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CHE FINE HA FATTO L’OSPEDALE DA CAMPO REGALATO DALL’EMIRO DEL QATAR?

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Covid-19. Baldin (MoVimento 5 Stelle): «Ospedale da campo dal Qatar, interrogo la Giunta per sapere che fine farà»

Venezia, 5 agosto 2021 – «I cittadini veneti hanno tutto il diritto di sapere come e quando verrà utilizzato il famoso ospedale da campo donato alla Regione dall’emiro del Qatar, allestito nell’area del covid hospital di Schiavonia e mai utilizzato. Già, perché, nonostante gli annunci dello scorso aprile, quando il presidente Zaia parlava dell’imminente apertura di un “luxury hospital”, in realtà non se n’è più fatto nulla visto che, come ampiamente documentato, l’ospedale sarebbe arrivato incompleto».

Così la consigliera regionale Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), che aggiunge: «Posto che si tratta di un regalo, mi chiedo se la Regione abbia poi dovuto sostenere delle spese per il montaggio, la manutenzione e l’eventuale smontaggio. E poi vorrei sapere se la struttura è stata già convertita e riutilizzata in ambito sanitario, come promesso a novembre dal presidente Zaia».

«Queste domande sono contenute nell’interrogazione che ho depositato questa mattina in Consiglio regionale. Infine, chiedo alla Giunta se la tendostruttura risulti acquisita al patrimonio regionale, con quali costi per lo stoccaggio, la manutenzione ed ogni altro intervento necessario a carico della Regione. Resto in attesa delle risposte assieme ai cittadini veneti, ai quali nell’aprile 2020 l’ospedale dell’emiro del Qatar era stato presentato come un fantastico esempio di cooperazione internazionale», conclude Baldin.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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FONDO CAREGIVER, DOVE SONO FINITI I CONTRIBUTI PER LE FAMIGLIE?

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Assistenza sociale. Baldin (MoVimento 5 Stelle): «Fondo caregiver, le famiglie non sanno ancora quando riceveranno i soldi»

Venezia, 29 luglio 2021 – «Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da parte delle associazioni attive sul territorio: a tutt’oggi, in Veneto, mancano ancora tempi certi e indicazioni chiare su come richiedere i contributi del Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare». Così la consigliera regionale Erika Baldin, del MoVimento 5 Stelle, che nella giornata di oggi ha depositato un’interrogazione chiedendo “come mai in Veneto non si hanno ancora informazioni certe sull’erogazione delle risorse previste dal fondo citato e quando i caregiver, che, fra mille difficoltà, assistono i loro congiunti continuativamente con ben pochi aiuti, potranno avere quanto spetta loro”.

«In alcune regioni, come la Toscana, è già possibile richiedere il contributo. Qui in Veneto, la Regione ha approvato gli indirizzi per gli interventi a sostegno dei caregiver familiari. La delibera risale a metà marzo, ma ad oggi una famiglia che volesse fare richiesta non sa ancora come fare. Mancano le informazioni sulle modalità e sulle tempistiche dell’erogazione del contributo, chiedo alla Giunta regionale di farsi carico dei disagi che ci vengono segnalati. Il caregiver familiare è una figura che svolge un fondamentale ruolo di cura nelle nostre comunità e merita tutto il nostro supporto».

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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MANCANO MEDICI DI BASE, MA LA REGIONE SBAGLIA (DUE VOLTE) IL CONCORSO

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Sanità. Baldin (MoVimento 5 Stelle): «I medici di base scarseggiano, ma la Regione sbaglia il concorso? Presentata interrogazione»

Venezia, 23 luglio 2021 – «Robe da non crederci: nel Veneto del super-governatore Luca Zaia, a fronte di una carenza di medici di medicina generale sempre più preoccupante, l’Azienda Zero sbaglia le procedure del concorso per reclutare i nuovi medici di base. È questa la tanto decantata efficienza dell’amministrazione leghista?». Lo chiede la consigliera regionale Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), che nella giornata di oggi ha depositato un’interrogazione regionale in seguito alla segnalazione della Fimmg, il sindacato dei medici di base, relativa a errori nelle procedure per l’assegnazione dei medici di base nelle zone carenti.

