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TPL/VENEZIA. BALDIN (M5S): MAGGIOR ATTENZIONE SUI BUS EXTRAURBANI, A PARTIRE DALLA ZONA SUD, VISTO ANCHE LO STOP DEL TRENO MESTRE-ADRIA

«Risolvere il rebus del futuro Trasporto pubblico locale nel veneziano non sarà facile. Ma se vogliamo togliere, e non aggiungere, le auto private dalle strade va fatto uno sforzo, soprattutto di programmazione, sulle tratte extraurbane. Linee come quelle verso la Riviera del Brenta, Cavarzere e Piove di Sacco (di cui abbiamo parlato ieri) che, per Actv, sono parse essere l’ultima ruota del carro». Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, ragiona sulla chiusura per lavori della linea ferroviaria Mestre-Adria per un mese ad agosto e sull’organizzazione futura del trasporto pubblico veneziano.

«Positivo, ne convengo, che il direttore generale di Avm Giovanni Seno nell’ultima intervista – aggiunge la politica veneziana – abbia concordato con molte delle nostre proposte sulla riorganizzazione del Tpl, come l’uso delle app digitali, ma il binomio “tanti turisti = mezzi garantiti per i pendolari” non è accettabile per gli abitanti dell’entroterra veneziano. Nelle tratte extraurbane minori i bus che portano i pendolari dai paesi della provincia vanno forniti comunque, in misura sufficiente alla richiesta dei nostri cittadini. Sia che l’abbondanza di turisti sui vaporetti renda ricca Actv, sia in un periodo di vacche magre come questo. Questo è lo scopo primario del contratto di servizio, anche se le 60mila persone trasportate nell’extraurbano sono meno appetibili delle 200mila che arrivavano nella navigazione dopata dal turismo di massa».

«Su questo fronte– conclude Baldin – accendo un riflettore sulla chiusura della linea ferroviaria Mestre-Adria, per tutto agosto. Auspicando che questa interruzione non si trasformi in un calvario per i pendolari della zona, già danneggiati dalle troppe cancellazioni dei bus Actv, spero che la Regione (azionista di Sistemi Territoriali) vigili sull’efficacia dei servizi sostitutivi approntati, e lo faccia con entrambi gli occhi aperti. Proprio ieri siamo intervenuti sulla situazione delle linee di bus che servono quella zona, senza corse la domenica e con un’offerta ridotta all’osso. Ora lo stop del treno aggiunge un altro carico di disagio sugli utenti. Invito le aziende del Tpl quantomeno a coordinarsi ed essere elastiche per eventuali riprogrammazioni o sovrapposizioni, per non rendere l’estate di quei pendolari particolarmente complicata».

Sabato 13 giugno 2020

erika baldin: