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MERCATO LIBERO DEL GAS, LA REGIONE APRA UN SITO D’INFORMAZIONE PER ORIENTARE LA CLIENTELA, E PROMUOVA L’UTILIZZO DI FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI

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Venezia, 9 gennaio 2024 – Mercoledì 10 gennaio in Italia scatterà la fine del servizio di maggior tutela per la fornitura del gas naturale, e oltre 320mila consumatori veneti rischiano di non aver ancora le idee chiare riguardo le offerte del mercato libero. La situazione preoccupa Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale, che ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata alla Giunta di palazzo Balbi: «Anche se le persone più anziane di 75 anni e quelle con disabilità sono state escluse da questo passaggio, rimanendo tutelate in quanto vulnerabili, il cambiamento per la grande maggioranza delle cittadine e dei cittadini rischia di essere epocale e improvviso, per quanto più volte annunciato. E a luglio arriverà analogo processo anche per l’energia elettrica, in un periodo già vessato dai continui rincari delle bollette».

Baldin chiede alla Giunta regionale di predisporre gli adeguati strumenti informativi in merito alla nuova disciplina, in modo da far fronte alle esigenze di conoscenza consapevole da parte di una clientela tuttora disorientata: «Al sistema concorrenziale stanno transitando infatti anche persone di istruzione approssimativa, con scarsi mezzi economici. Pertanto -spiega la consigliera- anche coinvolgendo le associazioni di consumatrici e consumatori, diffuse nel territorio, è opportuno che la Regione crei un portale informatico pubblico di comparazione delle offerte, sia in senso economico che qualitativo, volto allo stesso tempo a favorire il rispetto del principio di concorrenza e quello della trasparenza del mercato, a fronte di oltre 500 operatori del gas naturale e di oltre 600 dell’energia elettrica».

Oggi lo strumento pubblico in vigore corrisponde al portale Luce Gas dell’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, che funziona a livello statale, senza peculiare riguardo per chi opera in ristretti ambiti territoriali: «E soprattutto -prosegue l’esponente del M5S- esso non considera un vantaggio né una priorità la fornitura di energie rinnovabili. La mia interrogazione mira quindi a promuovere, in questo portale, una sezione specifica proprio per le aziende che producono esclusivamente energia pulita, ad esempio sfruttando i benefìci del vento, del sole, delle correnti marine, dei rifiuti».

Un’attenzione che trova riscontro anche nel recente bilancio dell’ente: «Lo scorso dicembre -conclude Erika Baldin- il Consiglio regionale aveva approvato all’unanimità il mio ordine del giorno che aveva lo scopo di attivare la Giunta a sollecitare, in relazione alla realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici, una disciplina che imponga l’utilizzo in via prioritaria delle aree già antropizzate ed edificate. In primis quelle adibite a parcheggio, come accade ad esempio in Francia nei centri commerciali. Ciò a garanzia del suolo, quale risorsa limitata e già fin troppo consumata in questa regione, che con il 12.48% presenta valori quasi doppi alla media nazionale».

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BOCCIATO IL MIO EMENDAMENTO CHE RIVENDICAVA L’AUTONOMIA DELLA REGIONE NEL DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO: IL TAGLIO DEI PLESSI NON È DOVUTO, È SUA RESPONSABILITÀ

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Venezia, 19 dicembre 2023 – Porte sbarrate dal Consiglio regionale del Veneto all’autonomia in materia di dimensionamento scolastico. L’assemblea di palazzo Ferro Fini, infatti, ha bocciato a maggioranza l’emendamento che Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle, aveva presentato al bilancio, il quale chiedeva che la Regione si impegni a contrastare il processo di revisione della rete scolastica, previsto dal governo Meloni, mantenendo le attuali sedi e favorendo soluzioni coerenti con le esigenze dei singoli territori.

La consigliera si dichiara allibita: «Mentre altre Regioni, anche amministrate dal centrodestra come la Sardegna, hanno ricorso in massa contro il provvedimento, qui la Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia rinunciano al concetto di autonomia tanto caro, per abbracciare le “ragioni” del governo centrale». È vero che la Corte Costituzionale ha rigettato il ricorso delle Regioni Emilia Romagna, Toscana e Puglia, ma al contempo ha riconosciuto che esiste un’interferenza nelle competenze regionali riconosciute dall’articolo 117 comma 3 della Carta, limitando il ruolo dello Stato al personale scolastico e alle norme generali in tema di istruzione.

«Non solo -incalza Baldin- secondo la Corte, non è richiesta alle Regioni la chiusura di alcun plesso, a seguito della determinazione del contingente organico del numero di dirigenti scolastici attivi. Pertanto la scelta di chiudere intere strutture è tutta e solo veneta, quale conseguenza della legge di bilancio statale 197/2022, che fissa a 900 il numero delle allieve e degli allievi per ogni istituto comprensivo, accorpando giocoforza i servizi e appunto le dirigenze».

Nell’ultimo anno sono stati davvero tanti gli attriti e le frizioni tra gli uffici scolastici regionali da un lato, le comunità di docenti e genitori dall’altro, che si sono affrontati sul campo per difendere ogni lembo di autonomia nel settore: «Dalle isole della laguna ai più sperduti borghi montani -conclude Erika Baldin- i primi a farne le spese sono stati, come sempre, gli abitanti dei luoghi più difficili, dal punto di vista logistico e dell’integrazione.

E questi provvedimenti delle destre hanno come prime vittime le donne e le madri, sempre più spesso costrette (è notizia nei quotidiani odierni) ad abbandonare il proprio posto di lavoro perché nella zona in cui vivono non ci sono asili nido, e vengono chiuse intere scuole per l’infanzia, scuole primarie, scuole secondarie di primo grado. È giusto sappiano che questa situazione di disagio reca i nomi e i cognomi di Giorgia Meloni e di tutte le amministratrici e amministratori veneti di centrodestra».

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PER IL SECONDO ANNO, IL CONSIGLIO REGIONALE BOCCIA L’EROGAZIONE DI FONDI DESTINATI ALLA MANUTENZIONE DEI PONTI MOBILI SUL NAVIGLIO DEL BRENTA: I COMUNI LASCIATI DA SOLI

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Venezia, 19 dicembre 2023 – La manutenzione e la gestione dei ponti mobili sopra il Naviglio del Brenta dovrà continuare ad essere affare proprio del Comune di Mira. Lo ha deciso a maggioranza il Consiglio regionale, che per il secondo anno consecutivo ha respinto un emendamento al bilancio avanzato dalla capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Erika Baldin: la consigliera aveva chiesto l’erogazione di contributi atti al sostegno dei progetti volti al recupero, alla valorizzazione e alla maggior efficienza del ponti mobili che attraversano fiumi e canali nel Veneto, con priorità per gli interventi che comportano l’abbattimento delle spese per il loro funzionamento e manutenzione.

«Si trattava -argomenta Baldin- di sostenere economicamente gli sforzi del Comune, finora il solo ente onerato nella complessa gestione dei ponti, che gravano unicamente sopra le casse della città rivierasca. Un fardello insostenibile, circa 500mila euro annui sottratti alle altre incombenze e necessità collettive, mentre il governo Meloni si diverte a tagliare i finanziamenti ai Comuni». Eppure, l’infrastruttura navigabile è di pertinenza della Regione: «Ma la maggioranza di centrodestra che ne regge le sorti -polemizza l’esponente del M5S- si gira dall’altra parte quando si parla della Riviera del Brenta. A differenza loro, io faccio e farò il contrario, continuando ad occuparmene e facendomi interprete dei suoi bisogni in Consiglio».

