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Ipab, M5S protocolla richiesta di commissariamento. Berti: “Mentre Bitonci sta a guardare noi abbiamo portato fatti concreti. Ai cittadini interessano i fatti, non il pollaio”

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Jacopo Berti, capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, ha protocollato oggi in Regione la richiesta di commissariamento dell’ipab Altavita di Padova.

“Il Movimento 5 Stelle mantiene sempre le promesse – conferma Berti – oggi abbiamo protocollato in Regione la richiesta ufficiale di commissariamento dell’ipab Altavita di Padova, sottoponendola all’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin”.

“Bitonci resta la solita tigre di carta, capace di prendersela solo con i kebabbari e con le iniziative culturali – ribadisce il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale – lui e la Lega sono abituati a fare politica con i titoli di giornale e con i fumogeni, ma queste situazioni non si risolvono con le sparate a mezzo stampa, con i tweet e con un post su Facebook. Per non parlare del Partito Democratico, che si è arroccato in difesa del fortino e si tiene strette le sue belle poltrone come ha fatto negli ultimi anni”.

“Siamo gli unici a combattere a fianco dei cittadini, dei lavoratori e delle famiglie – tuona Berti – e siamo gli unici che, dopo aver fatto scoppiare questa magagna, siamo passati dalle parole ai fatti con questa richiesta di commissariamento.”.

“Meno male che noi abbiamo aperto anche questa scatoletta di tonno – conclude Berti – ora gli atti sono nelle mani della Corte dei Conti e ne vedremo delle belle. Con la forza dell’onestà e della trasparenza vogliamo spazzare via l’opacità nella gestione di questi enti pubblici, da sempre serbatoio di careghe e terra di conquista dei partiti”.

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Esito dell’indagine della Corte dei conti sulla pedemontana veneta

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Il M5S da molti anni si batte per avere trasparenza nella realizzazione dell’opera pubblica più importante in Veneto dopo il Mose, la superstrada a pagamento Pedemontana Veneta. Un’opera fortemente voluta da Zaia ma anche da politici come Galan e Chisso, agli arresti per tangenti, realizzata da un Commissario straordinario indagato per turbativa d’asta (coadiuvato da un alto funzionario rinviato a giudizio nel processo Mose), e con un direttore dei lavori anch’esso agli arresti per reati specifici.

Ci siamo ripetutamente scontrati con la volontà di Zaia e del commissario straordinario di mantenere sotto chiave i documenti più importanti concernenti quest’opera. Non sono state sufficienti due interrogazioni parlamentari per riuscire ad imporre un minimo di trasparenza.

Abbiamo dunque depositato alla Corte dei Conti ed all’Autorità Nazionale Anticorruzione le nostre preoccupazioni. E non possiamo che esprimere dunque il nostro compiacimento per la recente deliberazione della Corte dei Conti che, nella sostanza, recepisce la relazione del consigliere Mezzera, e fa dunque proprie molte delle nostre stesse preoccupazioni.

La Corte critica duramente il ricorso al commissario straordinario. Secondo la Corte i controlli della regione sono carenti e la stessa sostenibilità finanziaria dell’opera è incerta, viste le improbabili previsioni sui flussi di traffico ed il conseguente grave rischio di ulteriori esborsi pubblici (esattamente come accade nella Brebemi di Maroni).

Il costo di realizzazione della Pedemontana è arrivato a superare i 3 miliardi di euro ed è destinato a salire ulteriormente. Buona parte della viabilità di raccordo non è infatti inclusa nei costi. La convenzione che, ripeto, non è mai stata resa pubblica forse proprio per evitare imbarazzi, presenta condizioni di sproporzionata convenienza per i privati e pure il rischio di mercato é sbilanciato a sfavore della Regione.

Il finanziamento dei privati non è ancora stato garantito, con la conseguenza che l’avanzamento dei lavori è stato possibile grazie quasi esclusivamente al finanziamento pubblico. Ma nella finanza di progetto, i capitali non dovevano metterli i privati?

Insomma per Zaia è una bocciatura su tutta la linea. Come peraltro per il PD che quest’opera ha sempre sostenuto senza esitazione alcuna. Come da tradizione infatti, quando ci sono grandissimi affari, non ci sono più differenze tra destra e sinistra.

I membri del M5S il Sen. Enrico Cappelletti e i consiglieri regionali Manuel Brusco e Simone Scarabel

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