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RSA. BALDIN (M5S): CASE DI RIPOSO NON SIANO LA NOSTRA TRINCEA PIÙ DEBOLE. ALZARE STIPENDI PER EVITARE LA FUGA DEL PERSONALE

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«Non possiamo permetterci che le Case di Riposo siano la nostra trincea più debole, sia sul fronte del Coronavirus sia su quello, più in generale, dell’assistenza ai nostri anziani. Un piano regionale di sgravi alle aziende o di contribuzioni apposite, per poter alzare i salari del personale, è un argomento che non può più essere ignorato». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, sulla mancanza di operatori nelle case di riposo: da una stima sarebbero circa 600 solo nella provincia di Venezia. Infermieri e Oss preferiscono firmare contratti più vantaggiosi economicamente nel settore sanitario pubblico che, dopo l’emergenza Covid-19, ha aumentato gli organici.

«Nel Bilancio regionale, anche nel quadro complessivo della gestione del Covid e comunque per migliorare il livello di assistenza agli anziani ospiti, vanno trovati fondi e meccanismi per aumentare di qualche centinaio di euro gli stipendi degli addetti alle Rsa, e avvicinarli così a quelli della sanità. Questo – ribadisce la consigliera M5S – è il momento per farlo: ricordiamo che questa Giunta, in 10 anni, non ha ancora compiuto la riforma delle Ipab, siamo l’ultima regione a doverla ancora fare».

«Come componente della commissione regionale speciale di inchiesta sul Covid nelle case di riposo – conclude Baldin – sto toccando con mano le difficoltà delle Rsa. Quello della carenza e del turnover di personale è uno dei problemi principali da risolvere: che la Regione non abbia responsabilità diretta nelle gestioni non è un argomento sufficiente per lasciare le cose come stanno. Un invito a tutti: ragioniamo sulla questione come se ognuno di noi, adesso, avesse lì dentro un parente assistito. Forse qualche ostacolo verrebbe superato prima».

#BaldinM5s

venerdì 31 luglio 2020

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SANITÀ. BALDIN (M5S): OSPEDALE DOLO, INCERTEZZA E DISAGI. ASCOLTIAMO I SINDACI E SPOSTIAMO AREA COVID FUORI DAL MONOBLOCCO

ospedale-dolo-pronto-soccorso-progetto gente veneta

«Da quando l’emergenza Covid-19 ha rallentato, il destino dell’ospedale di Dolo, paradossalmente, ha iniziato a complicarsi. A preoccupare i 130mila abitanti del suo bacino d’utenza e i sindaci interessati c’è una costante penombra di incertezza, nella gestione dell’Ulss3, che stenta a chiarirsi». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, sull’interrogazione che ha presentato in Regione (in calce al comunicato).

Prosegue Baldin: «Con nuovi focolai di Coronavirus sempre attivi, e la preoccupazione per l’incognita-autunno, è palese che il nosocomio della Riviera dovrà convivere ancora a lungo con il virus. Chiunque abbia dimestichezza con la struttura, sa che si articola in diversi immobili indipendenti. Uno di questi, con un’azione di recupero mirata, potrebbe essere destinato all’emergenza-contagio, spostando finalmente l’“Area Covid” fuori dal monoblocco dell’ospedale, come richiesto da parte di più comuni della Riviera del Brenta. In questo modo si eviterebbero gli attuali disagi ai pazienti più a rischio, che devono fare percorsi particolari nel monoblocco».

«Questa, unita con altre annose problematiche – ribadisce la consigliera M5S – come gli interventi per il nuovo Pronto Soccorso e la sistemazione antisismica e antincendio del monoblocco, contribuiscono ad aumentare l’incertezza degli amministratori locali e il disagio dei cittadini».

«Per cercare chiarezza e mettere pressione sulla Giunta regionale – conclude Baldin – ho quindi presentato l’interrogazione, chiedendo a Zaia e ai suoi assessori cosa intendano fare per: 1) la gara per la messa a norma e la sistemazione del monoblocco; 2) sistemare il prefabbricato degli ambulatori e l’immobile dell’ ex-geriatria; 3) collocare l’“Area Covid” fuori dal monoblocco dell’ospedale; 4) procedere all’aumento degli addetti per assicurare servizi adeguati, soprattutto di personale pediatrico, per garantire la presenza notturna al settore materno infantile».

Giovedì 23 luglio 2020

L’immagine del rendering del nuovo Pronto Soccorso è tratta dal sito genteveneta.it, che ringraziamo


AGGIORNAMENTO. Ecco qui sotto il rilievo delle mie dichiarazioni sui mass media, come puoi vedere anche nella pagina della rassegna stampa.


TESTO INTERROGAZIONE:

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

DECIMA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N.

OSPEDALE DI DOLO (VE): LA GIUNTA ASCOLTI LE RICHIESTE DEI SINDACI RIVIERASCHI E PROCEDA AGLI INTERVENTI NECESSARI

presentata il 21 luglio 2020 dalla Consigliera Baldin

PREMESSO CHE:

– con Deliberazione della Giunta regionale n. 741 del 27 maggio 2016 “Modifica delle schede di dotazione ospedaliera dell’Azienda Ulss 13 Mirano. DGR n. 2122 del 19 novembre 2013. Deliberazione n. 5/CR del 2 febbraio 2016” si procedeva alla modifica delle schede ospedaliere interessate, accogliendo le sollecitazioni dei sindaci dei territori del bacino dell’allora ULSS 13 (comprensivo del Comune di Dolo);

– con la successiva deliberazione della Giunta regionale n. 614 del 14 maggio 2019 “Approvazione delle schede di dotazione delle strutture ospedaliere e delle strutture sanitarie di cure intermedie delle Aziende Ulss, dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, dell’Azienda Ospedale Universitaria Integrata di Verona, dell’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS, della Società partecipata a capitale interamente pubblico ‘Ospedale Riabilitativo di Alta specializzazione’ e degli erogatori ospedalieri privati accreditati” venivano apportate altre modifiche in attuazione di quanto previsto dal Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023, approvato con Legge regionale 28 dicembre 2018, n. 48;

– da ultimo con Deliberazione della Giunta regionale n. 552 del 5 maggio 2020 “Approvazione ‘Piano emergenziale ospedaliero di preparazione e risposta ad eventi epidemici’ con contestuale potenziamento della disponibilità posti letto e definizione di indirizzi organizzativi” si procedeva nel contesto dell’emergenza Covid-19 all’adozione di un Piano di emergenza con conseguenti indirizzi organizzativi in caso di epidemia per definire una risposta che garantisse la disponibilità di posti letto da dedicare alla patologia in questione e agli altri servizi sanitari essenziali;


CONSIDERATO CHE:

– con delibera del Consiglio comunale di Dolo del 22.03.2016, votata all’unanimità, veniva ribadito nelle premesse che “l’ospedale di Dolo rappresenta un bene strategico di primaria importanza per tutto il territorio rivierasco e che ogni ipotesi di ridimensionamento troverà la ferma opposizione di codesta amministrazione”;

– trattasi di un bacino di 130.000 abitanti, che necessita di un ospedale che risponda alle esigenze e alle richieste sollevate dai sindaci unitariamente nel 2015, portando alla modifica delle schede ospedaliere di cui sopra;

ALTRESÌ CONSIDERATO CHE:

– con delibera n. 989 del 21.06.2019 del Direttore generale dell’ULSS 3 si è proceduto all’affidamento dei lavori relativi al completamento degli interventi per la realizzazione del nuovo Pronto Soccorso dell’Ospedale di Dolo, affidati a consorzio MARR S.c.a.r.l., che dovrebbero concludersi salvo proroghe a settembre 2020;

– sarebbero inoltre stati stanziati quaranta milioni di euro ulteriori per la sistemazione sismica e antincendio del monoblocco e per il pronto soccorso (fonte https://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2019/05/11/news/ospedale-40-milioni-per-i-lavori-su-monoblocco-e-pronto-soccorso-1.31673584), sebbene in proposito non risultino attualmente gare in essere né progetti definitivi;

TENUTO CONTO CHE:

– il reparto di ex geriatria dell’ospedale di Dolo andrebbe anch’esso fatto oggetto di lavori viste le condizioni in cui versa, così come il prefabbricato degli ambulatori;

– da parte di più comuni della Riviera del Brenta è pervenuta inoltre la richiesta di una collocazione dell’“Area Covid” fuori dal monoblocco dell’ospedale per evitare disagi ai pazienti più a rischio, che ora devono fare percorsi particolari, segnalando che il nosocomio si articola in diversi immobili che con un’azione di recupero potrebbero prestarsi all’emergenza Covid-19;

– occorrerebbe infine procedere a un aumento del personale, in particolare pediatrico, al fine di garantire la presenza notturna al settore materno infantile.

La Sottoscritta Consigliera regionale
interroga la Giunta regionale

per sapere quali iniziative intenda intraprendere per far sì che:

– si proceda alla gara per la messa a norma e la sistemazione dell’edificio monoblocco dell’ospedale di Dolo;

– si proceda alla sistemazione del prefabbricato degli ambulatori e all’adeguamento e alla sistemazione dell’immobile di ex geriatria;

– si proceda alla collocazione dell’“Area Covid” fuori dal monoblocco dell’ospedale;

– si proceda all’aumento di personale per assicurare i servizi al bacino, segnatamente del personale pediatrico al fine di garantire la presenza notturna al settore materno infantile.

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CORONAVIRUS. BALDIN (M5S): STRUTTURE PER QUARANTENE, LA REGIONE NON SI CHIAMI FUORI, MA COLLABORI CON LO STATO PER EVITARE TENSIONI SOCIALI E BOOMERANG MEDIATICI

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«Un nuovo fronte caldo si prefigura da qui all’autunno. Quello delle strutture per accogliere migranti o comunque stranieri da tenere in quarantena per rischio Covid-19. I prefetti, da più parti, lanciano segnali di allarme: non si trovano case e strutture per ospitarli. Qui deve intervenire la Regione che, come spesso le accade, non può continuare nel suo “cherry picking”: scegliere solo le tematiche che le fanno più comodo e lasciare invece le ciliegie ammaccate nel cestino, che se le curino gli altri».

Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «Come è successo con i contagi nelle case di riposo, con le mani alzate a sottolineare che quel che accadeva nelle strutture per anziani “non è di nostra responsabilità”, adesso è lo stesso con la logistica legata alla gestione dei casi di Covid acclarati o sospettati su cittadini stranieri. Non è che, con la benvenuta scusa della competenza, Zaia e compagni ne approfittano per soffiare sul fuoco della solita polemica contro gli immigrati?».

«Lo ripetiamo ai colonnelli leghisti – ribadisce la consigliera M5S – qui non interessa se da tenere in isolamento ci sono italiani o stranieri. Bisogna trovare, alla svelta, strutture e personale per poterlo fare, in sicurezza e senza pesare solo sui soliti piccoli paesi della provincia dimenticata, come Cona o Cavarzere, e tutte le altre realtà lontane dai riflettori del potere. Che il centrodestra leghista, da decenni, considera di Serie B. In questa partita, per una vasta serie di motivazioni, la Regione può e deve svolgere un ruolo di primo piano, prendendosi tutte le responsabilità che richiede la gestione del Covid nel Veneto».

«Concludo – dice Baldin – con un altro promemoria. La gestione efficace delle quarantene, anche di profughi, anche di irregolari, conviene che sia non sbolognata solo sulle spalle dello Stato. Perché, se attuata con la collaborazione del territorio, aiuterà a tenere bassa la tensione sociale e non farà esplodere casi mediatici che danneggiano il Veneto e il suo turismo. Così bisognoso di sicurezza e calma, non di polemiche strumentali».

Mercoledì 22 luglio 2020


AGGIORNAMENTO. Ecco qui sotto il rilievo delle mie dichiarazioni sui mass media, come puoi vedere anche nella pagina della rassegna stampa.

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COVID/CRISANTI. BALDIN (M5S): URGE CAMPAGNA MEDIATICA PER COMPORTAMENTI SICURI E METTERE DA PARTE INCOMPRENSIONI CON CRISANTI. SAREBBE ASSURDO ARRIVARE ALL’ADDIO, ANCHE SE NON È ALLINEATO AL “PENSIERO UNICO”

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«Non bisogna mettere la testa sotto la sabbia. Sul fronte del Covid ci sono troppi segnali negativi per non prendere provvedimenti da parte della Regione, in primis una nuova campagna mediatica per convincere i veneti a rispettare le regole di sicurezza. Non ci possiamo permettere (pensiamo al lato economico e a quello scolastico) di gettare alle ortiche tutti gli sforzi fatti nei mesi passati».

Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, che prosegue: «I numeri sono chiari, in Veneto abbiamo il peggior Rt d’Italia. Siamo a 1,61 contro una media nazionale di 1,01. Quando avevamo i dati migliori si suonava la grancassa, adesso da palazzo Balbi c’è un silenzio che stona. Perché?».

«I prefetti – ribadisce la consigliera M5S – sono in allarme e puntano il dito contro i comportamenti dissennati, soprattutto in spiagge e movida. Si uniscono Dg delle Ulss e medici, mentre le case di riposo tornano di nuovo nell’occhio del ciclone, con alcune recrudescenze nei contagi. Un fronte in cui il Coronavirus ci ha già battuti, ora non deve ritornare pericoloso».

Aggiunge Baldin: «L’Italia è circondata da nazioni dove il Coronavirus galoppa. Una situazione che, insieme con lo scoppio di nuovi focolai, obbliga la Regione a schierarsi con tutta la forza mediatica di cui il super-comunicatore-Zaia è capace. Per convincere la popolazione che la cautela e la prevenzione non sono un optional secondario, ma l’unica strada per contenere la circolazione del virus, anche con qualche multa in più. Oppure Zaia evita di bacchettare i veneti, per paura di perdere un briciolo di consenso?».

«C’è poi, ingombrante e irrisolto, lo scoglio Crisanti. Tra silenzi, querelle sui test super-rapidi, polemiche e ventilati addii al Comitato tecnico scientifico, l’unica verità incontestabile – aggiunge la politica veneziana – è che il Veneto, specialmente ora che la situazione sta tornando preoccupante, non può permettersi di perdere uno dei migliori specialisti al mondo. Non era Zaia che diceva che è meglio avere un team di cavalli di razza, anche se difficili da domare, invece che di ronzini mansueti? Bene, ora il presidente mostri la sua capacità di gestire gli scienziati. Tutte le altre regioni ce lo hanno invidiato e adesso vi rinunciamo, solo perché non è allineato al “pensiero unico” di palazzo Balbi?».

«La salute dei veneti – conclude Baldin – è più importante degli ego personali e delle baruffe interne. Abbiamo bisogno delle dotazioni e delle professionalità migliori per gestire la Fase3 e l’autunno, e il professor Crisanti è indubbiamente una di queste. Arrivare all’addio sarebbe una mossa così miope che nemmeno il fan più sfegatato di Zaia la capirebbe».

lunedì 20 luglio 2020

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CORONAVIRUS/CROCE ROSSA. BALDIN (M5S): STREPITI DELLA MAGGIORANZA PER DANNI D’IMMAGINE PER JESOLO, INVECE CAVARZERE TRATTATA ANCORA COME UN TERRITORIO DI SERIE B

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«Tutto come al solito. Strepiti e urla (interessati?) per il “danno d’immagine” che subisce Jesolo e subito si nasconde la polvere sotto il tappeto. Peccato che il tappeto sia, come spesso succede in questo Veneto dai due pesi e due misure, una Cavarzere ancora snobbata dalle istituzioni».

Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, che prosegue, puntando dapprima sull’aspetto sanitario: «Il nuovo focolaio con i 43 ospiti del centro della Croce Rossa di Jesolo positivi al Coronavirus merita, da parte della Regione, qualche riflessione più approfondita sul funzionamento del piano regionale di sanità pubblica. Mi chiedo se a palazzo Balbi stiano ragionando sull’opportunità di ampliare e potenziare lo screening preventivo con i tamponi alle categorie a rischio, come gli ospiti e gli operatori di simili strutture (si è scoperto il caso per un ricovero in ospedale). Anche il caso dei poliziotti in Questura a Venezia, con il lamento dei sindacati di categoria, imporrebbe un focus particolare sulla questione».

«La cautela e la prevenzione – ribadisce la consigliera M5S – sono la strada per contenere la circolazione del virus, ben prima di far balenare immagini di chiusure alle frontiere che, se pensiamo alla crisi del turismo, vanno gestite dal punto di vista mediatico con molta attenzione. Sperando che su questo fronte il super-comunicatore-Zaia non faccia scivoloni (come di recente), sul caso di Jesolo stiamo invece osservando un insopportabile, ma purtroppo abituale, doppiopesismo della maggioranza leghista in Regione».

«Al sindaco di Cavarzere Henri Tommasi, che si vede arrivare un bus di migranti contagiati senza esserne informato, va tutta la mia solidarietà. Spero si aggiunga – chiosa la politica veneziana – , con un aiuto concreto in uomini e mezzi della Protezione Civile regionale per gestire questi improvvisi ospiti, anche quello del presidente Zaia. Inutile chiederlo ai suoi sodali, prontissimi a proteggere Jesolo dal virus dei migranti. Se ad ammalarsi fossero stati dei ricchi stranieri nelle loro suite a cinque stelle o degli albergatori locali, ci sarebbe stata una simile levata di scudi? Avrebbero chiesto di mandare pure loro in quarantena a Cavarzere?».

«Non si mischi – conclude Baldin – la gestione sanitaria del Covid con gli interessi di bottega, e non si usino i centri turisticamente meno attrattivi e scintillanti come territori di serie B, dove nascondere velocemente la polvere sotto il tappeto. Il problema delle strutture di accoglienza è di come funzionano e di come vengono controllate. Non di dove siano ubicate. Voglio ancora sperarlo.».

venerdì 17 luglio 2020


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CORONAVIRUS. PRIME RIUNIONI COMMISSIONE INCHIESTA SU CASE DI RIPOSO. (VIDEO)

erika baldin miniatura prime riunioni commissione inchiesta rsa

Faccio parte della commissione speciale d’inchiesta sulla gestione del coronavirus nelle case di riposo del Veneto, che finalmente è stata insediata. Abbiamo iniziato le prime audizioni con i direttori generali delle Ulss.

Ma la guardia va tenuta alta, e che ci sia in atto un focolaio in una casa di riposo nel trevigiano non è per niente tranquillizzante. Dopo gli oltre 600 morti nelle Rsa, che ci siano ancora crepe nel sistema delle case di riposo non è accettabile.


Erika Baldin
Consigliera regionale del Veneto


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CORONAVIRUS. BALDIN (M5S): SERVE CAUTELA E UNA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE PER RISPETTARE LE REGOLE, ANCHE PER NON PENALIZZARE IL TURISMO

Coronavirus/Turismo. Baldin (M5S) su Odg concessioni marittime: «Caner risponda in aula e nel merito, non con reazioni piccate»

«Preso atto che i nuovi tamponi super rapidi raccontano dei progressi dell’industria medica, la priorità di oggi è la cautela. Che il virus dei nuovi focolai sia autoctono o venga da fuori, è comunque ancora presente nel nostro territorio. Quindi significa che: A) lo status emergenziale prolungato dal governo è un provvedimento sensato, anche in Veneto; B) la guardia va tenuta alta, e che ci sia in atto un focolaio in una casa di riposo nel trevigiano non è per niente tranquillizzante. Dopo gli oltre 600 morti nelle Rsa, che ci siano ancora crepe nel sistema delle case di riposo non è accettabile». Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, che prosegue: «Come vediamo, e lo stesso Zaia riconosce, c’è un clima da “liberi tutti”, con comportamenti totalmente sconsiderati. Mascherine e distanziamento addio, dai mezzi pubblici all’onnipresente movida che, invocata come mantra di ripresa durante il lockdown, ora è esplosa, con immagini sempre più eloquenti. Su questo fronte non ci si può limitare ad allargare le braccia, sperando nella buona sorte. Questa è invece una battaglia fondamentale che deve combattere la Regione, da qui all’autunno, con attenzione massima e controlli serrati. Urge poi un impegno particolare nell’opera di convincimento a seguire le buone pratiche, senza limitarsi ad aspettare lo svolgersi degli eventi».

«Se Zaia è un grande comunicatore, lo dimostri ora, prendendo di petto il “cessato allarme” generalizzato che si avverte, e avviando un’incisiva campagna di sensibilizzazione, soprattutto presso i giovani. È una questione di principio, non solo di posti letto occupati, ma è anche un’azione che aiuterebbe la nostra economia. Se il Veneto si mostra sicuro, senza comportamenti a rischio, il turista arriva. Se fioccano nuovi focolai, che siano trevigiani doc oppure importati dalla Serbia, il turista disdice e sceglie Rimini o l’Argentario. Così, meglio non allargare le braccia, ma aumentare multe e controlli».

lunedì 13 luglio 2020


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COVID E CASE DI RIPOSO: LA TRINCEA CHE NON ABBIAMO TENUTO. VIDEO

miniatura erika baldin video commissione inchiesta case riposo

«Dove il nemico è penetrato e ha lasciato un’ampia scia di morte. Una vergogna, se lo guardiamo dal punto di vista non solo sanitario, ma morale. È stato permesso che il virus entrasse dove ci sono i nostri concittadini più fragili, dove avrebbero dovuto essere protetti meglio degli altri. E invece lì sono morti a centinaia, da soli, senza il conforto dei familiari e con un’assistenza sul cui livello di adeguatezza questa commissione dovrà investigare».


Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, fa parte della Commissione speciale d’inchiesta sulla gestione delle Rsa e delle case di riposo per anziani in relazione alla pandemia da Coronavirus. Qui sotto il video che ha dedicato alla questione.

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COMMISSIONE INCHIESTA RSA. BALDIN (M5S): INDISPENSABILE CAPIRE COSA NON HA FUNZIONATO, DOVE E PERCHÉ. PER CANCELLARE QUESTA VERGOGNA

Coronavirus. Baldin (M5S): non spostiamo attenzione da emergenza sanitaria, Veneto non può permettersi un nuovo lockdown

«Le case di riposo, cifre e resoconti giornalistici alla mano, è stata la trincea che, in questa battaglia contro il virus, non abbiamo tenuto. Dove il nemico è penetrato e ha lasciato un’ampia scia di morte. Una vergogna, se lo guardiamo dal punto di vista non solo sanitario, ma morale. È stato permesso che il virus entrasse dove ci sono i nostri concittadini più fragili, dove avrebbero dovuto essere protetti meglio degli altri. E invece lì sono morti a centinaia, da soli, senza il conforto dei familiari e con un’assistenza sul cui livello di adeguatezza questa commissione dovrà investigare». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, sull’insediamento della Commissione speciale d’inchiesta sulla gestione delle Rsa e delle case di riposo per anziani in relazione alla pandemia da Coronavirus, di cui fa parte in rappresentanza del Gruppo consiliare M5S.

«Dovremo lavorare con il massimo impegno – ribadisce la consigliera M5S – per capire cosa non ha funzionato, dove e perché. Senza alcun intento di colpevolizzare i dipendenti, che sono stati mandati spesso allo sbaraglio senza istruzioni e protezioni, ma per arrivare ad un futuro in cui la Regione non si possa “chiamare fuori”. Stavolta, specialmente all’inizio, ha dato la sensazione di guardare dalla finestra quel che succedeva, lasciando che la strage dei nonni avvenisse in una sorta di “extraterritorialità” socio-sanitaria».

«In sintesi – conclude Baldin – la Commissione di inchiesta sul Covid nelle Rsa deve fare chiarezza sul passato per costruire un futuro dove, per i nostri anziani, convivano cura, sicurezza ed efficienza».

Martedì 7 luglio 2020


Ecco il video che ho girato sulla questione:


AGGIORNAMENTO. Ecco qui sotto il rilievo delle mie dichiarazioni sui mass media, come puoi vedere anche nella pagina della rassegna stampa.

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CORONAVIRUS. BALDIN (M5S): PREOCCUPATA PER IL TURISMO. PER NON AFFOSSARLO SERVE IL RISPETTO ASSOLUTO DELLE REGOLE

ospedale reparto isolamento

«La notizia che l’indice di contagio in Veneto è schizzato a 1,63 rischia di fare il giro del mondo. Così va a finire che i tedeschi si mettono paura, addio campagna promozionale e ritorno dei turisti stranieri nelle nostre spiagge e nelle città d’arte. Oltre alla sanità, è quindi il settore turistico l’osservato speciale delle prossime settimane».

Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, dopo la fiammata di contagi in Veneto, con l’indice Rt che balza da 0,43 a 1,63 e il presidente Zaia che invoca furioso il ricovero coatto per chi rifiuta le cure.

«La fretta di tornare alla normalità e, inconsapevolmente, troppi messaggi quotidiani dal tenore “apriamo tutto, tanto qua va tutto bene” hanno rafforzato l’insofferenza delle persone verso mascherina, distanziamento e prudenza. Terreno di coltura ideale – prosegue la consigliera M5S – per comportamenti dissennati, che possono scatenare nuovi focolai, con il prevedibile ritorno di immagine negativo presso i turisti stranieri. Siamo nel pieno della stagione: non ce lo possiamo permettere».

«Nonostante i bassi contagi – ribadisce Baldin – avevamo detto in tempi non sospetti che si doveva mantenere alta l’attenzione e che il messaggio del “liberi tutti” era rischioso. Che nella movida e sulle spiagge non sia cambiato nulla, rispetto a prima del Covid, ci lascia perplessi e preoccupati».

«Per salvaguardare il turismo veneto – conclude Baldin – tutto dipende da noi, perché l’unica strada è l’assoluto rispetto delle regole. Nella smania di aprire, in troppi hanno pensato che la mascherina, il distanziamento, l’igienizzazione non fossero collegati alla ripartenza. Invece è proprio così. Come dimostra l’impennata dei contagi negli stati degli Usa che hanno ignorato lockdown e precauzioni, se riapri senza rispettare le regole ricadi indietro nel virus. Quindi ritorni in uno stato di allerta sanitaria che verrà amplificata da media. Di qui il rischio concreto di avere nuovamente una cattiva immagine del Veneto all’estero, che potrebbe affossare il turismo, aggravando la crisi in maniera drammatica. Per scongiurarlo, dobbiamo ricominciare dal senso civico di ognuno di noi. Che, strano ma vero, ai tempi del Covid fa rima con economia, occupazione e turismo».

Venerdì 3 luglio 2020

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