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Chioggia

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CITTADINANZA ONORARIA A MUSSOLINI: DOPO IL CASO MASERÀ, LA GIUNTA ZAIA PRENDE POSIZIONE? TUTTE LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI DOVREBBERO REVOCARLA

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Venezia, 13 aprile 2024 – «Matteotti no, Mussolini sì. Evidentemente a Maserà di Padova la guerra non è finita ottant’anni fa, e non sono state ripristinate le libertà costituzionali che il fascismo aveva conculcato». Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale, torna sull’incresciosa vicenda che ha visto loro malgrado protagonisti il sindaco della cittadina antoniana, Gabriele Volponi, e la maggioranza di centrodestra che lo sostiene, responsabile di aver fatto mancare i numeri alla mozione dell’opposizione, la quale chiedeva la revoca della cittadinanza onoraria attribuita nel 2024 al Duce e di concederla invece, post mortem, al martire polesano dell’antifascismo, dal cui assassinio a giugno ricorrerà appunto un secolo.

«Non si tratta di cancel culture -prosegue la consigliera- ma dev’essere pacifico che non sussiste alcun onore a mantenere, tra i propri cittadini virtuali e di prestigio, anche colui che ha trascinato l’Italia in vent’anni di dittatura, represso i diritti civili, militarizzato la vita sociale, chiuso sindacati e partiti politici, firmato le leggi razziali e si è alleato con Hitler verso il baratro per il suo Paese e per l’Europa». Baldin sostiene che «simili atti di revanscismo sono sempre meno occasionali, là dove la destra è al potere e in specie dopo l’avvio del governo Meloni. Stupisce soprattutto la posizione dei cosiddetti “moderati”, i quali fanno buon viso a cattivo gioco e pur di tirare avanti approvano le peggiori cose dei loro alleati sovranisti e ultranazionalisti. Dovrebbero ricordare che nella Resistenza ci sono state, fin dal principio, anche donne e uomini liberali, cattolici, perfino conservatori e monarchici. Ma ora sono tutti più lealisti del re: mi chiedo se l’amministrazione regionale, lo stesso presidente Zaia, hanno qualcosa da dire in merito».

L’esponente del M5S ricorda che «molte sono ancora le amministrazioni comunali che annoverano, al proprio albo civico, la cittadinanza onoraria a Mussolini che il regime stesso chiese qualche tempo dopo la marcia su Roma. Anche la mia città, Chioggia, aderì con delibera unanime del Consiglio comunale». L’ANPI a Jesolo ha chiesto che il Comune rimuova gli effetti di quella lontana delibera: «Dovrebbero farlo tutti i Comuni -conclude Erika Baldin- indipendentemente dal colore politico di chi governa. Constato però che a destra fanno fatica a definirsi antifascisti, e anche di fronte a vergogne antistoriche come questa fanno spallucce e si trincerano dietro un dito. Del resto, proprio a Chioggia il sindaco e la sua Giunta celebreranno il prossimo 25 Aprile lontano dal corso principale, per non “disturbare” le bancarelle del mercato settimanale, che evidentemente godono di una qualche insensata primazia… solo il M5S si oppose ad analogo scempio quando concomitante, come nel 2019, attraverso una delibera del primo cittadino. Evidentemente per qualcuno le bancarelle hanno più dignità e valore di una ricorrenza fondativa».

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CHIOGGIA, IL PROGRAMMA DI LEGISLATURA DELLA NUOVA GIUNTA È UN LIBRO DEI SOGNI: SI PREOCCUPI DI FAR FUNZIONARE I TRASPORTI

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Chioggia, 10 aprile 2024 – «Un irrealizzabile libro dei sogni, che ignora le necessità prime della cittadinanza, a partire dal trasporto urbano». Giudizio categorico da parte del MoVimento 5 Stelle alla bozza di programma per il resto della consiliatura municipale di Chioggia, fatto girare dalla nuova maggioranza Lega-Forza Italia-Chioggia Protagonista-Energia Civica: «Sorvolando sulla precarietà dell’aggregazione, indebolita nei numeri e nei presupposti politici -esordisce il capogruppo al Consiglio comunale, Daniele Stecco- balza all’occhio che essi si ripromettono di risolvere in due anni questioni non solo pendenti da tempo immemorabile, ma che nello stesso avvio di amministrazione sono state ignorate o posposte. Perché dovremmo crederci?».



Non solo: «Molti dei temi sul tappeto -prosegue la capogruppo al Consiglio regionale, Erika Baldin- richiedono una governance extracittadina, che non dipende dal volere della Giunta. È il caso, ad esempio, di Forte San Felice che dopo la sdemanializzazione ottenuta dal M5S si è impantanato senza continuare i restauri. Oppure il riferimento alla ferrovia Chioggia-Piove di Sacco-Padova, per la quale ho chiesto alla Regione di finanziare lo studio di fattibilità, demandato invece a un protocollo senza data con RFI. “Nessuna fretta”, se ne parla solo dal 1880…».

Stecco e Baldin ribadiscono che «il trasferimento del Mercato ittico all’ingrosso nella zona di Val da Rio era nel programma di tutte le forze politiche, anche quale conseguenza dello smantellamento del deposito di GPL. Vale ricordare che in eminenti scranni dell’amministrazione siedono persone che hanno avallato, dal loro ruolo precedente, tale impianto. Mentre era stato il governo progressista Conte II, attraverso il decreto Agosto, a bloccarne l’entrata in funzione: non certo le sole mobilitazioni di piazza, che hanno bisogno di concreti atti politici e legislativi per ottenere soddisfazione. E in questi due anni anche l’UNESCO ha riconosciuto che Armelao non ha fatto niente per smantellare il deposito».



Gli esponenti del M5S sono concordi nell’affermare che «questa Giunta in carica ha fatto di tutto per ritardare l’avvio della Zona a Traffico Limitato, obbedendo alle lobbies che l’hanno sostenuta in campagna elettorale. Ora se ne escono col potenziamento dei parcheggi esterni: c’era tutto nel programma della precedente amministrazione, oltre che in quello con il quale abbiamo concorso nel 2021. Basterebbe applicarlo, ci farebbe piacere avere ragione anche su questo».

Nel frattempo -concludono Erika Baldin e Daniele Stecco- «languono le vere urgenze della città. A cominciare dalla vertenza per il trasporto pubblico locale, dato che a giugno bisognerà decidere se andrà a gara o se continuerà con ACTV. La quale taglia il numero e la frequenza delle corse, con gravi disagi per la popolazione specie anziana, abbandonata a se stessa alle fermate anche per un’ora. Il tutto in nome di una presunta sostenibilità dei conti, quando un servizio pubblico del genere deve essere garantito in quanto essenziale alla mobilità delle persone. Dovremmo confidare che la neoassessora Mariarosa Chio abbia la soluzione pronta? Permetteteci di diffidarne».

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ENERGIA CIVICA ENTRA NELLA GIUNTA DI CENTRODESTRA A CHIOGGIA: ROSSI E CHIO SOSTERRANNO LA FILIERA CHE HA VOLUTO IL DEPOSITO DI GPL, E CHE ORA NON LO SMANTELLA

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Venezia, 4 aprile 2024 -.«Non sono stupita, anche se dovrei esserlo. Del resto, già tre giorni dopo le elezioni comunali del 2021 Maria Rosa Boscolo dichiarava alle telecamere che nel programma di Armelao c’erano “molti argomenti in comune” con quello di Energia Civica, e che quindi “di sicuro” avrebbero potuto collaborare».
Il disincanto di Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale, non nasconde l’amarezza per l’evolversi della crisi amministrativa a Chioggia: «Le parole del capogruppo civico Roberto Rossi -osserva la consigliera- relative ad una presunta “nuova fase” senza Fratelli d’Italia in Giunta sono inequivocabili. L’offerta di un assessorato da parte della maggioranza di centrodestra c’è stata, e la lista emanazione del comitato No GPL non ha detto di no».

Baldin ricorda che non si tratta del primo abboccamento tra le due parti: «Rossi aveva ottenuto la vicepresidenza della commissione Ambiente, e già lo scorso mese c’era stato un incontro-fiume con il sindaco per accordare il sostegno. Insomma, non si tratta di un fulmine a ciel sereno: la trattativa era in corso, prova ne siano l’atteggiamento di difficoltà della stessa Boscolo nell’ultima seduta del Consiglio comunale, e la sua assenza alla manifestazione delle minoranze il giorno precedente sotto il Municipio».

L’esponente del M5S è ironica: «Chissà cose ne pensano, coloro che nel settembre di oltre due anni fa avevano votato Energia Civica, di questa nuova intesa. Non è noto se siano almeno stati convocati e consultati attraverso una delle assemblee dal basso, tanto care al loro gruppo che non ha mai avuto né programma né obiettivi, ma solo un metodo impolitico che non si può applicare a tutto.

L’unico fronte che teneva unite queste persone era la lotta al deposito di GPL in Val da Rio, voluto dalla filiera di centrodestra: come spiegano, ora, il fatto di sedersi allo stesso tavolo con chi non sta smantellando l’impianto, dopo che fu il governo progressista Conte II a bloccarlo grazie al decreto Agosto?».

I nodi della crisi amministrativa, tuttavia, rimangono tutti irrisolti: «Li ha enumerati efficacemente il capogruppo chioggiotto Daniele Stecco -conclude Erika Baldin- pescando dal programma inapplicato del centrodestra. Dal dimezzamento del trasporto pubblico urbano all’aumento della TARI e della tassa di soggiorno, dalla carenza di parcheggi “rosa” alla mancata preparazione e nomina di un disability manager, l’assenza di colonnine per la ricarica elettrica e nessun aiuto alle giovani coppie in cerca di casa: di quello che avevano messo per iscritto, pochissimo hanno realizzato, se non tagliare nastri delle opere programmate e finanziate dalla precedente giunta Ferro. Solo selfie e blitz a favore di telecamera.

I princìpi dell’ecologia politica vorrebbero che la decisione fosse di nuovo affidata alla cittadinanza e alle urne, invece si assiste a una soluzione pasticciata che ci conferma come allora avevamo fatto bene a non sottostare alla richiesta dei civici di esprimere a tutti i costi la candidatura a sindaco di una possibile coalizione unitaria».

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CRISI DI GIUNTA A CHIOGGIA, LA MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA È AL CAPOLINEA. ORA LA PAROLA TORNI ALLA CITTADINANZA

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Chioggia, 13 marzo 2024 – «Dopo mesi di rimpasti, sgambetti e dimissioni, possiamo dire che è stato superato ogni limite: la crisi della maggioranza ha bloccato la città, con ripercussioni per cittadine e cittadini e imprese. Invece di amministrare, Armelao e la sua maggioranza litigano da oltre tre mesi al loro interno, per questioni personali. Così la crisi si trasforma in una stasi che mette in sofferenza l’intera comunità». Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale del Veneto, interviene in merito alla perdurante crisi dell’amministrazione di Chioggia.

«In questa crisi della maggioranza, scatenata da questioni personali più che politiche, nessuno si salva. L’unica soluzione è restituire la parola alla cittadinanza, portando rapidamente la città al voto. Solo così Chioggia potrà uscire dalla palude in cui è sprofondata a causa del fallimento della maggioranza, che si è dimostrata incapace di mettere l’interesse della città davanti a tutto», dichiara Baldin.

«Non possiamo aspettare, non possiamo più perdere tempo. Le questioni irrisolte e mai affrontate dall’amministrazione sono davanti agli occhi di tutti: a partire dal deposito di GPL, che era stato bloccato dal decreto Agosto del governo Conte II, ma questa amministrazione non ha fatto niente per rimuoverlo. E l’UNESCO ha chiesto al sindaco appunto quando sarà abbattuto: se i “bomboloni” rimangono dove sono, Chioggia rischia di perdere la protezione della stessa UNESCO», aggiunge la consigliera regionale. «E, a proposito di energia, nulla ha detto la Giunta di Chioggia sulla ripresa delle trivellazioni nell’alto Adriatico, voluta dal governo Meloni e Salvini». 
 