«La Regione ha affidato l’iter concorsuale ad Azienda Zero, che però ha sbagliato per ben due volte: errori segnalati dalla stessa Fimmg e poi corretti da Azienda Zero, a costo però di ritardi e inceppamenti. Ne fanno le spese, ancora una volta, i tanti cittadini veneti ancora in attesa di un nuovo medico. Intendo andare a fondo in questa vicenda, ci sono stime che parlando di oltre il 40 percento di medici di base pronti ad andare in pensione: una situazione molto complessa, che va gestita senza errori che possono certamente essere evitati con una corretta applicazione delle norme».

«L’obiettivo – conclude Baldin – è di garantire l’assistenza medica di base a tutti i veneti, anche a chi vive nelle zone attualmente carenti. Sulla salute non accettiamo discriminazioni, per noi non esistono cittadini di serie B».

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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OSS “INFERMIERINI”? NO GRAZIE!

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Comunicato stampa
 
Sanità. Baldin (M5S): «Oss “infermierini”, la Giunta regionale ritiri la delibera»

Venezia, 31 marzo 2021 – «Entrambe le figure professionali, operatori socio-sanitari e infermieri, vanno tutelate e valorizzate. Sfruttare un corso di formazione complementare per trasferire competenze e mansioni, creando di fatto una figura intermedia, non è la strada giusta per rispondere alla carenza di personale sanitario».

Così la consigliera regionale Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), componente della Commissione Sanità, che nella giornata di oggi ha depositato un’interrogazione a risposta immediata, sottoscritta anche da Cristina Guarda e Elena Ostanel. Le consigliere regionali della minoranza chiedono alla Giunta regionale di “rivedere la propria decisione di istituire il percorso formativo complementare per gli oss, alla luce delle molte critiche ricevute dalle associazioni di categoria”.

«La carenza di personale nelle Rsa, dovuta all’emergenza pandemica, va affrontata con altri strumenti. Del resto è fuorviante pensare di risolvere un problema di organico attribuendo nuove responsabilità agli oss, in assenza peraltro di un trattamento economico adeguato. Come è già stato ricordato, la figura dell’oss complementare non è disciplinata in nessun contratto collettivo nazionale», aggiunge Baldin. «Quella delibera va ritirata», conclude la consigliera regionale che ricorda come «anche la Cgil sia intervenuta per chiedere alla Regione Veneto di tornare sui propri passi».

Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), consigliera regionale e componente della Commissione Sanità del Consiglio regionale del Veneto
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SANITÀ. BALDIN (M5S): «RSA CASSON DI CHIOGGIA, ORA INTERVENGA LA REGIONE»

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Venezia, 11 feb 2021 – «Un piano che garantisca il presidio sociosanitario della casa di riposo “F. F. Casson” di Chioggia, con particolare attenzione alla tenuta occupazionale del Centro servizi». Lo chiede alla Regione la capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, Erika Baldin, che nella giornata di oggi ha depositato un’interrogazione, sottoscritta anche da Jonatan Montanariello (Pd), chiamando in causa la Giunta Zaia. «Serve che la Regione e l’Ulss si siedano attorno a un tavolo con la direzione dell’Ipab e le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di trovare nuove risorse economiche per evitare il collasso della casa di riposo», spiega Erika Baldin.

«Sollecitata dall’amministrazione comunale di Chioggia e dalla Fp Cgil, e dopo aver incontrato il presidente dell’Ipab, ho deciso di mettere per iscritto le richieste che provengono dall’intera comunità chioggiotta. Da un lato, c’è il timore per le ripercussioni sul servizio importantissimo rappresentato dal CSA Casson e, dall’altro, siamo preoccupati per i dipendenti della casa di riposo e in particolare per i circa 50 Oss della coop Promozione lavoro: questi ultimi non hanno ricevuto alcun bonus per l’emergenza covid, nonostante fossero in prima linea come gli altri, ed ora rischiano la cassa integrazione».

«Sono convinta – conclude Baldin – che sia compito della Regione assicurare un congruo sostegno alla casa di riposo, per garantire il servizio e mantenere l’occupazione».

Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), consigliere regionale

Erika Baldin
Consigliera regionale del Veneto

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UN’ALTRA RSA VERSO LA CHIUSURA, STAVOLTA A CONSELVE. BASTA! BISOGNA TUTELARE I SERVIZI E I POSTI DI LAVORO

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Sanità. Baldin (M5S): «Chiusura Rsa Conselve (PD), intervenga la Regione: garantire i servizi e tutelare i lavoratori»

Venezia, 28 gen 2021 – «Ho presentato un’interrogazione urgente per chiedere alla Giunta regionale di intervenire a tutela dei lavoratori della Rsa di Conselve, che sono preoccupati per il loro futuro». Così la consigliera regionale Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), che nella giornata di oggi ha depositato in Consiglio regionale un’interrogazione per sapere inoltre «se la Regione intenda chiedere all’Ulss 6 Euganea di procedere celermente alla riqualificazione strutturale della Rsa dell’ospedale di Conselve, così da poterla riaprire nel più breve tempo possibile».

«Attualmente la Rsa ospita 50 anziani non autosufficienti, che saranno dirottati verso altre case di riposo della provincia. Ancora una volta il territorio della Bassa Padovana perde servizi importanti, viene da chiedersi quale sia la regia regionale che giustifichi queste scelte. Per questo – conclude Baldin – attendo la risposta della Giunta alla mia interrogazione».

Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), consigliera regionale

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RAPPORTO MAL’ARIA, VENETO MAGLIA NERA PER PM10

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Ambiente. Baldin (M5S): «Rapporto Mal’Aria, Veneto maglia nera per Pm10. E c’è chi pensa a nuovi inceneritori»

Venezia, 29 gennaio 2021 – «Secondo il report annuale “Mal’aria di città 2021”, realizzato da Legambiente, tra i primi 10 capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana la soglia limite di polveri sottili nel 2020, ben 4 sono in Veneto: Venezia, Padova, Rovigo e Treviso (dal 2° al 5° posto). Vicenza è undicesima e Verona occupa il 13esimo posto nella classifica delle 35 città italiane che sono andate oltre la soglia dei 35 giorni di superamento dei limiti di legge».

Così la consigliera regionale Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), che denuncia «Una situazione preoccupante, nella quale solo Belluno può dirsi “in regola”, mentre tutte le altre centraline poste nei capoluoghi veneti sforano ampiamente il limite normativo». «Anche il confronto con le medie annuali è allarmante: nella classifica dei capoluoghi di provincia che l’anno scorso hanno superato il valore medio annuale suggerito dalle linee guida dell’OMS per le polveri sottili (Pm10), ritroviamo addirittura 5 capoluoghi veneti nei primi 10 posti. E il sesto, in questo caso Verona, si colloca all’11esima posizione», osserva Baldin.

«Questi dati allarmanti costituiscono l’ennesima conferma che nella Pianura Padana si respira l’aria più inquinata d’Europa. Siamo di fronte a un problema sanitario e ambientale enorme, che richiede una forte presa di coscienza e azioni ad ampio raggio: dai trasporti all’agricoltura sono tanti gli ambiti nei quali la Regione può svolgere un ruolo centrale».

«Trovo veramente surreale, a fronte di questi dati, la discussione che si sta sviluppando attorno a ben due inceneritori, quello di Fusina e quello di Padova, che vanno a insistere su un territorio già gravemente compromesso dal punto di vista dell’inquinamento dell’aria. Porterò avanti la mia battaglia in consiglio regionale per una maggiore attenzione alla qualità dell’aria, nel solco delle politiche europee della transizione ecologica che formano le premesse del Recovery Fund», conclude la consigliera regionale.

Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), consigliera regionale

 

Link al rapporto Mal’aria 2021: https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2021/01/Rapporto_Malaria_2021.pdf

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CONTAGI E SICUREZZA SUL LAVORO, IL TAVOLO REGIONALE NON SI È MAI RIUNITO NEL 2020!

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Comunicato stampa
Lavoro. Baldin (M5S): «Contagi e sicurezza sul lavoro, tavolo regionale mai riunito nel 2020: cosa aspetta la Giunta?»

Venezia, 28 gen 2021 – «Il Tavolo regionale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non si è mai riunito nel corso del 2020: è un fatto gravissimo! Parliamo del comitato di coordinamento tra Regione e parti sociali che, tra l’altro, dovrebbe occuparsi del monitoraggio periodico degli interventi in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori previsti dal Piano strategico regionale. Monitoraggio periodico che, evidentemente, è mancato per tutto lo scorso anno», commenta la consigliera regionale Erika Baldin (Movimento 5 Stelle).

