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FINE VITA: IN TEMA DI DIRITTI CIVILI LE OPPOSIZIONI NON POSSONO ESSERE PIÙ INDIETRO DI ZAIA

Venezia, 3 novembre 2023 – «La sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale ha compiuto quattro anni lo scorso settembre e ancora manca una norma chiara che regolamenti le procedure del suicidio medicalmente assistito. Il Veneto ora può essere la prima regione a colmare questo vuoto, sarebbe assurdo se questo traguardo venisse tagliato con i voti della Lega di Zaia e senza quelli dell’opposizione». Così Erika Baldin, capogruppo in Consiglio regionale del MoVimento 5 Stelle. La prima consigliera a presentare, il 26 ottobre 2022, una mozione sul fine vita, chiedendo alla Regione di impegnarsi “a garantire che ogni persona sia libera di scegliere senza condizionamenti politici”, impegno poi approvato il 2 maggio scorso dal Consiglio regionale a larga maggioranza.

«Non si può essere contrari alla sentenza della Consulta», ribadisce Baldin. «Va applicata, bisogna garantire ai malati il diritto di scegliere in libertà e coscienza. Ciascuno dev’essere padrone del proprio futuro e il compito delle istituzioni è quello di sostenere i cittadini nelle loro scelte. La proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Coscioni in tutte le regioni serve per applicare la sentenza della Corte omogeneamente in tutto il territorio nazionale», sottolinea Baldin.

«L’opposizione, a mio avviso, dev’essere compatta a sostegno di questa proposta di legge che segna un passaggio storico per il Veneto e l’Italia nella cultura dei diritti. L’alternativa è quella di fare un regalo alla destra, divisa e in frantumi su questo tema. Non si possono sostenere le tesi del progetto di legge di Valdegamberi e Finco, che è stato stigmatizzato anche dalle associazioni dei caregiver. Nessuno impone nulla, ognuno conosce la propria sofferenza e dev’essere libero di scegliere la propria strada. Non tollero l’idea che qualcuno possa mettere le mani in tasca alla nostra vita», conclude Baldin.

erika baldin: