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ALCUNE RIFLESSIONI SUL CASO DEL “BLACKFACE” ALL’ARENA DI VERONA

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Teatro. Baldin (M5S): «Blackface all’Arena di Verona, pratica razzista: Zaia prenda posizione»

Venezia, 18 luglio 2022 – «La Regione Veneto è socia della Fondazione Arena di Verona e nel 2021 ha contribuito con 750 mila euro al bilancio dell’ente. Insomma, Zaia ha voce in capitolo: lo invito a prendere posizione e contribuire ad aprire una riflessione sul “blackface”». Così la consigliera regionale Erika Baldin (M5S), che nella giornata di oggi ha depositato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere alla Giunta regionale se intenda intervenire e con quali azioni in relazione al caso del blackface all’Arena di Verona, “una pratica di trucco teatrale nata degli Stati Uniti dov’è stata in seguito abbandonata perché considerata razzista”.

«L’Arena di Verona», sottolinea Baldin, «è un palcoscenico internazionale e come tale deve restare al passo coi tempi. Sarebbe un vero errore non cogliere il senso del messaggio di Angel Blue», la soprano californiana che ha rinunciato al suo ruolo in Traviata per prendere le distanze dal balckface per le interpreti bianche di Aida.

«Un rifiuto che ha ragioni profonde e sottende una riflessione sul ruolo sociale e culturale del teatro», osserva Baldin. «Non credo possa essere derubricato come incidente di percorso, né tantomeno ignorato dalle istituzioni. Sia invece l’occasione per instaurare un dialogo, come ha affermato la stessa Fondazione in una nota, per comprendere il punto di vista di altre culture. Un dibattito nel quale le persone africane e afrodiscendenti devono poter essere protagoniste», conclude Baldin.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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NUOVE OMBRE SULL’IMPIANTO A BIOGAS DI CAVARZERE (VE)

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Energia. Baldin (M5S): «Cavarzere (VE), nuove ombre sull’impianto a biogas»

Venezia, 5 luglio 2022 – La relazione che l’ULSS 3 Serenissima ha consegnato lo scorso 13 maggio al Comune di Cavarzere (VE), resa nota solo negli ultimi giorni, getta nuove preoccupazioni attorno all’impianto di produzione di energia da biogas che l’impresa Cavarzere Green Energy di Bovolone (Verona) ha progettato nella zona di Ca’ Venier.

Come riporta il quotidiano Il Gazzettino nel numero del 4 luglio, le autorità sanitarie riscontrano per certa la diffusione di miasmi a pochi metri dalle abitazioni, e possibile la trasmissione di influenza aviaria – tramite la pollina, uno dei concimi che sarebbero trattati nella struttura – alla ricca avifauna che risiede nella vicina palude delle Marice, tra l’Adige e il Gorzone.

«Eppure – ricorda Erika Baldin, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle – durante la conferenza di servizi dello scorso 4 maggio la Regione del Veneto espresse il proprio parere positivo alla costruzione, e così avevano fatto la Città Metropolitana di Venezia e il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo». Giunta regionale che, peraltro, il 1° marzo di quest’anno ha deliberato anche l’autorizzazione a costruire un ulteriore impianto di produzione di energia da biogas, in capo all’azienda Guzzo di Cona, quindi non distante da Cavarzere.

È il Dipartimento di Prevenzione a mettere per iscritto l’inosservanza del decreto legislativo n.152 del 2006, là dove prevede determinati criteri per la scelta della localizzazione di impianti consimili: tra questi, la distanza dai luoghi abitati e la nulla pericolosità per la cittadinanza. Già nel febbraio 2021, l’ULSS non ricavava «una solida dimostrazione di assenza di impatti sul benessere e la salute dei residenti non è ricavabile in qualsiasi condizione ordinaria e straordinaria di esercizio».
 
Ma la stessa impresa promotrice – sostiene la consigliera regionale – riconosce l’inevitabilità di questi odori: «Poiché rimuoverli le risulterebbe troppo oneroso. Peraltro nei pressi sono già localizzate altre società di produzione di mangimi, e la stessa Lega nimby nell’aprile 2021 (fonte Nuova Scintilla) non era contraria all’impianto, “purché non in quel luogo”, in nome degli investimenti».

Al sindaco di Cavarzere, che si dice pronto ad aderire un eventuale “comitato per il no”, l’esponente del M5S risponde che «date le sue prerogative ciò non è sufficiente. Occorrono invece atti amministrativi formali e sostanziali, efficaci, pubblici e trasparenti per opporsi al progetto, muovendosi nelle pieghe di leggi e regolamenti. Non ultimo l’autotutela e la via legale, specie dopo il parere dell’ULSS 3 che suona come un avvertimento preventivo: non si dica poi che nessuno sapeva. E intanto urge prefigurare una corposa richiesta istituzionale di opere di compensazione».

Dopo il deposito di gpl a Chioggia, «sminato dal governo Conte II con l’inserimento della clausola UNESCO nel decreto Agosto del 2020 – conclude Erika Baldin – ancora uno scellerato caso di autorizzazioni pericolose concesse a pochi metri dalle abitazioni, nel combinato disposto tra interessi privati che passano sopra a tutto e mano pubblica distratta, accondiscendente e timorosa di perdere posti di lavoro, pronta a barattare il diritto alla salute e al benessere della popolazione».

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

 

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