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NUOVE OMBRE SULL’IMPIANTO A BIOGAS DI CAVARZERE (VE)

Energia. Baldin (M5S): «Cavarzere (VE), nuove ombre sull’impianto a biogas»

Venezia, 5 luglio 2022 – La relazione che l’ULSS 3 Serenissima ha consegnato lo scorso 13 maggio al Comune di Cavarzere (VE), resa nota solo negli ultimi giorni, getta nuove preoccupazioni attorno all’impianto di produzione di energia da biogas che l’impresa Cavarzere Green Energy di Bovolone (Verona) ha progettato nella zona di Ca’ Venier.

Come riporta il quotidiano Il Gazzettino nel numero del 4 luglio, le autorità sanitarie riscontrano per certa la diffusione di miasmi a pochi metri dalle abitazioni, e possibile la trasmissione di influenza aviaria – tramite la pollina, uno dei concimi che sarebbero trattati nella struttura – alla ricca avifauna che risiede nella vicina palude delle Marice, tra l’Adige e il Gorzone.

«Eppure – ricorda Erika Baldin, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle – durante la conferenza di servizi dello scorso 4 maggio la Regione del Veneto espresse il proprio parere positivo alla costruzione, e così avevano fatto la Città Metropolitana di Venezia e il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo». Giunta regionale che, peraltro, il 1° marzo di quest’anno ha deliberato anche l’autorizzazione a costruire un ulteriore impianto di produzione di energia da biogas, in capo all’azienda Guzzo di Cona, quindi non distante da Cavarzere.

È il Dipartimento di Prevenzione a mettere per iscritto l’inosservanza del decreto legislativo n.152 del 2006, là dove prevede determinati criteri per la scelta della localizzazione di impianti consimili: tra questi, la distanza dai luoghi abitati e la nulla pericolosità per la cittadinanza. Già nel febbraio 2021, l’ULSS non ricavava «una solida dimostrazione di assenza di impatti sul benessere e la salute dei residenti non è ricavabile in qualsiasi condizione ordinaria e straordinaria di esercizio».
 
Ma la stessa impresa promotrice – sostiene la consigliera regionale – riconosce l’inevitabilità di questi odori: «Poiché rimuoverli le risulterebbe troppo oneroso. Peraltro nei pressi sono già localizzate altre società di produzione di mangimi, e la stessa Lega nimby nell’aprile 2021 (fonte Nuova Scintilla) non era contraria all’impianto, “purché non in quel luogo”, in nome degli investimenti».

Al sindaco di Cavarzere, che si dice pronto ad aderire un eventuale “comitato per il no”, l’esponente del M5S risponde che «date le sue prerogative ciò non è sufficiente. Occorrono invece atti amministrativi formali e sostanziali, efficaci, pubblici e trasparenti per opporsi al progetto, muovendosi nelle pieghe di leggi e regolamenti. Non ultimo l’autotutela e la via legale, specie dopo il parere dell’ULSS 3 che suona come un avvertimento preventivo: non si dica poi che nessuno sapeva. E intanto urge prefigurare una corposa richiesta istituzionale di opere di compensazione».

Dopo il deposito di gpl a Chioggia, «sminato dal governo Conte II con l’inserimento della clausola UNESCO nel decreto Agosto del 2020 – conclude Erika Baldin – ancora uno scellerato caso di autorizzazioni pericolose concesse a pochi metri dalle abitazioni, nel combinato disposto tra interessi privati che passano sopra a tutto e mano pubblica distratta, accondiscendente e timorosa di perdere posti di lavoro, pronta a barattare il diritto alla salute e al benessere della popolazione».

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

 

erika baldin: