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ELEZIONI REGIONALI, IL MIO VIDEO

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Da 5 anni lotto, ogni giorno, per i diritti e le istanze di chi viene considerato di serie B.

Quelli che in questo Veneto imperfetto sono gli ultimi, per me sono i primi.

Mi vorrebbero muta e mansueta, ma io non mollo!

Anche per questo, il 20 e 21 settembre, alle elezioni regionali del Veneto, chiedo il tuo voto.

Nella circoscrizione di Venezia, sulla scheda vai a fianco del simbolo “Movimento 5 Stelle” e scrivi BALDIN.

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PERSONALE DELLE COMUNITÀ PER MINORI IN AGITAZIONE IN TERRAFERMA, INTERROGO LA REGIONE: CARENZE E TURNI LUNGHI HANNO EFFETTO NELLA QUALITÀ DEL SERVIZIO?

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Venezia, 26 settembre 2025 – L’agitazione del personale delle comunità per minori di Zelarino e Campalto approda al tavolo del Consiglio regionale. La capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Erika Baldin, ha infatti depositato un’interrogazione rivolta alla Giunta veneta nella quale chiede se essa intenda verificare il livello delle prestazioni sociali offerte dall’Opera Santa Maria della Carità, che gestisce appunto tre strutture in terraferma.  

«Mi riferisco soprattutto alle carenze di educatrici ed educatori professionali -esordisce la consigliera- ormai rimasti solo in 16, nonché di altro personale con contratti a chiamata, che hanno contribuito a provocare malcontento tra le lavoratrici e i lavoratori delle residenze Girasoli, Margherite e S.Maria di Fatima». Le criticità sono state sollevate dalla CGIL Funzione Pubblica, alla quale non è stato concesso alcun incontro dalla direzione, nonostante le reiterate richieste.

La vertenza non riguarda solo le ristrettezze in organico, che obbligano il personale rimanente a compiere turni lunghi e stressanti, al servizio di persone con difficoltà: «Negli scorsi mesi di giugno e luglio -continua Baldin- viene segnalato che il personale ha svolto addirittura fino a 56 ore settimanali, escluse le notti, senza il riconoscimento dello straordinario. Il tutto anche attraverso modifiche unilaterali alle timbrature, per far sembrare che le operatrici e gli operatori avessero lavorato di meno. Senza parlare del mancato conteggio del tempo dedicato alle visite mediche».

La rivendicazione sindacale è focalizzata appunto a ottenere la retribuzione di tutte le ore effettivamente lavorate, più le indennità dovute: «Senza un piano straordinario di assunzioni non si va da nessuna parte -ammonisce l’esponente del M5S- e purtroppo si assiste alla stessa scena in molti settori, dalla sanità al trasporto pubblico, dall’istruzione alla sicurezza. Stipendi bassi, costo della vita che aumenta senza che i salari siano agganciati, mancanza di garanzie e welfare in ritirata sono le concause che determinano una situazione del genere. E la risposta da dare è politica, opposta a quella imperante. Tanto che oggi anche gli esponenti del centrodestra si sono resi conto della necessità di stabilire per la prossima consiliatura un’addizionale regionale all’IRPEF».

Auspicando l’apertura di un tavolo di concertazione, Erika Baldin conclude solidarizzando con la fermezza del personale dipendente, pronto anche a scioperare per vedere riconosciuti i propri diritti: «Dal canto suo -conclude- la Regione del Veneto ha il dovere di verificare, nell’interesse dei soggetti beneficiari, che l’insoddisfazione e l’eccessivo affaticamento delle persone addette al servizio non si trasferiscano negativamente nella qualità dello stesso». 
 
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Comunicati stampaSanità

LA REGIONE È ELUSIVA RIGUARDO LA SEGNALAZIONE DEI PAZIENTI AI QUALI SONO STATI SOSTITUITI FARMACI A BASE DI CANAPA CON ALTRI A MINOR PRINCIPIO ATTIVO

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Venezia, 9 settembre 2025 – Gli effetti perversi del decreto “Sicurezza” (o meglio, decreto Paura) emanato dal governo Meloni si riflettono anche nelle vicende sanitarie spicciole di singoli pazienti in tutta Italia. Il caso di un gruppo di cittadine e cittadini veronesi, riuniti nell’Associazione Pazienti Cannabis, e relativo all’inaccettabile sostituzione -da parte dell’ULSS 9 Scaligera- di prodotti analgesici a base di canapa con farmaci a minor contenuto di principio attivo, che rischiano di non lenire il dolore di chi soffre, è stato oggetto lo scorso giugno di un’interrogazione da parte della capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Erika Baldin.

«La Giunta ha risposto in aula -spiega la consigliera- affermando che nel corso degli anni l’ente avrebbe progressivamente ampliato la disponibilità dei farmaci in questione, a carico del Servizio sanitario regionale. A prova di tale asserzione vengono indicate le periodiche relazioni che la Giunta è tenuta a trasmettere alla competente Commissione consiliare. Ma non posso dirmi soddisfatta della risposta, anzi alquanto elusiva degli specifici temi che avevo sottoposto, compresa l’applicazione della legge regionale 38/2012 là dove regola la ricerca e i progetti innovativi della chimica farmaceutica a base di canapa, oltre alla formazione e aggiornamento del personale medico».

Baldin ritiene «di stampo ideologico» la consequenzialità tra la specifica azione di governo in materia («un obbrobrio legislativo») e la pratica che non evita ulteriori sofferenze alle persone malate e ai caregiver: «Viene stigmatizzata una coltura presente in Italia da secoli -continua l’esponente del M5S- e che nel caso medico necessita di essere bilanciata terapeuticamente addosso al singolo paziente. Esiste una ricca produzione legislativa e giurisprudenza in materia, anche comunitaria, che trova radice proprio nell’attività scientifica dei gruppi di lavoro istituzionali, e che cozza non solo con la tradizione italiana della canapa coltivata, ma anche con lo sviluppo di una sana economia verde, portando alla chiusura di centinaia di imprese e alla perdita di trentamila posti di lavoro tra agricoltura e commercio controllato». 

A confortare le aspettative delle consumatrici e dei consumatori di canapa light, a irrilevante presenza di thc, è una recentissima sentenza del Tribunale di Trento, il quale ha accolto i ricorsi di alcune aziende come Canapa Sativa Italia e Imprenditori Canapa Italia, affermando che chi opera nel settore lo fa all’interno di un quadro normativo solido, senza pregiudizio alla salute pubblica: «Viene bloccato chi fa del bene -conclude Erika Baldin- per colpa di un’ideologia repressiva, che invece fa male, e alla quale continueremo a dare battaglia dappertutto e nel tempo». 

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