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Infrastrutture e trasporti

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QUALITÀ DELL’ARIA, DIECI COMUNI VENETI IN ZONA ROSSA: URGONO INTERVENTI SERI RIGUARDO LA SOSTITUZIONE DELLE CALDAIE E DEL PARCO MEZZI. LA REGIONE COORDINA?

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Venezia, 8 febbraio 2024 – Qualità dell’aria, è allarme in Veneto. Ben dieci Comuni hanno oltrepassato i limiti dell’allarme rosso per densità di polveri sottili e PM10, riducendo giocoforza la circolazione alle vetture più obsolete. In tale contesto, l’ANCI chiede al governo misure specifiche, suggerendo tra esse la sostituzione delle caldaie e la riforestazione urbana: «Secondo me -commenta Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale- questi possibili provvedimenti, pur sacrosanti, sono limitativi se non si aggiunge anche una revisione del parco di mezzi pubblici. Serve un piano straordinario da parte delle amministrazioni, se non vogliamo fare una brutta fine».

Nei giorni scorsi, la consigliera ha depositato in materia un’interrogazione a risposta scritta, che chiede alla Giunta guidata da Luca Zaia se intenda predisporre politiche strutturali di intervento programmato al fine di migliorare la qualità dell’aria, su indicazione e supporto di ARPAV. «Inoltre   -precisa Baldin- il mio proposito è far impegnare le strutture sanitarie e di prevenzione in un’indagine epidemiologica in tema di malattie che derivano dalle emissioni di agenti inquinanti. Infine chiedo all’esecutivo regionale se intende coordinare l’attività dei Comuni, delle Province e della Città Metropolitana di Venezia sia in campo interdittivo ed emergenziale, sia per l’educazione ambientale e di promozione delle buone pratiche».

Intanto oltre ventimila cittadine e cittadini veneziani, e oltre 73mila veneti, hanno sottoscritto online l’azione collettiva promossa da un network che offre assistenza legale e copertura assicurativa alle professioni sanitarie, la quale intende far rispettare dagli enti locali la direttiva comunitaria 50/2008 che impone agli Stati membri specifici standard in materia di qualità dell’aria. «Serve proprio un cambio di abitudini per salvare il pianeta e il proprio territorio -afferma l’esponente del M5S- poiché non sono più sufficienti misure provvisorie o estemporanee. Del resto lo rileva l’ARPAV stessa, quindi una struttura regionale, quando nei suoi bollettini ufficiali vengono squadernati i dati della qualità dell’aria, sempre più mediocre e scadente in tutte le province, con eccezione di Belluno».

Dal canto suo Legambiente ha pubblicato un dossier dettagliato, che mostra come da anni i centri urbani di Padova e Venezia si collocano sempre, purtroppo, ai massimi livelli di sforamento: «Chi sostiene che se bloccassimo tutte le auto non cambierebbe niente -polemizza in chiusura Erika Baldin- non sa cosa dice. Occorre investire nei mezzi pubblici, anziché tagliarli, e ridurre fortemente l’utilizzo dell’automobile privata in città, che peraltro è fonte di stress per gli stessi conducenti. Eppure ci sono Comuni, come San Donà di Piave, che non programmano più le domeniche ecologiche, sostenendo siano inutili: il messaggio che lanciano è sbagliato, anche perché è non solo più salutare, ma anche più bello vivere la propria città a piedi, in bicicletta o adoperando i mezzi pubblici».

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TAGLI ALLE LINEE AUTOBUS DI ACTV A CHIOGGIA, L’AZIENDA RISPETTI IL CONTRATTO DI SERVIZIO E COMUNICHI TEMPI CERTI PER IL RIPRISTINO DELLA SITUAZIONE PRECEDENTE

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Chioggia, 30 gennaio 2024 – «Sono sconcertata dai tagli unilaterali del trasporto pubblico di ACTV a Chioggia. Tra un’azienda che non rispetta il contratto di servizio e un’amministrazione comunale silente, ne fanno le spese la cittadinanza e il personale». È categorica Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale, dopo la notizia che dal 1° febbraio l’impresa veneziana sopprimerà due linee di autobus e ridurrà drasticamente la frequenza delle altre, per asserita carenza di conducenti.

«Penso alle persone anziane -commenta la consigliera- che con una corriera l’ora si vedranno ridotta la propria mobilità e socialità, abbandonandosi al rischio di depressione. Penso a coloro che abitano le frazioni, che avranno minori possibilità di collegarsi al centro. Penso alle città turistiche degne di tale nome, che hanno un servizio di trasporto efficace anche nelle ore serali, anziché interromperlo prima delle 21».

Baldin non risparmia alcuna delle parti in causa: «ACTV parla solo di sostenibilità economica e di equilibrio, mai dei diritti delle persone e di chi lavora nei mezzi, spesso sotto lo scacco della piccola criminalità e con turni insostenibili, oltre alle controversie contrattuali e salariali. Eppure il contratto sottoscritto con la Città Metropolitana di Venezia è chiaro, quanto all’obiettivo del servizio. Dal canto suo il Comune di Chioggia, là dove l’evasione del biglietto è più marcata (oltre il doppio rispetto alla media aziendale), da tempo parla cripticamente di “riorganizzazione” e ventila il progetto di bus a chiamata, senza fare passi in avanti».

Contestualmente, la coordinatrice metropolitana annuncia la presentazione di un atto ispettivo: «Interrogherò urgentemente la Giunta regionale, che ha competenza generale quanto al funzionamento del trasporto pubblico locale in tutto il territorio veneto, affinché prenda posizione e magari contribuisca a risolvere l’impasse, con attenzione all’utenza e al personale viaggiante. Soprattutto -conclude Erika Baldin- trovo necessaria una moral suasion di palazzo Balbi affinché ACTV determini tempi certi per il ripristino dello status quo, ovvero delle corse che verranno a saltare durante questa latente interruzione di pubblico servizio. Perché sappiamo bene come in Italia, e il Veneto non è certo esente, ciò che nasce provvisorio diventa purtroppo definitivo».

Aggiunge Daniele Stecco, capogruppo del M5S al Consiglio comunale di Chioggia: «Dal marzo 2023 avviso il Comune riguardo il bisogno di spiegare come intende coprire le spese per il trasporto di ACTV, in proroga dal 1° aprile di un anno fa. Ad ogni variazione di bilancio, e in occasione del bilancio per il 2024, ho sempre chiesto se il Comune intendeva stanziare fondi per evitare i tagli del servizio, ma non ho mai ricevuto risposte.

Ora, il colmo: l’amministrazione locale ha avviato con grave ritardo la zona a traffico limitato nel centro storico, prevista dalla Giunta in cui ero assessore, e lo fa proprio in concomitanza con la rarefazione delle corriere e l’assenza di navette, che sono il primo mezzo necessario per poter godere dei benefici della zona pedonale. Senza contare i disagi per chi abita nelle frazioni, sempre fanalino di coda per Armelao e i suoi assessori in sospeso, che da due anni sono assenti ai tavoli dove si decidono le conseguenze per la popolazione di Chioggia».

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LA REGIONE FA PROPRIO UN MIO EMENDAMENTO: I VERIFICATORI NEI MEZZI DI TRASPORTO PUBBLICI DEVONO ESSERE INQUADRATI NEL CONTRATTO DEGLI AUTOFERROTRANVIERI

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Venezia, 23 gennaio 2024 – Novità per gli agenti accertatori nel trasporto pubblico locale veneto. Nell’aula del Consiglio regionale è stata infatti approvata la modifica della legge 25/1998 che lo regola: tra le nuove disposizioni, la Giunta ha accolto un emendamento avanzato dalla capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Erika Baldin, che riserva l’accertamento delle violazioni -oltre al personale dipendente di ogni azienda concessionaria del servizio e alle guardie giurate- anche ai dipendenti delle holding (proprietarie delle aziende stesse), purché inquadrati nel contratto nazionale autoferrotranvieri-internavigatori.