L’area di intervento che avrebbe potuto alleviare le fatiche degli amministratori miresi era stata individuata nella missione 10, avente a oggetto i trasporti e il diritto alla mobilità; nello specifico, il programma 1003 dedicato alle vie d’acqua: «La somma che avevo ipotizzato -conclude Erika Baldin- era pari alle esigenze manifestate, ovvero 500mila euro per ciascun esercizio fino al 2026. Le cittadine e i cittadini anche nel 2024 sanno chi devono ringraziare, se il servizio di apertura dei ponti graverà interamente sopra le loro uniche spalle».

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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IL CONSIGLIO REGIONALE NEGA I FONDI AI COMUNI DELLA RIVIERA DEL BRENTA PER ESTIRPARE LE PIANTE INFESTANTI DAL NAVIGLIO

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Venezia, 18 dicembre 2023 – Per il secondo anno consecutivo, il Consiglio regionale ha bocciato a maggioranza l’emendamento al bilancio che Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle, aveva depositato allo scopo di stanziare 500mila euro l’anno per l’estirpazione delle piante infestanti dai corsi d’acqua della Riviera del Brenta. «Un altro duro colpo per le amministrazioni locali -commenta la consigliera- che si trovano abbandonate a loro stesse nella lotta contro la Ludwigia hexapetala, la pianta comunemente nota come porracchia, la quale in estate fa diventare prati fioriti il letto del Naviglio».

A far fronte allo stanziamento, secondo Baldin, avrebbero sopperito le risorse allocate nella missione 9 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente”, là dove vengono valorizzate le risorse idriche: «Eliminare in maniera definitiva le piante infestanti dal Brenta -spiega la coordinatrice metropolitana del M5S- lo renderebbe pienamente navigabile in tutti i mesi dell’anno, evitando che la fauna ittica muoia per mancanza di ossigeno e consentendo ai burchielli di far godere alle visitatrici e ai visitatori la bellezza delle ville che si affacciano lungo il fiume».

Nel 2022 la difficile opera di sradicamento della porracchia è stata onere dei soli Comuni, in particolare quello di Mira: «Ricordo anche -conclude Erika Baldin- sempre lo scorso anno il Genio civile aveva iniziato a reprimere il fenomeno da Oriago, Malcontenta e dalla conca di Moranzani, ma senza esiti sufficienti. Tanto che l’invasività della specie si è protratta poi anche nel territorio limitrofo di Campagna Lupia. Solo un intervento terminale e ripetuto nel tempo potrebbe far tornare il Naviglio del Brenta quello che era, a vantaggio di tutta la comunità. Lo hanno chiesto gli amministratori civici e la rete di imprese del settore, ma la destra in Regione non ci vuole inspiegabilmente sentire».

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ZAIA AMICO DEI GIOVANI? PURA PROPAGANDA, DALLA REGIONE NESSUN SOSTEGNO

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Venezia, 13 dicembre 2023 – «La propaganda di Zaia, purtroppo, è distantissima dalla realtà». La capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Erika Baldin, non usa mezzi termini per definire «le esternazioni di chi lancia la candidatura del Veneto regione “young friendly”, dopo aver governato 13 anni senza alcun tipo di attenzione nei confronti delle nuove generazioni. Anche in questo bilancio, le mie proposte per gli sconti sul trasporto pubblico e per il contrasto alla crisi abitativa sono state bocciate».

«Le parole spese in questi giorni sull’educazione all’affettività nelle scuole, poi, sembrano aria fritta, se pensiamo che è dalla pandemia che gli studenti chiedono il supporto psicologico nelle scuole. Nel frattempo, il mio progetto di legge per istituire un servizio psico-pedagogico scolastico regionale è fermo in commissione dal giugno dello scorso anno», ricorda Baldin. «Insomma, ai giovani non bastano i proclami. E in assenza di fatti, chi può alza i tacchi e se ne va. Lo dimostrano i dati del saldo migratorio relativo agli under 35: le stime della Fondazione Nord-Est parlano di quasi 120mila giovani emigrati dal Veneto nell’ultimo decennio. Di questi ne sono rientrati solo 36 mila, con una perdita netta di 80mila giovani: è come se in Veneto, da quando governa Zaia, fosse sparita una città grande come Treviso e abitata esclusivamente da under 35», commenta Baldin.

«Ritengo sia ormai anacronistico parlare di “fuga dei cervelli”: il fenomeno non riguarda più soltanto i livelli più alti dell’istruzione. Perché i giovani scappano dal Veneto? Da un lato mancano i servizi, basti pensare alla situazione dei trasporti.  Perché in Veneto non c’è il biglietto unico, che preveda una scontistica per i giovani, magari legata all’ISEE? Altre Regioni lo prevedono già da anni. E poi il Veneto è maglia nera per il diritto allo studio: in questo momento nella nostra regione ci sono più di tremila studenti universitari che rischiano di non ricevere la borsa di studio a cui hanno diritto. Due terzi di tutti gli idonei non beneficiari italiani sono in Veneto e poi ci stupiamo se i ragazzi vanno via», aggiunge Baldin.

«C’è poi una questione legata al lavoro: la disoccupazione giovanile è ancora relativamente alta e, con la diffusione del precariato, assistiamo alla crescita dei working poor, specialmente tra i giovani. La CGIL stima che in Veneto ci siano 200mila lavoratori poveri, il 16% del totale. Tra i giovani però la percentuale si alza fino al 23%: ecco allora che candidarsi a regione “young friendly” vuol dire, ad esempio, sostenere il salario minimo. Il contrario di quel che stanno facendo Zaia e i suoi alleati. Per non parlare dei tirocini gratuiti, altra piaga che colpisce i più giovani e rispetto alla quale la Regione non è mai intervenuta», conclude la consigliera regionale.

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IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA UNANIME IL MIO ORDINE DEL GIORNO PER ACCELERARE L’AVVIO DELLA ZONA LOGISTICA SEMPLIFICATA

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Venezia, 14 dicembre 2023 – Quanto tempo bisognerà aspettare ancora, affinché il Polesine, la zona industriale di Marghera e il Porto di Chioggia possano godere dei benefìci della Zona Logistica Semplificata? Dopo mille dilazioni romane, negli scorsi giorni l’assessore regionale Roberto Marcato aveva “strigliato” al proposito i parlamentari veneti: ora è lo stesso Consiglio di palazzo Ferro Fini ad esprimersi, all’unanimità, per invitare la Giunta di Luca Zaia ad attivarsi con celerità in tutte le sedi istituzionali centrali.

Il provvedimento è contenuto in un ordine del giorno promosso dalla capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Erika Baldin, soddisfatta dall’esito del voto in aula: «Da mesi sentiamo dire che l’erogazione dei fondi è sempre “all’ultimo miglio”, solo che qui di risorse non se ne vedono. Peccato, perché l’istituzione della ZLS Porto di Venezia – Rodigino risale ormai al 5 ottobre 2022: solo che non è mai stata seriamente finanziata dal governo Meloni, il quale ha addotto sempre nuove motivazioni pur di ritardarne l’effettivo avvio».

Lo strumento aiuterebbe infatti le imprese a insediarsi in contesti fragili oppure un tempo depressi, con riguardo alla sostenibilità ambientale e alla mobilità logistica: «Ma finché permane lo stallo -continua la consigliera Baldin- resta una scatola vuota. Questo governo non dà risposte nemmeno ad una Regione amministrata dalla stessa maggioranza di centrodestra, e fa solo propaganda. Già un anno fa, assieme alla collega Cristina Guarda, avevamo addirittura presentato un emendamento alla legge di stabilità per spostare al gennaio 2024 l’avvio della ZLS, in quanto di impossibile avvio: eravamo state ottimiste, visti i mesi che ancora dovranno trascorrere prima che succeda».

Ma anche le amministrazioni locali non possono più attendere oltre: «Si tratta -ricorda l’esponente del M5S- di un contesto da due miliardi e mezzo di euro, con circa 178mila nuovi posti di lavoro previsti, l’incremento del 40% per le esportazioni e dell’8.4% per il traffico portuale di Venezia e Chioggia. La misura servirà ad semplificare la burocrazia e creare condizioni creditizie favorevoli, con l’istituzione di una zona franca. Per ora, tuttavia, c’è solo la predisposizione di un sito informativo, con la mappatura delle aree coinvolte e l’ipotesi di uno sportello digitale anche in inglese. In pratica, la comunicazione del nulla».

