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TRASPORTO PUBBLICO/VENEZIA. BALDIN E VISMAN (M5S): FRASI DEL SINDACO “FIGLI A SCUOLA IN AUTO PRIVATA O IN BICI”, RIVELANO EVIDENTE INCAPACITÀ DI PROGRAMMAZIONE, ORGANIZZAZIONE E COORDINAMENTO

Alessandra Clementi – foto bus studenti

«Siamo all’assurdo. Sono mesi che invochiamo chiarezza e organizzazione, e adesso l’unica risposta concreta data alle famiglie, per evitare che i figli possano rischiare la salute e avere disagi a causa dei mezzi troppo affollati, è l’ultima imbarazzante uscita del sindaco di Venezia Brugnaro: “Portate i figli a scuola in auto o mandateli in bici, così abbiamo tempo di organizzarci”. Se non fosse un problema gravissimo, ci sarebbe da pensare a uno scherzo malriuscito. Invece è il risultato di una evidente incapacità di programmazione, di organizzazione e, per quanto riguarda soprattutto la Regione, di coordinamento».

Inizia così l’affondo di Erika Baldin, (nella foto a destra) consigliera regionale e candidata del M5S e Sara Visman, (nella foto a sinistra) candidata sindaca di Venezia per il Movimento 5 Stelle sul fronte del trasporto pubblico e del ritorno a scuola, che prosegue: «Da tempo chiediamo che Regione, Comune, aziende di trasporto, istituti scolastici e categorie si confrontino assiduamente per trovare – e provare – meccanismi, orari e gestione di mezzi (anche con l’introduzione della telematica) che garantiscano il funzionamento del trasporto pubblico alla ripresa delle scuole, nonché l’elasticità necessaria ad evitare il collasso. Il tempo passa e si continua a brancolare nel buio. Con nuove perle di saggezza: mentre si sottolinea la paura che il ponte della Libertà e piazzale Roma, nelle ore di punta, si intasino di mezzi, si invitano però le persone a usare le auto private. Che non causeranno ingorghi o code perché, grazie a una magica ordinanza elettorale del sindaco, voleranno a mezz’aria, come nei film di fantascienza».

«Questi signori – aggiungono Visman e Baldin –sono rimasti per settimane intere a baloccarsi con i numeri della capienza e lamentandosi a vuoto contro il governo. Ma si sapeva che il problema esisteva comunque, 100% o 80%, e che andava gestito con stress test e preparazione. Ora invece scivoliamo impreparati verso l’emergenza, e le soluzioni verranno prese con l’acqua alla gola, come al solito».

«Un altro tema fondamentale, su cui insistiamo da mesi, è quello della sicurezza e dei controlli. Mascherine, gel a bordo dei mezzi, procedure di salita e discesa, controllo del numero di utenti, distanziamento alla fermate, rischio-ressa. Tutti argomenti lasciati sul tavolo senza agire davvero. Come dimostrano le dichiarazioni del presidente di Actv che si chiede – pure lui – chi farà i controlli, affermando che non spettano a loro. Frasi che lasciano basiti – affermano la candidata sindaca e la consigliera regionale – come se i problemi si volessero schivare e non risolvere. Proprio come se, in questi mesi, nessuno si fosse messo attorno a un tavolo per discutere di chi dovesse farli, questi controlli. Ed evitare che l’inizio della scuola, sul fronte del TPL, si trasformi in un incubo».

Mercoledì 2 settembre

#BaldinM5s

AGGIORNAMENTO. Ecco qui sotto il rilievo delle mie dichiarazioni sui mass media, come puoi vedere anche nella pagina della rassegna stampa.

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VENEZIA/RSA. BALDIN (M5S): CASE DI RIPOSO, ALZARE STIPENDI PER EVITARE LA FUGA DEL PERSONALE

casa di riposo_la stampa

«Non possiamo permetterci che le Case di Riposo siano la nostra trincea più debole, sia sul fronte del Coronavirus sia su quello, più in generale, dell’assistenza ai nostri anziani. Un piano regionale di sgravi alle aziende o di contribuzioni ad hoc per alzare i salari del personale è una questione ormai spinosa, che non può più essere rimandata». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle e candidata alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia, dopo l’allarme lanciato dai sindacati sull’emorragia di personale nelle case di riposo veneziane.

«Come abbiamo già sottolineato – ribadisce la consigliera M5S – sono troppi (da stime sindacali qualche centinaio ) solo nella provincia di Venezia, gli infermieri e gli Oss che lascerebbero le Rsa con vuoti in organico, per andare a firmare contratti economicamente più vantaggiosi nel settore sanitario pubblico».

«Come componente della commissione regionale speciale di inchiesta sul Covid nelle case di riposo – conclude Baldin – ho toccato con mano le grandi difficoltà delle Rsa. Quello del personale (carenza ed eccessivo turnover) è uno dei problemi principali: che la Regione non abbia responsabilità diretta nelle gestioni non è un argomento valido per lasciare le cose come stanno. Questo è il momento per trovare, nel bilancio regionale, fondi e meccanismi per aumentare gli stipendi degli addetti alle Rsa, e avvicinarli così al livello di quelli della sanità pubblica. Ricordiamo che questa Giunta, in 10 anni, non ha ancora compiuto la riforma delle Ipab, siamo l’ultima regione a doverla ancora fare. Questo sarà uno dei tasselli da inserire, per non abbassare il livello e la sicurezza delle prestazioni».

Domenica 30 agosto 2020

#BaldinM5s

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