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CONFERMA PER IL DOTTOR EDGARDO CONTATO ALLE REDINI DELL’ULSS 3 SERENISSIMA: TANTI PROBLEMI RIMANGONO DA RISOLVERE

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Venezia, 26 febbraio 2024 – «Congratulazioni al dottor Edgardo Contato per la conferma alla Direzione generale dell’ULSS 3 Serenissima, e un augurio di buon lavoro. È il primo a sapere, naturalmente, che i problemi della sanità veneziana rimangono sul tavolo e che nessuna bacchetta è magica». Così Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale, commenta la nuova nomina del dg uscente, annunciata in diretta dal presidente Luca Zaia: «Mentre per altri territori -continua la consigliera- la Giunta veneta ha deciso un avvicendamento, ci sarà invece continuità riguardo l’area che da Venezia e Mestre si estende fino a Chioggia, passando per la Riviera del Brenta e il Miranese».

Un’apertura di credito che, a fronte delle dichiarazioni dell’esecutivo, non può far passare in secondo piano le tante vertenze aperte: «Come spesso fanno notare i movimenti a difesa della sanità pubblica -osserva Baldin- la privatizzazione sta avvenendo in modo strisciante in numerosi settori. Ma soprattutto la lunghezza e i tempi delle liste d’attesa per le prestazioni preoccupano la cittadinanza: da un anno esatto giace un mio disegno di legge regionale in tal senso, finalizzato a ottenere il rimborso da parte delle ULSS della differenza, nel caso i pazienti siano costretti a rivolgersi a strutture private».

L’esponente del M5S valuta anche lo stato delle strutture, in primis gli ospedali: «È opportuno conoscere quali siano le intenzioni relative ai plessi periferici, come la ex cittadella di Cavarzere, oppure ubicati nelle isole, ad esempio l’ex Giustinian di Venezia. Proprio il capoluogo lagunare deve essere riconosciuto “zona disagiatissima”, al fine di fruire di agevolazioni nella fornitura di alloggi al personale medico che sceglierà di vivere e lavorare a Venezia. Inoltre, in questo periodo si succedono le pose delle prime pietre per le case di comunità: per dirne una, Chioggia aspetta i 15 posti di hospice di cui si parla da tempo immemore. Mentre a Mestre urgono chiarimenti per quanto riguarda il project financing del cosiddetto “Angelino”. In definitiva, spero che la sanità pubblica metropolitana diventi sempre più diffusa e riacquisisca i caratteri della prossimità».

Tra le criticità, anche alcuni aspetti delle politiche sociali: «Malgrado l’abnegazione di medici, infermieri, operatrici e operatori sociosanitari al servizio nei Ser.D -conclude Erika Baldin- la situazione delle dipendenze da droghe pesanti, alcool e gioco d’azzardo rimane drammatica, in specie tra la popolazione giovanile. Occorrono quindi più prevenzione e presenza nelle strade per la riduzione del danno, dal momento che la questione investe anche l’ordine pubblico, come accade nella zona circostante la stazione di Mestre. Per non parlare dell’aumento delle rette nelle case di riposo, in una Regione dove ancora manca l’apposita legge di riforma. Tutti argomenti che il direttore Contato già conosce, dopo tre anni sul campo, e per questo mi attendo che possa riuscire, assieme al suo staff, a farne fronte già dai prossimi mesi. Qualora dovesse servire, non mancherò di ricordarglielo».

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ONORARE STEFANO GHELLER, LA GIUNTA VENETA ADOTTI IN DELIBERA I CONTENUTI DEL DISEGNO DI LEGGE COSCIONI IN TEMA DI FINE VITA

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Venezia, 26 febbraio 2024 – La capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale, Erika Baldin, partecipa al lutto per la scomparsa di Stefano Gheller, attivista dei diritti civili in Veneto che con la sua battaglia personale ha aperto la strada alla discussione in tema di fine vita. «Lo ricordo per la sua dignità e compostezza -commenta la consigliera-  per la forza della sua azione. Era un uomo che amava la vita, fino all’ultimo».

In occasione delle esequie, Baldin rilancia l’ipotesi che sia la giunta Zaia, attraverso una delibera, a riprendere in mano la questione dopo il discusso voto del Consiglio, avvenuto a gennaio: «Il modo migliore per onorare la memoria di Stefano Gheller -aggiunge l’esponente del M5S- è che l’esecutivo regionale recepisca i contenuti del disegno di legge promosso dall’associazione Coscioni».

Tutte e tutti coloro che hanno diritto di godere del trattamento già riconosciuto dalla Corte Costituzionale -conclude Erika Baldin- «devono essere nelle condizioni di poterlo fare concretamente anche in Veneto, non solo in forza di una sentenza della Consulta. Ovvero ciò per cui Gheller stesso si è battuto».

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LA GIUNTA REGIONALE CONSIDERA 21 MINUTI UN TEMPO “COMPATIBILE” AFFINCHÉ L’AMBULANZA SOCCORRA UN CARDIOPATICO IN CODICE GIALLO

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Venezia, 20 febbraio 2024 – Ventun minuti di attesa dell’ambulanza, per soccorrere un paziente cardiopatico in codice giallo? Per la Giunta regionale del Veneto è tutto normale. Il fatto è accaduto lo scorso 3 settembre 2023 in via Verdi a Jesolo, dove un turista tedesco si era sentito male, accasciandosi a terra: i soccorsi furono invocati immediatamente, ma la risposta arrivò dopo cinque minuti, più i ventuno necessari al mezzo del 118 per arrivare in loco. Il motivo? La carenza di vetture in dotazione all’ospedale di Jesolo in quel momento, impegnate in altri servizi. Così l’ambulanza che, per fortuna e grazie alla professionalità del personale sanitario, ha potuto salvare la vita al turista aveva dovuto muovere da Ca’ Savio.

La questione aveva interessato la Giunta di palazzo Balbi attraverso l’interrogazione che Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle, aveva depositato due giorni dopo il fatto, e alla quale è stata data risposta solo martedì in aula, durante la seduta di Consiglio: «Premesso che un caso simile si era verificato già nel 2020, con esiti fatali -spiega la consigliera- il fatto che il paziente avesse subìto già due interventi di applicazione di bypass al cuore doveva essere considerato un’aggravante, non un’attenuante per attribuire il codice giallo. Come se ricevere un codice giallo dia diritto a una sanità meno veloce ed efficace».

Sia i primi sintomi, sia la diagnosi di dismissione dall’ospedale furono concordi nell’escludere tuttavia l’infarto del miocardio: «Nella sua risposta -ricorda Baldin- l’assessore Calzavara ha dichiarato che, sebbene i mezzi siano stati impegnati contestualmente in più missioni, i tempi di arrivo dell’ambulanza sono stati valutati pienamente compatibili con le necessità del paziente». Nel territorio di competenza dell’ULSS 4 sono sette le ambulanze adibite al soccorso avanzato fin dal 2019, a fronte di un fabbisogno di cinque, oltre all’incremento estivo.

«Ciononostante -argomenta l’esponente del M5S- oltre venti minuti non possono comunque essere considerati un intervallo breve, o in linea con la normalità. Occorre purtroppo tener conto delle condizioni viabilistiche delle aree interne: non si contano più situazioni consimili, di ambulanze rimaste imbottigliate nel traffico lungo strade obbligate come la Romea o quelle del Veneto orientale. Da Isolaverde a San Donà, da Adria a Jesolo, episodi come questi faticano a rientrare nel rango dell’asserita eccellenza veneta».

Che va garantita non solo tentando di rispettare le liste di attesa alle visite e prestazioni ambulatoriali, né solamente curando adeguatamente ogni patologia, ma anche assicurando sempre l’abbattimento dei minuti di interventi nei casi di urgenza: «Meno male che stavolta è andata bene -conclude Erika Baldin- altrimenti, dovesse accadere ancora, sarebbe veramente difficile non attribuire la responsabilità al sistema sanitario regionale. Specie in una delle maggiori località turistiche, che potrebbero subire contraccolpi di presenze ove le persone che arrivano (e naturalmente quelle che risiedono in maniera stabile) non avessero certezza di essere curate tempestivamente in caso di necessità. Anzi, riducendo le loro stesse aspettative di vita».

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INFORTUNI MORTALI NEI LUOGHI DI LAVORO, LA REGIONE SI COSTITUISCA PARTE CIVILE: HO PRESENTATO UN’INTERROGAZIONE ALLA GIUNTA

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Venezia, 14 febbraio 2023 – «Chiediamo alla Giunta regionale di costituirsi come parte civile in tutti i processi per omicidio colposo commessi con violazione delle norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro». Così le consigliere regionali Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle, e Cristina Guarda, capogruppo di Europa Verde, che nella giornata di oggi hanno presentato un’interrogazione regionale per chiedere alla Giunta Zaia di “dotarsi di una uniforme disciplina applicativa in ordine alla obbligatoria costituzione di parte civile” nei processi nati a seguito di infortuni mortali sul lavoro.

«Chiediamo inoltre alla Regione di collaborare con enti del terzo settore per promuovere la cultura del benessere sui luoghi di lavoro», aggiungono Baldin e Guarda. L’interrogazione, spiegano, è ispirata «all’impegno della famiglia di Mattia Battistetti, l’operaio che il 29 aprile 2021 morì a Montebelluna, a soli ventitré anni, schiacciato da un carico di 15 quintali di materiale edile staccatosi da una gru in movimento. Oggi, grazie alla forza dei familiari, esiste un’associazione che porta il nome di Mattia e che ha ricevuto parole di attenzione anche da parte del Capo dello Stato: invitiamo la Regione a sostenere con più forza tutte le realtà che operano per diffondere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro».

«Nel processo Battistetti, attualmente pendente presso il tribunale di Treviso, CGIL, CISL e ANMIL sono costituite come parti civili, ma nessuna istituzione locale, né tantomeno la Regione, ha presentato l’istanza», proseguono le consigliere regionali. «Crediamo che ciò non possa più avvenire e che la Regione, ente competente in materia di sicurezza sul lavoro, debba essere vicina alle famiglie delle vittime nel momento del processo», concludono Baldin e Guarda.

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TESTAMENTO BIOLOGICO, OCCORRE INFORMARE I CITTADINI DEI LORO DIRITTI. E CHIEDO A ZAIA DI DECIDERE SUL FINE VITA

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Venezia, 13 febbraio 2024 – «Il fatto che il Veneto sia la quarta regione per Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), con più di 18 mila testamenti biologici presentati ai comuni nonostante la totale assenza di campagne informative istituzionali, fa capire quanto sia sentita la questione del fine vita dai cittadini veneti. Chiedo a Zaia e Lanzarin di attivarsi, assieme ai sindaci, per informare i cittadini di questo loro diritto». Così Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, in una nota a commento dei dati presentati dall’associazione Luca Coscioni che ha “mappato” con un accesso agli atti generalizzato le Dat presentate negli 8 milia comuni italiani. «Dobbiamo dire grazie all’associazione Coscioni, trovo assurdo che sia la società civile a dover ricostruire una banca dati di interesse pubblico. La legge sulla Dat risale al 2018: dopo sei anni il governo dovrebbe svolgere un monitoraggio. Così almeno ci si accorgerebbe che manca del tutto l’informazione e così, nei fatti, viene negato un diritto», dichiara Baldin.

«La Regione sia protagonista almeno sulla Dat, dopo che l’Emilia Romagna ci ha soffiato il primato nella regolamentazione dell’aiuto medico alla morte volontaria», aggiunge la consigliera regionale. «Il voto del 16 gennaio ha aperto una frattura tra la politica veneta e la società: larga parte della maggioranza di Zaia e una consigliera del Pd hanno respinto la proposta di legge d’iniziativa popolare “Liberi Subito”, che gode però di un consenso largamente maggioritario tra i cittadini. Ricordo però che il Consiglio si era già espresso sul fine vita, approvando la mia mozione nel maggio dello scorso anno con l’impegno, rivolto alla Giunta, “a garantire che ogni persona sia libera di scegliere senza condizionamenti politici”. L’obiettivo della legge è stato mancato, ora però Zaia ha la possibilità di rispettare quell’impegno approvando con la sua Giunta una delibera come in Emilia Romagna e come richiesto anche da Marco Cappato e dal comitato promotore», conclude Baldin.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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QUALITÀ DELL’ARIA, DIECI COMUNI VENETI IN ZONA ROSSA: URGONO INTERVENTI SERI RIGUARDO LA SOSTITUZIONE DELLE CALDAIE E DEL PARCO MEZZI. LA REGIONE COORDINA?

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Venezia, 8 febbraio 2024 – Qualità dell’aria, è allarme in Veneto. Ben dieci Comuni hanno oltrepassato i limiti dell’allarme rosso per densità di polveri sottili e PM10, riducendo giocoforza la circolazione alle vetture più obsolete. In tale contesto, l’ANCI chiede al governo misure specifiche, suggerendo tra esse la sostituzione delle caldaie e la riforestazione urbana: «Secondo me -commenta Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale- questi possibili provvedimenti, pur sacrosanti, sono limitativi se non si aggiunge anche una revisione del parco di mezzi pubblici. Serve un piano straordinario da parte delle amministrazioni, se non vogliamo fare una brutta fine».

Nei giorni scorsi, la consigliera ha depositato in materia un’interrogazione a risposta scritta, che chiede alla Giunta guidata da Luca Zaia se intenda predisporre politiche strutturali di intervento programmato al fine di migliorare la qualità dell’aria, su indicazione e supporto di ARPAV. «Inoltre   -precisa Baldin- il mio proposito è far impegnare le strutture sanitarie e di prevenzione in un’indagine epidemiologica in tema di malattie che derivano dalle emissioni di agenti inquinanti. Infine chiedo all’esecutivo regionale se intende coordinare l’attività dei Comuni, delle Province e della Città Metropolitana di Venezia sia in campo interdittivo ed emergenziale, sia per l’educazione ambientale e di promozione delle buone pratiche».

Intanto oltre ventimila cittadine e cittadini veneziani, e oltre 73mila veneti, hanno sottoscritto online l’azione collettiva promossa da un network che offre assistenza legale e copertura assicurativa alle professioni sanitarie, la quale intende far rispettare dagli enti locali la direttiva comunitaria 50/2008 che impone agli Stati membri specifici standard in materia di qualità dell’aria. «Serve proprio un cambio di abitudini per salvare il pianeta e il proprio territorio -afferma l’esponente del M5S- poiché non sono più sufficienti misure provvisorie o estemporanee. Del resto lo rileva l’ARPAV stessa, quindi una struttura regionale, quando nei suoi bollettini ufficiali vengono squadernati i dati della qualità dell’aria, sempre più mediocre e scadente in tutte le province, con eccezione di Belluno».

Dal canto suo Legambiente ha pubblicato un dossier dettagliato, che mostra come da anni i centri urbani di Padova e Venezia si collocano sempre, purtroppo, ai massimi livelli di sforamento: «Chi sostiene che se bloccassimo tutte le auto non cambierebbe niente -polemizza in chiusura Erika Baldin- non sa cosa dice. Occorre investire nei mezzi pubblici, anziché tagliarli, e ridurre fortemente l’utilizzo dell’automobile privata in città, che peraltro è fonte di stress per gli stessi conducenti. Eppure ci sono Comuni, come San Donà di Piave, che non programmano più le domeniche ecologiche, sostenendo siano inutili: il messaggio che lanciano è sbagliato, anche perché è non solo più salutare, ma anche più bello vivere la propria città a piedi, in bicicletta o adoperando i mezzi pubblici».

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MANCATO TRASFERIMENTO DEI SERBATOI DI SAN MARCO PETROLI DALL’ABITATO DI MALCONTENTA, LA MAGGIORANZA DI BRUGNARO È FOSSILE E NON DIFENDE L’INTERESSE PUBBLICO

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Venezia, 2 febbraio 2024 – Ventiquattro serbatoi di combustibile e idrocarburi, a 150 metri di distanza dalle abitazioni residenziali. Il Consiglio comunale di Venezia, con i voti della sola maggioranza di centrodestra, ha ratificato la delibera di variante urbanistica che legittima l’attuale ubicazione degli impianti di San Marco Petroli a Malcontenta: «Ancora una volta -commenta Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale- sono stati traditi gli accordi di programma del 2008 e del 2020, i quali ne prevedevano lo spostamento verso la zona adiacente alla DECAL di Porto Marghera».

C’è chi lo definisce uno dei depositi più pericolosi dell’area industriale contermine alla laguna, e non solo: «Eppure non si vede traccia delle opere di compensazione -osserva la consigliera- né del promesso parco urbano. A chi obietta questioni finanziarie, è facile ricordare come i fondi del PNRR erano a disposizione, anziché vederseli rifiutare per il “bosco dello sport”». Non sono sufficienti, secondo Baldin, le rassicurazioni della maggioranza consiliare veneziana: «L’impresa non è vincolata dal Comune a investire nella sicurezza, c’è stata troppa disinvoltura. E, come spesso succede, gli interessi privati ed economici battono quello pubblico alla salute e all’ambiente».

