close

Politiche sociali

Comunicati stampa

SERVIZIO CIVILE PER I BULLI: GIUSTO, MA IL GOVERNO RIPRISTINI I FONDI. HO PRESENTATO UN’INTERROGAZIONE ALLA GIUNTA REGIONALE

bullismo

Venezia, 11 aprile 2024 – «Concordo con la proposta dei sindaci di Treviso e Vicenza di far svolgere il servizio civile ai ragazzi che compiono atti violenti. Ma allora Conte, come Possamai, chieda al governo di investire di più su questo importante istituto: anzitutto ripristinando i fondi, che nell’ultima legge di bilancio sono passati da 311 a 111 milioni di euro». Così Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in consiglio regionale. «Nel frattempo il fondo per il servizio civile regionale è a quota zero. Così molti giovani rimarranno esclusi dal servizio civile e questo è un danno per tutta la collettività», commenta Baldin.

«La scorsa settimana ho presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta regionale cosa intenda fare in merito alla decisione del governo Meloni, che ha falcidiato i bandi del servizio civile universale. Il Veneto perderà circa 400 posti rispetto ai 1.353 assegnati lo scorso anno. Così si penalizzano i giovani e si mettono in difficoltà gli enti locali e le associazioni impegnate nel settore. Per questo Zaia dovrebbe battere i pugni a Roma e, nel frattempo, rifinanziare il servizio civile regionale che oggi vede completamente azzerati i propri fondi», conclude Baldin.

read more
Comunicati stampaLavoroPolitiche socialiTerritorio

SOCIETÀ BENEFIT, IL CONSIGLIO DARÀ IL PARERE SUL REGISTRO DEI PROGETTI A BENEFICIO COMUNE: APPROVATO IL MIO EMENDAMENTO

jeremy-bishop-vyiDIiYELlE-unsplash

Venezia, 9 aprile 2024 – «Il consiglio regionale si esprimerà sull’attivazione e il funzionamento del registro dei progetti a beneficio comune, tramite un passaggio nella commissione competente: grazie all’approvazione del mio emendamento, l’organo consiliare potrà esprimere il proprio indirizzo politico su come articolare, sul piano tematico e territoriale, il registro e la piattaforma telematica». Così Erika Baldin, capogruppo in consiglio regionale del MoVimento 5 Stelle, a margine della seduta odierna che ha visto l’approvazione del Progetto di legge regionale n. 204 “Interventi a sostegno dei progetti a beneficio comune”.

«L’obiettivo della legge è condivisibile: sostenere e agevolare le società benefit e le imprese ESG, indirizzando le risorse verso investimenti e progetti a vantaggio delle comunità presenti sul territorio veneto. Per questo ho votato a favore del testo, nonostante il mancato accoglimento di un altro, importante emendamento. Avevo infatti proposto di prevedere il passaggio in commissione anche per la definizione dei criteri di accesso alle agevolazioni destinate alle imprese iscritte all’elenco regionale delle società benefit e delle imprese ESG, in modo tale da poter garantire un costante monitoraggio dell’attuazione della legge. Sarebbe stato importante dal punto di vista della trasparenza, ma la maggioranza non ha voluto sentire ragioni: un’occasione persa», conclude Baldin.

Erika Baldin (M5S), consigliera regionale

read more
Comunicati stampa

SERVIZIO CIVILE, I TAGLI DEL GOVERNO PENALIZZANO LE PERSONE GIOVANI. LA REGIONE DEL VENETO INTENDE INTERVENIRE?

11799234-(11799234)

Venezia, 4 aprile 2024 – «Il Veneto non può rimanere in silenzio di fronte alla scelta del governo Meloni di tagliare i fondi per il servizio civile, con una riduzione da 311 a 111 milioni a livello nazionale. La Meloni aveva promesso di investire sui giovani, ma sta facendo l’esatto contrario». Così Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle nel consiglio regionale del Veneto, che annuncia un’interrogazione rivolta alla Giunta «per chiedere un intervento regionale a difesa del volontariato veneto minacciato dai tagli del governo, come richiesto dal consiglio regionale con un ordine del giorno dell’opposizione approvato all’unanimità lo scorso dicembre».

«Il servizio civile universale e regionale rappresentano un patrimonio inestimabile per gli enti locali e la fitta rete di associazioni, che non a caso sono sul piede di guerra dopo i tagli contenuti nella legge di bilancio. Con il 27% in meno di posti disponibili, il Veneto ne perderà circa 400 sui 1.353 assegnati lo scorso anno: una vera e propria mattanza. Alcuni territori rischiano di rimanere completamente scoperti, compresa la città metropolitana di Venezia. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il presidente Brugnaro che è il leader nazionale di uno dei partiti della compagine di governo», aggiunge Baldin.

«La Regione può intervenire in due direzioni: da un lato, facendo pressioni a Roma affinché si trovino le risorse per finanziare il servizio civile universale. E, dall’altro, investendo risorse proprie a vantaggio del servizio civile regionale, istituito nel 2005 per offrire un’esperienza di cittadinanza attiva e di formazione ai giovani. Zaia e Meloni dicono sempre che bisogna investire sul futuro e sulle nuove generazioni: ebbene, lo dimostrino coi fatti e con i soldi», conclude Baldin.

 

read more
Comunicati stampaPolitiche sociali

LA RIFORMA REGIONALE DEL SOCIALE È MIGLIORATA GRAZIE AI NOSTRI EMENDAMENTI

photo_2023-11-28_18-16-44

Venezia, 27 marzo 2024 – «Abbiamo evitato il peggio». Lo afferma Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, a conclusione del dibattito sulla riforma dei servizi sociali. Baldin, che ha scelto di astenersi nella votazione finale sul provvedimento, non rinuncia a sottolineare «i limiti di una legge che, in ogni caso, è migliorata rispetto al testo iniziale grazie all’approvazione di alcuni emendamenti che ho condiviso con Cristina Guarda di Europa Verde. Abbiamo ottenuto che siano sentite le organizzazioni sindacali nei passaggi chiave della formazione dei nuovi ATS e della riorganizzazione dei servizi, come l’istituzione della Rete regionale per la gestione associata e l’inclusione sociale».

«Grazie ai nostri emendamenti, il Consiglio regionale avrà voce in capitolo su alcuni aspetti rimandati a successivi provvedimenti di Giunta: la definizione dei criteri d’accesso all’elenco regionale dei direttori degli ATS, le direttive per i regolamenti dei comitati dei sindaci di Ambito, le modalità di costituzione e funzionamento della Rete territoriale. Apprezziamo, inoltre, l’apertura sulle forme associative almeno per i comuni capoluogo, che potranno scegliere di continuare a gestire i servizi sociali tramite la convenzione», aggiunge la consigliera regionale, «anche se il nostro emendamento, bocciato, prevedeva la possibilità per tutti i comuni di scegliere in autonomia la forma associativa più opportuna».

«Rimandiamo il giudizio finale alle successive fasi di attuazione della riforma, sulle quali vigileremo con attenzione», dichiara Baldin. «La legge interviene pesantemente sull’organizzazione dei servizi sociali con costi che ricadranno interamente sui comuni. Le risorse, infatti, ci paiono insufficienti: meno di 100 mila euro per Ambito, che tra l’altro verranno sottratti ai livelli di assistenza extra Lea e al fondo dedicato al finanziamento di nuove leggi proposte dal Consiglio regionale. Resta poi la preoccupazione per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, che verranno sballottati da un ente all’altro con il rischio concreto di un florilegio di forme contrattuali. E manca il riconoscimento delle Municipalità e delle circoscrizioni: ancora una volta, la Regione dimentica le peculiarità del suo capoluogo. Insomma, il testo è migliorato ma non ci soddisfa appieno: per questo, pur avendo votato contro molti articoli, mi sono astenuta nella votazione finale», conclude la consigliera regionale.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

read more
Comunicati stampaPolitiche sociali

RIFORMA DEL SOCIALE: LA REGIONE ACCOLGA LE RICHIESTE DEI SINDACATI E DEI COMUNI

hannah-busing-Zyx1bK9mqmA-unsplash

Venezia, 26 marzo 2024 – «La nuova riforma regionale del sociale mette a rischio il sistema del welfare veneto, obbligando i Comuni a creare dei carrozzoni che rischiano di produrre sprechi e di allontanare i servizi dal cittadino. Anche perché mancano le risorse: per finanziare il disegno di legge, la Giunta Zaia sottrae 1,5 milioni di euro alle prestazioni sanitarie extra Lea». Così Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, a margine del suo intervento davanti all’Assemblea legislativa. Baldin punta il dito contro il Progetto di legge regionale n. 200, approdato oggi in Aula dopo l’iter in Commissione «che non è bastato a sciogliere tutti i dubbi, come testimoniano i cento emendamenti presentati dalla minoranza».

«Nel mio pacchetto di venti emendamenti, quindici dei quali condivisi con Cristina Guarda (Europa Verde), mi sono concentrata in particolare sulle questioni poste dai Comuni e dalle organizzazioni sindacali: garantire la partecipazione degli enti locali nelle fasi attuative della riforma, evitare la privatizzazione del lavoro negli ATS, ripensare il meccanismo di nomina del direttore dei nuovi enti, che dovrà rispondere soltanto ai sindaci e non alla Regione. Auspico che, dopo l’incontro con il segretario della Funzione Pubblica CGIL Veneto, la maggioranza possa accogliere alcuni dei nostri emendamenti che recepiscono le preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori», dichiara la consigliera regionale.

«Il rischio, altrimenti, è quello di svilire il lavoro svolto dagli assistenti sociali e dal personale amministrativo, senza applicare i contratti del settore pubblico. Un impoverimento che avrà un effetto anche sull’utente finale, cioè il cittadino che si rivolge al servizio sociale. Parliamo della parte più fragile della popolazione, una fetta in crescita come dimostrano i dati Istat sul 2023: 5,7 milioni di persone in povertà assoluta a livello nazionale, destinati a crescere dopo l’abolizione del tanto vituperato reddito di cittadinanza. L’indigenza, complice l’inflazione e i salari bassi, si diffonde anche tra le lavoratrici e i lavoratori dipendenti: servirebbe il salario minimo», conclude Baldin.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

read more
Comunicati stampadirittiPolitiche socialiSicurezza

SUICIDI IN AUMENTO NELLE CARCERI VENETE, CHE SONO PIÙ SOVRAFFOLLATE DELLA MEDIA NAZIONALE

emiliano-bar-OeAWU9VSHzo-unsplash

Venezia, 21 marzo 2024 – «Quando qualcuno muore in carcere è facile voltarsi dall’altra parte, ma non si può rimanere indifferenti di fronte all’aumento dei suicidi nelle strutture penitenziarie venete. Nel 2023 sono stati otto, contro i due dell’anno precedente: tre a Verona, tre a Venezia, uno a Treviso e uno a Vicenza. Numeri che fanno gelare il sangue nelle vene e sui quali è opportuno un supplemento di analisi». Così Erika Baldin, capogruppo in Consiglio regionale del MoVimento 5 Stelle del Veneto, a margine della seduta odierna della commissione Sanità e Sociale, nel corso della quale è stata illustrata la relazione del Garante regionale dei diritti della persona riferita al 2023. «Ringrazio il Garante e la sua struttura per il prezioso lavoro svolto, che getta luce sulla situazione drammatica delle carceri venete», sottolinea Baldin.

«Le carceri venete rischiano di scoppiare: nel 2023 il sovraffollamento ha raggiunto il 134%, un dato superiore alla media nazionale, pari al 118%. Ne ho avuto diretta conferma recentemente, al carcere minorile di Treviso, dove ho potuto toccare con mano i primi effetti del decreto Caivano che aumenterà ancor di più il numero di minorenni reclusi», ricorda la consigliera regionale, che il 13 marzo scorso si è recata in visita all’Istituto Penitenziario Minorile (IPM) e al Centro di Prima Accoglienza (CPA) di Treviso, secondo quanto previsto dall’articolo 67 della legge sull’ordinamento penitenziario.

«Dalla relazione del Garante emerge una forte necessità di miglioramento degli spazi comuni e della sicurezza sociosanitaria dei detenuti. Questa valutazione è condivisa da tutti i soggetti coinvolti nell’esecuzione penale: dal sindacato della polizia penitenziaria, agli avvocati aderenti all’Unione delle Camere Penali che proprio ieri si sono astenuti dalle udienze per richiamare l’attenzione sulle gravissime condizioni di sovraffollamento delle carceri italiane. In Veneto, le uniche due carceri non sovraffollate sono il femminile di Venezia e la casa circondariale di Padova», aggiunge Baldin. «Il 36% delle segnalazioni ricevute dal Garante regionale riguarda la materia sanitaria: qui la competenza è regionale, tramite le Ulss del territorio. Occorre fare di più», conclude Baldin.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

 

read more
Comunicati stampa

OTTO MARZO, DOPO GIULIA, VANESSA E SARA: LA REGIONE AUMENTI I FONDI AI CENTRI CHE CONTRASTANO LA VIOLENZA DI GENERE

CAV_home
Venezia, 6 marzo 2024 – Si avvicina un altro 8 marzo e mai come quest’anno l’attenzione verso le questioni di genere è stata tenuta alta. Purtroppo per motivi che tutte e tutti avremmo preferito non vivere: i premeditati femminicidi di Giulia Cecchettin, Vanessa Ballan e Sara Buratin, con le atroci settimane d’angoscia trascorse da tutta Italia, hanno forse segnato un “non plus ultra” nella maniera di affrontare la questione femminile da parte della politica. «Si leggono buoni propositi bipartisan, relativi all’educazione sentimentale degli adolescenti nelle scuole -esordisce Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale del Veneto- ma occorre considerare che, seppur apprezzabili e comunque in ritardo, essi non esaurirebbero il compito (anzi, la missione) in capo a chi governa e amministra.
A cominciare dalla necessità che la Regione del Veneto aumenti i fondi a disposizione dei centri antiviolenza, i quali svolgono un presidio decisivo nel territorio, e che proprio in concomitanza con gli ultimi tragici lutti hanno visto intensificare gli accessi e le richieste di sostegno da parte di coloro che finalmente trovano la forza di denunciare».

Le cronache segnalano come i femminicidi in Italia nel 2023 hanno abbondantemente superato “quota cento”, e nove sono già le donne che hanno perduto la vita per mano maschile nei primi due mesi dell’anno in corso «Non di rado -sottolinea la consigliera- la folle gelosia si abbatte sopra ragazze già deboli nella bilancia della coppia. Non occorre volgere lo sguardo all’oscurantismo iraniano per trovare anche da queste parti storie che pensavamo di aver lasciato alle spalle. Molte sono state le donne che, messe di fronte al bivio tra lavoro e maternità, hanno rinunciato forzatamente all’impiego, con gravi ripercussioni nelle legittime aspirazioni di crescita professionale: una donna che non è libera e indipendente è una donna ricattabile, più sola, potenzialmente sotto minaccia».

Certo le politiche pubbliche non stanno aiutando: la sostenibilità economica di una maternità non è un tema secondario. «È notorio -continua Baldin- come, a parità di mansioni, in tutta Italia le donne lavoratrici percepiscono stipendi inferiori ai colleghi maschi. È altrettanto evidente che, nonostante la retorica del cambiamento, nemmeno ai livelli apicali il numero delle donne dirigenti d’impresa lontanamente si avvicina a quello maschile: in Veneto, ad esempio, sono sedici su cento. Ma soprattutto, la carenza di asili nido pubblici (27 posti ogni 100 bambini in Veneto, 26 nel Veneziano a fronte di una media europea attestata a 33) offre poche alternative alle coppie che decidono di procreare: per questo motivo, ho sollevato una mozione in seno al Consiglio regionale, la cui approvazione impegnerebbe la Giunta a rivedere la propria programmazione e aumentare le risorse a bilancio da destinare a questo aspetto decisivo».

Ma anche coloro le quali, per inalienabile scelta personale, non desiderano portare avanti una gravidanza, in Veneto trovano più difficoltà che non altrove: «L’obiezione di coscienza, infatti -aggiunge l’esponente del M5S- da diritto sancito per legge è diventato espediente per rendere impraticabile l’aborto in tutte le strutture ospedaliere, dove non di rado alcune associazioni “pro vita” agiscono sulla psiche delle giovani donne intenzionate ad abortire, riducendo l’intera questione a mero riflesso economico».
Tuttavia lo scorso maggio, la V commissione Sanità del Consiglio regionale ha introdotto, fra i criteri di valutazione dei direttori generali nelle singole ULSS venete, anche l’adeguamento alla media nazionale del numero di strutture dove l’interruzione volontaria di gravidanza può essere materialmente eseguita.

«Ero stata la prima, oltre un anno fa -conclude Erika Baldin- a suggerire che la tutela del diritto della donna ad abortire rientrasse tra i compiti di ogni direttore: non può essere considerata efficiente una gestione dove i reparti di Ostetricia e Ginecologia sono in mano al personale obiettore. Eppure ci è voluto un anno affinché la maggioranza di centrodestra prendesse coscienza del problema e decidesse di cambiare rotta, dapprima trincerandosi dietro presunte “motivazioni tecniche” e poi riconoscendo che l’introduzione di questo parametro si poteva fare». Si doveva fare, nella regione che cinquanta anni fa processava Gigliola Pierobon, giovane padovana accusata di essere ricorsa all’aborto clandestino, quando della pratica si poteva anche morire, prima dell’approvazione della legge 194/78 (mai peraltro applicata interamente). I fatti di questi giorni sono lì a dimostrare che molto dev’essere ancora fatto per abbattere in senso femminista tutti questi gender gap, e che l’evoluzione deve avvenire a partire dalla società.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale
read more
Comunicati stampa

CONFERMA PER IL DOTTOR EDGARDO CONTATO ALLE REDINI DELL’ULSS 3 SERENISSIMA: TANTI PROBLEMI RIMANGONO DA RISOLVERE

366362666_663497952507785_2712096528058614958_n

Venezia, 26 febbraio 2024 – «Congratulazioni al dottor Edgardo Contato per la conferma alla Direzione generale dell’ULSS 3 Serenissima, e un augurio di buon lavoro. È il primo a sapere, naturalmente, che i problemi della sanità veneziana rimangono sul tavolo e che nessuna bacchetta è magica». Così Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale, commenta la nuova nomina del dg uscente, annunciata in diretta dal presidente Luca Zaia: «Mentre per altri territori -continua la consigliera- la Giunta veneta ha deciso un avvicendamento, ci sarà invece continuità riguardo l’area che da Venezia e Mestre si estende fino a Chioggia, passando per la Riviera del Brenta e il Miranese».

Un’apertura di credito che, a fronte delle dichiarazioni dell’esecutivo, non può far passare in secondo piano le tante vertenze aperte: «Come spesso fanno notare i movimenti a difesa della sanità pubblica -osserva Baldin- la privatizzazione sta avvenendo in modo strisciante in numerosi settori. Ma soprattutto la lunghezza e i tempi delle liste d’attesa per le prestazioni preoccupano la cittadinanza: da un anno esatto giace un mio disegno di legge regionale in tal senso, finalizzato a ottenere il rimborso da parte delle ULSS della differenza, nel caso i pazienti siano costretti a rivolgersi a strutture private».

L’esponente del M5S valuta anche lo stato delle strutture, in primis gli ospedali: «È opportuno conoscere quali siano le intenzioni relative ai plessi periferici, come la ex cittadella di Cavarzere, oppure ubicati nelle isole, ad esempio l’ex Giustinian di Venezia. Proprio il capoluogo lagunare deve essere riconosciuto “zona disagiatissima”, al fine di fruire di agevolazioni nella fornitura di alloggi al personale medico che sceglierà di vivere e lavorare a Venezia. Inoltre, in questo periodo si succedono le pose delle prime pietre per le case di comunità: per dirne una, Chioggia aspetta i 15 posti di hospice di cui si parla da tempo immemore. Mentre a Mestre urgono chiarimenti per quanto riguarda il project financing del cosiddetto “Angelino”. In definitiva, spero che la sanità pubblica metropolitana diventi sempre più diffusa e riacquisisca i caratteri della prossimità».

Tra le criticità, anche alcuni aspetti delle politiche sociali: «Malgrado l’abnegazione di medici, infermieri, operatrici e operatori sociosanitari al servizio nei Ser.D -conclude Erika Baldin- la situazione delle dipendenze da droghe pesanti, alcool e gioco d’azzardo rimane drammatica, in specie tra la popolazione giovanile. Occorrono quindi più prevenzione e presenza nelle strade per la riduzione del danno, dal momento che la questione investe anche l’ordine pubblico, come accade nella zona circostante la stazione di Mestre. Per non parlare dell’aumento delle rette nelle case di riposo, in una Regione dove ancora manca l’apposita legge di riforma. Tutti argomenti che il direttore Contato già conosce, dopo tre anni sul campo, e per questo mi attendo che possa riuscire, assieme al suo staff, a farne fronte già dai prossimi mesi. Qualora dovesse servire, non mancherò di ricordarglielo».

read more
Comunicati stampa

DOPO GLI ORRORI DI SAN DONÀ DI PIAVE, OCCORRE UNA LEGGE REGIONALE DI RIFORMA PER LA TRASPARENZA NELLE RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI

cdrmonunentoaicaduti

Venezia, 30 gennaio 2024 – «Nessuna sentenza potrà cancellare le ferite o lenire le sofferenze per quanto accaduto. Ma possiamo imparare una lezione: sapere fin da subito cosa succede all’interno di una casa di riposo può servire, in certi casi, a evitare il peggio. Serve un maggiore coinvolgimento dei familiari nel monitoraggio delle condizioni di vita all’interno delle strutture, per tutelare le persone ospiti, le operatrici e gli operatori che svolgono con serietà e correttezza compiti spesso gravosi a fronte di paghe sempre più erose dall’inflazione». Così Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle a palazzo Ferro Fini, commentando la notizia delle condanne nei confronti dei cinque operatori sociosanitari della casa di riposo di San Donà di Piave, che il Tribunale ha ritenuto colpevoli a vario titolo di violenze sessuali e maltrattamenti, infliggendo pene per 23 anni e otto mesi rispetto ai 38 anni chiesti dai pubblici ministeri.

«La Regione si era costituita parte civile nel processo, assieme al Comune di San Donà e all’ULSS 4. Un segnale di attenzione importante, al quale chiedo si dia seguito con l’approvazione della mia legge per la tutela delle persone anziani e fragili», dichiara Baldin, prima firmataria di un disegno di legge depositata all’indomani della scoperta dei fatti di San Donà, il Progetto di legge regionale n. 212, “Norme per la tutela delle persone anziane e per la trasparenza nelle Case di riposo e RSA – Modifiche alla Legge regionale 28 gennaio 2000, n. 5, ‘Provvedimento generale di rifinanziamento e di modifica di Leggi regionali per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2000)’, articolo 58 ‘Partecipazione e tutela dei diritti dei cittadini’”.

«Questa norma attribuirebbe nuove funzioni di controllo ai comitati di ospiti e familiari, la cui presenza all’interno delle Rsa e delle case diventerebbe obbligatoria. Un maggiore coinvolgimento di ospiti e familiari, quindi, assieme alle lavoratrici, ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali. I controlli dovranno avvenire, ovviamente, nel rispetto della vita privata delle persone ospiti, della loro salute, delle cautele di carattere sanitario, tutelando al contempo la privacy e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori all’interno delle strutture. E senza intralciare in alcun modo il lavoro del personale che, nella stragrande maggioranza dei casi, opera con correttezza e dedizione: qui non si tratta di fare la caccia alle streghe, ma di favorire un clima di apertura e partecipazione all’interno delle Rsa. L’obiettivo è monitorare la qualità della vita delle persone ospiti all’interno delle strutture, evitando che si possano ripetere fatti aberranti come quelli avvenuti negli ultimi anni, in particolare nel periodo segnato dalla pandemia», conclude Baldin.

read more
Comunicati stampa

MAXI VENDITA DEGLI IMMOBILI DELL’ULSS 3 A VENEZIA CENTRO STORICO: PER QUINDICI ANNI NON POTRANNO DIVENTARE BED & BREAKFAST GRAZIE AD UN MIO EMENDAMENTO APPROVATO

vergato.1_f

Venezia, 25 gennaio 2024 – «La commissione regionale Sanità e Sociale ha accettato la mia proposta di inserire vincoli più stringenti sugli 11 immobili dell’ULSS 3 Serenissima oggetto d’alienazione nel centro storico di Venezia. Più precisamente, nel parere espresso oggi abbiamo formalizzato la richiesta alla Giunta regionale di inserire negli atti di compravendita l’obbligo a non locare l’immobile per 15 anni,  se non con contratti con finalità residenziale: escluse, quindi, le locazioni brevi e turistiche». Così Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle a palazzo Ferro Fini, in una nota diramata a margine della Quinta commissione consiliare che si è riunita oggi per discutere, tra l’altro, un parere alla Giunta regionale relativo all’autorizzazione alla alienazione di beni immobili nel Comune di Venezia, di proprietà dell’ULSS 3 Serenissima. «Un divieto che serve a tutelare i residenti e a evitare speculazioni», spiega Baldin.

La consigliera regionale si dichiara comunque contraria al provvedimento: «Aver ottenuto l’inserimento dei due vincoli costituisce un passo in avanti, che però rimane insufficiente: ho quindi confermato il mio voto contrario. Non è questa la strada per reperire fondi a sostegno della sanità veneziana, che pur necessità di maggiori attenzioni per la specificità del territorio lagunare. Tuttavia, la residenzialità va tutelata al pari passo della sanità: ricordo che per le case dell’ATER vige il divieto assoluto di vendita e se ne capisce la ragione. Analogamente, quello dell’ULSS è un patrimonio pubblico che ora viene messo sul mercato dalla Regione», sottolinea Baldin che conclude: «Almeno, con il mio intervento, siamo riusciti a evitare che all’indomani della compravendita questi alloggi si trasformino in bed and breakfast».

read more
1 2 3 6
Page 1 of 6