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PROZZOLO COME BOSCOCHIARO, HO SCRITTO ALL’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER UNA DEROGA: LA PRIMA CLASSE DELLA SCUOLA PRIMARIA RIMANGA NELLA FRAZIONE

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Venezia, 6 giugno 2024 – La capogruppo del MoVimento 5 Stelle a palazzo Ferro Fini, Erika Baldin, ha scritto all’Ufficio scolastico regionale affinché prenda in considerazione l’appello dell’amministrazione comunale di Camponogara, il quale auspica la continuità scolastica nella formazione di una prima classe della scuola primaria “Dante Alighieri” a Prozzolo.

Anche per questa realtà, infatti, il ridimensionamento demografico e le norme emanate dal governo Meloni hanno spinto a decentrare le nove bambine e bambini iscritti nella frazione verso i plessi del capoluogo comunale e di Calcroci: «Non hanno tenuto conto -spiega la consigliera- che la scuola “Dante Alighieri” è adiacente alla scuola per l’infanzia, quindi a misura di famiglie, e analogamente organizzata con orario a tempo pieno, utile per i genitori che lavorano».

Non si tratta certo del primo caso in cui le istituzioni locali, le assemblee dei genitori, i comitati civici fanno fronte contro decisioni calate dall’alto: «Già nei mesi scorsi -prosegue Baldin- l’impegno congiunto della popolazione di Boscochiaro a Cavarzere, anche tramite il mio interessamento in Consiglio regionale e con l’Ufficio scolastico veneto aveva portato a una deroga. Spero che nel caso di Prozzolo sia possibile arrivare a una soluzione simile, tramite compensazione delle iscrizioni con altri istituti, a vantaggio della cittadinanza».

Togliere una scuola a un territorio, continua l’esponente del M5S, «non significa solo creare disagi a chi deve utilizzare per lo più mezzi privati per accompagnare a scuola la propria figlia o il proprio figlio, stante la penuria di trasporti pubblici nelle zone interne. Ma anche far venire meno un presidio, una presenza, un motivo ulteriore per abitare territori che senza servizi rischiano lo spopolamento».

Rimane sullo sfondo la responsabilità politica in capo al governo di centrodestra: «La politica di Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani -conclude Erika Baldin- pone i territori l’uno contro l’altro, alla ricerca spasmodica di iscrizioni scolastiche per continuare ad esistere. Accorpare gli istituti comporta la dolorosa scelta di molte donne di abbandonare il proprio lavoro per sovrintendere al trasporto dei figli fino alla scuola meno lontana. Conseguenze sociali che fanno ripiombare il Veneto indietro di decenni».

erika baldin

The author erika baldin

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