«Il 22 dicembre, nell’ambito della sessione di Bilancio, il Consiglio regionale ha approvato a larghissima maggioranza un mio ordine del giorno per impegnare la Giunta “a provvedere con urgenza ai fini della convocazione del Comitato regionale di coordinamento su salute e sicurezza sul lavoro”», sottolinea Baldin. Che aggiunge: «È passato più di un mese e il tavolo non è ancora stato convocato».

«Nel frattempo, la piaga degli infortuni sul lavoro non si è certo interrotta: anzi, proprio in questi giorni abbiamo la conferma che la situazione si è aggravata. Al dato degli infortuni si somma infatti quello dei contagi sul lavoro da Covid, pari a 1.912 solo nella mia provincia nel corso dell’anno e 669 solo nel mese di dicembre».

«A fronte di tutto ciò è chiaro che il tavolo dev’essere convocato immediatamente, non è pensabile affrontare questa gravissima situazione senza un attento monitoraggio, condiviso con le parti sociali: se la Giunta non provvederà con urgenza, depositerò un atto formale in consiglio regionale per chiederne conto», conclude la consigliera regionale.

Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), consigliera regionale

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AUTISMO, L’IMPEGNO DEL CONSIGLIO REGIONALE

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Sono orgogliosa dell’importante risultato che sono riuscita ad ottenere nell’ambito della Legge di Bilancio regionale, con l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno a sostegno delle persone nello spettro autistico e delle loro famiglie. Si tratta delle proposte del Coordinamento Autismo Veneto (CAV), che da sempre si batte affinché le politiche previste in materia di autismo vengano effettivamente realizzate.

Aiutare le persone, questa è la soddisfazione e l’onore più grande per chi ricopre un ruolo istituzionale. Si riesce a farlo, come in questo caso, quando la politica mette da parte i narcisismi e le distinzioni di partito e guarda i cittadini dritto negli occhi.

Guarda il video del mio intervento in Consiglio regionale Veneto
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SCHIAVONIA (PD) COVID HOSPITAL E LA BASSA RESTA SENZA OSPEDALE: PRESENTATA INTERROGAZIONE

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Sanità. Baldin (M5S): «Ospedale di Schiavonia (PD), Zaia faccia chiarezza su numeri terapie intensive e gestione emergenza. Presentata interrogazione in Regione»


Venezia, 22 gen 2021 – Da quando è iniziata l’emergenza Covid19, i residenti della Bassa Padovana sono di fatto privati dell’unico nosocomio di riferimento. L’ospedale di Schiavonia, sia nella “prima ondata” che a partire da fine ottobre, è stato adibito allo specifico trattamento dei soggetti che hanno contratto il virus, diventando così Covid Hospital di riferimento per la provincia di Padova.

«Il territorio si è trovato a dover gestire una situazione emergenziale che nessuno poteva prevedere – commenta la Consigliera regionale Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle) – non mettiamo in dubbio che le scelte fatte siano state ben ponderate, mettendo davanti a tutto la tutela della salute dei cittadini. Non dimentichiamo però che l’ospedale di Schiavonia serve un bacino d’utenza di 44 Comuni e 180 mila persone e costituisce oggi l’unico presidio ospedaliero per la Bassa Padovana in seguito alla chiusura di ben quattro ospedali: Monselice, Conselve, Este e Montagnana».

«Con l’attivazione del Covid Hospital è mancato ai cittadini anche l’ultimo punto di riferimento vicino rimasto. Ora sono costretti a spostarsi nel territorio con tempi di percorrenza nettamente più lunghi, per ricevere assistenza anche a 60 km di distanza. Interessata dai gruppi Consiliari e dagli attivisti del MoVimento 5 Stelle della Bassa Padovana, ho presentato in Regione una serie di quesiti a cui il territorio desidera risposta: prima di tutto, un chiarimento sui numeri delle terapie intensive attivate tra covid e non covid. Poi vogliamo conoscere i tempi di percorrenza delle ambulanze e come sono cambiati dopo l’attivazione del Covid Hospital. Infine chiediamo perché non si sia ragionato sulla riattivazione degli ospedali dismessi a partire da quello di Monselice e se si intenda fare una valutazione seria sulla necessità di garantire tempi rapidi di soccorso e cura al territorio della Bassa Padovana, in particolare per quanto riguarda le patologie tempo-dipendenti che sono purtroppo covid-indipendenti».

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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