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Comunicati stampa

CRISI DEI VAPORETTI, INTERROGO LA GIUNTA REGIONALE PER CONOSCERE COME INTENDA FAVORIRE LA FORMAZIONE DI COMANDANTI

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Venezia, 29 luglio 2024 – La situazione drammatica del trasporto pubblico veneziano, acuita nelle ultime settimane, approda all’attenzione del Consiglio regionale. La capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Erika Baldin, annuncia infatti un’interrogazione alla Giunta veneta, attraverso la quale chiede di conoscere in quali modi essa intenda promuovere l’ampliamento della formazione professionale del personale navigante in laguna. «Non manca giorno -esplicita la consigliera- senza che i media riportino le cancellazioni delle tratte verso le isole, come la Giudecca, Murano o il Lido. Se ACTV asserisce che la causa dipenda dalla mancanza di personale, ebbene interrogo l’esecutivo guidato da Luca Zaia per sapere se incentiverà l’iscrizione dei potenziali comandanti ai corsi abilitativi esistenti, al fine di favorire il loro accesso alla professione». Le risorse da stanziare, in questo caso, farebbero capo al fondo per il trasporto pubblico locale che rientra nelle aree operative della Regione stessa.

«Chissà se a palazzo Balbi si sono accorti della fuga dei comandanti da ACTV -prosegue Baldin- e soprattutto se all’assessora Elisa de Berti sta bene che l’azienda limiti l’esercizio del diritto alla mobilità da parte della cittadinanza. A me no, e soprattutto le categorie fragili come le persone anziane o a ridotta capacità motoria hanno bisogno di risposte stringenti, celeri ed efficaci. Specie considerando che con la legge n.25 del 1998 la Regione ha disciplinato in maniera specifica i servizi di trasporto lagunare, in considerazione della sua peculiarità geografica».

Durante l’estate, ancor più che negli altri mesi dell’anno, anche numerose turiste e turisti sperimentano i disagi dei vaporetti in città, nelle isole e verso le spiagge: «Alla condizione di insufficienza e impotenza -continua l’esponente del M5S- ricordo che bisogna aggiungere la chiusura sine die dei servizi igienici nei battelli a lunga percorrenza, motivata con il loro adeguamento alle norme ambientali. Sono trascorsi oltre tre anni da quel momento, eppure né l’azienda né gli enti che sovrintendono al contratto di servizio (come ad esempio la Città Metropolitana) hanno fatto qualcosa per restituire la normalità».

Per questi motivi ora il tema torna sopra il banco della Giunta: «Tra le sue funzioni fondamentali -conclude Erika Baldin- la legge 8/2017 assegna l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, tanto più in ambiti dove essa è particolarmente specifica, settoriale e necessaria. Se risponde al vero che il 10% dei comandanti, stressati da orari e turni insostenibili, preferisce cambiare settore e rivolgersi alle imprese private, occorre invertire la rotta e formare nuovi operatori del trasporto pubblico, a vantaggio della sicurezza nella navigazione e delle opportunità per chi si muove via barca. Si tratta di un’emergenza complementare a quella che investe il settore automobilistico, come ad esempio a Chioggia, dove le corse e le linee sono state dimezzate senza che il Comune abbia ancora affidato ad altri attori il ripristino provvisorio di un servizio minimamente soddisfacente».

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Comunicati stampa

SERVIZIO CIVILE: LA REGIONE COPRE I FONDI TAGLIATI DAL GOVERNO, GRAZIE AI GRUPPI CONSILIARI E ALL’UFFICIO DI PRESIDENZA

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Venezia, 17 luglio 2024 – I fondi mancanti al servizio civile universale nel Veneto li stanzia la Regione e non il governo Meloni. La conferma viene dalla risposta che la Giunta di palazzo Balbi ha fornito all’interrogazione di Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle, la quale chiedeva appunto all’esecutivo veneto di conoscere come intendesse arginare il problema dei tagli.

«I 700mila euro scovati nella legge 269/2024, ovvero l’assestamento di bilancio -spiega la consigliera- sono il frutto del risparmio di oltre 5 milioni di euro dalle spese del Consiglio regionale. È quindi merito dell’Ufficio di Presidenza, nonché dei singoli gruppi consiliari, se queste risorse ci sono ancora, e quindi non utilizzate nonostante siano state assegnate».

Il Dipartimento nazionale per il servizio civile aveva infatti comunicato alla Regione del Veneto che, a fronte di una richiesta complessiva per 2337 operatori e operatrici di servizio civile universale, ne finanzia solo 1709, cioè il 73%. «Meno male che anche la giunta di Luca Zaia riconosce le ricadute negative per il territorio in termini di sviluppo di reti sociali e di servizi -prosegue Baldin- oltre alle minori opportunità di crescita personale per la gioventù».

L’esponente del M5S era preoccupata che il vertice regionale non desse seguito all’indirizzo politico, approvato all’unanimità attraverso l’ordine del giorno numero 146/2023 anche in termini di programmazione pluriennale: «Che ci siano questi fondi è un bene -conclude Erika Baldin- ma non cambia il quadro di un governo che dimentica volutamente le fasce deboli della popolazione.

Ora subentra la Giunta, ai fini di promuovere queste attività: ciò che importa effettivamente sarebbe sapere se questi 700mila euro andranno a impiegare nuovi giovani volontarie e volontari, oppure no».

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