Da tempo, la coordinatrice metropolitana del M5S solleva le questioni legate all’abitato di Malcontenta, così pericolosamente vicino agli stabilimenti chimici: «Ho chiesto più volte ad ARPAV di rilevare la qualità delle acque di scolo irriguo che solcano il Vallone Moranzani, e che ricevono liquami di colore rosso. Così come ho sollecitato spesso l’Agenzia regionale per l’ambiente a monitorare l’aria nei pressi della scuola primaria Fratelli Bandiera, dove le rilevazioni del benzene hanno oltrepassato i limiti consentiti dalla legge. Non mi fermo certo qui -conclude Erika Baldin- ma noto amaramente che mentre l’Unione Europea chiede la transizione verde, la maggioranza politica nel Consiglio veneziano è ancora… fossile».

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INTERROGO LA GIUNTA REGIONALE PER CONOSCERE SE INTENDE PREDISPORRE POLITICHE STRUTTURALI ATTE A MIGLIORARE LA QUALITÀ DELL’ARIA ED EVITARE MALATTIE

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Venezia, 24 gennaio 2024 – Oltre ventimila cittadine e cittadini veneziani, e oltre 73mila veneti, hanno sottoscritto online l’azione collettiva promossa da un network che offre assistenza legale e copertura assicurativa alle professioni sanitarie, la quale intende far rispettare dagli enti locali la direttiva comunitaria 50/2008 che impone agli Stati membri specifici standard in materia di qualità dell’aria. Secondo questa società, ogni residente nei Comuni inquinati ha diritto a chiedere un risarcimento di 36mila euro per ogni anno vissuto sotto l’esposizione agli elementi nocivi.

Ora la questione approva anche alla Regione Veneto: la capogruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle, Erika Baldin, ha infatti depositato un’interrogazione a risposta scritta, che chiede alla Giunta di palazzo Balbi se intenda predisporre politiche strutturali di intervento programmato, al fine di migliorare la qualità dell’aria su indicazione e supporto di ARPAV. Inoltre, il proposito della consigliera è far impegnare le strutture sanitarie e di prevenzione in un’indagine epidemiologica in tema di malattie che derivano dalle emissioni di agenti inquinanti.

«Infine -prosegue Baldin- chiedo alla giunta Zaia se intende coordinare l’attività interdittiva emergenziale dei Comuni, delle Province e della Città Metropolitana di Venezia per l’educazione ambientale e di promozione delle buone pratiche, con il proposito di far decrescere sensibilmente la portata delle emissioni atmosferiche». La coordinatrice del M5S fa riferimento anche alla pubblicazione periodica di Legambiente, ovvero Mal’Aria, che contiene un dossier dettagliato e che mostra come da anni i centri urbani di Padova e Venezia si collocano sempre, purtroppo, ai massimi livelli di sforamento dei limiti di Pm10 e polveri sottili.

«Siamo al punto -conclude Erika Baldin- che non sono più sufficienti le misure tampone, quali ad esempio le ordinanze restrittive del traffico veicolare per i mezzi più obsoleti, o le “domeniche ecologiche” dove ancora si praticano. È l’ARPAV stessa che lo dice, quindi una struttura regionale, quando nei suoi bollettini ufficiali vengono squadernati i dati della qualità dell’aria, sempre più mediocre e scadente in tutte le province, con eccezione di Belluno.

Il punto di non ritorno è vicino, ma purtroppo non mancano i segnali in direzione contraria. Mi riferisco alla permanenza, votata dalla Municipalità di centrodestra, dello stabilimento di San Marco Petroli a Malcontenta, a pochi metri dalle case e dalle scuole. Proprio là dove il benzene circola nell’aria e dove i comitati civici sono in prima linea nelle battaglie ambientaliste, che anch’io ho supportato attraverso numerosi atti istituzionali».

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FINE VITA, IN VENETO SCONFITTO IL DIRITTO ALLA LIBERA SCELTA

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Venezia, 16 gennaio 2024 – Sono trascorsi pochi minuti dalla mancata approvazione del disegno di legge di iniziativa popolare promosso dall’associazione Coscioni, in tema di fine vita, al Consiglio regionale del Veneto, ed Erika Baldin non nasconde la propria amarezza. «Soprattutto per le persone sofferenti che vengono penalizzate da questo esito -esordisce la capogruppo del MoVimento 5 Stelle- e che continueranno a vedersi negata la possibilità di un commiato liberatorio, tutelato, riconosciuto e non clandestino».

La consigliera parla di «un giorno triste per il Veneto, che avrebbe potuto essere la prima Regione a normare la materia, dopo la sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale, la quale metteva in guardia dal vuoto normativo e invitava le assemblee delle elette e degli eletti a legiferare in merito». Decisive sono state le astensioni: «C’è chi ha deciso di non decidere -accusa Baldin- assumendosi una grossa responsabilità nei confronti delle oltre novemila cittadine e cittadini veneti che hanno sottoscritto il disegno di legge. Io stessa avevo autentificato le loro firme ai banchetti».

Un iter che l’esponente del M5S ha seguìto fin dai suoi inizi: «Nel maggio 2023 avevo presentato una mozione, approvata a larga maggioranza, che impegnava la Regione a garantire un percorso oggettivo e rapido, e a promuovere il principio della libertà di scelta, astenendosi da interventi ideologici al fine di condizionare la volontà delle persone stesse. Nei mesi scorsi avevo chiesto più volte alla maggioranza di inserire la trattazione del progetto di legge nel calendario dei lavori d’aula. Oggi sarebbe stato possibile perfezionare tale iter, aggiungendo diritti e possibilità, senza togliere niente a nessuno. Invece i persistenti conservatorismi l’hanno avuta vinta, sia per la défaillance delle sedicenti voci liberali e moderate, che ormai sono acquattate sotto l’ombrello della destra più retrograda; sia per il voto della consigliera Anna Maria Bigon, la quale si è assunta la responsabilità di dividere il fronte progressista delle opposizioni».

L’impegno per i diritti però non viene meno: «La battaglia non finisce qui -conclude Erika Baldin- e il MoVimento 5 Stelle si impegnerà in Parlamento per ottenere finalmente una norma statale, evocata dalla sentenza della Corte Costituzionale. Intanto ringrazio immensamente l’associazione Luca Coscioni, le sue attiviste e attivisti veneti, per aver sollevato il tema ed essersi dati da fare nei territori, fino a un passo dalla vittoria. Grazie anche alle oltre novemila persone che si sono riconosciute in questo testo, e che avrebbero meritato una risposta differente, laica e contemporanea dalla politica regionale. Le prime faglie nel monolite culturale delle destre diventeranno crepacci, è solo questione di tempo ma il futuro arriverà anche qui».

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FINE VITA, NESSUN EMENDAMENTO ALLA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE. RISPETTATA LA VOLONTÀ DI OLTRE NOVEMILA CITTADINE E CITTADINI VENETI

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Venezia, 15 gennaio 2024 – «Alla fine ha prevalso il buonsenso: nessuno ha presentato emendamenti alla proposta di legge d’iniziativa popolare “Liberi Subito” per regolare tempi e procedure del suicidio medicalmente assistito, che domani approderà finalmente in Aula. Dal canto mio, ho detto fin dal principio che non ne avrei presentati e così ho fatto». Così Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle, che si dichiara soddisfatta: «Evidentemente, chi voleva presentare emendamenti, annunciandolo più volte, alla fine ha cambiato idea».

«Questa è una buona notizia per la prima legge d’iniziativa popolare discussa nel nostro Consiglio regionale: così, senza emendamenti, quello che voteremo sarà il testo originale proposto dai promotori e sottoscritto da oltre 9 mila cittadini veneti. Credo si tratti di un grande prova di rispetto nei confronti dei cittadini che si sono impegnati nei banchetti e hanno partecipato a tutto l’iter legislativo», sottolinea Baldin.

«Disinnescato il rischio di modifiche che avrebbero inevitabilmente snaturato il testo, ora manca solo l’ultimo passo: l’approvazione definitiva della legge regionale. Il voto già espresso dal Consiglio sulla mia mozione sul fine vita, approvata a larga maggioranza, suggerirebbe un ragionevole ottimismo in vista di domani. Non bisogna però dimenticare che ogni voto conta: spero quindi che la notte porti consiglio agli indecisi, che rischiano di essere determinanti», conclude la consigliera regionale.

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