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Quote latte – La sentenza del Tribunale di Roma non rileva responsabilità penali, ma individua responsabilità politiche

“Si tratta di una questione delicata che è già costata più di 4 miliardi euro ai contribuenti italiani per la violazione da parte dell’Italia della normativa europea e che costerà circa 1,3 miliardi agli allevatori italiani e 400 milioni agli allevatori veneti.” Sono le parole del Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Veneto Stefano Fracasso, a margine della conferenza stampa sul tema delle ‘quote latte’ che si è svolta oggi a Venezia, presso la sede dell’Assemblea legislativa veneta, organizzata dai Consiglieri Erika Baldin, Manuel Brusco, Jacopo Berti e Simone Scarabel del Movimento 5 Stelle, del Partito Democratico (presenti, oltre al Capogruppo Fracasso, anche Graziano Azzalin e Andrea Zanoni), di Liberi e Uguali Piero Ruzzante, e della Lista AMP Cristina Guarda. “La recente decisione del Tribunale di Roma – continua Fracasso – pur non rilevando profili attinenti responsabilità penali, evidenzia responsabilità politiche enormi: vi si afferma che le regioni, e in particolare gli assessorati all’agricoltura, non hanno fatto il loro dovere nel controllare quello che gli allevatori dichiaravano nella quota di produzione di latte. La domanda è: cos’ha ha fatto la nostra regione in quegli anni, a partire dalla fine degli anni ‘90 fino alla metà degli anni 2000, visto che viene chiamata in causa anche l’attività ispettiva, di verifica e di controllo, della nostra regione rispetto ai dati che venivano trasmessi al ministero e all’Agea? Il 15 luglio l’Agenzia delle Entrate farà partire le cartelle esattoriali per far pagare le multe degli allevatori del Veneto, e non solo. Quel termine era stato dilazionato, forse pensando di schivare la vicenda a ridosso delle elezioni europee, ma ormai penso che sia inevitabile che le multe arrivino nelle case e nelle stalle degli allevatori”.

“Sicuramente questa decisione del GIP di Roma del 5 giugno scorso, pur avendo decretato l’archiviazione dell’indagine per truffa per l’impossibilità di individuare i colpevoli – aggiunge Simone Scarabel (M5S) – è comunque destinata a scatenare uno tsunami perché emergono le responsabilità politiche: sono stati dichiarati numeri che hanno determinato lo sforamento delle quote latte a livello nazionale; se questo non fosse avvenuto, agli allevatori non sarebbe arrivata nessuna multa ai singoli allevatori. Il Ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio e il sottosegretario Franco Manzato, che è stato anche assessore all’agricoltura in Regione del Veneto, hanno nelle loro mani la questione e dovrà assolutamente prendere dei provvedimenti drastici in merito a quanto emerso”.

“Le cartelle arriveranno – ricorda la Consigliera Cristina Guarda (M5S) – il rinvio deciso a marzo non ha risolto i problemi degli allevatori, e anche quelli più vicini alla Lega devono rendersi contro di questa situazione”.

“La Lega ha promesso, illuso e preso in giro gente onesta – aggiunge il Consigliere Graziano Azzalin (PD) – e la Regione non ha fatto quanto in suo dovere nel vigilare. Le responsabilità politiche rimangono in capo ai decisori dell’epoca: Zaia quindi deve venire in Aula e chiarire e a spiegare quanto è successo, e non ci costringa a convocare un Consiglio appositamente per questa ragione”.

“Su questa vicenda esiste una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del gennaio 2018 – ricorda il Consigliere Andrea Zanoni – che condanna l’Italia per violazione di legge, e si rischia che il conto non lo paghino solo gli allevatori, ma che lo paghino tutti. Più volte Zaia aveva dato indicazioni circa dilazioni o storni delle multe, ma ora i nodi vengono al pettine”

erika baldin: