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MOVIDA. BALDIN (M5S): ZAIA, CHI SEMINA SPRITZ RACCOGLIE ASSEMBRAMENTI, MA NON SCARICHI IL LAVORO SPORCO SUI SINDACI

zaia conferenza stampa

«Il presidente Zaia è un maestro della comunicazione. Lancia messaggi incisivi e ascoltati, ma ogni tanto qualcuno diventa un boomerang e gli si ritorce contro. Come per la movida e le scene vergognose di questi giorni». Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, che prosegue: «Dalle sue quotidiane ipertrofiche conferenze stampa a reti unificate il presidente, a forza di sostenere (esplicitamente o tra le righe) la riapertura tout court, ha evidentemente fatto passare un messaggio da “liberi tutti”. Involontario, non voluto, ma è uscito così. Ettolitri di spritz dopo, abbiamo visto com’è andata».

«Adesso – attacca la consigliera M5S – il governatore più amato dello stivale non può più continuare a fare il poliziotto buono, limitandosi ai rimbrotti via social, ma scaricando sui comuni e sulle forze dell’ordine il lavoro sporco e lasciando ai sindaci il ruolo del poliziotto cattivo. Abbiamo visto che esperienza e capacità non gli mancano per sfoderare le ordinanze che vanno a segno. Ora ci metta la faccia e colpisca, non solo a parole, chi trasgredisce le regole. Anche a costo di attirarsi qualche mugugno.».

«Eviti di ricordare ogni giorno – osserva Baldin – che le multe per gli sconsiderati che si assembrano con la mascherina sul mento sono decise dai burocrati di Roma, e non dalla Regione. Faccia fronte comune con il governo e con i prefetti, senza quei sottili distinguo che andavano bene in tempo di pace, ma che stridono al tempo del Coronavirus. Inoltre lasci perdere l’ossessione del “made in Veneto” a tutti i costi, quando rischia di trasformarsi in una forzatura. Che reale utilità avrebbe una app di tracciamento realizzata dalla Regione, oggetto degli ultimi rumors, se non quello di creare confusione e piantare l’ennesima bandierina?».

Mercoledì 20 maggio 2020


Nell’immagine, una delle conferenze stampa sull’evolversi dell’emergenza Coronavirus del presidente della Regione Veneto Luca Zaia

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Baldin (M5S): Coronavirus in Veneto, commissione inchiesta su case di riposo

miniatura commissione case riposo

Ho appoggiato la proposta di istituire una Commissione di inchiesta per capire cosa è successo nelle RSA del Veneto, proprio come si sta facendo in altre regioni da parte del MoVimento 5 Stelle.

In Veneto fino a ieri ci sono stati 1743 morti, la maggior parte proprio nelle RSA. Per questo serve capire dove è andato storto qualcosa e come rimediare.

Questa Commissione non vuole punire gli operatori sanitari che hanno lavorato senza sosta per i pazienti, e che vanno salvaguardati, ma solo verificare le eventuali responsabilità.

Famiglie, pazienti e lavoratori hanno diritto di sapere la verità.

Erika Baldin
Consigliera regionale del Veneto

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SANITÀ. BALDIN (M5S): BENE INTRODUZIONE TELEMEDICINA, STRADA MAESTRA CHE AVEVAMO GIÀ AUSPICATO

Coronavirus/Turismo. Baldin (M5S) su Odg concessioni marittime: «Caner risponda in aula e nel merito, non con reazioni piccate»

«Se le difficoltà di alcuni Cup, presi d’assalto, sono lo specchio della richiesta sanitaria veneta che sta tornando alla normalità dopo due mesi di emergenza, la strada maestra per rispondere alle esigenze dei cittadini, garantendone la sicurezza, sarà l’uso massiccio della tecnologia informatica di ultima generazione e la telemedicina. Siamo quindi in linea con la Giunta regionale, che l’ha inserita ufficialmente nelle offerte del Servizio Sanitario veneto». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, sull’organizzazione degli ospedali del Veneto.

«Proprio a questo riguardo – spiega la consigliera M5S – nel dicembre 2018, durante la discussione sul nuovo Piano Socio Sanitario, ho presentato un emendamento sui servizi di telemedicina, teleassistenza e telemonitoraggio, in modo che venisse potenziato per migliorare l’inclusione dei pazienti affetti da patologie croniche, in particolare gli anziani. Un auspicio vecchio più di un anno che, complice le nuove necessità, siamo ora soddisfatti divenga realtà operativa in ognuna delle nostre aziende sanitarie.».

Mercoledì 6 maggio 2020

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CORONAVIRUS/VENETO. BALDIN (M5S): BENE CHE ORDINANZA ZAIA RESTI NEL PERIMETRO DEL DECRETO DEL GOVERNO, MA SERVE PIÙ ATTENZIONE PER IL NODO TPL

Coronavirus. Baldin (M5S): Reddito di Emergenza indispensabile anche in Veneto, lo dicono i dati dell’economia

«Apprezziamo molto che la nuova ordinanza regionale resti nell’alveo dei decreti governativi, e che lo sottolinei lo stesso Zaia. Il suo invito alla prudenza segue la nostra stessa linea: non abbassare la guardia sul rischio sanitario e non lascia passare il messaggio che domani sia un “liberi tutti”. Questo è il nostro modo di fare opposizione, non essere contro a prescindere e riconoscere quando si fa un lavoro positivo.». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, sulla nuova ordinanza della Regione Veneto, che entrerà in vigore dalla mezzanotte tra domenica e lunedì e resterà in vigore fino al 18 maggio prossimo.

«Da domani il vero punto cruciale – afferma la consigliera M5S – sarà però il trasporto pubblico. Abbiamo la sensazione e il timore che, non tanto sui treni quanto sugli autobus, in alcune fasce orarie il distanziamento sociale diventi una pia illusione. La Regione, che sul Tpl ha molta voce in capitolo e altrettanta responsabilità, metta in campo ogni risorsa, economica e organizzativa, per sostenere le aziende territoriali. Attendere di vedere come va la faccenda, con tutta la buona volontà e i monitoraggi previsti, potrebbe non essere sufficiente».

«Appare indispensabile – osserva la politica veneziana – spingere in maniera decisa sulla tecnologia. Dalle webcam sui mezzi per dare informazioni in anticipo sull’affollamento, alle app sui telefonini per le prenotazioni, alla nostra proposta di incentivare molto di più i servizi di trasporto “on demand”. Così alcune linee secondarie fornirebbero un trasporto “su appuntamento” e, in orari di bassa affluenza, i mezzi che spesso viaggiano semivuoti sarebbero spostati sui tragitti ad alto impatto, garantendo così una maggior frequenza e quindi permettendo un miglior distanziamento sociale».

domenica 3 maggio 2020

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CORONAVIRUS. BALDIN (M5S): MARCIA INDIETRO DI ZAIA ACCOGLIE NOSTRA LINEA SU RISCHIO SANITARIO, NON LASCIAMO FILTRARE MESSAGGI ERRONEI

baldin crv 5 – ridotta

«Ieri avevamo chiesto di non spostare l’attenzione dall’emergenza sanitaria, di non lasciar filtrare il messaggio che il guaio è passato e di non mettere da parte il parere degli scienziati. Oggi, a quanto pare, Zaia ci ha ascoltato e ha innestato la marcia indietro». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, sulla linea del presidente della Regione che, dopo aver chiesto di aprire di più, adesso invita alla prudenza: “Non pensate che sia finita. – ha detto Zaia – Il pericolo della reinfezione è reale, siamo sempre a rischio di nuovi focolai e non crediamo che il virus se ne sia andato”.

«I cittadini veneti lo prendono in parola, si fidano di lui – osserva Baldin – e infatti alcune manifestazioni di piazza sopra le righe sono la diretta conseguenza del messaggio erroneo che è trapelato, nonostante la proverbiale perizia di Zaia nella comunicazione. Un “quasi-liberi tutti” che mal si accompagna con i consigli tecnico-scientifici che ha sempre dichiarato di voler considerare, e con i troppi morti da Covid-19 che affollano i nostri obitori».

«Apprezziamo la sua presa di consapevolezza, ma perché non evitare prima certe uscite che mettono in confusione i veneti? Adesso – conclude la politica veneziana – si mantenga la linea della prudenza e si eviti il muro contro muro con il governo perché, per rimettere in piedi il nostro turismo, serve davvero l’aiuto di tutti. Lo ripetiamo: il Veneto non può permettersi un lockdown di ritorno. Oggi lo ha indirettamente riconosciuto anche Zaia».

Mercoledì 29 aprile 2020

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CORONAVIRUS. BALDIN (M5S): NON SPOSTIAMO ATTENZIONE DA EMERGENZA SANITARIA, VENETO NON PUÒ PERMETTERSI UN NUOVO LOCKDOWN

Coronavirus. Baldin (M5S): non spostiamo attenzione da emergenza sanitaria, Veneto non può permettersi un nuovo lockdown

«Non spostiamo l’attenzione dall’emergenza sanitaria. Lo chiedono i 64 morti di oggi, una cifra terribile che non vedevamo da tempo. Lo dichiarano gli scienziati, tra cui il professor Crisanti, che merita di essere ascoltato sempre, non solo a giorni alterni. Lo suggeriscono anche le cifre della Germania, con l’indice di contagio R0 che risale verso quota 1 dopo la loro riapertura. E se, con questo “quasi-liberi tutti” che vediamo nelle nostre strade, anche il Veneto corresse lo stesso rischio?». Lo dice, in una nota, Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle

«Nel computo dei decessi odierni, ben 42 arrivano dalle case di riposo di Verona. È quella – osserva Baldin – la situazione che merita i riflettori, non la diatriba se corra più in avanti l’ordinanza di Zaia o il decreto di Conte. Il governo deve certamente migliorare l’efficacia dei suoi interventi, come è urgente e innegabile sul versante del turismo, ma alla Regione chiediamo coesione e unità di intenti. Si prepari la ripartenza in sicurezza, ma non lasciamo filtrare il messaggio che il guaio è passato. Il Veneto, con alcuni settori economici appesi a un filo e lo tsunami sanitario che ha subito, non può permettersi un lockdown di ritorno».

martedì 28 aprile 2020


Immagine tratta dai canali web della Cnn International

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CORONAVIRUS/VENEZIA. BALDIN (M5S): BRUGNARO NON DEVE FARE FOLKLORE, MA IL SINDACO

Coronavirus/Venezia. Baldin (M5S): Brugnaro non deve fare folklore, ma il sindaco

«Venezia e i suoi cittadini hanno bisogno di un sindaco che mantenga la calma e il sangue freddo, non che si cimenti sulla via del folklore e divenga una star dei social per un video in cui perde le staffe». Lo dice in una nota Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, che aggiunge: «La performance in dialetto in cui si inveisce contro la piroetta di ordinanze regionali ha diritto di farla il negoziante o l’artigiano con il bilancio in rosso, non il sindaco della città più bella e delicata del mondo».

«La nota più stonata però – ribadisce la consigliera M5S – è stata la domanda, buttata lì come al bar, se non sia tutto un bluff il Coronavirus, che bisognerà vedere alla fine la conta dei morti. Frasi non degne di un sindaco, che dovrebbe avere contezza della situazione drammatica di troppe case di riposo e dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Senza essere statistici, e senza ritornare con la memoria alla sfilata dei camion militari che hanno portato anche qui in Veneto le bare dei morti di Bergamo, lo invitiamo ad essere una guida efficiente per i cittadini veneziani, non il motivo di una risata condivisa in chat».

Domenica 26 aprile 2020


L’immagine che ritrae il sindaco Brugnaro è tratta dal video diffuso il 24 aprile 2020 sui canali social del Comune di Venezia

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CORONAVIRUS/CASE RIPOSO. BALDIN (M5S): BENE INCHIESTE, SITUAZIONE VENEZIANA PREOCCUPANTE, STRUTTURE DEVONO ESSERE PREPARATE A SECONDA ONDATA DEL CONTAGIO

Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle

«Purtroppo in questi giorni abbiamo visto che quando il virus entra nelle case di riposo è una strage di anziani, infatti 4 morti su 10 in Veneto sono arrivate qui. È un dato abnorme e bene hanno fatto le procure venete a iniziare le indagini recuperando la documentazione». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, che prosegue: «Anche in provincia di Venezia le case di riposo sono state l’anello debole del contagio, come dimostra il dato medio di ospiti positivi al Covid, il 9%, che nella Ulss 3 Veneziana è il più alto in tutta la regione. Alcuni casi eclatanti, come Mestre, Marghera, Mira, Fiesso e l’Ipab Casson di Chioggia, su cui mi sono già impegnata con diversi interventi nei giorni scorsi, sono allarmanti. Mentre fuori si parla di fase 2, là dentro si muore e la paura è ancora forte».

«Indispensabile che la Regione affronti di petto la situazione – ribadisce la consigliera M5S – con un impegno maggiore rispetto a quello che ha fatto finora, perché queste cifre lo impongono.».

«Bisogna capire – conclude la politica veneziana – che cosa non ha funzionato dove ci sono state queste stragi, e cosa è andato bene dove i contagi sono stati limitati. Bisogna creare precisi protocolli di azione che ogni struttura sia tenuta a seguire con rigore, e fare magazzino di dispositivi di protezione. Le nostre case di riposo devono essere messe nelle condizioni di poter sopravvivere alla seconda ondata del Coronavirus che, ci dicono gli scienziati, ci colpirà con certezza nei prossimi mesi. Perché i nostri anziani vanno protetti, non lasciati in preda a un virus che non dà loro scampo ».

sabato 18 aprile 2020

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EMERGENZA COVID. BALDIN (M5S): “QUALE FUTURO PER L’OSPEDALE DI DOLO?”

EMERGENZA COVID. BALDIN (M5S): “QUALE FUTURO PER L’OSPEDALE DI DOLO?”

Ospedale di Dolo diventato struttura Covid. Dopo l’emergenza verrà ripristinato?

Per fare fronte all’emergenza Covid l’Ospedale di Dolo è stato uno di quelli dedicati completamente al ricovero e cura degli infettati da Coronavirus.

Una scelta indispensabile e legittima, ma che ha comportato il trasferimento presso altre strutture di una serie di reparti perfettamente funzionanti e importanti per il territorio, come ostetricia e ginecologia, ortopedia, urologia e chirurgia.

A oggi non è stata data alcuna notizia certa in merito al ripristino della totale operatività a fine emergenza, tant’è che personale e dirigenza dell’Ospedale di Dolo hanno espresso pubblicamente il timore che in futuro la struttura possa rimanere esclusivamente a carattere ambulatoriale.

Si tratterebbe di una scelta preoccupante che lascerebbe scoperta dall’assistenza ospedaliera un’area vastamente popolata.

Ho presentato a questo proposito un’interrogazione affinchè la Regione dia notizie certe in tempi rapidi.

E’ vero che in questi giorni l’emergenza Covid monopolizza inevitabilmente la sanità e le sue strutture, ma è vero anche che incombe da tempo la minaccia di un depauperamento progressivo dell’assistenza medica diffusa.

Allego testo della mia interrogazione.

Erika Baldin, Consigliera regionale Movimento 5 Stelle Veneto

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N.

“COVID HOSPITAL” DI DOLO: QUALE SARÀ LA SORTE DELLA STRUTTURA PASSATA L’EMERGENZA?

2presentata il 15 aprile 2020 dalla Consigliera Baldin

PREMESSO CHE:

– l’emergenza Covid-19, con continuo aumento anche nella nostra Regione dei casi di questa malattia virale altamente contagiosa e, nei casi più gravi, mortale, ha costretto il sistema sanitario regionale nelle scorse settimane a riorganizzare le strutture ospedaliere regionali al fine di destinare in ogni provincia parte delle stesse, tanto pubbliche quanto private accreditate, alla cura dei soli pazienti affetti da tale patologia, così come a riattivare strutture dismesse a tali fini;

– i “Centri Covid” che sono stati attivati in prima battuta sono i seguenti: l’ospedale di Dolo, Villa Salus e il nosocomio di Jesolo per la provincia di Venezia; un’ala dell’ospedale di Belluno per la relativa provincia; l’ospedale di Vittorio Veneto e il San Camillo per la provincia di Treviso; l’ospedale di Trecenta per quella di Rovigo; l’ospedale di Schiavonia per Padova (dove quello del capoluogo resta comunque di riferimento regionale); l’ospedale di Santorso per Vicenza; gli ospedali Borgo Roma in città e di Villafranca per Verona;

– quanto in particolare all’ospedale di Dolo, lo stesso è stato scelto per le seguenti caratteristiche: la presenza di un’importante area medica ben attrezzata, dei reparti di pneumologia, dialisi e della terapia intensiva, per un totale di circa 200 posti letto che in caso di necessità possono arrivare a 300;

CONSIDERATO CHE:

– la scelta di trasformare l’ospedale di Dolo in struttura dedicata al trattamento dei soli casi di Covid-19 ha comportato il dirottamento di tutte le normali attività programmate e in urgenza e dei relativi reparti, notoriamente riconosciuti come efficienti, verso gli ospedali di Mestre e di Mirano; la decisione ha coinvolto in particolare ostetricia, ginecologia, ortopedia, urologia e chirurgia;

– in un comunicato stampa diffuso in data 27 marzo 2020, l’Amministrazione comunale di Dolo esprimeva alcune perplessità circa le sorti dell’ospedale medesimo una volta superata l’emergenza, precisando quanto segue: “Non discutiamo la scelta della Regione Veneto di distinguere il nostro ospedale come polo COVID-19. Comprendiamo perfettamente, infatti, la necessità di individuare degli ospedali specialistici per ottimizzare gli sforzi, ma le prospettive future e la tensione attuale, ci preoccupano molto. (…) L’ospedale non è una ‘cittadella’ slegata dal contesto territoriale. Le tensioni che si vivono al suo interno, i dubbi per le scelte in atto e l’incertezza per il futuro diventano quelle di tutta la città e del territorio.”

– esiste infatti la preoccupazione, condivisa non solo tra i sindaci della Riviera del Brenta ma anche tra il personale sanitario, che l’ospedale di Dolo venga ridotto a mera struttura per visite ambulatoriali.

La sottoscritta Consigliera:

interroga la Giunta regionale

per sapere se, una volta superata la fase emergenziale, i reparti trasferiti verranno riattivati presso l’ospedale di Dolo o se lo stesso possa essere fatto oggetto di cambiamenti permanenti.

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EMERGENZA CORONAVIRUS – ORDINE DEL GIORNO DI PD, M5S, CPV E LEU: “NELLA VARIAZIONE DI BILANCIO SUBITO L’INDENNITÀ AGGIUNTIVA PER IL PERSONALE SANITARIO”

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“La Regione riconosca un’indennità aggiuntiva in favore del personale sanitario in prima linea contro l’emergenza coronavirus, a partire dalla prossima variazione di bilancio che approderà in Consiglio la prossima settimana”. A chiederlo, con un ordine del giorno illustrato oggi in conferenza stampa, tutte le forze di minoranza a Palazzo Ferro Fini (Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Civica per il Veneto, Liberi e Uguali e Italia in Comune).

“La variazione è nata prima dell’emergenza, ma adesso il quadro è cambiato ed è quindi prioritario un intervento economico-finanziario sul fronte della sanità. Con l’ordine del giorno impegniamo la Giunta ad attribuire un’indennità aggiuntiva alle numerose persone, medici, infermieri, operatori sociosanitari, che in queste settimane stanno pagando un prezzo anche in termini di vite umane – afferma il capogruppo dem Stefano Fracasso intervenuto a nome dei colleghi Graziano Azzalin, Anna Maria Bigon Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia, Andrea Zanoni e Francesca Zottis- Si tratta di misure già assunte da altre Regioni come Toscana, Emilia Romagna e Lazio. Fortunatamente in Veneto ci sono state difficoltà inferiori rispetto ad altre Regioni, vuol dire che negli ospedali e nelle strutture delle medicine territoriali c’è stato un grande sforzo. A maggior ragione è giusto dare un segnale”. Secondo le stime fatte dai gruppi di opposizione questa manovra dovrebbe valere circa 60 milioni.

“Sottoscriviamo l’Ordine del giorno – aggiunge Erika Baldin del Movimento Cinque Stelle – perché siamo convinti sia doveroso dare un riconoscimento concreto, non solo un’indennità di rischio a chi è in prima linea e ha un carico di lavoro così pesante e pressante, senza soste. Perciò auspichiamo che questa tutela aggiuntiva possa poi essere estesa a tutti i dipendenti delle case di riposo, che hanno contratti peggiori”.

Per Cristina Guarda e Orietta Salemi di Civica per il Veneto “è un’indennità dovuta ‘per causa di servizio’. Il 9 aprile Zaia ribadiva il suo essere d’accordo con questa proposta. Bene, allora si faccia in fretta. Il Veneto che rivendica la propria autonomia e vanta eccellenza della propria sanità non può arrivare ultimo. È un segnale importante di vicinanza anche per i rischi di tipo legale cui sono sottoposti. Sappiamo che sono già in atto operazioni speculative, ovvero azioni legali contro medici, tecnici e infermieri, approfittando del dolore delle famiglie”.

Infine Piero Ruzzante di LeU, intervenuto anche a nome della collega di IiC Patrizia Bartelle, ha sottolineato “l’importanza che il primo pensiero che ha aggregato tutte le forze di opposizione sia stato rivolto agli operatori più esposti, con un gesto concreto. È giusto sia indirizzato a loro, è un modo per ringraziare la sanità pubblica, rimessa al centro di molti ragionamenti e riflessioni. Abbiamo compreso quanto sia essenziale, dovremmo ricordarcelo 365 giorni l’anno”.

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