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Infrastrutture e trasporti

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Chioggia come alternativa all’ingresso delle navi a Venezia

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Chioggia deve rappresentare un’alternativa all’ingresso delle navi a Venezia, ma per fare in modo che la città sia pronta a diventare lo scalo per la crocieristica tutti devono iniziare a fare la propria parte. Appoggio e rilancio l’ipotesi di utilizzare le strutture portuali di Chioggia come punto di riferimento per le navi, nell’ottica di un’esclusione dei giganti del mare dal capoluogo veneto.

Si può fare  ne stiamo parlando in questi giorni con le autorità competenti e, anche se ci sono alcune situazioni da risolvere, il progetto è a portata di mano. Bisognerebbe affiancare questo nuovo sistema con una verifica della stazza delle navi e del pescaggio per decidere chi può entrare in laguna e chi invece non può entrarci, e da questo punto di vista la presenza a Chioggia di uno scalo potrebbe rivelarsi determinante.

Il punto a sfavore dello spostamento su Chioggia del traffico marittimo è legato ai fondali troppo bassi, che non permetterebbero ai natanti più grandi l’accesso al porto.

Allora che si inizi a lavorare coinvolgeremo tutti i soggetti perché questo progetto veda la luce. Se ci sono fondali da scavare e banchine da rifare, allora mettiamo mano al portafogli e iniziamo i lavori.

Stato e Regione ci devono ascoltare, questa è un’ottima soluzione e un investimento simile potrebbe ridare impulso all’intero settore adriatico compreso fra Venezia e Chioggia, e non solo, anche al territorio del Delta fino a Ravenna. Noi ci crediamo, siamo certi che anche in Regione e che a Roma ci ascolteranno.

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Interrogazione dopo il crollo del ponte a Genova: Il ponte sul Brenta della Romea è sicuro?

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Il ponte sul Brenta della Romea è sicuro? L’ho chiesto in un’interrogazione a risposta immediata: il provvedimento si innesta sulle delicata situazione nazionale emersa in seguito al crollo del ponte Morandi di Genova, che nella mattinata del 14 di agosto si è disintegrato causando la morte di decine di persone.

Anche in Veneto la situazione di alcune opere non è delle migliori e speriamo che da questa tragedia immane derivi una occasione di messa in sicurezza di tutto il territorio nazionale di autostrade, ponti, viadotti, acquedotti, ma anche scuole e situazioni di rischio.

Una nuova emergenza riguarda il ponte sul Brenta sul quale passa la strada Romea. Segnalazioni da parte dei pescatori che quotidianamente transitano lungo il fiume hanno evidenziato che in più punti il cemento appare lesionato, scoprendo le armature in ferro anche arrugginito.

L’opera ha più di cinquant’anni e ormai soffre l’usura del tempo, ma soprattutto soffre del passaggio quotidiano di centinaia di mezzi pesanti a velocità e peso sostenuto, che rendono la situazione alquanto preoccupante.

Per questo motivo la consigliera interroga la giunta veneta, per sapere se sul Ponte sul Brenta siano state effettuate verifiche strutturali periodiche e continuative.

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Linea 80, ancora disagi. Nuovo tavolo tecnico a Mestre, servono risposte immediate

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Ogni giorno arrivano lamentele da dipendenti, pendolari e commercianti: la Linea 80 sta facendo arrabbiare un gran numero di persone e chi è nella stanza dei bottoni fa finta di non sentire. Domani si terrà a Mestre, negli uffici della Città Metropolitana, un tavolo tecnico per fare il punto della situazione.

Ho già sollecitato la giunta su questo argomento, che coinvolge un enorme numero di pendolari e cittadini e come sempre nessuno si è degnato di dare una risposta. Ma una risposta serve, e deve essere immediata.

Ogni giorno ricevo continue lamentele dai dipendenti che lavorano sulla linea, dai pendolari e anche dalle attività commerciali del centro di Chioggia, che non hanno più gli introiti di prima a causa delle variazioni nel tragitto delle corriere”.

Questo servizio ha portato all’esasperazione i cittadini e la politica deve agire. Sono settimane che cerchiamo di farlo capire a chi ha il dovere di intervenire, ma non c’è stato verso di ricevere neppure una promessa vaga. Ma i veneti queste cose non le scordano. Ora mi auguro che, almeno stavolta, vi sia la volontà di ascoltare le istanze di pendolari, dipendenti e territorio senza nascondersi dietro la vergognosa scusa secondo la quale sarebbe troppo tardi per sistemare le cose. Non lo accetteremo.

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Linea 80, alla riunione in prefettura c’eravamo solo noi

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La Linea 80 non è un problema di Chioggia, ma di un gran numero di pendolari e lavoratori. Lo ribadisce la consigliera ragionale del Movimento 5 Stelle Erika Baldin, che da giorni sta seguendo la complicata situazione legata al nuovo servizio di trasporto pubblico su gomma che collega Venezia con Chioggia.

Alla riunione che si è tenuta in Prefettura c’eravamo solo noi di Chioggia e questo è inaccettabile. La città metropolitana non può ignorare in questo modo un problema che sta creando troppi disagi e disservizi.

Sul piatto della trattativa ci sono alcune priorità come il collegamento diretto per i lavoratori di Fincantieri e del petrolchimico: è stato fissato un tavolo tecnico per risolvere queste prime situazioni e fra due settimane le parti si incontreranno nuovamente in Prefettura.

Siamo dalla parte dei lavoratori, prima di tutto sia i pendolari che i conducenti delle corse e tutti lamentano gli stessi problemi. Ci sono continui ritardi, tragitti incomprensibili, corse sovraffollate e addirittura bus costretti a fermarsi perché manca il carburante.

Per non parlare dei disagi cui sono sottoposti i pendolari in attesa, sia per gli orari che per la posizione delle fermate, fuori dalle fabbriche. Basta, non possiamo tollerare oltre tutto questo. E anche Brugnaro deve farsi vivo, non è un problema che riguarda solo Chioggia.

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Il passaggio di consegne fra Actv e Arriva sia posticipato

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Ho scritto una lettera alla Città Metropolitana di Venezia con cui ho chiesto che il passaggio di consegne fra Actv e Arriva nella gestione della linea 80 che collega Venezia e Chioggia sia posticipato fino a quando non sarà concordato un programma di esercizio che risponda alle esigenze degli utenti.

Anche perché non c’è stato un adeguato confronto con le Amministrazioni locali e la cittadinanza non è stata informata. A questo punto ritengo che sia indispensabile congelare la situazione attuale senza che vengano toccati minimamente orari, percorsi e modalità di erogazione del servizio.

Porterò la vicenda in Consiglio regionale: è già stata protocollata una richiesta di audizione alla commissione consiliare competente in materia di trasporto pubblico.

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Ponte sul fiume Po, la Regione garantisca alla popolazione il rispetto delle esigenze dei residenti

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Mancano ancora due settimane all’avvio del cantiere sul ponte sul fiume Po che collega Veneto ed Emilia Romagna, ma già i Comuni avvertono che non ci sono le condizioni per dare il via ai lavori.

La Regione deve intervenire immediatamente, garantendo alla popolazione il rispetto delle esigenze di residenti, pendolari e utenti del ponte ho già chiesto informazioni sull’argomento tramite un’interrogazione a risposta immediata che ho sottoposto alla giunta regionale a fine aprile, ma finora non ho ottenuto alcuna risposta.

Che tacciano pure sulle mie interrogazioni ma che il governo veneto non si sogni di tacere sulle legittime richieste della popolazione. Siamo alle solite, ci sono veneti di serie A ai quali vanno tutte le attenzioni della Lega e di Zaia, e veneti di serie B che invece rimangono inascoltati.

Eppure dalla zona hanno già fatto sapere che se non verranno ascoltate le richieste del territorio si potrebbe arrivare a gravi ripercussioni per la Mille Miglia e per il Giro d’Italia, se non per il cantiere stesso. Dobbiamo arrivare a questo punto perché la Regione dia ascolto ai suoi cittadini?.

Io non mollo, questo è certo e porterò di fronte alle istituzioni e agli enti interessati tutte le richieste dei cittadini e dei Comuni. Questa è una battaglia di civiltà.

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Ponte sul Po a Occhiobello: formalizzata una Interrogazione per fare chiarezza sulla situazione dei lavori

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Il ponte sul Po a Santa Maria Maddalena di Occhiobello finisce sul tavolo della Giunta regionale: ho formalizzato, infatti, una Interrogazione per fare chiarezza sulla situazione legata ai lavori sul ponte.

Il 21 di maggio prenderanno il via lungo la SS16 i lavori di ristrutturazione del ponte sul Po che collega Santa Maria Maddalena di Occhiobello a Pontelagoscuro. Si tratta di un punto di comunicazione importantissimo fra Veneto ed Emilia Romagna, che necessita di urgente manutenzione e di interventi di risanamento strutturale: si dovrà procedere alla demolizione e al rifacimento totale della soletta, mentre lo stato dei travi di sostegno dell’infrastruttura costituisce a oggi un’incognita. I lavori, che pure sono indispensabili, destano notevole preoccupazione e ora tanto i cittadini quanto gli amministratori locali sono in ansia. Tutte le volte che il ponte è stato oggetto di manutenzioni straordinarie, i disagi che ne sono conseguiti sono stati fortissimi.

Il ponte è un passaggio obbligato per chi deve attraversare il grande fiume, una tratta percorsa ogni giorno da migliaia di pendolari. Per i tantissimi cittadini che tutti i giorni e si spostano per motivi di lavoro, di studio o altro utilizzando il ponte sul Po le difficoltà saranno pesantissime, con conseguenze su viabilità e salute e con importanti ripercussioni per il tessuto commerciale dovute alla prolungata presenza del maxicantiere. Il cronoprogramma proposto da Anas prevede tempi piuttosto rapidi e ritmi serrati di cantiere, ma i cantieri pubblici in Italia tendono ad accumulare notevoli ritardi, come ampiamente rilevato da uno studio di qualche anno fa condotto su dati del Ministero dell’Economia e del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica.

La nostra regione, pur non collocandosi agli ultimi posti nella classifica di ritardo nelle opere pubbliche riportata nel succitato studio nemmeno guadagna le prime posizioni. Basti pensare al Mose e alla Superstrada Pedemontana Veneta, e ai gravi disagi che ha causato il protrarsi sine die dei lavori di tali opere, a tutt’oggi ben lontane dall’essere ultimate. Per questo motivo voglio conoscere quali iniziative la Giunta regionale intenda intraprendere al fine di sorvegliare lo svolgimento dei lavori sul ponte e il rispetto del cronoprogramma per garantire il minor disagio possibile ai cittadini.

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Silenzio assordante di Regione e Anas sulla Romea, la strada più pericolosa d’Italia

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Sono passati due anni dagli incontri fra il Comune di Chioggia, l’Anas e la Regione, ma nessuno si degna di dire alla città quale sarà il futuro della strada più pericolosa d’Italia.

La Romea da anni è al centro delle richieste,  sempre più pressanti, da parte dell’Amministrazione comunale di Chioggia. Io stessa porto avanti questa battaglia dal giorno in cui ho messo piede in consiglio regionale e da tre anni sento sempre le stesse frottole e le medesime promesse da chi dovrebbe aver già risolto la situazione da molto tempo.

Anas aveva promesso di fornire entro il settembre scorso uno studio sulle soluzioni presentate dal Comune e sulle altre ipotesi, compresa la variante dell’Arzerone. Invece al Municipio di Chioggia non sono arrivate più risposte o informazioni di alcun tipo. Non rispondono nemmeno più ai solleciti che partono puntualmente dal Comune. E la Regione non è certo da meno, dato che l’assessore De Berti non mette in pratica neppure una virgola di quanto annuncia tramite  social. Regione e Anas hanno abbandonato Chioggia e tutti sono stufi delle loro promesse ormai ci siamo solo noi a combattere a fianco dei cittadini per questa battaglia. Porteremo per l’ennesima volta questa vicenda in consiglio regionale, all’attenzione della giunta e pure a Roma. Non si può più andare avanti in questo modo.

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