Dov’è la famosa “filiera”, quando serve? «La lotta intestina tra Fratelli d’Italia e Lega, tra centralismo e autonomia differenziata -conclude Erika Baldin- tutto fa tranne il bene delle cittadine e dei cittadini veneti. Come la Regione del Veneto spesso e volentieri dimentica la sua area meridionale, così Roma (nonostante il profluvio di cariche al potere e di voti al centrodestra) evita di attribuire gli stanziamenti necessari a dare corpo e anima ai progetti inseriti nella ZLS. Se questo è il governo più sordo di sempre alle esigenze del territorio, osservo che per esigenze di bandiera nemmeno l’amministrazione comunale clodiense protesta, né si attiva o reagisce di fronte a ritardi esiziali. Nonostante la possibile perdita di investimenti preventivati da chi a ragione potrebbe scegliere ubicazioni differenti».

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DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA REGIONALE, IMPOSSIBILE PROGRAMMARE SENZA RISORSE: ZAIA SEGUA L’ESEMPIO DEI SINDACI E INTERVENGA SULL’IRPEF

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Venezia, 28 novembre 2023 – «Zaia anche quest’anno rinuncia a utilizzare la finanza pubblica per dare risposte alle famiglie e alle imprese in difficoltà. Il dato oggettivo è quello di un bilancio regionale senza risorse, ancor più dopo i tagli del governo Meloni che hanno sottratto ulteriori 28 milioni di euro al Veneto». Così Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, a margine della discussione sul Documento di Economia e Finanza Regionale 2024-26. «Discussione alla quale, in ogni caso, partecipiamo con senso di responsabilità, senza rinunciare a offrire una visione alternativa con le proposte contenute nella nostra manovra emendativa», aggiunge Baldin, che ha depositato 65 emendamenti alla Nota di Aggiornamento al DEFR.

Nel suo intervento in discussione generale, la consigliera si è anzitutto soffermata su «un dato economico incontestabile, messo nero su bianco dalla Giunta Zaia nella Nota di Aggiornamento al DEFR, è che la scelta del governo di cancellare il Superbonus ha arrecato un grave danno al Veneto: “il settore regionale delle costruzioni paga con maggiore intensità il clima d’incertezza creato dalla modifica in corsa delle regole sui bonus edilizi (-1,4% a fronte del +0,1% a livello nazionale) che ha determinato il blocco dei crediti fiscali”. Nel triennio 2019-2022 l’attività che aveva manifestato la crescita più intensa era stata proprio quella edile, con un formidabile +25%, grazie al Superbonus del governo Conte».

Poi le proposte. «Le priorità del MoVimento 5 Stelle sono chiare: fermare la strage nei luoghi di lavoro, rispettando anzitutto gli impegni contenuti nel Patto regionale per la sicurezza firmato con i sindacati. Il primo pacchetto di emendamenti è dedicato proprio al rafforzamento dell’organico relativo agli ispettori Spisal nelle Ulss venete», spiega la consigliera regionale. «Occorre aumentare i controlli, ma il tema della sicurezza è connesso anche a quello del precariato e del lavoro povero. Con altri emendamenti ho posto nuovamente la questione del salario minimo legale, che in Veneto porterebbe un beneficio immediato a quasi mezzo milione di lavoratori», ricorda Baldin.

«Il sostegno ai centri antiviolenza non può essere ridotto a uno spot, lo diciamo con rabbia: serve un investimento strutturale da parte della Regione e vanno sostenute delle campagne di educazione all’affettività rivolta in particolare alle giovani generazioni. Un altro pacchetto di emendamenti riguarda il diritto allo studio, qui la questione è molto semplice: la Regione deve pagare le borse di studio. Il Veneto è la regione italiana con il maggior numero di idonei non beneficiari, lo scorso anno erano più della metà del totale nazionale: una vergogna. Zaia va in tv a dire che sta dalla parte dei giovani, lo dimostri con i fatti e con le risorse», dichiara la consigliera regionale.

«Le altre questioni fondamentali sulle quali la Regione può fare la differenza, compiendo le proprie scelte di programmazione: stop consumo di suolo, sicurezza stradale, salute mentale, contrasto alla povertà e sostegno alla legalità con misure per ridurre la circolazione del contante. Con quali risorse realizzare tutto questo? Chiediamo alla maggioranza di rimpolpare il bilancio regionale tramite l’addizionale Irpef, come stanno facendo molti Comuni, tra i quali Treviso governato dalla Lega. La nostra proposta, però, è di tassare soltanto i redditi più elevati, in modo da redistribuire quelle risorse ai redditi medio-bassi tramite i servizi finanziati dalla regione», conclude Baldin.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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MANOVRA ECONOMICA, IL GOVERNO MELONI AFFOSSA IL FEDERALISMO: I TAGLI AGLI ENTI LOCALI SVUOTANO L’AUTONOMIA DI ZAIA

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Venezia, 25 ottobre 2023 – «Altro che autonomia, la destra al governo taglia tutto: compresi i trasferimenti agli enti locali. Tagli che comporteranno inevitabilmente un’ulteriore riduzione dei servizi erogati da Comuni e Regioni, come la sanità e il sociale. Una Regione come il Veneto, governata da quella stessa destra che qui predica autonomia e a Roma sa solo tagliare risorse al territorio, non può accettare un simile voltafaccia: per questo ho presentato una risoluzione in Consiglio regionale, affinché i rappresentanti del popolo veneto possano esprimersi compattamente in modo chiaro e franco contro le scelte del governo Meloni, che penalizzano i cittadini veneti così come quelli delle altre regioni». Lo dichiara la consigliera regionale Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle a Palazzo Ferro Fini, dopo aver depositato la risoluzione “Manovra di Bilancio statale, a rischio I finanziamenti a Regioni ed enti locali. Il Consiglio regionale del Veneto stigmatizza un simile scenario che metterebbe fine a qualsiasi discussione sul federalismo”.

«Il Veneto, tra l’altro, dipende dai trasferimenti statali molto più delle altre regioni: la scelta di Zaia di rinunciare all’addizionale Irpef sui redditi più alti, infatti, priva il bilancio regionale delle risorse di quel famoso “federalismo fiscale” che già esiste. La quota di risorse libere, disponibili per le politiche regionali, si assottiglia di anno in anno. Il risultato è che a pochissime persone abbienti restano in tasca più soldi, mentre i servizi destinati alle famiglie venete si sono sempre più contratti. Basti pensare a quel che sta succedendo in sanità, con il pubblico che si arrabatta come può mentre le cliniche private spuntano come funghi», osserva Baldin.

«Ora, i tagli prospettati nella manovra di bilancio del governo Meloni rischiano di aggravare la situazione. Non credo si possa rimanere in silenzio di fronte al furto di 15 o 20 milioni di euro, perciò invito tutti i colleghi a condividere la mia proposta. Se la maggioranza di Zaia mostrerà un minimo di coerenza, sono certa che la risoluzione verrà approvata all’unanimità», conclude Baldin.

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IL VENETO È FANALINO DI CODA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO: SIAMO DI FRONTE AL PIÙ GRANDE FALLIMENTO POLITICO DI ZAIA

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Venezia, 27 settembre 2023 – «Studiare in Veneto diventa sempre più un privilegio per pochi: se gli studenti vengono ancora qui è solo grazie al prestigio dei nostri atenei, non certo per la qualità del diritto allo studio che vede la Regione all’ultimo posto nella classifica nazionale». Così Erika Baldin, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle e capogruppo a Palazzo Ferro Fini, che ricorda: «di recente, la maggioranza di Zaia ha bocciato una mia mozione che chiedeva alla Regione di finanziare gli ESU, le aziende regionali per il diritto allo studio che dovrebbero occuparsi della residenzialità universitaria. Dovrebbero, appunto, ma non riescono a soddisfare le necessità degli studenti: da anni i trasferimenti regionali sono al palo e gli ESU non possono investire per realizzare nuovi studentati o gli altri servizi necessari, come ad esempio le mense. Nel frattempo, il governo Meloni ha azzerato il fondo affitti che in Veneto valeva 22 milioni di euro».

«Proprio oggi l’Unione degli Universitari è scesa in piazza a Venezia, come in tante altre città italiane, per esprimere il proprio dissenso contro il caro studi e l’emergenza abitativa. “Vogliamo un futuro qui”, questo chiedono gli studenti. E non è un caso che puntino il dito nei confronti della Regione», sottolinea Baldin, «perché i dati sulle borse di studio parlano chiaro: il 65% degli idonei non beneficiari è in Veneto, 3.247 studenti su un totale di 4.947 a livello nazionale. É la fotografia di una Regione che non investe nel diritto allo studio e che sceglie di non essere attrattiva per i giovani: questo, più di altri, è il vero fallimento politico dei tre mandati di Zaia e dei quattro di Donazzan», conclude la consigliera regionale.

Erika Baldin (MoVimento 5 Stelle), consigliera regionale

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FONDO AFFITTI AZZERATO, IL PARADOSSO: ZAIA INFORMA I COMUNI, MA NON VUOLE CHIEDERE NUOVE RISORSE AL GOVERNO

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Venezia, 19 settembre 2023 – «Il fondo affitti e il fondo per le morosità incolpevoli vengono azzerati dal governo Meloni, e la Regione cosa fa? Si limita ad informare con una circolare i Comuni veneti. Come se gli amministratori locali non fossero già a conoscenza del problema». Così Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, che il 29 marzo scorso aveva presentato una mozione per chiedere alla Regione di attivarsi presso il governo per ottenere il rifinanziamento dei due fondi.

«Martedì scorso, quando la mozione finalmente è approdata in Aula, la maggioranza di Zaia ha votato contro e l’ha bocciata: evidentemente è più importante difendere l’operato del governo Meloni che tutelare le famiglie venete in difficoltà», dichiara Baldin. «Qualche giorno dopo, la Regione ha predisposto una circolare per informare i Comuni che non potranno contare su quei fondi: non so se si tratti di una coincidenza o meno, ma di certo siamo di fronte ad un paradosso. Invece di chiedere al governo di rifinanziare il fondo affitti, come avevo proposto con la mia mozione, Zaia se ne lava le mani e scrive ai Comuni che non ci sono le risorse. Che però non ci sono proprio perché sono state tagliate dal suo governo!», aggiunge la consigliera regionale, che nella mozione chiedeva alla Regione di attivarsi anche a sostegno degli studenti che protestano contro il caro affitti e delle famiglie colpite dall’aumento delle rate dei mutui.

«Ricordo che durante il governo Conte I, quello sostenuto dal Movimento 5 stelle e dalla Lega, il fondo affitti poteva contare su 10 milioni di euro. Nel 2020, con il governo giallorosso (il Conte II), il fondo è stato aumentato a 200 milioni di euro e poi a 210 milioni nel 2021. Draghi è arrivato a finanziarlo fino a 330 milioni di euro, poi è arrivata Meloni e ha azzerato tutto. Il fondo per le morosità incolpevoli, invece, era arrivato a 50 milioni di euro nel 2021 con Conte, poi è stato azzerato da Draghi nel 2022 e Meloni ha confermato questo azzeramento. Insomma, non mi si venga a dire che non ci sono le risorse: se il governo Conte è stato in grado di reperirle in piena pandemia, vuol dire che si possono trovare anche oggi. Quel che manca è la volontà politica e la bocciatura della mia mozione da parte del Centrodestra lo dimostra», conclude Baldin.

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