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Comunicati stampa

INCIDENTE MORTALE SUL LAVORO IN PROVINCIA DI VENEZIA: LO SPISAL DEVE CONTROLLARE PRIMA, NON ARRIVARE DOPO. MA LA REGIONE NON NE STA POTENZIANDO IL PERSONALE

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Venezia, 13 aprile 2023 – Ancora un incidente mortale sul lavoro nel Veneziano, ancora una vita spezzata. La tragica fine di Arben Salliu, operaio albanese di 57 anni che ha perso la vita in uno stabilimento di Cona, non lascia indifferente Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale: «Assieme alla naturale solidarietà verso la famiglia di questo lavoratore -esordisce la consigliera- purtroppo non posso non ricordare che il Veneto è la terza regione per numero di vittime nei luoghi di lavoro durante i mesi di gennaio e febbraio, con nove decessi che aumentano del 29% rispetto ai dati dello stesso periodo nel 2022, rilevati dall’osservatorio Vega Engineering. Nell’area metropolitana di Venezia sono state 22 le scomparse di lavoratrici e lavoratori lungo lo scorso anno, e le denunce d’infortunio all’INAIL sono schizzate da oltre undicimila nel 2021 a oltre 15mila nel 2022, con un aumento del 34%».

Baldin si augura che le indagini in corso facciano piena luce e in tempi celeri: «Si parla di uno scoppio, o di un corto circuito, quale fonte dell’incidente. Ma lo SPISAL è intervenuto solo dopo i fatti: è evidente che la prevenzione è necessaria, ma la Regione del Veneto (pur essendosi impegnata a rafforzare gli organici) è ancora carente di almeno un centinaio di professionisti del settore». Un recente accesso agli atti da parte della coordinatrice metropolitana del M5S ha portato alla conoscenza delle cifre aggiornate al 30 novembre scorso: il personale in servizio allo SPISAL di Venezia è fermo a 41 unità, a fronte di un fabbisogno di 69 medici; quello autorizzato dalla Regione ammonta comunque a 55 professionisti.

È di ieri la denuncia, da parte della CISL veneta, che il Piano strategico per la sicurezza nei luoghi di lavoro -approvato dalla Giunta regionale nel febbraio 2022 e firmato tre mesi più tardi dalle confederazioni sindacali- non ha raggiunto gli obiettivi prefissati: «Il Piano -conclude Erika Baldin- prevede tavoli di settore per fissare standard di sicurezza in ogni impresa, che pure sono stati avviati. Ma evidentemente la carenza di personale addetto ai controlli preventivi, non successivi, si ripercuote nei comportamenti aziendali e, di conseguenza, purtroppo anche nel numero delle vittime».

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Comunicati stampa

FINE DELL’ESCLUSIVA PER IL PERSONALE MEDICO NELLA SANITÀ PUBBLICA, LA REGIONE IMPUGNI IL DECRETO DEL GOVERNO E L’ASSESSORA LANZARIN RIFERISCA IN COMMISSIONE

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Venezia, 3 aprile 2023 – «L’assessora regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, venga in V Commissione a riferire la posizione della Giunta in merito al vergognoso addendo al “decreto bollette” del governo Meloni, che nei giorni scorsi ha cancellato con un colpo di spugna trent’anni di civiltà giuridica nei rapporti professionali tra pubblico e privato». La richiesta proviene da Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale del Veneto, e si riferisce alla decisione presa dal Consiglio dei Ministri per consentire al personale dipendente dal Servizio Sanitario Nazionale di svolgere contemporaneamente la propria attività entro strutture private.

«L’addio all’esclusiva, faticosamente raggiunta nel tempo -spiega la consigliera- non significa altro che un’escalation verso il sostanziale smantellamento della sanità pubblica in Italia. Ma soprattutto, come ha giustamente fatto notare il sindacato Funzione Pubblica della CGIL, una pesante ingerenza del governo centrale nelle competenze delle Regioni. Le quali, a buon diritto, dovrebbero impugnare il provvedimento avanti la Corte Costituzionale: anzi, chiedo alla giunta Zaia di farsi promotrice di un’iniziativa in tal senso».

Non è la prima volta che Baldin lancia l’allarme relativo alla strisciante privatizzazione della sanità: «Molti servizi sono ormai appaltati a cooperative, c’è la fuga dall’impiego nelle ULSS e le liste d’attesa vengono estese a dismisura, convogliando i pazienti alle costose prestazioni intra mœnia, senza che queste vengano rimborsate dalla mano pubblica. Allo scopo di riequilibrare questo aspetto, superando le liste di attesa a costo zero per i pazienti, ho presentato anche un progetto di legge regionale, che verrà discusso in V Commissione proprio questa settimana».

La ricetta dell’esponente del M5S invece viaggia in direzione opposta a quella indicata dall’esecutivo: «Urge finanziare copiosamente il Fondo Sanitario Nazionale -conclude Erika Baldin- così pure quello per il rinnovo dei contratti scaduti da venti mesi, oltre a reintrodurre l’indennità di esclusiva per i dipendenti del SSN. L’autonomia differenziata potrebbe essere il colpo di grazia a un’idea di Stato che abbattesse le diseguaglianze, e che già oggi vede sostanzialmente in vigore 21 sistemi sanitari differenti tra loro».

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