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STOP ALLA CAMPAGNA DENIGRATORIA CONTRO IL REDDITO DI CITTADINANZA IN VENETO

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Reddito di Cittadinanza. Guidolin, Baldin (M5S): Stop alla campagna denigratoria sul Reddito di Cittadinanza in Veneto
 
12 maggio – «Rispetto alle dichiarazioni di Elena Donazzan, assessore regionale al Lavoro, replichiamo dicendole che una legge giusta non può essere definita fallimentare. È una misura di giustizia sociale, che vuole contrastare la povertà assoluta, garantendo ai cittadini un’esistenza dignitosa. Naturalmente non ci nascondiamo dietro ad un dito e siamo le prime a dire, assieme a tutto il M5S, che deve essere migliorato, del resto ogni cosa è perfettibile». Così in una nota Barbara Guidolin, senatrice vicentina del M5S ed Erika Baldin, consigliera regionale del M5S.
 
«È indubbio che vadano rafforzati controlli, come previsto dalla legge di Bilancio 2022, e puntiti i furbetti. Ma di certo a pagare per chi froda lo Stato non possono essere coloro che senza questo fondamentale aiuto economico non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena. Rispediamo al mittente le polemiche pretestuose di alcuni rappresentanti istituzionali, che invito ad ascoltare quanti senza il Reddito di cittadinanza non saprebbero come fare a sfamare i propri figli ed arrivare a fine mese. A questo punto vorremmo sapere quale soluzione intenderebbe adottare l’assessore Donazzan per contrastare la povertà assoluta familiare in Veneto che, secondo i dati ISTAT del giugno 2021, sale al 7,6% dal 5,8% del 2019, e chi vive da solo non se la passa meglio, infatti, i casi di povertà passano dal 6,8% al 8,2%. Sappiamo invece come il Reddito di Cittadinanza e le misure straordinarie di sostegno al reddito messe in campo in questi anni di pandemia hanno permesso la tenuta sociale del Paese. Crediamo sia necessario trovare soluzioni invece di concentrarsi su polemiche sterili e propagandistiche».
 
Barbara Guidolin, senatrice
Erika Baldin, consigliera regionale
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INFERMIERI AUTISTI AL PRONTO SOCCORSO? IL VENETO RISCHIA UNA “SBANDATA”

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Sanità. Baldin (M5S): «Infermieri autisti al pronto soccorso? Il Veneto rischia “la sbandata”»

Venezia, 22 marzo 2022 – «Le strutture sanitarie e le case di riposo del Veneto si confrontano quotidianamente con il gigantesco problema della penuria di infermieri, ma nel frattempo in alcuni pronto soccorso continuano le riorganizzazioni delle Ulss che vedono il personale infermieristico impiegato nella guida delle auto mediche al posto degli autisti soccorritori. Lo ha confermato oggi la Giunta regionale rispondendo a una mia interrogazione. Ma siamo sicuri che si tratti di una scelta opportuna?».

Così la consigliera regionale Erika Baldin, del MoVimento 5 Stelle, secondo la quale «a Rovigo gli infermieri si sono rifiutati di fare anche gli autisti, a Padova il servizio è addirittura esternalizzato, mentre a Bassano quella che era stata annunciata come una sperimentazione sembra invece costituire una scelta organizzativa dell’Ulss: a bordo dell’auto medica, assieme al medico c’è un infermiere che volontariamente svolge anche il ruolo di autista».

«Il sindacato Fp Cgil Veneto propone che l’infermiere sia sì presente sull’auto medica, ma in aggiunta e non in sostituzione all’autista soccorritore. Credo sia questo il modello corretto da applicare in Veneto, dove ciascuno fa il lavoro per cui è formato, per arrivare a un’omogeneità del servizio tra le varie Ulss», conclude la consigliera.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

Foto: Wikipedia

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LA MIA SOLIDARIETÀ E IL MIO IMPEGNO PER I PESCATORI IN SCIOPERO CONTRO IL CARO GASOLIO

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Pesca. Baldin (M5S): «Solidarietà concreta ai pescatori in sciopero»

Venezia, 7 marzo 2022 – «Sono dalla parte dei pescatori senza se e senza ma», scandisce Erika Baldin, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle da sempre a fianco dei lavoratori del settore ittico, manifestando «la massima solidarietà alle marinerie di tutta Italia, quella di Chioggia in primis, che hanno proclamato lo stato di agitazione con una settimana di sciopero».

«Da stanotte i pescherecci italiani non escono più in mare, ai nostri pescatori non servono altre parole ma fatti concreti: il caro carburante li sta strangolando, con il gasolio che è schizzato alle stelle fino a rendere insostenibile l’attività di pesca. Il settore va sostenuto, ha bisogno di aiuti mirati», sottolinea Baldin.

«Auspico che l’incontro con il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, previsto per mercoledì a Roma, possa servire a individuare delle risposte adeguate. Tutte le forze politiche devono impegnarsi per far sì che i pescatori ricevano il sostegno adeguato, ne va del futuro di un settore che rappresenta non solo il fulcro dell’economia di Chioggia ma anche un patrimonio assoluto in termini di storia e tradizione», conclude la consigliera regionale.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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MORTI SUL LAVORO, LA REGIONE ACCELERI SUL NUOVO PIANO PER LA SICUREZZA

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Lavoro. Baldin (M5S): «Morti sul lavoro, la Regione acceleri sul nuovo piano: troppi lutti, bisogna fare presto»

Venezia, 2 febbraio 2022 – «La Regione ha il dovere di intervenire con urgenza per porre un freno alla strage nei luoghi di lavoro del Veneto». Così Erika Baldin, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, dopo i due recenti infortuni mortali sul lavoro che hanno colpito la regione e il Veneziano in particolare. «Altre due vite spezzate, altre due famiglie in lutto. Mi unisco al cordoglio e torno a chiedere risposte alla Regione», aggiunge Baldin.

Due le priorità individuate dalla consigliera regionale, da un lato il potenziamento degli organici Spisal e dall’altro un’accelerazione sul percorso, condiviso con le parti sociali, del nuovo Piano regionale per la Salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. «Il Consiglio regionale ha votato, in sede di Bilancio, un mio ordine del giorno per richiedere maggiori risorse per i Servizi di prevenzione, igiene e sicurezza degli ambienti di lavoro (SPISAL). Una questione che va affrontata al più presto in sede di definizione del nuovo Piano regionale per la sicurezza sul lavoro, che richiede un’accelerata viste le continue tragedie», dichiara Baldin.

«Bisogna puntare innanzitutto sul coinvolgimento dei lavoratori, di chi rischia la vita ogni giorno sul posto di lavoro. Serve investire in formazione e prevenzione, gli enti preposti vanno messi nelle condizioni di effettuare i controlli. Ma soprattutto, bisogna fare presto: non possiamo accettare altri lutti», conclude la consigliera 5 Stelle.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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INFERMIERI ALLA GUIDA DELL’AUTO-MEDICA DEL SUEM, HO CHIESTO ALLA GIUNTA REGIONALE SE LA RITIENE UNA SCELTA OPPORTUNA

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Sanità. Baldin (M5S): «Infermieri autisti, è questo il modello veneto?»

Venezia, 19 novembre 2021 – La consigliera regionale Erika Baldin, del MoVimento 5 Stelle, ha depositato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere alla Giunta regionale “quanto sia diffuso l’utilizzo di personale infermieristico come autista di automedica nei SUEM e nei pronto soccorso del Veneto e, alla luce delle difficoltà diffuse nel reperimento di infermieri per le ordinarie attività di cura e assistenza, se ritenga che un tale tipo di scelta sia opportuna”.

L’interrogazione prende le mosse dalla sperimentazione avviata al pronto soccorso dell’Ospedale di Bassano del Grappa, che prevedrebbe la guida dell’automedica da parte di un infermiere e non di un autista soccorritore. Decisione, questa, che ha subito suscitato le proteste da parte dei sindacati di categoria, dell’Ordine delle professioni infermieristiche e della Funzione Pubblica CGIL di Vicenza. «In effetti c’è da chiedersi, e l’ho fatto con la mia interrogazione, se si tratti di una scelta opportuna. Ogni professionista ha un suo ruolo specifico e ha ragione la CGIL a sottolineare che sovrapposizioni e confusioni tra i ruoli rischiano di creare disservizi e inefficienze», dichiara Baldin.

«Sia chiaro – sottolinea la consigliera – che non discuto la legittimità della scelta dell’Ulss 7 Pedemontana. Va fatta però una considerazione più ampia, tenendo conto che per questa specifica mansione sarebbe prevista un’altra figura professionale, quella dell’autista soccorritore, come sottolineano i sindacati. Non si capisce quindi perché affidarla agli infermieri, già gravati dalla mole di lavoro straordinaria causata dalla pandemia».

Il ragionamento si sposta poi sul piano regionale. «Ho appreso da fonti stampa – prosegue infatti Baldin – che secondo il direttore generale dell’Ulss l’utilizzo degli infermieri come autisti sarebbe prassi nei SUEM e nei pronto soccorso della Regione. Da questo punto di vista, fuori da ogni polemica, auspico che la Giunta Zaia possa chiarire che il “modello veneto” non è quello delle automediche guidate dagli infermieri invece che dagli autisti specializzati», conclude l’esponente del MoVimento 5 Stelle.

Erika Baldin (M5S), consigliera regionale

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INCONTRO CON ANMIL IN CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

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Perché questa foto?

Non solo perché è una bella foto, ma anche perché per me significa molto. È stata scattata poco fa, dopo l’incontro con i rappresentanti dell’Associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi del lavoro.

L’Anmil era presente oggi in Consiglio regionale per chiedere impegni chiari e puntuali per la sicurezza sul lavoro, a partire dal problema legato ai controlli. Ho poi apprezzato e sosterrò la proposta che la Regione si faccia portavoce di un progetto con le scuole, per coinvolgere gli studenti nelle ore di educazione civica e sensibilizzarli con interventi sul tema da parte proprio di chi, purtroppo, è rimasto infortunato sul lavoro.

Ho condiviso con Anmil la mia mozione, depositata di recente in Consiglio regionale, che interviene in merito al nuovo Piano regionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, che la Regione ha iniziato a definire assieme alle parti sociali. Dobbiamo fare tesoro degli ultimi tre anni, superando le criticità del Piano precedente. Soprattutto, serve un investimento serio da parte della Regione in prevenzione, formazione e controllo.

Tutte le forze politiche devono sentirsi responsabilizzate e coinvolte, la piaga degli infortuni nei luoghi di lavoro ci riguarda tutti e non fa certo distinzioni di colore politico.

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IL VENETO HA BISOGNO DI UN PIANO STRATEGICO PER LA SICUREZZA SUL LAVORO (CHE FUNZIONI, SUL SERIO)

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Lavoro. Baldin (M5S): «Nuovo piano per la sicurezza, la Regione investa in prevenzione e formazione. Presentata mozione regionale»

Venezia, 13 ottobre 2021 – «La Regione dovrà dotarsi al più presto di un nuovo Piano strategico per la salute e la sicurezza sul lavoro, come già annunciato dall’assessora Lanzarin. Credo sia necessario superare le criticità del Piano precedente in larga parte inattuato e che, dati alla mano, non ha contribuito a migliorare in modo significativo le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici. Sono già 63 le denunce con esito mortale nei primi otto mesi del 2021 in Veneto, in aumento del 21,2% rispetto al 2020; 43.811 denunce di infortuno (+17,7%); 2.249 denunce di malattia professione, in crescita addirittura del 30,08%. A fronte di questi dati, il tavolo di monitoraggio previsto dal Piano siglato dal 2018 è stato convocato soltanto una volta, lo scorso 15 febbraio, dopo oltre un anno dalla precedente convocazione. Addirittura nel 2020 non si è mai riunito, questo significa che la Regione ha rinunciato a monitorare il Piano promosso dallo stesso Zaia nell’estate 2018». Così la consigliera regionale Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), che nella giornata di oggi ha depositato una mozione nel Consiglio regionale del Veneto per chiedere un cambio di passo e una maggiore attenzione nei confronti della tragedia delle morti bianche.

“Salute e sicurezza sul lavoro: con il nuovo piano strategico si arrivi presto ad una tutela effettiva dei lavoratori”, questo il titolo dell’atto di indirizzo politico, che se approvato dal Consiglio impegnerà la Giunta regionale “a rinnovare e rilanciare il Piano Strategico di Salute e Sicurezza sul lavoro, incrementando la vigilanza e le azioni di prevenzione e formazione, in primis aggiornando la mappatura degli organici Spisal, coinvolgendo opportunamente le parti sociali e prevedendo il necessario monitoraggio per tutta la durata della fase attuativa, al fine di una costante e partecipata verifica in merito all’effettiva applicazione delle azioni previste da detto Piano e alla misura in cui esse contribuiscono a migliorare in modo significativo e nel concreto le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici”.

Erika Baldin (M5S), consigliera regionale

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SOSTENIBILITÀ, NO ALLA RIDUZIONE DELLO SFORZO PESCA

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Pesca. Baldin (M5S): «Sostenibilità, senza integralismi: no alla riduzione dello sforzo pesca»

Venezia, 22 marzo 2021 – «Un’ulteriore riduzione dello sforzo di pesca rischia di avere conseguenze molto pesanti per il Veneto e in particolare per il distretto ittico di Chioggia e Rovigo». Così la consigliera regionale Erika Baldin, del Movimento 5 Stelle, che interviene dopo il grido dall’allarme lanciato da Emanuele Mazzaro, direttore del Mercato ittico di Chioggia, in merito all’ipotesi ventilata in sede europea di una riduzione dello sforzo pesca tra il 10 e il 30 percento per la pesca demersale e dei piccoli pelagici in Adriatico.

«Il futuro della pesca è nel segno della sostenibilità, ambientale e sociale. Senza però eccedere in posizioni ideologiche e annessi integralismi: con la logica del “tutto subito” si rischia di uccidere le imprese della filiera ittica, duemila solo tra Chioggia e Rovigo. Bisogna invece avere lo sguardo lungo, investire nella riconversione ecologica e nell’ammodernamento del settore a partire dal rinnovo della flotta peschereccia con motori ecologici», aggiunge Baldin.

«Questi sono i progetti prioritari che ho indicato in consiglio regionale nella discussione sul Recovery Plan, assieme alla pulizia dell’Adriatico e dei fiumi dalla plastica. Progetti strategici che hanno ottenuto il voto favorevole dell’Aula: ora mi aspetto che la Regione porti avanti, anche in Europa, questa linea sulla pesca sostenibile. Non esiste transizione ecologica senza giustizia sociale».

Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), consigliera regionale

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PORTO MARGHERA, RICONVERSIONE ECOLOGICA CON GARANZIE PER I LAVORATORI

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Porto Marghera. Baldin (M5S): «Cracking Eni, Regione sia in campo per alternativa sostenibile». Presentata interrogazione sottoscritta da tutta la minoranza in consiglio regionale

Venezia, 18 marzo 2021 – «L’annuncio della chiusura dell’impianto di cracking di Versalis, in assenza di garanzie certe per un rilancio di Porto Marghera nel segno della riconversione ecologica, pone una serie di questioni: in primis per i 400 dipendenti, che con gli indiretti diventano oltre mille lavoratori. Più in generale, per Venezia che rischia di subire un lento processo di desertificazione industriale. Sia chiaro fin da subito che la sostenibilità ambientale deve andare di pari passo con quella sociale».

Così la consigliera regionale Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), che nella giornata di oggi ha depositato un’interrogazione, sottoscritta da tutti i gruppi consiliari di minoranza, chiedendo alla Giunta regionale di intervenire a garanzia del futuro dei lavoratori e di farsi promotrice nelle sedi istituzionali competenti di una rapida e concreta riconversione ecologica del Petrolchimico di Marghera.

«Sono convinta che il futuro di Porto Marghera sia la chimica verde, ma è chiaro che i sindacati hanno ragione quando sottolineano che finora da Eni sono arrivati molti annunci in tal senso ma poco di concreto. Serve un piano industriale dettagliato all’altezza in grado di affrontare la sfida della riconversione ecologica, nel concreto e con tempistiche certe», aggiunge Baldin. «La Regione può giocare un ruolo decisivo, dialogando col governo nella partita del Recovery Plan che costituisce un’opportunità straordinaria per ripensare Porto Marghera nel segno dello sviluppo sostenibile dal punto visto ambientale, economico e sociale».

Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), consigliera regionale

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SANITÀ. BALDIN (M5S): «RSA CASSON DI CHIOGGIA, ORA INTERVENGA LA REGIONE»

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Venezia, 11 feb 2021 – «Un piano che garantisca il presidio sociosanitario della casa di riposo “F. F. Casson” di Chioggia, con particolare attenzione alla tenuta occupazionale del Centro servizi». Lo chiede alla Regione la capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, Erika Baldin, che nella giornata di oggi ha depositato un’interrogazione, sottoscritta anche da Jonatan Montanariello (Pd), chiamando in causa la Giunta Zaia. «Serve che la Regione e l’Ulss si siedano attorno a un tavolo con la direzione dell’Ipab e le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di trovare nuove risorse economiche per evitare il collasso della casa di riposo», spiega Erika Baldin.

«Sollecitata dall’amministrazione comunale di Chioggia e dalla Fp Cgil, e dopo aver incontrato il presidente dell’Ipab, ho deciso di mettere per iscritto le richieste che provengono dall’intera comunità chioggiotta. Da un lato, c’è il timore per le ripercussioni sul servizio importantissimo rappresentato dal CSA Casson e, dall’altro, siamo preoccupati per i dipendenti della casa di riposo e in particolare per i circa 50 Oss della coop Promozione lavoro: questi ultimi non hanno ricevuto alcun bonus per l’emergenza covid, nonostante fossero in prima linea come gli altri, ed ora rischiano la cassa integrazione».

«Sono convinta – conclude Baldin – che sia compito della Regione assicurare un congruo sostegno alla casa di riposo, per garantire il servizio e mantenere l’occupazione».

Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), consigliere regionale

Erika Baldin
Consigliera regionale del Veneto

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