Conclude Erika Baldin: «La città ha bisogno di un sindaco e di una maggioranza che siano in grado di difendere la popolazione di Chioggia dalle scelte di ACTV, che ha ridotto drasticamente le linee e le corse del trasporto pubblico locale. Occorre avere la forza di incalzare la Regione rispetto ai collegamenti su rotaia: staremo dieci mesi senza ferrovia, e anche quest’anno (come l’anno scorso) il “treno del mare” non partirà. E deve incalzare il governo per quanto riguarda la sicurezza della Romea, una tra le strade italiane che più contribuisce ad aumentare il numero delle persone morte per incidente. Tutto ciò non lo potrà fare una maggioranza arrivata ormai al capolinea, per questo auspico che al più presto sia possibile votare una nuova amministrazione».
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CENTENARIO DALL’ASSASSINO DI MATTEOTTI PER MANO FASCISTA: ACCELERARE LA RIAPERTURA DELLA CASA-MUSEO A FRATTA POLESINE E FINANZIARE INIZIATIVE IN ALTRE PROVINCE

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Venezia, 27 febbraio 2024 – Accelerare i restauri in corso alla casa-museo di Giacomo Matteotti a Fratta Polesine, e pianificare anche fuori dalla provincia rodigina le iniziative in memoria del deputato socialista rapito e ucciso dalle camicie nere cent’anni fa. È quanto ha chiesto Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale, in un’interrogazione alla Giunta di palazzo Balbi: «Avevo saputo a gennaio -illustra la consigliera- che il governo Meloni stava ritardando l’erogazione dei fondi, pur approvati dal Parlamento nel quadro delle manifestazioni nazionali. A quanto pare essi sarebbero stati poi sbloccati, ma l’iter di accesso è complicato e vi possono accedere solo le realtà più strettamente collegate all’opera dell’insigne parlamentare antifascista».

Che però non escludono, dal novero degli enti interessati, i Comuni dove lo stesso Matteotti e il figlio Giancarlo vennero eletti: «Penso appunto a Padova e a Verona -aggiunge Baldin- ma anche a Chioggia, la mia città, dove so essere state pensate alcune iniziative. Per questo ho chiesto alla Regione di destinare risorse anche a queste manifestazioni, ovviando alle ristrettezze del governo centrale, e di riservare particolare attenzione alla didattica». In risposta all’interrogazione, l’assessore regionale alla Cultura, Cristiano Corazzari, ha affermato che la collaborazione con i Comuni e le istituzioni promotrici è stretta e avanzata, oltre ai contatti con la Presidenza della Repubblica per garantire la presenza di Sergio Mattarella alle celebrazioni.

Dal 2019, peraltro, l’esecutivo veneto finanzia l’apertura e l’attività della casa-museo di Fratta, ora proprietà dell’Accademia dei Concordi, erogando 35mila euro annui: «Bene che la somma sia stata mantenuta nel tempo -conclude Erika Baldin- e che il programma Grandi Eventi abbia stanziato anche la somma necessaria a organizzare l’esposizione “Come divenni Giacomo Matteotti. Storia e idee di un giovane europeo”. Urge però concepire un programma più vasto, non solo che il portale Cultura Veneto comunichi e dia visibilità a ciò che già valorizza la figura del politico polesano. Prima di tutto, è necessario che la casa-museo chiusa dal 5 febbraio per manutenzione riapra quanto prima, magari in anticipo rispetto alle ricorrenze di giugno: ciò favorirebbe anche gli arrivi turistici in un territorio le cui potenzialità sono state finora spesso dimenticate».

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QUALITÀ DELL’ARIA, DIECI COMUNI VENETI IN ZONA ROSSA: URGONO INTERVENTI SERI RIGUARDO LA SOSTITUZIONE DELLE CALDAIE E DEL PARCO MEZZI. LA REGIONE COORDINA?

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Venezia, 8 febbraio 2024 – Qualità dell’aria, è allarme in Veneto. Ben dieci Comuni hanno oltrepassato i limiti dell’allarme rosso per densità di polveri sottili e PM10, riducendo giocoforza la circolazione alle vetture più obsolete. In tale contesto, l’ANCI chiede al governo misure specifiche, suggerendo tra esse la sostituzione delle caldaie e la riforestazione urbana: «Secondo me -commenta Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale- questi possibili provvedimenti, pur sacrosanti, sono limitativi se non si aggiunge anche una revisione del parco di mezzi pubblici. Serve un piano straordinario da parte delle amministrazioni, se non vogliamo fare una brutta fine».

Nei giorni scorsi, la consigliera ha depositato in materia un’interrogazione a risposta scritta, che chiede alla Giunta guidata da Luca Zaia se intenda predisporre politiche strutturali di intervento programmato al fine di migliorare la qualità dell’aria, su indicazione e supporto di ARPAV. «Inoltre   -precisa Baldin- il mio proposito è far impegnare le strutture sanitarie e di prevenzione in un’indagine epidemiologica in tema di malattie che derivano dalle emissioni di agenti inquinanti. Infine chiedo all’esecutivo regionale se intende coordinare l’attività dei Comuni, delle Province e della Città Metropolitana di Venezia sia in campo interdittivo ed emergenziale, sia per l’educazione ambientale e di promozione delle buone pratiche».

Intanto oltre ventimila cittadine e cittadini veneziani, e oltre 73mila veneti, hanno sottoscritto online l’azione collettiva promossa da un network che offre assistenza legale e copertura assicurativa alle professioni sanitarie, la quale intende far rispettare dagli enti locali la direttiva comunitaria 50/2008 che impone agli Stati membri specifici standard in materia di qualità dell’aria. «Serve proprio un cambio di abitudini per salvare il pianeta e il proprio territorio -afferma l’esponente del M5S- poiché non sono più sufficienti misure provvisorie o estemporanee. Del resto lo rileva l’ARPAV stessa, quindi una struttura regionale, quando nei suoi bollettini ufficiali vengono squadernati i dati della qualità dell’aria, sempre più mediocre e scadente in tutte le province, con eccezione di Belluno».

Dal canto suo Legambiente ha pubblicato un dossier dettagliato, che mostra come da anni i centri urbani di Padova e Venezia si collocano sempre, purtroppo, ai massimi livelli di sforamento: «Chi sostiene che se bloccassimo tutte le auto non cambierebbe niente -polemizza in chiusura Erika Baldin- non sa cosa dice. Occorre investire nei mezzi pubblici, anziché tagliarli, e ridurre fortemente l’utilizzo dell’automobile privata in città, che peraltro è fonte di stress per gli stessi conducenti. Eppure ci sono Comuni, come San Donà di Piave, che non programmano più le domeniche ecologiche, sostenendo siano inutili: il messaggio che lanciano è sbagliato, anche perché è non solo più salutare, ma anche più bello vivere la propria città a piedi, in bicicletta o adoperando i mezzi pubblici».

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TAGLI ALLE LINEE AUTOBUS DI ACTV A CHIOGGIA, L’AZIENDA RISPETTI IL CONTRATTO DI SERVIZIO E COMUNICHI TEMPI CERTI PER IL RIPRISTINO DELLA SITUAZIONE PRECEDENTE

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Chioggia, 30 gennaio 2024 – «Sono sconcertata dai tagli unilaterali del trasporto pubblico di ACTV a Chioggia. Tra un’azienda che non rispetta il contratto di servizio e un’amministrazione comunale silente, ne fanno le spese la cittadinanza e il personale». È categorica Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale, dopo la notizia che dal 1° febbraio l’impresa veneziana sopprimerà due linee di autobus e ridurrà drasticamente la frequenza delle altre, per asserita carenza di conducenti.

«Penso alle persone anziane -commenta la consigliera- che con una corriera l’ora si vedranno ridotta la propria mobilità e socialità, abbandonandosi al rischio di depressione. Penso a coloro che abitano le frazioni, che avranno minori possibilità di collegarsi al centro. Penso alle città turistiche degne di tale nome, che hanno un servizio di trasporto efficace anche nelle ore serali, anziché interromperlo prima delle 21».

Baldin non risparmia alcuna delle parti in causa: «ACTV parla solo di sostenibilità economica e di equilibrio, mai dei diritti delle persone e di chi lavora nei mezzi, spesso sotto lo scacco della piccola criminalità e con turni insostenibili, oltre alle controversie contrattuali e salariali. Eppure il contratto sottoscritto con la Città Metropolitana di Venezia è chiaro, quanto all’obiettivo del servizio. Dal canto suo il Comune di Chioggia, là dove l’evasione del biglietto è più marcata (oltre il doppio rispetto alla media aziendale), da tempo parla cripticamente di “riorganizzazione” e ventila il progetto di bus a chiamata, senza fare passi in avanti».

Contestualmente, la coordinatrice metropolitana annuncia la presentazione di un atto ispettivo: «Interrogherò urgentemente la Giunta regionale, che ha competenza generale quanto al funzionamento del trasporto pubblico locale in tutto il territorio veneto, affinché prenda posizione e magari contribuisca a risolvere l’impasse, con attenzione all’utenza e al personale viaggiante. Soprattutto -conclude Erika Baldin- trovo necessaria una moral suasion di palazzo Balbi affinché ACTV determini tempi certi per il ripristino dello status quo, ovvero delle corse che verranno a saltare durante questa latente interruzione di pubblico servizio. Perché sappiamo bene come in Italia, e il Veneto non è certo esente, ciò che nasce provvisorio diventa purtroppo definitivo».

Aggiunge Daniele Stecco, capogruppo del M5S al Consiglio comunale di Chioggia: «Dal marzo 2023 avviso il Comune riguardo il bisogno di spiegare come intende coprire le spese per il trasporto di ACTV, in proroga dal 1° aprile di un anno fa. Ad ogni variazione di bilancio, e in occasione del bilancio per il 2024, ho sempre chiesto se il Comune intendeva stanziare fondi per evitare i tagli del servizio, ma non ho mai ricevuto risposte.

Ora, il colmo: l’amministrazione locale ha avviato con grave ritardo la zona a traffico limitato nel centro storico, prevista dalla Giunta in cui ero assessore, e lo fa proprio in concomitanza con la rarefazione delle corriere e l’assenza di navette, che sono il primo mezzo necessario per poter godere dei benefici della zona pedonale. Senza contare i disagi per chi abita nelle frazioni, sempre fanalino di coda per Armelao e i suoi assessori in sospeso, che da due anni sono assenti ai tavoli dove si decidono le conseguenze per la popolazione di Chioggia».

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IL PFAS NELLE ACQUE FLUVIALI CIRCOSTANTI CHIOGGIA STA DENTRO I VALORI DI NORMA. NON ABBASSARE LA GUARDIA, DOPO 3800 MORTI

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Venezia, 12 dicembre 2023 – Secondo la Regione del Veneto, i valori dell’inquinante PFAS nel territorio di Chioggia e nei suoi bacini idrici rientra nelle misure consentite dalla norma. Lo ha comunicato, nell’aula del Consiglio regionale, l’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, in risposta a un’interrogazione avanzata il 22 marzo scorso dalla capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Erika Baldin. L’atto ispettivo della consigliera chioggiotta faceva riferimento ad alcune notizie di stampa, secondo le quali alcuni dati diffusi nel Comune di Arco (Trento) erano in realtà stati acquisiti durante un campionamento effettuato da ARPAV nei pressi di Chioggia.

«Si è trattato di un errore materiale -spiega Baldin- che ARPAV ha prontamente comunicato alla corrispondente Agenzia trentina, correggendo il rapporto di prova inviato inizialmente. Quanto alla presenza di PFAS nelle acque circostanti Chioggia, la Regione ha smentito che essa sia significativamente superiore a quella di altri territori veneti, estranei alla zona più contaminata, ovvero il Vicentino, la Bassa Padovana e l’Alto Polesine. Pertanto non sono state adottate misure specifiche per quanto concerne i luoghi di rilevazione a Chioggia, ubicati a valle della confluenza tra il Brenta, il Bacchiglione e il Gorzone, oltre che nei pressi dell’idrovora di Ca’ Bianca e lungo il canale delle Trezze».

Il sito di ARPAV riporta infatti i rilievi eseguiti dal 2018 al mese di agosto 2023, inerenti a tutti i corpi idrici di pianura. Secondo l’esponente del M5S, «occorre comunque tenere alta l’attenzione, poiché anche dal processo in corso nei confronti dell’impresa Miteni è emerso negli scorsi giorni come siano state circa 3800 le vittime nei Comuni contaminati, in quarant’anni di attività aziendale. E anche dove gli effetti non sono mortali, non sfugge che i depositi del PFAS nei fondali sono pesanti e arrivano al mare, inquinando la fauna ittica e i terreni coltivati circostanti, che vengono irrigati con le acque di fiumi e canali. Non c’è quindi solo la prioritaria questione legata alla salute -conclude Erika Baldin- e alla potabilità dell’acqua, ma anche i pregiudizi arrecati alla pesca e all’agricoltura. Per questi motivi, nonostante la situazione sia monitorata e in costante aggiornamento, urge non abbassare la guardia delle competenti autorità regionali affinché il PFAS non raggiunga gli alimenti».

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LA LEGGE SPECIALE PER VENEZIA VA MASSICCIAMENTE RIFINANZIATA: IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO ALL’UNANIMITÀ IL MIO ORDINE DEL GIORNO

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Venezia, 24 ottobre 2023 – Proseguire l’interlocuzione in corso con il governo Meloni, al fine di garantire lo sblocco di fondi adeguati a rifinanziare la Legge speciale per Venezia. Lo sollecita il Consiglio regionale, che oggi ha approvato all’unanimità dei presenti (43 voti favorevoli) l’ordine del giorno promosso dalla capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Erika Baldin, e rivolto alla Giunta veneta: l’obiettivo è far affluire di nuovo, dopo oltre dodici anni, le necessarie risorse alla città capoluogo, alla gronda lagunare e all’intero bacino scolante, che versano in condizioni di gravi difficoltà sotto molti aspetti.

«Sono assai soddisfatta per l’esito di questo voto in aula -esordisce la consigliera- dal momento che anche la maggioranza di centrodestra ha compreso come non sia più rinviabile un’azione incisiva verso l’esecutivo centrale. Se in questi anni non si è raggiunto alcun risultato in tal senso, la responsabilità è trasversale e nessuno può dirsi esente da colpe. Ma oggi, da Venezia, vogliamo mandare un messaggio a Roma, a nome di un territorio fragile che va salvaguardato».

Molte le minacce che incombono: dallo spopolamento dei centri storici al fenomeno dell’overtourism, dalle maree eccezionali al moto ondoso. «Penso soprattutto al problema della casa -continua Baldin- perché è vero che mancano politiche abitative efficaci, ma l’ATER veneziana avrebbe a disposizione un numero di alloggi atto a soddisfare il fabbisogno dell’intera Città Metropolitana, se solo la funzionalità di tali immobili venisse ripristinata dagli opportuni stanziamenti».

L’ordine del giorno Baldin verrà inviato a tutte e tutti i parlamentari eletti in Veneto: «La Legge Speciale del 1973 -aggiunge la coordinatrice metropolitana del M5S- era infatti stata scritta in modo da rispettare le esigenze non solo della città d’acqua, ma delle intere realtà che si affacciano sulla gronda, come Chioggia e Mira, oltre che di un bacino scolante che coinvolge anche i territori del Padovano e del Trevigiano. Lo stesso presidente Zaia aveva chiesto al governo di rifinanziare la Legge nello scorso mese di febbraio, ma ad oggi le risorse riallocate dalla Regione ammontano solo a poco più di 28 milioni, del tutto insufficienti per mettere Venezia in sicurezza, come imposto anche dall’UNESCO».

Torna quindi necessario agire con forza comune, a nome dell’intera Regione: «Ringrazio le forze politiche presenti in Consiglio -conclude Erika Baldin- perché hanno compreso come Venezia e la sua laguna sono luoghi la cui importanza trascende ogni confine geografico, tanto da suscitare preoccupazione su scala planetaria quando avvengono fenomeni come l’alta marea straordinaria del 12 novembre 2019. La Città Storica rappresenta un patrimonio artistico e architettonico eccezionale,  mentre la laguna (con il suo complesso sistema di canali e barene) è un capitale ambientale inestimabile, e non solo per la biodiversità che custodisce. È ora che anche al governo si rendano conto di questa assoluta specificità, e che di conseguenza dispongano risorse altrettanto speciali».

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FERROVIA CHIOGGIA-ROVIGO, ADDIO SISTEMI TERRITORIALI: ORA LA REGIONE ACCELERI IL PASSAGGIO DI CONSEGNE CON TRENITALIA

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Venezia, 26 settembre 2023 – Con l’approvazione del bilancio consolidato della Regione Veneto e delle sue società partecipate, avvenuta oggi nell’aula di palazzo Ferro Fini a Venezia, termina (si spera definitivamente) anche il capitolo di Sistemi Territoriali, l’azienda che fino ad ora ha retto il trasporto pubblico su rotaia tra Chioggia e Rovigo. Lo scorso agosto, infatti, il TAR ha ufficialmente assegnato a Trenitalia la gestione della linea, respingendo il ricorso presentato dalla concorrente Arriva Italia: «Ora non resta che avviare sollecitamente il passaggio di consegne -commenta Erika Baldin, capogruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle- dal momento che avrebbe già dovuto avvenire prima della fine dell’estate».

Intervenendo durante la seduta, la consigliera ha ricordato come «anche in questi sgoccioli di servizio, il completo fallimento di Sistemi Territoriali continua a fare danni. Ho notizia infatti di numerose cancellazioni di corse, in specie nei primi giorni di settembre: treni che non sono stati sostituiti da autobus, con il risultato di lasciare a terra studentesse, studenti, lavoratrici e lavoratori pendolari che continuano ad aver bisogno della tratta. Checché ne pensi la maggioranza, la quale ha fatto di tutto per limitare le potenzialità della tratta: le responsabilità delle scelte politiche operate dalla Regione nel malfunzionamento della Chioggia-Rovigo sono evidenti».

Semmai, continua Baldin, «la tratta è poco frequentata proprio perché non è stata in grado di fornire quel minimo di standard che il collegamento tra la laguna sud e il Polesine merita, che noi avevamo richiesto a più riprese e individuato nella normalità di Trenitalia. Anche per questo motivo, sollecito l’assessora regionale Elisa de Berti ad accelerare quanto più possibile la transizione, anche per istituire in tempo utile il “treno del mare” verso le spiagge di Sottomarina prima dell’inizio della prossima estate 2024».

L’esponente del M5S rilancia anche riguardo lo studio di fattibilità di una ferrovia tra Chioggia e Piove di Sacco, necessaria ai collegamenti con Padova, Mestre e Venezia: «La destra che amministra il Veneto vuole che sia RFI, impresa gestrice della rete, a occuparsene. Ma lascia attendere le calende greche, tanto per loro non è una priorità. Per me sì, e chiedo che sia la Regione stessa a finanziare lo studio in questione. Intanto -conclude Erika Baldin- c’è solo di che rallegrarsi della fine di Sistemi Territoriali, anche nel bilancio: addio, non ci mancherà».

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