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Comunicati stampa

DOPO LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO CHE RESPINGE IL RICORSO DI SOCOGAS, COSA ASPETTA IL COMUNE DI CHIOGGIA A RIMUOVERE IL DEPOSITO DI GPL DA VAL DA RIO?

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Venezia, 7 maggio 2025 – La recente sentenza del Consiglio di Stato, che rigetta l’ennesimo ricorso di Costa Bioenergie relativo ai risarcimenti dopo la mancata entrata in funzione del deposito di gpl in Val da Rio, fa discutere la politica chioggiotta. «Il pronunciamento della giustizia amministrativa di secondo grado -esordisce Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale- non solo nega all’impresa emiliana il diritto a ricevere ulteriore denaro rispetto ai quasi 27 milioni stabiliti, ma promuove testualmente la bontà dell’azione del governo Conte II, che con il decreto “Agosto” del 2019 viene confermato aver perseguito un fine legittimo, ovvero la salvaguardia del territorio circumlagunare dalle gravi compromissioni ambientali che il transito continuo di navi gasiere avrebbe comportato a ridosso dello specchio d’acqua protetto dall’UNESCO».

Tuttavia, sta di fatto che dopo la rinuncia di Socogas all’attivazione dell’impianto, esso continua (seppur inerte) a permanere insediato nell’area portuale: «Mi chiedo -prosegue Baldin- cosa stia aspettando ancora il Comune di Chioggia a iniziare le opere di smantellamento, in modo da restituire in pristino la zona e iniziare il processo di trasformazione urbana del quale da tempo si parla». Le attenzioni della consigliera sono rivolte soprattutto all’amministrazione comunale in carica: «Da quando ha imbarcato nelle proprie file anche Energia Civica, lista nata dalla mobilitazione del comitato No Gpl -aggiunge l’esponente del M5S- in Val da Rio non si è mossa una foglia. Eppure lo scopo della loro attività politica era stato dichiarato fin dall’inizio… a meno che non fosse solo fumo negli occhi e che i fini da perseguire non fossero altri».

Erika Baldin pertanto sollecita il Comune e l’Autorità Portuale a definire celermente e nei dettagli il programma per la rimozione definitiva del deposito: «Se vogliono davvero traslocare al suo posto il mercato ittico all’ingrosso, e dotarlo di un vero polo di sviluppo per le imprese del settore, devono cominciare chiaramente togliendo di mezzo l’esistente. Solo così può prendere avvio una rivoluzione della viabilità che passa dal trasferimento del capolinea degli autobus extraurbani, dalla fine del passaggio dei tir attraverso Chioggia e Sottomarina, dalla realizzazione di parcheggi e navette in grado di condurre residenti e turisti nel centro storico», conclude.

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Infrastrutture e trasporti

SOLIDARIETÀ ALL’UNIONE DEGLI UNIVERSITARI E ALLA RETE STUDENTI MEDI DI VENEZIA PER L’ENNESIMA INTIMIDAZIONE. LA REGIONE FINANZIA TELECAMERE DI SORVEGLIANZA?

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Venezia, 15 aprile 2025 – Nella notte tra il 14 e il 15 aprile la sede cittadina della Rete degli Studenti Medi e dell’Unione degli Universitari di Venezia, storiche associazioni ed emanazioni locali delle più grandi organizzazioni di studenti medi ed universitari d’Italia, nonché la più votata tra IUAV e Ca’ Foscari alle ultime elezioni, è stata soggetto nuovamente di un attacco, questa volta subendo anche un furto con scasso.

La capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale, Erika Baldin, porge la sua solidarietà: «In meno di due mesi sono quattro gli attacchi subiti dall’UdU e dalla Rete, tramite azioni di vandalismo e tentativi di scasso alla sede delle due associazioni, in Campo Saffa a Venezia. Ormai è evidente che non si può più parlare di semplice “vandalismo”, ma è lecito pensare che ci sia uno schema dietro ad azioni di questo tipo che continuano a ripetersi, per altro in seguito ad episodi similari come quello relativo al circolo Blow Up a Padova, spazio gestito dalle sezioni padovane delle stesse associazioni».

La consigliera pone al centro dell’attenzione un pericolo di natura politica: «Assurdo come uno spazio associativo, per di più frequentato da giovani e giovanissimi, debba essere esposto a rischi di questo tipo senza che chi di dovere si ponga il tema di fornire le dovute garanzie democratiche e costituzionali».

Baldin annuncia che chiederà alla Giunta regionale di fornire le opportune risposte in merito: «La libertà di associazione, garantita dall’articolo 18 della Costituzione – sottolinea l’esponente del M5S- diventa nulla se chi ha il dovere di difendere gli spazi della partecipazione e della democrazia si assenta, lasciando campo aperto a forze prevaricatrici ed eversive».

Conclude Erika Baldin: «Per questo presenterò un’interrogazione al Consiglio regionale, al fine di chiedere alla Giunta veneta quale sia lo stato reale delle cose. Qualora emergessero dati che delineano una situazione critica, chiederò alla Giunta come intenda agire, di concerto con le altre istituzioni, per garantire l’agibilità democratica delle organizzazioni studentesche nel territorio veneto».

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