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BOCCIATO IL MIO EMENDAMENTO CHE RIVENDICAVA L’AUTONOMIA DELLA REGIONE NEL DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO: IL TAGLIO DEI PLESSI NON È DOVUTO, È SUA RESPONSABILITÀ

Venezia, 19 dicembre 2023 – Porte sbarrate dal Consiglio regionale del Veneto all’autonomia in materia di dimensionamento scolastico. L’assemblea di palazzo Ferro Fini, infatti, ha bocciato a maggioranza l’emendamento che Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle, aveva presentato al bilancio, il quale chiedeva che la Regione si impegni a contrastare il processo di revisione della rete scolastica, previsto dal governo Meloni, mantenendo le attuali sedi e favorendo soluzioni coerenti con le esigenze dei singoli territori.

La consigliera si dichiara allibita: «Mentre altre Regioni, anche amministrate dal centrodestra come la Sardegna, hanno ricorso in massa contro il provvedimento, qui la Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia rinunciano al concetto di autonomia tanto caro, per abbracciare le “ragioni” del governo centrale». È vero che la Corte Costituzionale ha rigettato il ricorso delle Regioni Emilia Romagna, Toscana e Puglia, ma al contempo ha riconosciuto che esiste un’interferenza nelle competenze regionali riconosciute dall’articolo 117 comma 3 della Carta, limitando il ruolo dello Stato al personale scolastico e alle norme generali in tema di istruzione.

«Non solo -incalza Baldin- secondo la Corte, non è richiesta alle Regioni la chiusura di alcun plesso, a seguito della determinazione del contingente organico del numero di dirigenti scolastici attivi. Pertanto la scelta di chiudere intere strutture è tutta e solo veneta, quale conseguenza della legge di bilancio statale 197/2022, che fissa a 900 il numero delle allieve e degli allievi per ogni istituto comprensivo, accorpando giocoforza i servizi e appunto le dirigenze».

Nell’ultimo anno sono stati davvero tanti gli attriti e le frizioni tra gli uffici scolastici regionali da un lato, le comunità di docenti e genitori dall’altro, che si sono affrontati sul campo per difendere ogni lembo di autonomia nel settore: «Dalle isole della laguna ai più sperduti borghi montani -conclude Erika Baldin- i primi a farne le spese sono stati, come sempre, gli abitanti dei luoghi più difficili, dal punto di vista logistico e dell’integrazione.

E questi provvedimenti delle destre hanno come prime vittime le donne e le madri, sempre più spesso costrette (è notizia nei quotidiani odierni) ad abbandonare il proprio posto di lavoro perché nella zona in cui vivono non ci sono asili nido, e vengono chiuse intere scuole per l’infanzia, scuole primarie, scuole secondarie di primo grado. È giusto sappiano che questa situazione di disagio reca i nomi e i cognomi di Giorgia Meloni e di tutte le amministratrici e amministratori veneti di centrodestra».

erika baldin: