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AUTISMO, PARENT TRAINING E FORMAZIONE DEL PERSONALE SOCIO-SANITARIO: LE MIE PROPOSTE (APPROVATE) IN REGIONE

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Disabilità. Baldin (M5S): «Autismo, ok in Regione a parent training e formazione del personale sanitario»

Venezia, 2 dicembre 2021 – “Con particolare riferimento allo spettro autistico vengono promossi adeguati percorsi di formazione del personale sanitario, socio-sanitario e sociale finalizzati alla diagnosi precoce e alla valutazione multi-dimensionale nonché percorsi di parent training e parent coach per le famiglie”. Recita così l’emendamento presentato da Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle) e approvato nel corso della maratona del Bilancio regionale, una modifica che interviene nell’ambito del “Programma 12.02 – Interventi per la disabilità” del Documento di Economia e Finanza Regionale.

Soddisfatta la proponente, che dichiara: «approvando l’emendamento, il Consiglio regionale dà un segnale di forte attenzione nei confronti delle persone con disturbo dello spettro autistico e dei loro familiari. La necessità di investire in un’adeguata formazione del personale socio-sanitario, accanto al parent training e parent coach per i genitori, era stata evidenziata proprio dall’Associazione Nazionale Genitori perSone con Autismo (ANGSA)». «Finalmente le attività di formazione vengono inserite nella programmazione regionale. Ora si tratta di stanziare le risorse a Bilancio», conclude Baldin.

Erika Baldin (M5S), consigliera regionale

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STOP INCENERITORI (E ADDIO DISCARICHE), APPROVATI I MIEI EMENDAMENTI AL BILANCIO REGIONALE

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Rifiuti. Baldin (M5S): «Stop inceneritori (e addio discariche), l’impegno del Veneto per lo sviluppo sostenibile»

Venezia, 1 dicembre 2021 – «Ieri il Consiglio regionale ha votato un chiaro impegno per il progressivo abbandono dello smaltimento in discarica e la riduzione al minimo degli inceneritori, tramite strategie di riciclo, compostaggio, riuso e riduzione. Questi principi sono entrati a pieno titolo nella programmazione regionale grazie a un pacchetto di emendamenti che ho presentato alla manovra di Bilancio». Così la consigliera regionale Erika Baldin, del MoVimento 5 Stelle, che parla di «un segnale positivo, che dovrà concretizzarsi con azioni coerenti agli indirizzi del Piano Ue per l’economia circolare. Ringrazio l’assessore Bottacin per l’impegno e auspico che lo ascolti anzitutto il suo partito, la Lega non sempre attenta ai temi ambientali».

Baldin commenta l’ok “condizionato” alla nuova linea dell’inceneritore di Padova, espresso dal Comitato tecnico regionale in sede di Via: «bene lo stop ai Pfas, la riduzione della potenza e lo studio epidemiologico ambientale: le richieste dei cittadini sono state in parte accolte, ma non basta».

«L’obiettivo – spiega infatti Baldin – è quello di superare questi sistemi di smaltimento dei rifiuti, ormai obsoleti». E la consigliera regionale M5S torna a chiedere con forza i bio-monitoraggi sulla popolazione delle aree interessate dai progetti degli inceneritori di Padova e di Fusina: «a prevederli è un mio ordine del giorno, approvato dal Consiglio regionale ancora un anno fa. Anche i Comuni di Venezia e Mira si sono espressi in tal senso e Padova farà uno studio a spese del proponente».

«Resta prioritaria l’approvazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti, che potrà dare sostanza agli impegni votati ieri dal Consiglio regionale: aumentare il riciclo di alta qualità, abbandonare lo smaltimento in discarica e ridurre al minimo l’utilizzo degli inceneritori», conclude Baldin.

Erika Baldin (M5S), consigliera regionale

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INFERMIERI ALLA GUIDA DELL’AUTO-MEDICA DEL SUEM, HO CHIESTO ALLA GIUNTA REGIONALE SE LA RITIENE UNA SCELTA OPPORTUNA

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Sanità. Baldin (M5S): «Infermieri autisti, è questo il modello veneto?»

Venezia, 19 novembre 2021 – La consigliera regionale Erika Baldin, del MoVimento 5 Stelle, ha depositato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere alla Giunta regionale “quanto sia diffuso l’utilizzo di personale infermieristico come autista di automedica nei SUEM e nei pronto soccorso del Veneto e, alla luce delle difficoltà diffuse nel reperimento di infermieri per le ordinarie attività di cura e assistenza, se ritenga che un tale tipo di scelta sia opportuna”.

L’interrogazione prende le mosse dalla sperimentazione avviata al pronto soccorso dell’Ospedale di Bassano del Grappa, che prevedrebbe la guida dell’automedica da parte di un infermiere e non di un autista soccorritore. Decisione, questa, che ha subito suscitato le proteste da parte dei sindacati di categoria, dell’Ordine delle professioni infermieristiche e della Funzione Pubblica CGIL di Vicenza. «In effetti c’è da chiedersi, e l’ho fatto con la mia interrogazione, se si tratti di una scelta opportuna. Ogni professionista ha un suo ruolo specifico e ha ragione la CGIL a sottolineare che sovrapposizioni e confusioni tra i ruoli rischiano di creare disservizi e inefficienze», dichiara Baldin.

«Sia chiaro – sottolinea la consigliera – che non discuto la legittimità della scelta dell’Ulss 7 Pedemontana. Va fatta però una considerazione più ampia, tenendo conto che per questa specifica mansione sarebbe prevista un’altra figura professionale, quella dell’autista soccorritore, come sottolineano i sindacati. Non si capisce quindi perché affidarla agli infermieri, già gravati dalla mole di lavoro straordinaria causata dalla pandemia».

Il ragionamento si sposta poi sul piano regionale. «Ho appreso da fonti stampa – prosegue infatti Baldin – che secondo il direttore generale dell’Ulss l’utilizzo degli infermieri come autisti sarebbe prassi nei SUEM e nei pronto soccorso della Regione. Da questo punto di vista, fuori da ogni polemica, auspico che la Giunta Zaia possa chiarire che il “modello veneto” non è quello delle automediche guidate dagli infermieri invece che dagli autisti specializzati», conclude l’esponente del MoVimento 5 Stelle.

Erika Baldin (M5S), consigliera regionale

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INCENERITORE E BIO-MONITORAGGI A VENEZIA, COSA ASPETTA LA REGIONE?

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Ambiente. Baldin (M5S): «Inceneritore di Fusina, la Regione mantenga l’impegno sui bio-monitoraggi: presentata interrogazione»

Venezia, 26 ottobre 2021 – «Sia chiaro a tutti che quella dei bio-monitoraggi nell’area metropolitana di Venezia non è una semplice ipotesi e nemmeno soltanto una richiesta dei comitati, ma un preciso impegno votato e approvato dal Consiglio regionale del Veneto. Per questo, saputo che la Regione non sembra per ora essersi mossa in tal senso, ho depositato un’interrogazione: i cittadini meritano risposte chiare. Il bio accumulo nell’area va assolutamente indagato».

Così la consigliera regionale Erika Baldin, del MoVimento 5 Stelle, che interviene in merito a quanto emerso dal recente incontro tra i rappresentanti dei Comitati No Inceneritore Fusina, ISDE Associazione Medici per l’Ambiente e rappresentanti della Direzione Prevenzione della Regione del Veneto e della ULSS 3 Serenissima. Nella giornata di oggi, la consigliera Baldin ha presentato un’interrogazione a risposta immediata dal titolo “Inceneritore di Fusina, quali interventi della Regione ai fini dei bio-monitoraggi?”, chiedendo alla Regione “come e quando intenda promuovere in tutte le sedi competenti gli opportuni monitoraggi sulla popolazione dell’area metropolitana di Venezia”.

«La richiesta di biomonitoraggi, in particolare su unghie dei bambini e latte materno, è stata avanzata non solo da medici, comitati e genitori, ma anche dalle istituzioni: dai Consigli comunali di Mira e Venezia, e dal Consiglio Regionale con un ordine del giorno, da me promosso e approvato a maggioranza oltre dieci mesi fa, in occasione dell’esame della manovra di bilancio regionale», ricorda Baldin. “Inceneritore di Fusina, adottare il principio di precauzione: stop alla realizzazione del progetto, si effettui il bio-monitoraggio”, questo il titolo dell’ordine del giorno a prima firma Baldin approvato dal Consiglio regionale il 17 dicembre dello scorso anno.

«Nell’incontro coi comitati, Ulss e Regione si sono giustificate dicendo di non poter effettuare una prestazione extra Lea. La decisione spetterebbe all’Istituto Superiore di Sanità e ai Ministeri della Salute e della Transizione Ecologica? Bene, che la Regione si faccia parte attiva per perorare la causa degli abitanti. Inoltre è vero che lo Stato finanzia i Lea, ma nulla vieta alla Regione di finanziare ulteriore attività. In ogni caso, l’importante è il risultato: i bio-monitoraggi vanno fatti, al più presto, altrimenti non si capisce che senso ha che il Consiglio regionale approvi indirizzi che poi non vengono perseguiti. Ricordo che è passato un anno dall’approvazione del mio ordine del giorno. Il tempo passa senza che nulla accada e questo è particolarmente grave, dato che si tratta della salute della popolazione», conclude Baldin.

Erika Baldin (M5S), consigliera regionale

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CHE FINE HA FATTO L’OSPEDALE DA CAMPO REGALATO DALL’EMIRO DEL QATAR?

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Covid-19. Baldin (MoVimento 5 Stelle): «Ospedale da campo dal Qatar, interrogo la Giunta per sapere che fine farà»

Venezia, 5 agosto 2021 – «I cittadini veneti hanno tutto il diritto di sapere come e quando verrà utilizzato il famoso ospedale da campo donato alla Regione dall’emiro del Qatar, allestito nell’area del covid hospital di Schiavonia e mai utilizzato. Già, perché, nonostante gli annunci dello scorso aprile, quando il presidente Zaia parlava dell’imminente apertura di un “luxury hospital”, in realtà non se n’è più fatto nulla visto che, come ampiamente documentato, l’ospedale sarebbe arrivato incompleto».

Così la consigliera regionale Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), che aggiunge: «Posto che si tratta di un regalo, mi chiedo se la Regione abbia poi dovuto sostenere delle spese per il montaggio, la manutenzione e l’eventuale smontaggio. E poi vorrei sapere se la struttura è stata già convertita e riutilizzata in ambito sanitario, come promesso a novembre dal presidente Zaia».

«Queste domande sono contenute nell’interrogazione che ho depositato questa mattina in Consiglio regionale. Infine, chiedo alla Giunta se la tendostruttura risulti acquisita al patrimonio regionale, con quali costi per lo stoccaggio, la manutenzione ed ogni altro intervento necessario a carico della Regione. Resto in attesa delle risposte assieme ai cittadini veneti, ai quali nell’aprile 2020 l’ospedale dell’emiro del Qatar era stato presentato come un fantastico esempio di cooperazione internazionale», conclude Baldin.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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FONDO CAREGIVER, DOVE SONO FINITI I CONTRIBUTI PER LE FAMIGLIE?

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Assistenza sociale. Baldin (MoVimento 5 Stelle): «Fondo caregiver, le famiglie non sanno ancora quando riceveranno i soldi»

Venezia, 29 luglio 2021 – «Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da parte delle associazioni attive sul territorio: a tutt’oggi, in Veneto, mancano ancora tempi certi e indicazioni chiare su come richiedere i contributi del Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare». Così la consigliera regionale Erika Baldin, del MoVimento 5 Stelle, che nella giornata di oggi ha depositato un’interrogazione chiedendo “come mai in Veneto non si hanno ancora informazioni certe sull’erogazione delle risorse previste dal fondo citato e quando i caregiver, che, fra mille difficoltà, assistono i loro congiunti continuativamente con ben pochi aiuti, potranno avere quanto spetta loro”.

«In alcune regioni, come la Toscana, è già possibile richiedere il contributo. Qui in Veneto, la Regione ha approvato gli indirizzi per gli interventi a sostegno dei caregiver familiari. La delibera risale a metà marzo, ma ad oggi una famiglia che volesse fare richiesta non sa ancora come fare. Mancano le informazioni sulle modalità e sulle tempistiche dell’erogazione del contributo, chiedo alla Giunta regionale di farsi carico dei disagi che ci vengono segnalati. Il caregiver familiare è una figura che svolge un fondamentale ruolo di cura nelle nostre comunità e merita tutto il nostro supporto».

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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MANCANO MEDICI DI BASE, MA LA REGIONE SBAGLIA (DUE VOLTE) IL CONCORSO

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Sanità. Baldin (MoVimento 5 Stelle): «I medici di base scarseggiano, ma la Regione sbaglia il concorso? Presentata interrogazione»

Venezia, 23 luglio 2021 – «Robe da non crederci: nel Veneto del super-governatore Luca Zaia, a fronte di una carenza di medici di medicina generale sempre più preoccupante, l’Azienda Zero sbaglia le procedure del concorso per reclutare i nuovi medici di base. È questa la tanto decantata efficienza dell’amministrazione leghista?». Lo chiede la consigliera regionale Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), che nella giornata di oggi ha depositato un’interrogazione regionale in seguito alla segnalazione della Fimmg, il sindacato dei medici di base, relativa a errori nelle procedure per l’assegnazione dei medici di base nelle zone carenti.

«La Regione ha affidato l’iter concorsuale ad Azienda Zero, che però ha sbagliato per ben due volte: errori segnalati dalla stessa Fimmg e poi corretti da Azienda Zero, a costo però di ritardi e inceppamenti. Ne fanno le spese, ancora una volta, i tanti cittadini veneti ancora in attesa di un nuovo medico. Intendo andare a fondo in questa vicenda, ci sono stime che parlando di oltre il 40 percento di medici di base pronti ad andare in pensione: una situazione molto complessa, che va gestita senza errori che possono certamente essere evitati con una corretta applicazione delle norme».

«L’obiettivo – conclude Baldin – è di garantire l’assistenza medica di base a tutti i veneti, anche a chi vive nelle zone attualmente carenti. Sulla salute non accettiamo discriminazioni, per noi non esistono cittadini di serie B».

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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OSS “INFERMIERINI”? NO GRAZIE!

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Sanità. Baldin (M5S): «Oss “infermierini”, la Giunta regionale ritiri la delibera»

Venezia, 31 marzo 2021 – «Entrambe le figure professionali, operatori socio-sanitari e infermieri, vanno tutelate e valorizzate. Sfruttare un corso di formazione complementare per trasferire competenze e mansioni, creando di fatto una figura intermedia, non è la strada giusta per rispondere alla carenza di personale sanitario».

Così la consigliera regionale Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), componente della Commissione Sanità, che nella giornata di oggi ha depositato un’interrogazione a risposta immediata, sottoscritta anche da Cristina Guarda e Elena Ostanel. Le consigliere regionali della minoranza chiedono alla Giunta regionale di “rivedere la propria decisione di istituire il percorso formativo complementare per gli oss, alla luce delle molte critiche ricevute dalle associazioni di categoria”.

«La carenza di personale nelle Rsa, dovuta all’emergenza pandemica, va affrontata con altri strumenti. Del resto è fuorviante pensare di risolvere un problema di organico attribuendo nuove responsabilità agli oss, in assenza peraltro di un trattamento economico adeguato. Come è già stato ricordato, la figura dell’oss complementare non è disciplinata in nessun contratto collettivo nazionale», aggiunge Baldin. «Quella delibera va ritirata», conclude la consigliera regionale che ricorda come «anche la Cgil sia intervenuta per chiedere alla Regione Veneto di tornare sui propri passi».

Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), consigliera regionale e componente della Commissione Sanità del Consiglio regionale del Veneto
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SANITÀ. BALDIN (M5S): «RSA CASSON DI CHIOGGIA, ORA INTERVENGA LA REGIONE»

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Venezia, 11 feb 2021 – «Un piano che garantisca il presidio sociosanitario della casa di riposo “F. F. Casson” di Chioggia, con particolare attenzione alla tenuta occupazionale del Centro servizi». Lo chiede alla Regione la capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, Erika Baldin, che nella giornata di oggi ha depositato un’interrogazione, sottoscritta anche da Jonatan Montanariello (Pd), chiamando in causa la Giunta Zaia. «Serve che la Regione e l’Ulss si siedano attorno a un tavolo con la direzione dell’Ipab e le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di trovare nuove risorse economiche per evitare il collasso della casa di riposo», spiega Erika Baldin.

«Sollecitata dall’amministrazione comunale di Chioggia e dalla Fp Cgil, e dopo aver incontrato il presidente dell’Ipab, ho deciso di mettere per iscritto le richieste che provengono dall’intera comunità chioggiotta. Da un lato, c’è il timore per le ripercussioni sul servizio importantissimo rappresentato dal CSA Casson e, dall’altro, siamo preoccupati per i dipendenti della casa di riposo e in particolare per i circa 50 Oss della coop Promozione lavoro: questi ultimi non hanno ricevuto alcun bonus per l’emergenza covid, nonostante fossero in prima linea come gli altri, ed ora rischiano la cassa integrazione».

«Sono convinta – conclude Baldin – che sia compito della Regione assicurare un congruo sostegno alla casa di riposo, per garantire il servizio e mantenere l’occupazione».

Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), consigliere regionale

Erika Baldin
Consigliera regionale del Veneto

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UN’ALTRA RSA VERSO LA CHIUSURA, STAVOLTA A CONSELVE. BASTA! BISOGNA TUTELARE I SERVIZI E I POSTI DI LAVORO

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Sanità. Baldin (M5S): «Chiusura Rsa Conselve (PD), intervenga la Regione: garantire i servizi e tutelare i lavoratori»

Venezia, 28 gen 2021 – «Ho presentato un’interrogazione urgente per chiedere alla Giunta regionale di intervenire a tutela dei lavoratori della Rsa di Conselve, che sono preoccupati per il loro futuro». Così la consigliera regionale Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), che nella giornata di oggi ha depositato in Consiglio regionale un’interrogazione per sapere inoltre «se la Regione intenda chiedere all’Ulss 6 Euganea di procedere celermente alla riqualificazione strutturale della Rsa dell’ospedale di Conselve, così da poterla riaprire nel più breve tempo possibile».

«Attualmente la Rsa ospita 50 anziani non autosufficienti, che saranno dirottati verso altre case di riposo della provincia. Ancora una volta il territorio della Bassa Padovana perde servizi importanti, viene da chiedersi quale sia la regia regionale che giustifichi queste scelte. Per questo – conclude Baldin – attendo la risposta della Giunta alla mia interrogazione».

Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), consigliera regionale

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