica. Ricordiamo che questa Giunta, in 10 anni, non ha ancora compiuto la riforma delle Ipab, siamo l’ultima regione a doverla ancora fare. Questo sarà uno dei tasselli da inserire, per non abbassare il livello e la sicurezza delle prestazioni».

Domenica 30 agosto 2020

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SCUOLA. BALDIN (M5S): TEST RAPIDI, SERVE AGGIORNAMENTO COSTANTE. INTERROGAZIONE PER CONOSCERE NUMERI E PREVISIONI DELLA CAMPAGNA

erika baldin lux telefono

«Il fronte della scuola, insieme con il tema dei trasporti (ad esso collegato) è quello che preoccupa di più in vista della riapertura. In Veneto a che punto siamo con i test sierologici rapidi per il personale scolastico? Dopo i distinguo dei giorni scorsi da parte delle associazioni di categoria dei medici, come ci si è organizzati nelle varie province e, soprattutto, quali sono i numeri e le previsioni della campagna di test in vista del 14 settembre? I cittadini veneti hanno diritto ad avere un aggiornamento costante del suo iter». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia che, sul tema dei controlli per docenti e personale Ata, prosegue: «Ho preparato un’interrogazione a risposta immediata rivolta all’assessore alla Sanità, perché relazioni immediatamente sullo stato dei test rapidi per il personale della scuola: quanti ne sono stati fatti a livello aggregato, per province e per tipologia di istituti scolastici, quanti sono ancora da fare, che tempistiche ci sono per chiudere la campagna, quali sono gli esiti e quanti saranno gli eventuali tamponi susseguenti».

«Auspicherei – suggerisce la candidata M5S – almeno con un briefing settimanale in conferenza stampa, per fare il punto e quindi rassicurare gli operatori stessi e soprattutto i genitori, in vista della ripresa delle lezioni. Si sarebbe dovuto partire prima con questa procedura, ma confidiamo nell’organizzazione della nostra struttura sanitaria del territorio, tra medici di base e ambulatori delle Ulss, per arrivare ad una copertura rassicurante».

martedì 25 agosto 2020


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SANITÀ/ULSS 4. BALDIN (M5S): BONUS COVID, ANCHE PER LA GESTIONE OTTIMALE DEI PROSSIMI MESI, DICIAMO NO A “FIGLI E FIGLIASTRI IN BUSTA PAGA”.

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«La sanità veneziana non lascia, ma raddoppia. Dopo l’Ulss 3 (con addetti alle portinerie, tecnici e amministrativi), adesso è la volta dell’Ulss 4 a non pagare il premio per il Covid-19 al proprio personale? Che tutto questo accada anche agli addetti dell’ospedale di Jesolo, cioè proprio dove l’altro giorno è stato dedicato il lungomare ai sanitari “eroi del Coronavirus”, acuisce la sensazione della beffa».

Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «Ma come? Il centinaio di addetti al pre-triage nelle tende esterne agli ospedali di Portogruaro, San Donà e Jesolo la lotta al Covid non l’hanno fatta? Perché avere “figli e figliastri in busta paga” quando sono stati oggettivamente una parte attiva e indispensabile nella gestione dell’emergenza?».


«Domande provocatorie a parte – ribadisce Baldin – che numerosi lavoratori della sanità veneziana non riscuotano quando promesso ai colleghi appare inaccettabile e per nulla rispettoso nei loro confronti. A riguardo, confido nell’atteggiamento collaborativo dei vertici dell’azienda sanitaria e al dovere morale che hanno, nei confronti di chi ha fatto il proprio lavoro con coscienza, anche in periodi difficili».

«Auspico che la vicenda si risolva in tempi brevi – conclude Baldin – innanzitutto per un senso di giustizia, ma anche per non lasciare strascichi negativi se, e quando, la sanità del Veneto orientale si dovesse trovare di nuovo a gestire situazioni di forte impatto numerico nei propri Covid hospital. ».

domenica 23 agosto 2020

Nella foto, all’ospedale di Jesolo il personale impegnato contro il Covid-19 festeggia la fine dell’emergenza

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Sanità/ULSS 4. Baldin (M5S): bonus Covid, replica al comunicato stampa dell’Ulss 4

Circa la questione, preso atto del comunicato stampa dell’Ulss 4, puntualizziamo quanto segue.

  • Nella nota di domenica aprivamo non con un’affermazione, ma con una domanda: “adesso è la volta dell’Ulss 4 a non pagare il premio per il Covid-19 al proprio personale?”, colpiti dalla notizia che un centinaio di addetti al pre-triage nelle tende esterne agli ospedali di Portogruaro, San Donà e Jesolo, non avessero avuto il bonus-Covid pattuito. Cerchiamo conferme. E, in caso positivo, pronte spiegazioni da parte dei vertici dell’azienda sanitaria;
  • Che circa 100 operatori della nostra sanità si rivolgano a un legale per ricevere quanto promesso è un fatto che si commenta da solo. Che le professionalità che hanno gestito il pre-triage nella lotta al Covid comunque non meritano.
  • Come consigliera regionale mi impegno per risolvere le istanze e i problemi dei cittadini e dei territori, non per dire sissignore ai vertici di una Ulss, e non mi fermo certo alla prima giustificazione di facciata. In questo caso, ovvio, sono al fianco dei lavoratori e cerco chiarezza da parte di chi è stato nominato dalla Giunta per gestire la sanità pubblica, finanziata con i soldi delle tasse di tutti. Almeno di chi le paga.
  • Siamo stati chiamati a replicare ad un comunicato senza riferimenti puntuali né specifici, ma solo generici. Un comunicato deludente nel suo essere nebuloso, di chi non si abbassa a dialogare con chi chiede lecite spiegazioni. All’Ulss 4 abbiano più a a cuore la trasparenza del loro operato e il rispetto dei loro dipendenti.
  • Ribadiamo la richiesta iniziale. Cerchiamo pronte ed esaurienti spiegazioni da parte dei vertici dell’azienda sanitaria. I lavoratori, e pure tutti gli utenti passati per quei pre-triage, lo meritano.

Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia

martedì 25 agosto 2020


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CORONAVIRUS. BALDIN (M5S): TEST RAPIDI DA ESTENDERE ANCHE AD ALTRE CATEGORIE A CONTATTO COL PUBBLICO: ADDETTI DEI SUPERMERCATI, AUTISTI, CONTROLLORI

covid test

«Stupisce la mancanza di coordinamento e la poca chiarezza sul fronte dei test rapidi per il personale della scuola, soprattutto i litigiosi distinguo tra le associazioni di categoria dei medici su come e dove effettuare la campagna di controllo.».

Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «Vabbè che siamo lontani dalla Toscana, che è già partita a tutto gas, con tanto di app dedicata, ma vedere il motore della macchina sanitaria regionale che batte in testa su un passo necessario per la riapertura dell’anno scolastico lascia intravedere qualche crepa nel sistema che va riparata per la riapertura di settembre».

«Con il test per il personale scolastico che tiene banco – aggiunge la politica veneziana – ci chiediamo perché non sia stato messo in piedi, come era stato ventilato all’inizio della pandemia, un simile screening su altre categorie che sono continuamente a stretto contatto con i cittadini e che, come gli addetti dei supermercati e dei negozi che vendevano generi di prima necessità, hanno vissuto tutto il lockdown in prima linea».

#BaldinM5s

«Effettuare i test sulle cassiere, ma anche sugli autisti di autobus del trasporto pubblico locale e sui controllori, in una fase in cui il contagio sta aumentando e con un maggior numero di persone attive che contraggono il virus – conclude Baldin – potrebbe aiutare il controllo sul territorio, limitando e mappando possibili cluster del Covid-19. Auspichiamo che il settore Prevenzione della Regione voglia “testare” anche queste professionalità che – non dimentichiamolo – nei turni quotidiani lavorano indossando i dispositivi di protezione. Mentre altrove, del rispetto delle regole, sembra importare poco».

sabato 22 agosto 2020


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COVID-19. BALDIN (M5S): SUMMER FESTIVAL MIRANO, TENIAMO ALTA LA GUARDIA. SERVE GRANDE IMPEGNO NELLA PREVENZIONE E NELL’INFORMAZIONE TRA I GIOVANI

mirano summer festival

«Teniamo alta la guardia. Il Summer Festival di Mirano non deve diventare un possibile detonatore di focolai di Covid-19». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, sulla manifestazione di serate musicali che parte stasera nel veneziano.

AGGIORNAMENTO
Il Summer Festival è stato oggi bloccato dalla Commissione comunale di vigilanza sul pubblico spettacolo di Mirano. La manifestazione non ha ottenuto l’autorizzazione per le forti criticità sorte sul fronte sicurezza rispetto al Covid-19.

Baldin prosegue: «La segnalazione della Direzione Prevenzione della Regione Veneto giunta alle autorità, pur se provvidenziale e assolutamente opportuna, ci sembra comunque un “mettere le mani avanti” sperando che vada tutto bene. Le perplessità dei sanitari di Zaia sono le nostre: mi unisco infatti ai nostri consiglieri comunali del M5S di Mirano, che avevano da tempo lanciato un segnale di allarme sul Festival, raccomandando valutazioni più attente. Nutro, con loro, forte preoccupazione per un’iniziativa che, nell’estate del Covid, con i contagi da “movida” che stanno aumentando soprattutto tra i giovani, presenta un indice di rischio decisamente elevato».

«Il Summer Festival attrae i giovani dal veneziano e dalle province vicine – ribadisce la consigliera M5S – per quel mix tra musica, cibo, bevande e ballo che, al tempo del Covid, si chiama assembramento e va gestito con un’attenzione che temiamo possa non essere messa in campo. Auspichiamo che ci sia un’assunzione di responsabilità diretta da parte degli organizzatori e del Comune, che nessuno si chiami fuori dai controlli rigorosi che vanno effettuati. Il primo passo è di rinforzare i servizi di informazione preventiva per gli utenti, con steward che assicurino il monitoraggio costante delle distanze di sicurezza e dell’uso della mascherina».

«Un grande impegno nella prevenzione e nell’informazione – conclude Baldin – è l’unico mezzo per scongiurare focolai da Covid in simili eventi. Cluster che avrebbero deleterie ripercussioni facilmente immaginabili nella curva veneta del contagio, nella difficoltà del tracciamento dei contatti degli infetti e, vista la giovane età dei frequentatori, nella ripresa delle scuole tra poche settimane. Abbiamo bisogno di sicurezza, non di disattenzioni di massa».

venerdì 21 agosto 2020

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