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CORONAVIRUS/TRASPORTO PUBBLICO LOCALE. BALDIN (M5S): IN VENETO DROPLET UTOPIA, SERVONO CONVENZIONI CON AZIENDE, APP PER AFFLUENZA E SERVIZI ON DEMAND

«Al tempo del Coronavirus il distanziamento sociale sui mezzi pubblici è spesso pura utopia. E invitare la gente a spostarsi a piedi o usare la macchina non aiuta chi non se lo può permettere». Così Erika Baldin, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che prosegue: «La signora che fa le pulizie alla Giudecca ma abita a Martellago e comincia a lavorare alle cinque del mattino non può certo andare a piedi. Che le diciamo, di andare a nuoto con la mascherina?».

«La questione delle coperture finanziarie è decisiva – ribadisce la consigliera M5S – ma al momento la coperta appare irrimediabilmente corta. Con il lockdown c’è un crollo di biglietti venduti, il bilancio va ko e le corse si riducono. Così nelle ore di punta c’è troppa gente sui mezzi, e addio distanziamento. Un bel rebus, che va affrontato con l’innovazione, ma senza chiedere il solito aiuto a Roma».

«In punta di piedi mettiamo sul tavolo un paio di strade da imboccare, a basso costo. La prima – dice Baldin – è quella di incentivare al massimo la convenzione per trasporti dei dipendenti di grandi aziende, o di intere zone industriali, penso ad esempio alla Fincantieri di Marghera. Se centinaia di lavoratori usassero solo mezzi a loro riservati, negli orari di entrata e uscita studiati con Actv, si potrebbe tarare meglio la quantità di bus da usare, liberando così le corse normali per gli utenti che eviterebbero l’affollamento».

«La seconda via – osserva la politica veneziana – è di spingere in maniera decisa sulla tecnologia. Le aziende del Tpl veneto, in collaborazione con la Regione e le Università predispongano un’applicazione per smartphone dedicata che, oltre a dare informazioni su orari, ritardi e coincidenze (come fa, ad esempio, Trenitalia) tramite l’uso di webcam di sorveglianza sui mezzi (costano ormai pochi euro) fornisce informazioni in anticipo sull’affollamento del mezzo, aiutando l’utente nella scelta e l’azienda nella logistica. Il digital e i telefonini possono anche essere usati per incentivare molto di più i servizi di trasporto on demand. Così alcune linee secondarie fornirebbero un trasporto “su appuntamento” e, in orari di bassa affluenza, i mezzi che ora viaggiano semivuoti sarebbero spostati sui tragitti ad alto impatto, garantendo così una maggior frequenza e quindi permettendo un miglior distanziamento sociale».

mercoledì 15 aprile 2020


L’immagine è tratta dal sito web de Il Messaggero, che ringraziamo

erika baldin: