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Comunicati stampa

SPESA SOCIALE, ASILI NIDO E ISTRUZIONE: VENETO ULTIMO AL NORD. NON BASTA INVOCARE L’AUTONOMIA, SERVE L’ADDIZIONALE IRPEF

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Venezia, 9 gennaio 2023 – Ultimi al nord per asili nido, istruzione, spesa pro capite nella sanità pubblica. Il quadro uscito dalla ricerca annuale Welfare Index di Unipol e Ambrosetti restituisce un’immagine critica del Veneto e preoccupa Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale: «I 22 indicatori segnalano che, quanto a carenza di investimenti, la competizione è con Calabria e Campania, anziché Lombardia ed Emilia. Uno smacco per chi vende un’immagine di eccellenza internazionale, smentita dai fatti».

Osserva la consigliera: «Accanto a dati virtuosi, come la bassa disoccupazione e la scarsa presenza di NEET, constato che per istruzione e formazione il Veneto è al 18° posto su 20 Regioni, spendendo solo il 2.8% del PIL in questi settori cruciali. Ma i numeri che balzano all’occhio sono anche altri, come i 7747 euro spesi in media dalla Regione Veneto per gli asili nido, a fronte dell’Emilia che investe 8362 euro, autorizzando 30 posti ogni cento bambini mentre qui sono solo 20».

Un riflesso della spesa generale pro capite per la sanità pubblica, dove il Veneto viaggia a quote meridionali -2083 euro- anziché giocarsela con le Regioni limitrofe (2269 la cifra emiliana). «Senza contare -prosegue Baldin- il part time involontario delle donne, alle quali spesso è demandata la cura delle persone anziane e dei bambini, costringendole a lavorare meno all’esterno e quindi a contribuire meno al reddito familiare. Il che aumenta la necessità di spesa per i servizi sociali, poiché l’incremento delle aspettative di vita implica anche maggiori spese. Quello veneto è un welfare sbilanciato verso le età avanzate, ma che non soddisfa efficacemente tutte le fasce di bisogno e le nuove povertà, nonostante la richiesta di protezione sociale emerga omogenea».

All’assessora Lanzarin, che invoca l’autonomia differenziata citando i vertici trentini e altoatesini, l’esponente del M5S risponde che «non c’è alcuna garanzia che in tal caso gli stanziamenti verrebbero spesi in maniera differente rispetto a oggi, anzi. Altre Regioni del nord non godono dell’autonomia, eppure sono lo stesso davanti al Veneto: è questione di visione politica, di scelte univoche improntate da anni verso la privatizzazione strisciante dei servizi e la loro rarefazione nel territorio».

Erika Baldin ricorda i 140mila euro di fondo sociale aggiuntivo, ottenuti dalle opposizioni lo scorso dicembre, grazie ai propri emendamenti presentati al bilancio regionale: «Soprattutto i fondi destinati all’autismo coprono un’esigenza crescente della popolazione, verso un tema considerato finora marginale rispetto alla sua reale incidenza nella società. Ma Zaia non ha voluto introdurre l’addizionale IRPEF che avrebbe gravato solo i redditi più alti, sostenendo ad esempio le case di riposo e in generale la spesa per le politiche sociali: ora c’è uno studio ufficiale e terzo a dire che essa è deficitaria, e che le cose non possono più andare avanti così».

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ANCORA UN BANDO “PILOTATO”, STAVOLTA ALLA RESIDENZA PER ANZIANI DI DOLO. SENZA TRASPARENZA, TANTO VALE NON EFFETTUARE PIÙ I CONCORSI

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Venezia, 27 dicembre 2022 – Cosa sta succedendo alla sanità veneta? Se lo chiede Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale, dopo il recente concorso annullato per tre ruoli da dirigente biologo all’ospedale dell’Università di Padova, e uno (lo scorso 20 dicembre) destinato a coprire un ruolo da istruttore amministrativo nella residenza per anziani di Dolo: «Anche in questo caso, già documentato nei media -specifica la consigliera- le modalità di esecuzione della prova scritta lasciano a desiderare. I due candidati sconfitti, infatti, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di aver visto il terzo svolgere l’esame nell’ufficio di destinazione, già con il proprio nome inciso nella targa all’esterno. Nessuna spiegazione è stata data ai partecipanti al concorso, Michele Milan e Alice Zanon, ai quali manifesto la mia solidarietà».

L’episodio segue di poco tempo quello emerso all’Azienda Zero della sanità veneta, che ha annullato il bando da dirigente biologo a Padova dopo la denuncia di alcuni candidati, secondo i quali la prova pratica sarebbe stata redatta da uno dei partecipanti, già al lavoro nell’unità operativa: «Se questo è il modo di procedere -continua ironicamente Baldin – allora tanto vale non effettuare più i concorsi, risparmiando tempo e denaro. Solo che l’evidenza pubblica è obbligatoria, ma richiede trasparenza, rigore e nessun sospetto».

Nell’attesa che la giustizia faccia il suo corso (il fatto è stato segnalato anche alle autorità Anticorruzione), l’esponente del M5S ricorda di aver depositato una formale richiesta di acquisire informazioni, diretta alla presidente della V commissione Sanità, Sonia Brescacin: «Anche questa vicenda va chiarita in ogni aspetto -conclude Erika Baldin- tenuto conto del fatto che pure il fascicolo relativo al concorso padovano è stato già inviato alla Procura. Noi stiamo dalla parte di chi si impegna e lavora per ottenere il proprio ruolo sul campo e con merito, senza approfittare di posizioni di comodo. In specie trattandosi di un settore molto delicato per la vita delle persone».

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