«Questo mio emendamento, fatto proprio dalla Giunta -commenta la consigliera- intendeva favorire, a monte, la conoscenza di base del trasporto pubblico locale e della gestione del medesimo, garantita dalla tipologia contrattuale cui riferisce la persona addetta. Questo perché le società che detengono partecipazioni in aziende affidatarie del servizio di trasporto possono avere dipendenti totalmente digiuni della specifica materia, o della formazione di una guardia particolare giurata».

Rispetto al dettato legislativo primigenio, non pareva sufficiente la sussistenza dei requisiti di onorabilità e il superamento di un corso in materia di procedimento sanzionatorio, al fine di rendere questi peculiari dipendenti idonei all’applicazione di sanzioni amministrative: «Sono soddisfatta -conclude Baldin- anche perché l’impianto della riforma ha previsto l’aumento del controllo verso l’evasione del biglietto, una piaga che si ritorce contro i passeggeri onesti, il cui pagamento del titolo di viaggio tiene in piedi il servizio stesso, nonostante le diffuse morosità».

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SICUREZZA STRADALE, DOPO GLI INCIDENTI DI MESTRE LA REGIONE RIPRISTINI LA CONSULTA MAI CONVOCATA NÉ RESA OPERATIVA FINORA

Rampa Cavalcavia di Mestre, nell’incidente della notte fra il 13 e il 14 gennaio 2024

Venezia, 16 gennaio 2024 – Ripristinare la Consulta regionale per la sicurezza stradale, mai convocata né resa operativa. Lo chiede la capogruppo del MoVimento 5 Stelle nel Consiglio veneto, Erika Baldin, in risposta alla Giunta di palazzo Balbi, che vanta erogazioni per oltre 105 milioni di euro in materia dal 2016 ad oggi. L’occasione è stata data da un’interpellanza della stessa consigliera, all’indomani della tragedia del cavalcavia di Mestre lo scorso 3 ottobre, che chiedeva all’esecutivo regionale di attivare tutti gli interventi necessari (a prescindere dalla competenza relativa al singolo tratto) per assicurare l’urgente e pieno raggiungimento dell’obiettivo sicurezza, in specie nei luoghi ricadenti in area regionale e gravati da condizioni di analoga vetustà. L’ente, già dal 2020, aveva stanziato 35 milioni aggiuntivi per la manutenzione di ponti e viadotti di propria spettanza, a favore di Veneto Strade.

Baldin sostiene che «non siamo nelle condizioni di dire se i fondi stanziati dalla Giunta siano pochi o tanti, sta di fatto che rimangono coni d’ombra e zone da sistemare assolutamente, appunto con urgenza». Il riferimento ultimo è alla mancata tragedia di domenica notte, quando alle ore 4.30 un’auto ha sfondato il guard rail soprastante la stazione ferroviaria di Mestre: «Solo per miracolo non c’è scappato il morto ancora una volta -osserva la coordinatrice metropolitana del M5S- e così ogni giorno, dalla strada Romea che ha il record dei lutti alle arterie regionali e provinciali». Secondo Erika Baldin, implementare ulteriori risorse e monitorare la sicurezza in tempo reale sono condizioni necessarie ma non sufficienti: «Ben vengano i bandi diramati dalla Regione per le strade di altri enti pubblici e i sostegni ai Comuni, ma urge la convocazione della Consulta per la sicurezza stradale, creata per legge ma mai convocata né tantomeno resa operativa».

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NUOVI IMPIANTI A BIOMETANO, LA REGIONE DA QUALE PARTE STA? A VESCOVANA, CANARO, CAVARZERE LA CITTADINANZA E TUTTE LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI SI OPPONGONO

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Venezia, 10 gennaio 2024 – Nuovi impianti di biometano in Veneto, la Regione da quale parte sta? Se lo chiede Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio, che ha avanzato un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta presieduta da Luca Zaia allo scopo di conoscere, appunto, come intenda muoversi in merito alla questione sempre più stringente.

L’iniziativa della consigliera è in scia alla manifestazione con 350 partecipanti, che lo scorso 30 dicembre il comitato ambientalista Lasciateci Respirare aveva organizzato a Vescovana nel Padovano, dove è in itinere l’avviamento di una nuova centrale di produzione energetica, la quale sfrutterebbe la lavorazione di scarti biologici.

«Dappertutto dove sia in programma questo genere di strutture -esordisce Baldin- la popolazione si mostra contraria, e così pure le amministrazioni comunali. È successo a Ca’ Venier di Cavarzere, dove ero già intervenuta attraverso la sottoscrizione di una precedente interrogazione. Sta succedendo a Canaro nel Polesine, e ora pure nella Bassa Padovana».

Baldin ammonisce: «La realizzazione di questo impianto recherebbe grave pregiudizio alle attività agricole circostanti e alla qualità dell’aria. Senza dimenticare che a meno di 20 km di distanza, a Sant’Apollinare nel Rodigino, è già collocata un’altra centrale di produzione di biogas».

La manifestazione di fine anno ha visto la partecipazione di centinaia di cittadine e cittadini, e ora la palla passa alla Regione: «Essa ha infatti la responsabilità del rilascio dell’autorizzazione unica -puntualizza l’esponente del M5S- e le spetta l’onere della valutazione d’impatto. È chiaro che non si tratterebbe di energia pulita, là dove sacrificherebbe centinaia di ettari coltivati, oltre a sconvolgere anche l’equilibrio della viabilità».

Intanto slitta di un mese il termine per la presentazione dei rilievi da parte del Comune di Vescovana, sostenuto dal comitato ambientalista: «Gli enti locali, ovvero i legittimi rappresentanti eletti dalla cittadinanza, hanno già detto di no in modo unanime, come avvenuto a Canaro. Faccio mie -conclude Erika Baldin- le parole degli agricoltori della zona: “Quest’opera non aiuta, non arricchisce, svaluta i terreni e li può rendere inadatti a sviluppi futuri. Quest’opera non ci appartiene”, e la Regione ne deve tenere conto».

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PASSAGGIO DI PROPRIETÀ DI ARRIVA VENETO, NESSUNA PREOCCUPAZIONE MA VIGILARE SU TARIFFE E CONDIZIONI DI LAVORO

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Venezia, 8 gennaio 2024 – Nessuna preoccupazione per il passaggio di proprietà di Arriva Veneto dal gruppo tedesco Deutsche Bahn al fondo americano I Squared Capital. Ne è certa la Giunta regionale del Veneto, che ha risposto in tal misura all’interrogazione avanzata lo scorso 14 novembre da Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio: lo stesso amministratore delegato di Arriva, Angelo Costa -si legge in una nota dell’ente- ha pubblicamente garantito che non ci saranno ripercussioni né riguardo la qualità del servizio, né nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori.

«Sono sollevata dal concomitante ottimismo della Regione e dei sindacati -commenta la consigliera- che stanno affrontando questo percorso assieme all’azienda, la quale ha concretamente manifestato l’intenzione di crescere, assumendo nuove e nuovi dipendenti per far fronte ai bisogni dell’utenza. Il mio è stato un atto dovuto, per prevenire eventuali e spiacevoli incongruenze, dismissioni, incomprensioni». Nei mesi scorsi, infatti, più di qualche corsa giornaliera della linea 80 tra Sottomarina e Venezia era saltata per la mancanza di personale viaggiante.

Continua Baldin: «Alle rassicurazioni, tuttavia, devono far seguito i fatti. Ovvero una stretta vigilanza al rispetto integrale, in ogni sua parte, del contratto di servizio con la Città Metropolitana, sia con riferimento alle tariffe di biglietti e abbonamenti da non aumentare, sia per quanto concerne la qualità del lavoro, compresi i diritti di conducenti e passeggeri». L’invito a non abbassare la guardia è rivolto anche alla Regione, cui spetta -ricorda l’esponente del M5S- la responsabilità del trasporto pubblico locale, soprattutto in termini di erogazione dei fondi. «Bene che la Direzione Lavoro, per quanto di propria competenza, rimanga a disposizione delle organizzazioni sindacali, ove si rendesse necessario un suo intervento», conclude Erika Baldin.

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PER IL SECONDO ANNO, IL CONSIGLIO REGIONALE BOCCIA L’EROGAZIONE DI FONDI DESTINATI ALLA MANUTENZIONE DEI PONTI MOBILI SUL NAVIGLIO DEL BRENTA: I COMUNI LASCIATI DA SOLI

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Venezia, 19 dicembre 2023 – La manutenzione e la gestione dei ponti mobili sopra il Naviglio del Brenta dovrà continuare ad essere affare proprio del Comune di Mira. Lo ha deciso a maggioranza il Consiglio regionale, che per il secondo anno consecutivo ha respinto un emendamento al bilancio avanzato dalla capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Erika Baldin: la consigliera aveva chiesto l’erogazione di contributi atti al sostegno dei progetti volti al recupero, alla valorizzazione e alla maggior efficienza del ponti mobili che attraversano fiumi e canali nel Veneto, con priorità per gli interventi che comportano l’abbattimento delle spese per il loro funzionamento e manutenzione.

«Si trattava -argomenta Baldin- di sostenere economicamente gli sforzi del Comune, finora il solo ente onerato nella complessa gestione dei ponti, che gravano unicamente sopra le casse della città rivierasca. Un fardello insostenibile, circa 500mila euro annui sottratti alle altre incombenze e necessità collettive, mentre il governo Meloni si diverte a tagliare i finanziamenti ai Comuni». Eppure, l’infrastruttura navigabile è di pertinenza della Regione: «Ma la maggioranza di centrodestra che ne regge le sorti -polemizza l’esponente del M5S- si gira dall’altra parte quando si parla della Riviera del Brenta. A differenza loro, io faccio e farò il contrario, continuando ad occuparmene e facendomi interprete dei suoi bisogni in Consiglio».

L’area di intervento che avrebbe potuto alleviare le fatiche degli amministratori miresi era stata individuata nella missione 10, avente a oggetto i trasporti e il diritto alla mobilità; nello specifico, il programma 1003 dedicato alle vie d’acqua: «La somma che avevo ipotizzato -conclude Erika Baldin- era pari alle esigenze manifestate, ovvero 500mila euro per ciascun esercizio fino al 2026. Le cittadine e i cittadini anche nel 2024 sanno chi devono ringraziare, se il servizio di apertura dei ponti graverà interamente sopra le loro uniche spalle».

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA UNANIME IL MIO ORDINE DEL GIORNO PER ACCELERARE L’AVVIO DELLA ZONA LOGISTICA SEMPLIFICATA

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Venezia, 14 dicembre 2023 – Quanto tempo bisognerà aspettare ancora, affinché il Polesine, la zona industriale di Marghera e il Porto di Chioggia possano godere dei benefìci della Zona Logistica Semplificata? Dopo mille dilazioni romane, negli scorsi giorni l’assessore regionale Roberto Marcato aveva “strigliato” al proposito i parlamentari veneti: ora è lo stesso Consiglio di palazzo Ferro Fini ad esprimersi, all’unanimità, per invitare la Giunta di Luca Zaia ad attivarsi con celerità in tutte le sedi istituzionali centrali.

Il provvedimento è contenuto in un ordine del giorno promosso dalla capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Erika Baldin, soddisfatta dall’esito del voto in aula: «Da mesi sentiamo dire che l’erogazione dei fondi è sempre “all’ultimo miglio”, solo che qui di risorse non se ne vedono. Peccato, perché l’istituzione della ZLS Porto di Venezia – Rodigino risale ormai al 5 ottobre 2022: solo che non è mai stata seriamente finanziata dal governo Meloni, il quale ha addotto sempre nuove motivazioni pur di ritardarne l’effettivo avvio».

Lo strumento aiuterebbe infatti le imprese a insediarsi in contesti fragili oppure un tempo depressi, con riguardo alla sostenibilità ambientale e alla mobilità logistica: «Ma finché permane lo stallo -continua la consigliera Baldin- resta una scatola vuota. Questo governo non dà risposte nemmeno ad una Regione amministrata dalla stessa maggioranza di centrodestra, e fa solo propaganda. Già un anno fa, assieme alla collega Cristina Guarda, avevamo addirittura presentato un emendamento alla legge di stabilità per spostare al gennaio 2024 l’avvio della ZLS, in quanto di impossibile avvio: eravamo state ottimiste, visti i mesi che ancora dovranno trascorrere prima che succeda».

Ma anche le amministrazioni locali non possono più attendere oltre: «Si tratta -ricorda l’esponente del M5S- di un contesto da due miliardi e mezzo di euro, con circa 178mila nuovi posti di lavoro previsti, l’incremento del 40% per le esportazioni e dell’8.4% per il traffico portuale di Venezia e Chioggia. La misura servirà ad semplificare la burocrazia e creare condizioni creditizie favorevoli, con l’istituzione di una zona franca. Per ora, tuttavia, c’è solo la predisposizione di un sito informativo, con la mappatura delle aree coinvolte e l’ipotesi di uno sportello digitale anche in inglese. In pratica, la comunicazione del nulla».

Dov’è la famosa “filiera”, quando serve? «La lotta intestina tra Fratelli d’Italia e Lega, tra centralismo e autonomia differenziata -conclude Erika Baldin- tutto fa tranne il bene delle cittadine e dei cittadini veneti. Come la Regione del Veneto spesso e volentieri dimentica la sua area meridionale, così Roma (nonostante il profluvio di cariche al potere e di voti al centrodestra) evita di attribuire gli stanziamenti necessari a dare corpo e anima ai progetti inseriti nella ZLS. Se questo è il governo più sordo di sempre alle esigenze del territorio, osservo che per esigenze di bandiera nemmeno l’amministrazione comunale clodiense protesta, né si attiva o reagisce di fronte a ritardi esiziali. Nonostante la possibile perdita di investimenti preventivati da chi a ragione potrebbe scegliere ubicazioni differenti».

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TRASPORTI. DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA VENETO, OK AL BIGLIETTO UNICO REGIONALE

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Venezia, 30 novembre 2023 – «Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il mio emendamento al Documento di Economia e Finanza Regionale per introdurre, finalmente, il biglietto unico regionale anche in Veneto. Arriviamo dopo l’Emilia Romagna, il Piemonte, la Toscana e anche la Campania: in ogni caso, meglio tardi che mai». Così Erika Baldin, capogruppo in Consiglio regionale del MoVimento 5 Stelle, all’indomani dell’approvazione del DEFR 2024-2026 al quale aveva presentato una manovra emendativa composta da sessantacinque proposte. «Poche quelle accettate dalla maggioranza, che si è mostrata ancora una volta chiusa al dialogo. Peccato che non siano stati accogli gli emendamenti che prevedevano delle agevolazioni per gli studenti come avviene in altre regioni», commenta Baldin.

Tra gli emendamenti approvati, quello relativo all’integrazione e all’intermodalità dei servizi di trasporto pubblico. «Per migliorare il servizio offerto ai cittadini occorre garantire un effettivo diritto alla mobilità, incentivando il ricorso al trasporto pubblico locale e ferroviario. Ecco perché il biglietto unico rappresenta un obiettivo strategico: l’intermodalità va sostenuta con gli strumenti adeguati», spiega la consigliera regionale.

«Sono anni che Zaia ne parla, senza però crederci davvero. Attualmente in Veneto esiste solo la smart card Unica di Trenitalia, che “unica” non è, visto che consente soltanto l’acquisto dei biglietti Trenitalia e Dolomiti Bus. Lo scorso anno è partita una sperimentazione sull’asse Venezia-Verona, con offerte dedicate specialmente ai turisti. Il biglietto unico, invece, dev’essere pensato per tutti gli utenti del trasporto pubblico: i turisti, certo, ma anche i pendolari e gli studenti. Ma soprattutto va esteso su tutto il territorio regionale. Per questo, l’approvazione del mio emendamento rappresenta un importante passo avanti verso una mobilità più efficiente, democratica e sostenibile», conclude Baldin.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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CUNEO SALINO E RIPASCIMENTO DEGLI ARENILI ENTRANO NEL D.E.F.R. GRAZIE AL MIO EMENDAMENTO: LA REGIONE DIMENTICAVA ANCORA LE AREE MERIDIONALI DEL VENETO

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Venezia, 30 novembre 2023 – Il contrasto al cuneo salino e il ripascimento degli arenili entrano nel Documento di Economia e Finanza Regionale del Veneto. Artefice ne è stata Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle, il cui emendamento è stato approvato a maggioranza: «Il testo originario -spiega la consigliera- non palesava alcun riferimento alle specificità costiere. Eppure anche negli scorsi giorni le spiagge da Caorle a Isolaverde sono state sommerse dalle mareggiate, senza contare gli effetti che l’ingresso dell’acqua del mare nelle foci dei fiumi ha per l’agricoltura ad ogni lunga estate, assieme alla siccità».

Anche gli indirizzi regionali che presiedono il bilancio, quindi, dovranno tener conto della cura di questi aspetti nel determinare le risorse da stanziare per ogni capitolo: «Prevedere adeguatamente le conseguenze dei fenomeni idrici e atmosferici -prosegue Baldin- consente, ad esempio, di minimizzare i tempi degli interventi e l’ammontare dei danni da rimborsare. Ricordo che solo oggi una parte della popolazione di Venezia ha ricevuto quanto spettava dopo l’acqua alta del novembre 2019, mentre la cittadinanza e le imprese della Riviera del Brenta non hanno ancora trovato ascolto dopo gli acquazzoni dello scorso luglio».

Risale a mercoledì il monito dei costruttori dell’ANCE, le cui ricerche collocano l’area metropolitana di Venezia e la provincia di Padova ai vertici della poco invidiabile classifica del rischio di alluvioni: «Decenni di consumo dissennato del suolo -ammonisce la coordinatrice del M5S- in combinazione con i cambiamenti climatici, negati qua e là da esponenti della maggioranza politica, hanno condotto a un dissesto idrogeologico senza precedenti. Bene le opere per i bacini di laminazione nella fascia pedemontana, ma è il caso che la Regione presti occhio anche alle zone meridionali, come Chioggia, Sottomarina e il Polesine, che non a torto si sentono di serie B».

In tal senso, l’emendamento approvato da tutto il Consiglio mette nero su bianco l’attenzione alle fragilità litoranee: «So bene che dopo ogni ripascimento le mareggiate “mangiano” ancora metri di arenile -conclude Erika Baldin- e che per questo sono indispensabili interventi strutturali a salvaguardia dell’ambiente. Ma questo è un primo passaggio al fine di prevederne l’attuazione. E per quanto riguarda il cuneo salino alle foci dei fiumi, è necessario agire ora in modo tale che la prossima estate non sia di passione per i coltivatori. Dopo le lungaggini dovute alle opposizioni agli espropri, il secondo ponte che dovrebbe attraversare il Brenta (magari carrabile sopra lo sbarramento) deve tornare ad essere una priorità per lo sviluppo delle frazioni a sud di Chioggia».

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