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Comunicati stampa

DISSERVIZI LUNGO LA LINEA 80 DEGLI AUTOBUS TRA SOTTOMARINA E VENEZIA, LA CITTÀ METROPOLITANA DI BRUGNARO NON RISPONDE NEMMENO ALLA REGIONE

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Venezia, 7 marzo 2023 – La linea 80 degli autobus tra Sottomarina e Venezia torna all’attenzione del Consiglio regionale del Veneto. Nella seduta di stamane, l’assessora ai Trasporti, Elisa de Berti, ha informato di aver sollecitato formalmente la Città Metropolitana di Venezia -titolare del contratto di servizio con Arriva Veneto- affinché relazioni in ordine alle misure organizzative da attuare per evitare le criticità e i disservizi in atto. L’iniziativa della Regione ha avuto luogo lo scorso 2 dicembre 2022, ma ad oggi nessun riscontro dalla Città Metropolitana è stato comunicato all’ente sovraordinato: «La Città Metropolitana di Luigi Brugnaro non risponde nemmeno alla richiesta della Regione -osserva Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle a palazzo Ferro Fini- e questo non depone certo a suo favore. Ringrazio tuttavia la Giunta per essersi attivata». 



La stessa consigliera, il 7 febbraio, aveva inviato una mail alla compagnia di trasporti, per sollecitare la soluzione al sovraffollamento della corsa diretta in partenza alle 7 del mattino da Sottomarina verso Venezia: «La società ha risposto nei fatti -conferma Baldin- tornando ad utilizzare autobus a due piani, in modo che nessun utente sia più costretto a rimanere in piedi per un’ora già dopo poche fermate. Ma gli altri temi sottoposti nell’interrogazione all’assessora De Berti, il 16 novembre 2022, rimangono tuttora irrisolti».



La coordinatrice del M5S si riferisce alla «mancanza di corse bis, specie di notte e per il rientro delle lavoratrici e dei lavoratori pendolari. Molte persone per questo motivo continuano a essere lasciate a terra lungo la strada 309 Romea, costrette ad attendere ulteriori trenta minuti entro stalli a volte sprovvisti di pensilina». Inoltre, l’assenza di tendine parasole e di braccioli dal lato corridoio in alcune vetture, oltre alla carenza di segnalazioni digitali della fermata successiva, particolarmente utili per chi non viaggia spesso. «Pagare biglietti e abbonamenti costosi senza poter fruire di un servizio efficace -conclude Erika Baldin- è ingiusto e fastidioso: la Regione deve provvedere, per quanto possibile, a eliminare anche queste diseguaglianze tra le differenti parti del suo territorio».

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Comunicati stampaSanità

LISTE D’ATTESA IN SANITÀ, IL RISPETTO DEI TEMPI INDICATI DAL MEDICO È UN DIRITTO DEL CITTADINO: ECCO LA PROPOSTA DI LEGGE DEL MOVIMENTO 5 STELLE

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Venezia, 28 febbraio 2023 – «Una legge per ridurre le liste d’attesa, che in Veneto sono tutt’altro che azzerate come vorrebbe raccontarci qualcuno». Questa la proposta della capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Erika Baldin, presentata oggi nella sala stampa di Palazzo Ferro Fini. «Chi non riceve nel pubblico la prestazione a cui avrebbe diritto entro i termini stabiliti dal medico di base, può ottenerla in regime di libera professione intramuraria pagando lo stesso identico ticket: scriviamolo nella ricetta medica per informare i cittadini di questo loro diritto. Con l’obiettivo che il pubblico garantisca sempre i tempi d’attesa».

«L’anno scorso i veneti hanno speso 113 milioni di euro per visite a pagamento in libera professione intramoenia, soldi sborsati dai cittadini che invece avrebbero diritto alle stesse prestazioni solamente pagando il ticket. Siamo di fronte a un’evidente ingiustizia: così la Regione scarica sui cittadini i costi dei ritardi della sanità pubblica», dichiara Baldin, e aggiunge:  «In questo contesto, il problema delle liste d’attesa è tutt’altro che risolto dopo la pandemia da Coronavirus. Ad oggi risultano 150 mila cittadini in “galleggiamento”, cioè in attesa di ricevere la chiamata dal CUP per ottenere una prenotazione. Al tempo stesso, manca completamente il dato relativo ai cittadini che si sono rivolti al CUP ma ai quali è stato detto di richiamare in un secondo momento: di fatto, la Regione non ha idea di quanti siano i veneti in attesa di una prestazione da parte del Sistema sanitario regionale».

«Siamo di fronte a un quadro preoccupante, ben noto ai cittadini che si rivolgono alla Sanità perché ne hanno bisogno e più volte denunciato da associazioni, comitati e dagli stessi sanitari tramite le organizzazioni sindacali», sottolinea la consigliera regionale, che illustra quindi la sua proposta: «il cittadino ha diritto di ricevere la prestazione sanitaria nei tempi stabiliti dal suo medico di base. Il mio progetto di legge stabilisce che all’interno della ricetta medica siano specificate le tempistiche corrispondenti alla classe di priorità di prenotazione e debba essere scritto a chiare lettere che, in caso del mancato rispetto dei tempi da parte del servizio pubblico, è possibile richiedere l’erogazione della prestazione nell’ambito della libera professione intramoenia senza maggiori costi a carico del cittadino: la differenza d’importo spetta all’Ulss».

«Il secondo articolo della proposta di legge serve invece ad introdurre nella normativa regionale una previsione già contenuta nel Piano nazionale per la gestione delle liste d’attesa e nel PSSR, che consiste nello stop all’erogazione delle prestazioni in regime libero-professionale all’interno delle strutture dove le liste d’attesa nel pubblico sono troppo lunghe. Il principio è che prima vanno rispettati i tempi d’attesa nel pubblico, senza utilizzare il trucco del “galleggiamento”, e poi può essere svolta l’attività libero-professionale intramuraria che dev’essere sempre considerata un’offerta aggiuntiva (e mai sostitutiva) per i pazienti. Questo meccanismo costituisce un’ulteriore tutela per i cittadini, garantendo la priorità al regime pubblico ed evitando abusi nella libera professione intramoenia: in altre regioni che l’hanno introdotta, come l’Emilia Romagna, questa norma ha generato un circolo virtuoso», conclude Baldin.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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