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Infrastrutture e trasporti

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IL GOVERNO NON STA FINANZIANDO LA Z.L.S. DI MARGHERA, CHIOGGIA E POLESINE. LO AVEVAMO PREVISTO, FINORA È SOLO PROPAGANDA. MA SI RISCHIA DI PERDERE IL TRENO

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Venezia, 26 gennaio 2023 – La Zona Logistica Semplificata, istituita per attrarre investimenti nell’area compresa tra Porto Marghera e il Polesine, è tuttora una scatola vuota. Se n’è accorto anche l’assessore regionale Roberto Marcato, che mercoledì ha bollato come «miope e incapace» il governo centrale di centrodestra, colpevole di non aver ancora approvato il decreto attuativo in grado di finanziare il progetto: «È accaduto esattamente ciò che avevamo previsto -commenta Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle a palazzo Ferro Fini- quando, nella discussione della legge di stabilità regionale, assieme alla collega Cristina Guarda di Europa Verde avevamo presentato un emendamento che intendeva spostare al gennaio 2024 l’avvio della ZLS, dal momento che le risorse da parte del Governo non erano ancora state stanziate, e quindi tutto ciò che stava accadendo attorno a questa importante prospettiva era ed è solo propaganda».

Ma le imprese investitrici e le amministrazioni locali non possono più attendere oltre: «Si tratta -ricorda la consigliera- di un contesto da due miliardi e mezzo di euro, con circa 180mila nuovi posti di lavoro previsti, l’incremento del 40% per le esportazioni e dell’8.5% per il traffico portuale. Senza l’ultimo miglio, ovvero l’approvazione di un decreto statale che materialmente eroghi le risorse, tutto ciò resterà lettera morta». Dall’avvio operativo della ZLS verrebbero avvantaggiati soprattutto i porti di Venezia e Chioggia, grazie ad agevolazioni amministrative, semplificazioni burocratiche, condizioni creditizie favorevoli e l’istituzione di una zona franca.

«Per ora, però -prosegue Baldin- c’è solo la predisposizione di un sito informativo da parte della Regione del Veneto, con la mappatura delle aree coinvolte e l’ipotesi di uno sportello digitale anche in inglese, per complessivi 300mila euro a bilancio. Una comunicazione che rischia di essere del nulla». L’esponente del M5S attacca la “filiera” politica che da Venezia e Chioggia conduce alla Regione e quindi al governo nazionale: «Come il Veneto dimentica la sua area meridionale, così Roma -nonostante il profluvio di cariche al potere e di voti al centrodestra- “dimentica” di attribuire i fondi necessari a dare corpo e anima ai progetti inseriti nella ZLS. La lotta intestina tra i Fratelli di una sola parte d’Italia e la Lega, tra centralismo e autonomia differenziata, tutto fa tranne il bene delle cittadine e dei cittadini veneti».

Il trattamento diverso che l’esecutivo Meloni sta riservando alle ZES (Zone Economiche Speciali, già finanziate) e alla ZLS veneta si ripercuote anche nello sviluppo di Chioggia: «Se questo è il governo più sordo di sempre alle esigenze del territorio -conclude Erika Baldin- osservo che davanti alle esigenze di bandiera l’amministrazione comunale clodiense non protesta, non si attiva, non reagisce di fronte a ritardi esiziali. Nonostante la possibile perdita di investimenti preventivati da chi a ragione potrebbe scegliere ubicazioni differenti».

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FERROVIE NELL’AREA SUD DEL VENETO: FIDUCIA PER L’AFFIDAMENTO A TRENITALIA, MA VIGILERÒ SUL CONTRATTO DI SERVIZIO

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Venezia, 21 gennaio 2023 – La capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale, Erika Baldin, accoglie con fiducia l’assegnazione a Trenitalia delle linee ferroviarie Chioggia-Rovigo, Rovigo-Verona e Adria-Mestre, a seguito di gara europea bandita da Infrastrutture Venete. «Già lo scorso novembre -commenta la consigliere- auspicavo che queste linee (precedentemente affidate alla società Sistemi Territoriali) assumessero standard qualitativi di servizio almeno pari a quelli offerti da Trenitalia. Bene dunque che la Regione abbia capito che così non si poteva andare avanti, e che fare di peggio per indisporre l’utenza era impossibile». Anche negli scorsi giorni, infatti, non sono mancate cancellazioni dell’ultimo minuto e relative autosostituzioni, che hanno accresciuto i disagi dei passeggeri, costringendoli a un percorso stradale più lungo e tortuoso.

«Bisogna però sempre ricordare -prosegue Baldin- che le scelte alla base della politica ferroviaria lungo queste tratte competono alla Regione del Veneto. È stata la giunta Zaia, infatti, a decidere che nelle ore di “morbida” circolassero autobus e non treni, è la maggioranza di destra a non credere per prima nello sviluppo della mobilità via rotaia, specie quella di prossimità per lavoratori e studenti pendolari, asserendo che la linea Chioggia-Rovigo è poco frequentata. Semmai è vero il contrario: la scarsa frequentazione dipende dall’altrettanto scarsa attenzione che l’ente ha avuto fino ad ora per il settore, preferendo un modello logistico che incentiva il traffico privato, pure più inquinante».

L’esponente del M5S, nell’esercizio delle sue funzioni, presterà attenzione al nuovo contratto di servizio: «Vigilerò -conclude Erika Baldin- quanto al mantenimento dell’attuale livello occupazionale e al miglioramento delle condizioni di lavoro. Oltre che, ovviamente, al reale rispetto dei diritti di chi viaggia e merita orari certi, vetture aggiornate, un maggior numero di corse giornaliere e collegamenti più ramificati. Ad esempio, riprendendo in mano il progetto della bretella Chioggia-Piove di Sacco che attende dal 1880: l’area meridionale della Regione non è di serie B, anche qui le cittadine e i cittadini pagano le stesse tasse che altrove».

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NO AGLI EMENDAMENTI PER DISINFESTARE IL NAVIGLIO E GESTIRE I PONTI MOBILI: LA GIUNTA REGIONALE PENALIZZA COMUNI, AMBIENTE E TURISMO IN RIVIERA DEL BRENTA

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Venezia, 16 dicembre 2022 – Uno smacco per la Riviera del Brenta. Così Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale del Veneto, valuta la mancata approvazione di due suoi emendamenti nel ddl collegato alla legge di Stabilità 2023: i provvedimenti, qualora approvati, avrebbero garantito fondi destinati rispettivamente ad estirpare le piante infestanti (come la Ludwigia hexapetala, comunemente chiamata porracchia) dai corsi d’acqua, e a sostenere gli sforzi dei Comuni nelle spese di manutenzione e gestione dei ponti mobili che attraversano il Naviglio del Brenta.

«Solo un’inspiegabile miopia politica -osserva la consigliera- può aver portato la maggioranza a bocciare tali istanze, e a non considerare le ripercussioni che ciò avrà nei confronti dell’ambiente e del turismo. Eliminare in maniera definitiva le piante infestanti dal Brenta lo renderebbe pienamente navigabile in tutti i mesi dell’anno, evitando che la fauna ittica muoia per mancanza di ossigeno e consentendo ai burchielli di far godere alle visitatrici e ai visitatori la bellezza delle ville che si affacciano lungo il fiume. Lo hanno chiesto gli amministratori civici e la rete di imprese del settore, ma la destra in Regione ha fatto colpevolmente orecchie da mercante».

L’esponente del M5S è delusa anche dal no ricevuto per il supporto agli enti locali nella gestione e nella manutenzione dei dieci ponti mobili, che gravano sopra i bilanci di alcuni Comuni del Veneziano: «Un fardello insostenibile -conclude Erika Baldin- per le amministrazioni già limitate dai continui tagli. Mira, ad esempio, deve fornire il servizio di apertura dei ponti poiché il Naviglio è una infrastruttura navigabile della Regione, ma la Giunta che amministra quest’ultima si gira dall’altra parte quando si parla della Riviera. Continuerò tuttavia a occuparmene, facendomi interprete in Consiglio regionale dei bisogni e delle aspettative delle cittadine e dei cittadini rivieraschi».

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CONTROLLI E RAZZISMO SUL BUS A MARGHERA, NON È UN CASO ISOLATO. IL BIGLIETTO? TUTTI DEVONO AVERLO

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Baldin (M5S): «Controlli e razzismo sul bus a Marghera, non è un caso isolato. Il biglietto? Tutti devono averlo»

Venezia, 17 novembre 2022 – «L’episodio dell’atleta 21enne, controllata sul bus perché nera, non è purtroppo un caso isolato. Era già capitato a Padova in settembre e chissà quante altre volte, episodi che non conosceremo mai perché non tutti hanno la forza o il tempo di denunciare. Bene che Arriva Veneto abbia avviato un’indagine interna. Esprimo piena solidarietà alla giovane atleta».

La consigliera regionale Erika Baldin, del MoVimento 5 Stelle, interviene sull’episodio riportato dalle cronache locali: a Marghera un’atleta della nazionale giovanile di salto in alto, originaria di Verona e residente nel Veneziano, ha raccontato che l’autista di un bus della linea Arriva Veneto avrebbe chiesto solo a lei, in quanto nera, di esibire il titolo di viaggio. La madre della ventunenne ha scritto un post su Facebook raccontando l’accaduto e sottolineando che a lei non è stato controllato il biglietto.

«Il controllore è un professionista che non deve essere guidato da pregiudizi di alcun tipo nella sua attività, come previsto dalla Costituzione. Pagare il biglietto è un obbligo di legge oltre che un gesto di responsabilità civile e morale. Il MoVimento 5 Stelle difende con forza la legalità nel paese dei furbetti perché se il pensiero è che tanto pagherà qualcun altro non avremo mai dei servizi pubblici efficienti. Proprio per questo il biglietto va controllato a tutti, senza incorrere in episodi di razzismo», conclude Baldin.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

 

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SOVRAFFOLLAMENTO, NIENTE CORSE BIS, CARENZE A BORDO: LA REGIONE INTERVENGA PER LA LINEA 80 DEGLI AUTOBUS TRA CHIOGGIA E VENEZIA

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Trasporti. Baldin (M5S): «Sovraffollamento, niente corse bis, carenze a bordo: la Regione intervenga per la linea 80 degli autobus tra Chioggia e Venezia»

Dopo la ferrovia Chioggia-Rovigo, che si chiede venga sottoposta a standard qualitativi di servizio almeno pari a quelli di Trenitalia, anche i disservizi lungo la linea 80 degli autobus che collegano Chioggia e Sottomarina a Venezia sono sotto l’attenzione di Erika Baldin. La capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio Regionale del Veneto ha presentato un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta di palazzo Balbi, per conoscere quali azioni -per quanto di competenza- la Regione intenda porre in essere in relazione alle tante segnalazioni che quotidianamente arrivano dalle e dagli utenti. «Risulta – spiega Baldin – che non venga fatto fronte al sovraffollamento, attraverso corse bis. La capienza dei veicoli non è sufficiente a soddisfare le esigenze delle e dei passeggeri». La consigliera regionale fa riferimento soprattutto alle corse notturne da Sottomarina a Venezia (orari 4.30 – 6.30) e quelle che le lavoratrici e i lavoratori pendolari utilizzano per il ritorno in laguna sud, tra le ore 16 e le 18: «Molte persone sono costrette a rimanere in piedi anche un’ora, senza contare coloro che nelle fermate intermedie vengono lasciate a terra per il sovraffollamento, dovendo attendere almeno mezz’ora negli stalli a ridosso della strada 309 Romea». Tra i disagi, anche il fatto che alcuni autobus sono privi di tendine parasole e di braccioli dal lato corridoio. «Non solo: in nessuno dei mezzi – conclude l’esponente del M5S – è installato un sistema di segnalazione della fermata successiva, particolarmente utile per chi non viaggia spesso lungo la linea 80. Pagare biglietti e abbonamenti senza poter fruire di un servizio efficace è ingiusto e fastidioso, la Regione deve saperlo e provvedere, per quanto possibile, a eliminare anche queste diseguaglianze tra le differenti parti del suo territorio».

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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LINEE FERROVIARIE CHIOGGIA-ROVIGO, ADRIA-MESTRE, ROVIGO-VERONA: BASTA CON SISTEMI TERRITORIALI, GARANTIRE STANDARD PARI A QUELLI DI TRENITALIA

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Trasporti. Baldin (M5S): «Linee ferroviarie Chioggia-Rovigo, Adria-Mestre, Rovigo-Verona: basta con Sistemi Territoriali, garantire standard pari a quelli di Trenitalia».
Ma la maggioranza boccia l’ordine del giorno


Basta con Sistemi Territoriali, società partecipata dalla Regione del Veneto. Il trasporto dei passeggeri lungo la linea ferroviaria Chioggia-Rovigo deve tornare a essere affidato a un’altra compagnia, in grado di garantire standard qualitativi di servizio almeno pari a quello che Trenitalia svolge nella rete ferroviaria nazionale: a chiederlo è Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio Regionale, durante la sessione di approvazione del bilancio consolidato dell’ente.

Il suo ordine del giorno, firmato anche dalla consigliera Cristina Guarda di Europa Verde, non è passato per via dei 35 voti contrari espressi dalla maggioranza che sostiene Zaia: «Secondo la destra, tutto cambi affinché niente cambi. Ma io invece non demordo – commenta la consigliera chioggiotta – anzi, ripresenteremo un emendamento in tal senso al bilancio regionale, tra quindici giorni».

L’ipotesi di provvedimento prendeva le mosse dal fatto che il prossimo 31 dicembre Sistemi Territoriali avrà esaurito la propria attività, in concomitanza con la fine del contratto di servizio, per essere incorporata nella società Infrastrutture Venete: «È il momento – dichiara Baldin – di una svolta epocale per le tratte Chioggia-Rovigo, Adria-Mestre e Rovigo-Verona, quest’ultima considerata tra le dieci peggiori in tutta Italia.

Per quanto riguarda invece la prima, le utenti e gli utenti sono stanchi di dover sopportare gli effetti di scelte politiche miopi, menefreghiste e poco lungimiranti da parte della Giunta veneta». La capogruppo del M5S elenca molti dei disservizi testimoniati ogni giorno dalla cittadinanza: «Ogni giorno arrivano notizie di cancellazioni delle corse, ritardi, autosostituzioni su gomma che allungano il tragitto e lo rendono meno confortevole. Senza contare i periodi in cui la strada Romea è oggetto di lavori di manutenzione, circostanza che richiederebbe un trasporto ferroviario ben più efficace da e verso i luoghi periferici».

La battaglia della consigliera Baldin va a incidere sulle politiche che negli ultimi anni hanno marginalizzato il trasporto pubblico nel sud del Veneto: «Non si tratta nemmeno di evocare l’ipotesi di un collegamento tra Chioggia e Piove di Sacco – spiega la consigliera regionale – che collegherebbe la città lagunare anche a Padova e a Mestre via rotaia. È sufficiente invece considerare la deliberata volontà dell’assessora Elisa de Berti di ridurre il numero dei treni viaggianti nelle ore di “morbida”, per lasciare spazio agli autobus».

La motivazione data più volte dalla Regione è che il servizio sarebbe poco usato: «Ma è un gatto che si morde la coda!», sbotta Baldin. «Il servizio è poco usato proprio perché gli orari sono sempre più diradati, e non si è nemmeno sicuri che il treno -spesso datato, se non fatiscente- parta o arrivi a destinazione. È ora che le mobilitazioni di utenti, gruppi e comitati arrivino ai piani alti e si facciano sentire».

Di qui l’ordine del giorno: «Occorre in tutti i modi – conclude Erika Baldin – scongiurare che venga prolungato il contratto di servizio con Sistemi Territoriali, rischio insito nella DGR 987/2021, e che le passeggere e i passeggeri delle linee Chioggia-Rovigo, Adria-Mestre e Rovigo-Verona non siano più considerati cittadine e cittadini di serie B. Anche perché quello ferroviario è una forma di trasporto ecologico e sicuro, in specie ove confrontato con la percorrenza della strada Romea, che anche nelle scorse ore purtroppo ha mietuto una nuova vittima».

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VIA I CONTAINER DA MALCONTENTA, IL TRAFFICO PESANTE INQUINA. COMPLETARE LA CICLABILE PER COLLEGARSI A MARGHERA E ALLA REGIONE

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Ambiente. Baldin (M5S): «Via i container da Malcontenta, il traffico pesante inquina. Completare la ciclabile per collegarsi a Marghera e alla Regione»

In via Malcontenta non si può più vivere. Torna infatti l’incubo container, a condizionare il menage quotidiano dei residenti nella zona ai margini della laguna: dopo dieci mesi di respiro, dal trasloco di Autamarocchi in via della Chimica, l’area è tornata a popolarsi degli enormi recipienti mercantili di Sogeco, scaricati ogni giorno da dozzine di camion a comporre pile alte decine di metri. «La situazione è insostenibile – osserva Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al consiglio regionale – sia dal punto di vista della viabilità, che da quello della salute. La qualità dell’aria è sensibilmente peggiorata, proprio a ridosso di una zona fragile e protetta come la laguna». Nell’invitare l’ARPAV a operare gli opportuni rilievi, Baldin ricorda la battaglia della popolazione per liberarsi di questa ingombrante e scomoda presenza: «L’impresa precedente era rimasta in loco per ben diciotto anni, nonostante esposti, petizioni e il sostegno di chi allora amministrava la Municipalità. Assurdo che ora il privato proprietario del terreno lo abbia affittato ad analogo utente». L’esponente del M5S insiste soprattutto per il completamento della pista ciclabile, che da otto anni attende la congiunzione con via dell’Avena a Marghera: «Le nazioni evolute vanno verso la piena ciclabilità – conclude Erika Baldin – sia a fini di mobilità quotidiana che turistica. E in tale contesto la rete veneta è interrotta qua e là da cantieri sospesi. Chiedo quindi alla Regione se non sia il caso di intervenire per portare a termine il tratto in questione, una via di fuga allo strapotere dei camion, e tutti quelli che necessitano di essere collegati. Ci guadagnano sia la salute che la sicurezza, diritti costituzionali al pari della tranquillità per i residenti e al paesaggio che va preservato da questi ecomostri».

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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BAGNI NEI VAPORETTI A VENEZIA, QUANDO TORNERANNO IN FUNZIONE?

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Trasporti. Baldin, Visman, Stecco (M5S) ad Actv/Avm: «Bagni nei vaporetti, chiediamo tempi certi per la riapertura»

Venezia, 28 luglio 2022 – Il Movimento 5 Stelle chiede ad ACTV/AVM tempi certi per la riapertura dei bagni nei vaporetti e nelle motonavi. A scatenare la presa di posizione è quanto accaduto mercoledì, lungo la linea di navigazione che da Punta Sabbioni conduce a Venezia: una bambina si è sentita male durante il tragitto, e non ha potuto far altro che vomitare direttamente in acqua, sporgendosi dallo scafo.

«La questione è fonte di disagio in particolare per le persone anziane – ammonisce Erika Baldin, consigliera regionale – e per coloro che soffrono situazioni di emergenza. Ad esempio lungo la linea 13, che serve le isole della laguna nord, dove il battello impiega circa un’ora per raggiungere terra». A questo si aggiunge per i residenti, sempre nelle isole prese d’assalto durante i mesi più caldi, l’insorgere di lunghe code sotto il sole per salire nei mezzi sempre più radi.

Da oltre un anno (era il 12 aprile 2021) i bagni nei vaporetti e nelle motonavi di linea sono stati chiusi, e mai più riaperti, poiché i natanti sono stati costruiti senza rispettare le disposizioni che regolano lo scarico dei liquami in laguna, alcune delle quali in vigore fin dagli anni Settanta.

Lo scorso 2 luglio l’amministratore delegato Giovanni Seno aveva dichiarato che i bagni sarebbero tornati nei soli vaporetti foranei: «Anche durante la seduta della commissione consiliare, la scorsa settimana – osserva la capogruppo veneziana Sara Visman – Seno si era speso molto a spiegare i termini dell’ammodernamento della flotta, senza tuttavia dare scadenze certe. Intanto cittadini e ospiti devono viaggiare su mezzi pubblici sprovvisti di servizi nelle tratte a lunga percorrenza».

L’investimento per ammodernare la flotta, infatti, ricade nell’ambito del PNRR: il piano degli interventi approvato ammonta a 240 milioni per l’intera mobilità di laguna e terraferma, che prevede anche l’acquisto di 3 ferry, 29 vaporetti, 8 motoscafi e 17 battelli foranei entro il 2026.

«Ancora quattro anni così?», sbotta Baldin. Che rincara la dose, stigmatizzando le parole dello stesso Seno: «Non si può affermare che “se prima si pensava a garantire il servizio pubblico sempre e comunque ad ogni costo, ora non sarà più così”. Perché ne va della qualità della vita delle cittadine e dei cittadini, soprattutto delle fasce più deboli e di coloro che, abitando nelle isole, sono costretti ad utilizzare i mezzi pubblici. Non tutto può essere carne da bilancio». 

Lo sanno bene i dipendenti dell’azienda, soggetti a lunghi turni continui e con tempi sempre più ristretti: «Siamo vicini al loro impegno – prosegue la consigliera regionale – dal momento che vivono la stessa frustrazione degli utenti, senza nemmeno riuscire a prendere ferie per tempo. Ma AVM e Comune di Venezia pensano solo ad aumentare il prezzo del biglietto per chi non può possedere la carta Venezia Unica, portandolo a quote insostenibili».

Già nel 2021 i vertici di ACTV avevano spiegato che l’operatività dei bagni sarebbe andata a regime durante la manutenzione ordinaria annuale, ma questa procedura ormai viene sistematicamente prorogata per carenza di mezzi e risorse, finanziarie e umane. Alcuni calcoli dicono che per rendere idonei i bagni di tutta la flotta occorrono circa tre anni di ristrutturazione completa in cantiere, ma i bagni chimici nei pressi degli imbarcaderi devono essere autorizzati dalla Soprintendenza che difficilmente potrà concederli in luoghi di pregio come San Marco e Rialto.

La questione coinvolge comunque tutta la laguna: «Dov’è finita la collaborazione tra gli enti e la “filiera” decantata dagli esponenti del centrodestra?», si chiede il capogruppo del M5S al Comune di Chioggia, Daniele Stecco. «L’assenza di bagni nei vaporetti non è un bel biglietto da visita per i turisti che arrivano in città, e necessitano di un adeguato servizio di trasporto su acqua».

Intanto i bagni restano chiusi a chiave e barrati da laconici cartelli: sono proprio i marinai a dare spiegazioni agli utenti occasionali, che non si capacitano di tale disservizio. E fino al 2026 è lunga.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), capogruppo in Consiglio regionale
Sara Visman (MoVimento 5 Stelle), capogruppo in Consiglio comunale a Venezia
Daniele Stecco (MoVimento 5 Stelle), capogruppo in Consiglio comunale a Chioggia

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Comunicati stampaInfrastrutture e trasportiTerritorio

BICI SUL BUS, OTTIMA INIZIATIVA SUL DELTA DEL PO DA REPLICARE SULLA PADOVA-CHIOGGIA

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Trasporti. Baldin (M5S): «Bici sul bus, non solo il Delta: ora anche Padova-Chioggia»
 
Venezia, 26 luglio 2022 – La consigliera regionale Erika Baldin plaude all’avviamento del servizio sperimentale estivo che da Rovigo consente di viaggiare verso Rosolina Mare e il Delta del Po, utilizzando gli autobus extraurbani di Busitalia e le biciclette private. «Un’ottima iniziativa – commenta l’esponente del M5S – che ha visto sedere attorno a un tavolo i dirigenti di Busitalia e le associazioni dei ciclisti, come FIAB». La novità consiste nel poter caricare a bordo delle corriere il proprio mezzo a due ruote, con il sovrapprezzo di 3 euro e la prenotazione del posto tramite applicazione.

Baldin va oltre e auspica che analogo progetto coinvolga ad esempio Padova, hub veneto di Busitalia, e le spiagge del litorale sud veneziano: «Anziché le colonne di auto che intasano la Romea, sarebbe bello ospitare a Chioggia, a Sottomarina, a Pellestrina chi sceglie di utilizzare un mezzo pubblico e di avere con sé la familiarità della propria bicicletta. Sarebbe un segnale forte, a misura di persona, a tutte quelle amministrazioni che non prescindono dall’uso intensivo dell’automobile (fonte di inquinamento e caos), tanto da non dare ancora avvio – è il caso di Chioggia – alla zona a traffico limitato prevista da tempo e approvata dalla precedente giunta a 5 Stelle». La consigliera regionale si sta appunto interessando per stabilire i contatti tra l’azienda del trasporto pubblico extraurbano e le associazioni di promozione della bicicletta.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale
 

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PONTE SUL BRENTA A CHIOGGIA, LA REGIONE SI DISINTERESSA AL PERCORSO CICLOPEDONALE (CHE INVECE VA REALIZZATO CON URGENZA)

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Infrastrutture. Baldin (M5S): «Ponte sul Brenta a Chioggia, la Regione si disinteressa al percorso ciclopedonale»

Venezia, 6 dicembre 2021 – «La Giunta regionale ha finalmente risposto alla mia interrogazione a risposta immediata dello scorso 9 luglio, con la quale sostenevo l’urgenza di realizzare la pista ciclopedonale lungo il ponte sul Brenta a Chioggia, oggetto negli ultimi mesi di un lungo restauro. La Regione però è di un altro avviso: per il percorso dedicato a bici e pedoni bisognerà aspettare il nuovo attraversamento sulla barriera contro il cuneo salino, che sarà realizzato da Anas».

Così la consigliera regionale Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), che dichiara: «la risposta della Giunta non tiene conto dei tempi di realizzazione del nuovo ponte, in attesa del quale i cittadini continueranno a utilizzare il ponte esistente che resta privo di sistemi di sicurezza adeguati per pedoni e ciclisti. Non si tratta, quindi, di una soluzione accettabile nel breve periodo: così la Giunta di fatto si disinteressa al problema».

«Resto convinta della necessità di un percorso ciclopedonale sul ponte esistente, se poi ne verrà realizzato un altro ben venga: con due alternative a disposizione, i pedoni e i ciclisti saranno in sicurezza anche nel caso di lavori o chiusura temporanea di uno dei due ponti», conclude Baldin.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

Foto da Bikeitalia.it

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