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Comunicati stampa

CASE DI RIPOSO, BASTA VIOLENZE: UNA LEGGE PER LA SICUREZZA DELLE PERSONE PIÙ FRAGILI

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Venezia, 14 settembre 2023 – «Sono troppi i casi di cronaca che parlano di violenze perpetrate a danno delle persone più fragili: è ora di dire basta a tutti questi orrori perché è evidente che qualcosa, all’interno del sistema, non ha funzionato correttamente. Per questo, vogliamo dare la possibilità ai comitati degli ospiti e dei familiari di fare visita alle strutture assistenziali in qualsiasi momento, anche senza preavviso, monitorando tutto ciò che accade all’interno. Una proposta a costo zero, che può essere operativa già domani, a differenza delle telecamere di cui spesso si parla. In questo modo rendiamo più trasparenti RSA e case di riposo». Così la presidente del Gruppo consiliare “MoVimento 5 Stelle”, Erika Baldin, che nella giornata di oggi ha presentato in Commissione Sanità il Progetto di legge regionale n. 212, “Norme per la tutela delle persone anziane e per la trasparenza nelle Case di riposo e RSA – Modifiche alla Legge regionale 28 gennaio 2000, n. 5, ‘Provvedimento generale di rifinanziamento e di modifica di Leggi regionali per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2000)’, articolo 58 ‘Partecipazione e tutela dei diritti dei cittadini’”.

«Ringrazio i colleghi Cristina Guarda (EV), Elena Ostanel (VcV) e Arturo Lorenzoni, che hanno sottoscritto la proposta di legge. Con questo Pdl vogliamo tutelare le persone più deboli, in primis anziani e disabili, ospitate all’interno di strutture assistenziali. Si tratta di attribuire nuove funzioni di controllo ai comitati degli ospiti e dei familiari, la cui presenza all’interno delle Rsa e delle case di riposo è già prevista dalla normativa regionale. La novità sta appunto nell’attribuire ai comitati la facoltà di effettuare verifiche e controlli all’interno delle strutture», spiega Baldin. «I controlli dovranno avvenire, ovviamente, nel rispetto della vita privata degli ospiti, della loro salute, delle cautele di carattere sanitario, tutelando al contempo la privacy e i diritti dei lavoratori all’interno delle strutture. E senza intralciare in alcun modo il lavoro del personale sanitario», aggiunge la consigliera regionale.

«I resoconti del monitoraggio costante da parte dei comitati degli ospiti e dei familiari dovranno essere trasmessi con continuità al Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, il quale verrà quindi reso edotto di quanto accade nelle diverse strutture locali e potrà eventualmente valutare di porre in essere le azioni che gli competono. L’obiettivo è migliorare la qualità dei servizi erogati, delle strutture e del personale, verificare che gli ambienti siano adatti, confortevoli e sicuri, garantire una maggiore trasparenza da parte delle strutture. In una parola questa Pdl si propone l’obiettivo di monitorare la qualità della vita dei nostri anziani all’interno delle strutture protette, evitando che si possano ripetere fatti aberranti come quelli descritti dalle cronache degli ultimi anni (in particolare nell’era del Covid). Basta con l’immobilismo sulla pelle dei nostri cari, è ora di agire», conclude Baldin.

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Comunicati stampa

A JESOLO UN’AMBULANZA ARRIVA DOPO 25 MINUTI DALLA TELEFONATA PER UN INFARTO: INTERROGO LA REGIONE PER CONOSCERE LE CAUSE DELLA CARENZA DI MEZZI IN LOCO

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Venezia, 5 settembre 2023 – Il caso dell’ambulanza di Jesolo, arrivata a 25 minuti dal primo contatto con il 118 per soccorrere un infartuato, approda alla Regione del Veneto. La capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Erika Baldin, ha infatti depositato un’interrogazione a risposta immediata, rivolta alla Giunta regionale, per conoscere quali azioni intenda intraprendere in relazione al fatto, accaduto domenica sera nei pressi di via Verdi.

In tale circostanza, il mezzo è dovuto arrivare dalla sede di Ca’ Savio, dal momento che l’ospedale di Jesolo era privo di mezzi disponibili: «Meno male che le condizioni del paziente si sono rivelate presto migliori del temuto -commenta la consigliera- ma inizialmente era stato richiesto un codice rosso, dal momento che il turista soffriva di patologie cardiache e aveva già impiantati due bypass».

Baldin ricorda che già nel novembre 2020, in analoga circostanza, una persona del luogo era deceduta poiché l’unico mezzo disponibile proveniva da Caorle e ha impiegato mezz’ora a raggiungere Jesolo: «Anche un solo minuto può fare la differenza tra la vita e la morte -prosegue la coordinatrice metropolitana del M5S- e ciò non è certo imputabile alla velocità con la quale vengono chiamati i soccorsi. Anzi, il fatto che la prima risposta telefonica sia avvenuta dopo ben cinque minuti di silenzio è altrettanto grave, e ne vanno investigate le ragioni per prendere i dovuti provvedimenti».

La questione chiama in causa anche il servizio sanitario offerto nella principale località turistica del litorale veneto: «Non è tollerabile -conclude Erika Baldin- che le aspettative di vita dei soggetti soccorsi si riducano drasticamente perché l’attesa di un intervento medico urgente arriva a rasentare la mezz’ora, tenuto conto anche del tempo necessario per raggiungere l’ospedale via ambulanza. Oltre alla salvaguardia della salute delle persone, ne va anche dell’attrattività della zona, in quanto simili disservizi possono disincentivare arrivi e presenze turistiche».

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